Domenica, 28 Maggio 2017

ALLARME MORBILLO, BOOM DI CASI IN LOMBARDIA - IN ROMANIA SONO GIÀ MORTI DICIASSETTE RAGAZZINI

Continua l’allarme in tutta Italia per l’epidemia di morbillo. In Romania sono già morti diciassette ragazzini. E in Italia è boom di casi in Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana. Tanto da spingere il ministero della Salute a lanciare l’allarme: «C’è un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo. A fronte degli 844 segnalati nel 2016, da inizio 2017 ne sono già stati registrati più di 700, con un incremento di oltre il 230% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi». L’ultimo caso è stato registrato a Firenze. Un altro operatore sanitario si è ammalato di morbillo all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze. È il terzo episodio dall’inizio del mese di marzo che viene diagnosticato nell’ospedale. Questa volta si tratta di un’anestesista che ha contratto la malattia in ambito familiare e che non è al lavoro già dallo scorso martedì. I casi precedenti avevano riguardato una radiologa, che era stata ricoverata nel reparto di malattie infettive, ed un operatrice che lavora nell’area materno infantile. Nel mese di gennaio altri casi, sempre tra gli operatori sanitari, si erano verificati nel presidio Santa Maria Annunziata, a Ponte a Niccheri. Anche per questo terzo caso sono state immediatamente avviate dalla direzione sanitaria ospedaliera le procedure per risalire ai contatti che in tutto, tra operatori sanitari e familiari saranno una cinquantina. «All’interno della struttura ospedaliera – fa sapere il direttore sanitario, Simone Naldini – stiamo promuovendo attivamente la vaccinazione tra tutti gli operatori, in particolare tra i giovani adulti che risultano i più colpiti da queste piccole epidemie». Attualmente i casi segnalati in Toscana sono il triplo di quelli notificati in tutto l’anno 2016.

La virologa: sulla vaccinazione c’è troppa disinformazione

La virologa Ilaria Capua fa sapere che «l’allarme morbillo per il calo delle vaccinazioni è frutto anche della disinformazione che c’è in Italia e in altri Paesi. I vaccini fanno bene e vanno fatti sempre sotto controllo del pediatria. Sono essenziali, ricordo che in Romania sono morti 17 ragazzini colpiti da morbillo. Questa non è una malattia “fastidiosa”, ma può diventare grave e può provocare anche la morte».

Medici, associazioni, cittadini: dopo i dati diffusi dal ministero della Salute, relativi alla recrudescenza di morbillo in Italia, ora si teme fortemente anche per altre malattie che si pensavano debellate da tempo e di cui la vaccinazione eviterebbe il rischio di contagio e diffusione. A partire, proprio dalla Federazione degli Ordini dei medici che, ancora una volta in queste ore hanno dichiarato: «Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente preoccupati: ci aspettiamo un caso di poliomielite o di difterite da un momento all’altro».

L’Ordine dei medici: «Ora temiamo polio e difterite»

Così si è espresso alzando se possibile – dopo i moltissimi casi di meningite dei mesi scorsi e la recrudescenza del morbillo in Italia, dati gli ultimi ricoveri di questi giorni – il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, riunito oggi a Roma, che nel commentare i dati diffusi ieri dal ministero della Salute sul ritorno di una malattia esantematica che si credeva debellata, ha sostenuto: «Impossibile non correlare questo aumento abnorme con il calo delle coperture vaccinali, in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano, contro le evidenze scientifiche consolidate ,di vaccinare i loro figli, mettendo a rischio non solo quei bambini, ma i loro compagni di asilo, scuola, giochi, parenti e tutta la popolazione».

Il monito: basta demonizzare la vaccinazione

Non solo: dopo i genitori, ha osservato sempre la Fnomceo, commette infrazione deontologica anche il medico che sconsiglia il ricorso al vaccino senza un motivo valido. «Anche noi medici dobbiamo farci un serio esame di coscienza: ogni volta che senza una valida controindicazione sconsigliamo la vaccinazione, anche solo non dando noi per primi l’esempio, e ancor più quando sistematicamente svalutiamo questa pratica, giocando sulle paure e sulle emozioni che sono naturali per qualsiasi genitore». «Ci rivolgiamo quindi a tutti i genitori, a tutti i cittadini – ha concluso la Fnomceo – è con loro che vogliamo e dobbiamo ricostruire un’alleanza a tutela della salute di tutti».


 

 

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