Giovedì, 17 Agosto 2017

RIPETIZIONI ESTIVE: UN MERCATO (NERO) CHE VALE 800 MILIONI

Nel 2017 sono aumentati gli studenti italiani rimandati a settembre, passati dal 22,3% del 2016 al 22,7% di quest’anno. Un esercito di ragazzi circa 671mila, se parliamo di scuole superiori, che in questi giorni stanno preparando gli esami di riparazione.  Secondo il portale  Skuola.net il 51% dei ragazzi si è già affidato o si rivolgerà nelle prossime settimane a un insegnante privato mentre il 49% prenderà altre strade. I corsi di recupero nelle stesse scuole sono ormai finiti tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Non resta dunque che affidarsi alle ripetizioni scolastiche. Un mercato che al 90% non viene dichiarato e che genera un giro d’affari che supera gli 800 milioni di euro, secondo la Fondazione Einaudi che nel 2016 ha presentato lo studio “Quanto vale il mercato nero delle ripetizioni scolastiche?”. I due ricercatori, Lorenzo Castellani e Giacomo Bandini, hanno sottolineato che la metà degli studenti delle scuole superiori dichiara di avvalersi di ripetizioni private oltre l’orario scolastico, nonostante gli studenti italiani siano tra i più impegnati al mondo per tempo dedicato ai compiti, allo studio a casa e alle lezioni di recupero. Per cercare di migliorare la situazione e sostenere il sistema scolastico, vengono stanziati fondi agli Istituti superiori per corsi di recupero ad hoc, ma i finanziamenti sono andati via via diminuendo, con un crollo nel 2016. Ed erano già pochi. Con risorse così esigue si riesce a garantire un fabbisogno minimo, cercando di economizzare durante l’anno per concentrare i fondi in estate per i ragazzi che vengono rimandati con uno o più debiti. Si organizzano così pochi corsi da dieci ore per circa 15/18 studenti, con un impatto irrisorio. Ecco allora il ricorso al privato. Tra le principali richieste figurano matematica, latino e greco e, in misura minore inglese. Sono queste le materie di indirizzo che possono far pendere l’ago della bilancia verso la bocciatura o la promozione. Solitamente è l’arrivo della prima pagella tra dicembre e gennaio a far scattare l’allarme. I professori a scuola non possono dare ripetizioni a nessuno studente dello stesso istituto, la famiglia si rivolge quindi al privato, in primis studenti universitari ma anche insegnanti di ruolo che lo fanno principalmente per arrotondare lo stipendio. Ci sono poi i docenti in pensione che mantengono in questo modo anche un legame con i giovani e con il mondo dell’insegnamento che non è facile da abbandonare dopo decenni passati in cattedra. Per le medie, c’è la figura del ‘tutor’, ragazzi solitamente universitari che seguono i giovanissimi nei compiti. Per un’ora di lezione privata in matematica, latino o greco, si va dai 18/20 euro applicato dagli studenti universitari ai 30/35 euro del docente di ruolo. Per l’insegnamento dell’inglese il prezzo scende ai 20/25 euro. Se la base minima è di un’ora a settimana, con una media di due ore, soprattutto se sono coinvolte più materie, c’è anche chi sceglie di fare un’ora e mezza per venire incontro allo studente sia in termini economici che per evitare perda troppo tempo negli spostamenti. Si tratta nella stragrande maggioranza dei caso di compensi esentasse, in nero. Per far fronte al fenomeno, ora che sono venuti meno i voucher, il governo ha proposto il ‘libretto famiglia che serve a pagare prestazioni occasionali per piccoli lavori domestici come pulizia, manutenzione, ma anche la baby-sitter, l’assistenza a bambini, anziani, ammalati, disabili e per lezioni private. Ogni buono del libretto è da dieci euro utilizzabile per prestazioni non superiori a un'ora. A carico del datore di lavoro i contributi alla gestione separata, il premio dell'assicurazione e gli oneri gestionali per un totale di circa due euro.

 

 

 

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