Venerdì, 28 Aprile 2017

MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA - SERVONO 5 MILIONI DI EURO PER IL RESTAURO DEL CASTELLO BECCARIA

 

Vi è un grande edificio in Oltrepo il cui profilo è sicuramente noto ai curiosi che, scorrendo la tangenziale Voghera-Casteggio, volgono ogni tanto lo sguardo verso le colline. Questa struttura è il castello di Montebello, e trattasi di un luogo carico di storia: costruito nel quattrocento per volontà della potente famiglia Beccaria, feudataria del paese e di altre località nei dintorni, con la sua alta torre segnò sin d'allora il profilo del paese, tanto che, giusto per citare un esempio, lo si può vedere nei dipinti raffiguranti la battaglia di Montebello del 1859. Nel frattempo erano cambiati i proprietari, e così fino a non molto tempo fa veniva chiamato "castello Premoli", dal nome della famiglia che nel frattempo ne era diventata proprietaria. Oggi il castello è diventato nuovamente "Beccaria", per volontà dell'attuale proprietario Davide Parisi, che decide di acquistare il castello nel 2013 con la forte volontà di restaurare e valorizzare l’edificio attraverso un progetto molto specifico. Davide Parisi milanese d'origine ma trapiantato in Oltrepo da più di quindici.

Parisi cosa l'ha spinta ad acquistare il Castello di Montebello?

"Mi dispiaceva vedere un immobile di grande valore in centro storico in stato di abbandono. Io, che sono un sognatore, non ho resistito e mi sono lanciato in questa grande sfida: l'amore per questa terra mi ha portato a prendere una decisione che ai più può apparire avventata, ma ritengo che il mio progetto abbia grandi potenzialità".

Lei non è oltrepadano, ma da tempo vive in Oltrepo ed investe in Oltrepo, come si dice dalle nostre parti "fa girare l’economia". Cosa l'ha portata qui e soprattutto è una scelta che rifarebbe?

"La storia comincia tempo fa, quando svolgevo la funzione di carabiniere ausiliario sul monte Amiata. Lì il mio comandante di stazione mi trasmise un grande amore per la natura, che il particolare paesaggio della Toscana, fatto di colline e montagne, non poteva che incoraggiare. Tornato a Milano, questa passione è rimasta, e così rimase la volontà di vivere in un luogo che fosse il più vicino possibile ma che equiparasse la bellezza naturalistica della Toscana, e l'Oltrepò fu la scelta perfetta: dal punto di vista naturalistico infatti non ha nulla da invidiare alla famosa regione del centro Italia. Di questa scelta sono molto orgoglioso e sicuramente la rifarei".

Cos'ha in più e invece cosa manca all'Oltrepò per essere alla stregua di altri territori che per bellezza paesaggistica sono simili, vedi la Toscana o simili per potenzialità produttive, vedi il Piemonte?

"Ho l'impressione che questo sia un territorio dove tutti fino ad oggi hanno pensato a se stessi, manca quindi lo spirito di squadra. Manca, sempre secondo la mia opinione, la voglia di unirsi per fare grandi cose. E da questo grande problema ritengo che derivi l'attuale arretratezza del nostro territorio rispetto alle realtà sopracitate. Questo mancato sviluppo non è però necessariamente un problema, anzi, può essere una grande potenzialità, un'opportunità per creare valore aggiunto e quindi lavoro e sviluppo".

Torniamo al suo progetto attuale. Quali sono secondo lei le potenzialità del castello di Montebello?

"Per cominciare, voglio sottolineare che il castello ha un'ottima posizione: si trova in collina, ma è facilmente raggiungibile dalla via Emilia e dall'autostrada. Poi, la struttura, pur in stato di abbandono, è di dimensioni notevoli e una volta restaurata può diventare una delle vetrine dell'Oltrepo pavese, ed è proprio qui che s'inserisce il mio progetto".

Tra i suoi progetti un museo, mostre, sale per la vendita di vini e prodotti oltrepadani... Ha già in testa come sarà strutturato?

"Una volta concluso il restauro, il visitatore che entrerà nel castello avrà la percezione di essere entrato in un luogo magico, carico di storia. Questa sensazione le sarà data dalla visita del museo di Montebello, un luogo progettato come spazio multimediale in cui scoprire la storia in maniera innovativa. Questo museo, che verrà collocato in parte sotto il colonnato e in parte in giardino, avrà la funzione di introdurre il visitatore al castello, in quanto passaggio obbligato dopo la reception. Appena oltre il museo, nell'interno del castello, comincerà l'itinerario personale: andando a sinistra ci saranno delle sale dedicate alla promozione dei prodotti dell'Oltrepò pavese, e proseguendo si arriverà in una grande sala per la vendita di vini selezionati delle cantine oltrepadane, e infine una grande sala per le degustazioni; a destra, nelle stanze più belle del castello (quelle con i soffitti affrescati) ci saranno delle sale polifunzionali, che potranno essere utilizzate, ad esempio, per allestire delle mostre o come showroom".

E siamo solo al piano terra... Per il primo e secondo piano del castello che uso ha pensato?

"Al primo piano invece ci saranno sale per eventi privati (matrimoni, feste, ecc.), e sempre nello stesso piano vorrei predisporre uno spazio da destinare a luogo di formazione, come ad esempio una scuola d'alta cucina, o una scuola d'arte. Al secondo piano vi saranno dei mini-alloggi per accogliere eventuali visitatori del territorio".

La torre?

"E' la  parte più importante, che nella mia idea dovrebbe essere il luogo per stanze esclusive, di alto livello, suddivise nel seguente modo: una camera nel secondo piano e un altra nel terzo; il quarto piano, il soppalco e la terrazza della torre costituiranno invece una suite di grande prestigio, dove le persone potranno godere di una vista spettacolare che spazia dalle meravigliose colline dell'Oltrepò alla pianura padana, con vista su Pavia nei giorni limpidi"

Come pensa di realizzare questo ambizioso progetto?

"Ribadisco che questo progetto, per me, è una grande sfida, e come ben sappiamo, nella vita le sfide si possono vincere o perdere. Per vincere ho bisogno del sostegno degli oltrepadani, ma soprattutto ho bisogno dell'aiuto di imprenditori con grandi valori umani, che vogliano lasciare un’impronta indelebile del loro passaggio, facendo un investimento lungimirante. Dal punto di vista meramente economico ritengo che questo territorio sia ideale per creare valore aggiunto, e sono certo che investire qui sia una grande opportunità. Mi spiego meglio: essendo che noi siamo indietro di 15 anni, dovremmo cogliere al balzo l'occasione di modernizzare l'impianto economico del territorio con questo progetto innovativo, che potrebbe permetterci di diventare un modello".

Allo stato attuale il castello è totalmente inagibile oppure si può utilizzarlo, e se sì, ha pensato in che modo?

"Allo stato attuale il castello non è agibile, salvo una parte del giardino che abbiamo messo in sicurezza: in quello spazio si è svolto l'evento Letture di Dante, ed è stato un grande successo, considerando anche che il castello non era aperto al pubblico da circa mezzo secolo. Ovviamente non ci fermiamo qui, ma entro sei mesi dovremmo rendere agibili una parte del giardino, il colonnato esterno e le due sale affrescate al piano terra. Abbiamo in piano una serie di eventi appena gli spazi saranno pronti".

Imprenditori e/o istituzioni oltrepadane che la sostengono?

"Al momento mi sostiene l’amministrazione del Comune di Montebello ... ".

La domanda è d'obbligo: se non riuscirà a trovare i 5 milioni necessari per il restauro del castello, ha un piano B?

"Se non sarò riuscito a trasmettere la mia passione a nessuno, procederò con le mie forze, come ho fatto fino ad oggi".

Se invece andrà tutto come deve andare e riceverà i fondi necessari, una volta restaurato sarà necessario mettere in moto tutta una serie di sinergie a livello commerciale. Farà tutto da solo?

"Attualmente sono già in contatto con varie persone che, a livello per ora volontario, cercano di aiutarmi a portare avanti questo progetto. Chiaramente una volta che il meccanismo comincerà a funzionare ci sarà bisogno di collaboratori e spero che il territorio risponda".

 

 

 

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