Giovedì, 17 Agosto 2017

OLTREPO PAVESE - LA MADRE DI TUTTI I MALI DELL'OLTREPO… LE BUCHE? NO! L'INCAPACITÀ DI MOLTI POLITICI

Da alcuni anni, da quando i cordoni della borsa si sono stretti, da quando di soldi ne arrivano sempre meno, la situazione dello stato delle strade oltrepadane è peggiorata. Effettivamente sono tantissime le strade dell’Oltrepò che spaccano pneumatici, cerchioni e anche autovetture, sono tantissime le strade dell’Oltrepò che causa carreggiate dissestate sono diventate impervie. Per ripararle di soldi ce ne sono sempre meno,  per ora, ma in futuro si ha la ragionevole speranza che almeno, a poco a poco, le strade verranno messe a posto. Però sentendo sindaci, amministratori pubblici, presidenti ed assessori di comunità di enti, associazioni e compagnia cantante, sembra che le buche nelle strade siano il principale problema per cui la gente non viene in Oltrepò. Insomma: le buche e le strade dissestate sembrano essere l’alibi designato.

Il motivo per cui la gente non esce al casello autostradale di Casei Gerola e prosegue per la riviera ligure o per altre località, sembrano essere solo le buche delle nostre strade, queste persone che tirano diritto andando in altri posti  probabilmente li scelgono perché non hanno buche o strade dissestate. La realtà non è così, in tutta Italia, i comuni, le province e le regioni sono vittime e colpevoli di questa situazione nella quale mancano le risorse economiche per riparare le strade. Pertanto sarà pure vero che con strade perfette qualcuno in più in Oltrepò forse potrebbe venire, la realtà dei fatti è che molti non scelgono l’Oltrepò perché preferiscono altre mete.

Le strade della Liguria, della Riviera romagnola, della Maremma o della Val d’Aosta hanno gli stessi problemi delle nostre strade, ce ne sono in situazioni decenti e in situazioni indecenti. In altre zone di Italia, molte della Toscana, molte del sud Italia,  che accolgono moltissimi turisti, ci sono strade in condizioni peggiori delle nostre, Le buche e le frane non devono essere l’alibi per giustificare una politica turistica oltrepadana fallimentare. L’Oltrepò potrebbe essere servito meglio dalla rete viaria, ma certamente è servito meglio rispetto alla media nazionale, abbiamo due autostrade che si intersecano con quattro caselli: Casei, Voghera, Casteggio e Stradella, e se  l’Oltrepò fosse appetibile potrebbero essere porti di sbarco per i turisti. Poi una volta usciti dal casello, questi turisti,  potrebbero facendo dai dieci ai trenta km raggiungere tutto l’Oltrepò.

La realtà è che la gente non esce a questi caselli oltrepadani, ma ad altri caselli di altre località che hanno saputo a livello turistico promuovere meglio il loro territorio. C’è qualcuno che auspicava l’apertura di una nuova autostrada, la Mortara – Broni, c’è chi si era opposto e chi era a favore, una nuova autostrada potrebbe portare dei benefici ma premesso che per ora è una chimera il vero problema è che anche questa nuova autostrada con nuovi caselli potrebbe far la fine della Milano - Genova o della Torino - Piacenza con ulteriori caselli di passaggio e non di uscita. Ad ogni piè sospinto le amministrazioni pubbliche e parapubbliche dell’Oltrepò indicono tavole rotonde, vogliono fare cabine di regia, chiamano i politici di riferimento del territorio per discutere della rete stradale dell’Oltrepò e alla fine di ognuno,  di questi inutili o stucchevoli convegni si trova il colpevole, davanti al plotone di esecuzione vengono mandate le buche e le frane e le strade dissestate. La realtà è un'altra, la realtà è che le buche, le frane e le strade dissestate non sono certamente un incentivo affinché i turisti vengano in Oltrepò ma non sono le principali ed uniche colpevoli, i colpevoli sono quegli amministratori oltrepadani che per anni hanno ricevuto tanti, ma tanti soldi, dalla regione e dallo stato italiano e li hanno buttati via in mille progetti, scusate in mille sciocchezze turistiche. Progetti senza capo ne coda equamente divisi,  più o meno,  in base al momento ed al potere ed all’interesse politico di ogni comune.

Le spartizioni di queste risorse sono state fatte, in Oltrepò, tra compagni di partito, tra compagni di cordata, tra compagni di merende o tra amici e qualche volta anche famigliari. La realtà dei fatti è che i troppi soldi arrivati in Oltrepò sono stati spartiti non in base alla valenza del progetto, ma in base all’appartenenza politica, imprenditoriale o famigliare. Di soldi ne sono arrivati anche in questi ultimi mesi e ne arriveranno nei prossimi, mi sono documentato su come verranno spesi e su chi li spenderà, bene nella maggioranza dei casi non c’è da riparare le strade o le buche delle strade, ma ci sarebbe piuttosto da riparare le buche e le frane delle capacità professionali, turisticamente parlando,  di chi ha concepito questi progetti. Mi sa proprio e spero di sbagliarmi che tra dieci anni saremo ancora qui a dare le colpe alle buche e alle frane e di turisti non ne vedremo l’ombra, la cosa più patetica sarà che a discutere di questo saranno più o meno gli stessi politici, amministratori pubblici o boiardi parapubblici che stanno facendo tavole rotonde e simposi oggi.

Visto che ci sono tante frane in Oltrepò, la speranza è che possa venirne una  sotto la tavola di un simposio, di un convegno, di una tavola rotonda o di una cabina di regia fatta da questa gente,  in modo che tra dieci anni,  sarà anche una magra consolazione, ma avremmo gente diversa che magari discuterà delle stesse cose e che magari non sarà meglio di quelle di oggi ma che almeno avrà una faccia diversa.

 

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