Mercoledì, 26 Aprile 2017

IN ITALIA 1 TURISTA SU 5 È TEDESCO, MENO RUSSI E PIÙ GIAPPONESI

Continuano ad aumentare i turisti stranieri in Italia, ma si tratta di un turismo 'mordi e fuggi' con soggiorni in media di pochi giorni (quelli dei cinesi 1,8 giorni) in cui spendono meno degli anni scorsi. Sono alcuni dei dati che emergono realizzata da Confturismo-Confcommercio.Dalla ricerca emerge che è grazie agli stranieri che il bilancio del turismo italiano resta positivo anche se tra il 2001 e il 2016 abbiamo perso 45 miliardi di euro a causa dei soggiorni più brevi: 

  • Turisti stranieri in Italia cresciuti +1% nel 2016 (rispetto al 2015), fino a toccare il tetto di 56 milioni. 
  • Tra il 2001 e il 2016 gli arrivi segnano +55% e le presenze +35%
  • Stranieri soggiornano meno (da 4,1 giorni del 2001 a 3,6 giorni nel 2016)
  • Spendono meno (661 euro nel 2016 contro i 1.034 nel 2001, pari a -36%)
  • Nel confronto 2015-2016 la permanenza media è in lieve risalita (solo due ore in più che valgono 600 milioni di entrate aggiuntive)
  • Tra il 2001 e il 2016 abbiamo perso 45 miliardi di euro, pari a tre miliardi all'anno, per soggiorni più brevi dall'estero a testimonianza della necessità di una politica di promozione e commerciale in grado di allungare la permanenza media e le occasioni di spesa.
  • Gli arrivi e le presenze italiane sono calate nel 2016 rispettivamente del 2% e dell'1% ed oggi risultano al di sotto dei livelli del 2001 per effetto di una flessione progressiva iniziata a partire dal 2007. 

Il turismo internazionale in Italia è principalmente di origine europea mentre quello extra europeo rappresenta circa il 30% del turismo internazionale verso l'Italia:

  • Nel 2016 sono arrivati 39 milioni di turisti da Paesi europei e 16,5 milioni da fuori Europa.  
  • Negli ultimi due anni abbiamo registrato 3,9 milioni di arrivi in più, per il 64% provenienti da paesi extra-europei.
  • Fuori dai confini europei cresce soprattutto il turismo cinese (+1,5 milioni nel biennio 2015-2016) mentre in Europa crescono significativamente i flussi da Germania (+533 mila nel biennio) e Francia (+472 mila).
  • La quota di mercato dei primi 10 Paesi per arrivi in Italia (sette sono europei e tre extra-europei) sale nel 2016 al 67,1% dal 65,8% del 2015.

La classifica nel corso dell'ultimo anno presenta un importante cambiamento. Esce la Russia (gli arrivi da questo Paese si sono dimezzati nel corso degli ultimi tre anni) e rientra il Giappone. Se osserviamo, invece, il lungo periodo ci sono altri importanti cambiamenti. Scalano posizioni Cina e Svizzera. Nelle prime tre posizioni si confermano Germania, Usa, Francia mentre il Regno Unito fa spazio alla Cina al quarto posto. Boom di turisti internazionali nelle città d'arte, nelle località collinari e nelle città minori di interesse storico e artistico che confermano arte e cultura come tratti distintivi dell'offerta turistica italiana con tante città di piccole e medie dimensioni in grado di coniugare i valori del patrimonio culturale con quelli ambientali e paesaggistici. Arte e cultura si confermano tratti distintivi dell'offerta turistica italiana non solo per il contributo dato dalle grandi destinazioni (Roma, Firenze, Venezia ma anche Napoli, Torino e Milano, decisivo in questo caso l'effetto Expo), ma soprattutto per quello fornito dalle tante città di piccole e medie dimensioni in grado di coniugare i valori del patrimonio culturale a quelli ambientali e paesaggistici. L'analisi del movimento turistico per aree mette in contrapposizione gli straordinari risultati di Padova, Bologna e Verona con quelli deludenti di Ravenna, Pisa e Pistoia. E nelle destinazioni minori risulta evidente il contrasto tra la crescita di Urbino, Pompei e Ravello ed il calo di Aquileia, Paestum e Piazza Armerina.

 

 

 

 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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