Lunedì, 25 Settembre 2017

Anche le ricevute fiscali vanno in vacanza. Al bar e al ristorante, in media, due scontrini su tre sono irregolari e aumentano i casi di evasione totale, sempre più frequenti nel caso di case vacanza e B&b. E' quanto emerge da un'indagine effettuata da diverse associazioni dei consumatori sul territorio. Si tratta dell'evasione fiscale quotidiana, quella fatta di caffè pagati direttamente al banco senza passare per la cassa e di conti scritti a penna, magari su una tovaglia carta, nella pizzeria dietro casa.

Un fenomeno che l'estate, con il volume di affari che cresce, tende ad accentuarsi rispetto agli altri periodi dell'anno. In un mese di monitoraggio, dal 25 giugno al 25 luglio, risultano non in regola con le ricevute fiscali il 64% degli esercizi commerciali. La stessa rilevazione, prima della scorsa estate, aveva fatto registrare il 54% di irregolarità. A testimonianza che la tendenza si consolida di anno in anno.

Il fenomeno, diffuso in tutta Italia, assume proporzioni diverse da regione a regione. Si raggiungono punte vicine all'evasione totale in diverse città del Sud: a Napoli lo scontrino non esiste nel 75% dei casi; a Bari si sfiora il 70%. Ma anche a Roma, con l'arrivo dell'estate, più della metà delle ricevute fiscali sono irregolari. Va relativamente meglio al Nord: Genova si conferma la città a più alto tasso di lealtà fiscale, con una quota di evasione inferiore al 25%; Milano e Torino sono al 38%.

LE SANZIONI. Nei casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta è prevista una specifica sanzione solo per il commerciante e non in capo al cliente. La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all'evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare).

IL RUOLO DEL CLIENTE. E' buona prassi che il cliente chieda sempre l'emissione del regolare documento fiscale. Oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l'esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti. Importante è verificare che l'importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale.

QUANDO NON SERVE. Esistono operazioni per le quali è previsto l'esonero dell'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l'autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta. Altri casi di esonero del rilascio dello scontrino o della ricevuta sono previsti per i conducenti di taxi (i quali, tuttavia, in caso di specifica richiesta del cliente, sono tenuti al rilascio della fattura) e per altre attività considerate minori (ciabattini, ombrellai ed arrotini).

 

Le imprese italiane sono le più tartassate d'Europa dal fisco. Secondo i dati dell’Ufficio studi della Cgia, le nostre imprese versano al fisco 105,6 miliardi di euro all’anno: nell’Unione europea solo le aziende tedesche pagano un importo complessivo superiore (135,6 miliardi), anche se va ricordato che la Germania conta 22 milioni di abitanti in più dell’Italia.

Ma il carico fiscale sulle imprese italiane, segnala la Cgia, non ha eguali nel resto d’Europa quando misuriamo l’incidenza percentuale delle tasse pagate dalle aziende sul gettito fiscale totale. Se da noi la percentuale è del 14,9, in Irlanda è del 14,8, in Belgio del 12,9, nei Paesi Bassi del 12,7, in Spagna dell’11,8, in Germania e in Austria dell’11,6. La media dell’Unione europea è pari all’11,5 per cento.

L’Ufficio studi della Cgia fa presente che l’incidenza percentuale delle tasse pagate dalle imprese sul totale del gettito fiscale è un indicatore che aiuta a comprendere l’elevato livello di tassazione a cui sono sottoposte le aziende. "Si tenga presente - segnalano gli analisti - che le imposte italiane considerate in questa analisi su dati Eurostat sono: l’Irap, l’Ires, la quota dell’Irpef in capo ai lavoratori autonomi, le ritenute sui dividendi e sugli interessi e le imposte da capital gain".

L’Ufficio studi della Cgia precisa che "i dati messi a disposizione dall’Eurostat non considerano ulteriori forme di prelievo per le quali non è possibile effettuare un confronto omogeneo con gli altri Paesi presi in esame in questa comparazione; come i contributi previdenziali, l’Imu-Tasi, il tributo sulla pubblicità, le tasse sulle auto aziendali, le accise, i diritti camerali, e altro, che sono esclusi dall’analisi".

"Possiamo quindi affermare con buona approssimazione che in questa elaborazione l’ammontare complessivo del carico fiscale sulle imprese italiane è sicuramente sottostimato" scandiscono. Gli analisti della Cgia ricordano inoltre "che i dati di questo confronto internazionale si riferiscono al 2015. Nel 2016 il Governo Renzi ha ridotto il carico fiscale sulle attività: ha continuato a diminuire il diritto camerale, ha introdotto il super ammortamento e ha leggermente aumentato le deduzioni Irap per le piccole imprese. Dal 2017, infine, ha diminuito l’aliquota Ires (Imposta sul reddito delle società) dal 27,5 al 24 per cento e ha istituito l’iper ammortamento al 150 per cento".

La conferma che in Italia il peso delle tasse è troppo eccessivo, evidenzia lo studio della Cgia, emerge anche dal confronto sul 'tax freedom day' dei principali Paesi Ue. Nel 2016, infatti, in Italia le famiglie e le imprese hanno idealmente terminato di onorare il fisco il 4 giugno, praticamente dopo 155 giorni di lavoro. Rispetto a noi, in Germania la 'liberazione' è avvenuta 8 giorni prima (27 maggio), nel Regno Unito hanno festeggiato con 25 giorni di anticipo (10 maggio) e in Spagna quasi un mese prima (6 maggio).

Solo in Francia la situazione è peggiore della nostra: nel 2016 il giorno di liberazione fiscale è 'scoccato' il 23 giugno, 19 giorni dopo il nostro. La Cgia sottolinea ancora che "per onorare il pagamento di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali, nel 2016 abbiamo lavorato 1 giorno in meno rispetto al 2015. Se, invece, il confronto lo facciamo con il 1980, 36 anni fa il 'tax freedom day' è scattato ben 40 giorni prima".

 

Assegno di ricollocamento, riduzione del cuneo previdenziale per le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35, e ancora, una pensione di garanzia con previsione di reddito minimo e agevolazioni per le donne. Sono questi alcuni dei punti chiave emersi ieri dal tavolo di confronto tra governo e sindacati sulla fase due delle pensioni. "Un incontro positivo nel corso del quale sono stati messi in calendario temi davvero importanti", ha commentato la leader della Cgil Susanna Camusso al termine del vertice al ministero del lavoro tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i leader di Cgil Cisl e Uil.

L'agenda messa a punto prevede una serie incontri che inizieranno a a fine agosto per arrivare a una sintesi entro settembre. Per la previdenza dei giovani e quella complementare, oltre che per le possibili agevolazioni che riguardano l'Ape social per le donne impegnate nei lavori di cura e adeguamento, la discussione inizierà il 30 agosto, mentre il 31 agosto sarà la volta di politiche attive e passive e di ammortizzatori e garanzia giovani. Ultima tappa, il 7 settembre, con le rivalutazioni delle pensioni.

Intanto, nell'incontro di ieri, sindacati e governo hanno passato al vaglio le seguenti proposte da analizzare e girare alla prossima legge di bilancio:

GIOVANI - Oltre ai centri per l'impiego alle politiche attive, assegno di ricollocamento incluso, la traccia disegnata dal governo include la disoccupazione giovanile e la riduzione stabile del cuneo previdenziale per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani under 35.

Sempre per i giovani, tra le idee da approfondire e discutere con i sindacati spicca anche quella di una pensione di garanzia con la previsione di un reddito minimo mettendo insieme la parte assistenziale e la parte previdenziale compatibilmente ai vincoli di bilancio. Al centro del prossimo confronto anche la rappresentanza sindacale da regolare per legge coordinandosi con il lavoro che sta svolgendo il Parlamento. "Un eventuale intervento sul cuneo dei giovani - ha rimarcato la leader della Cisl, Anna Maria Furlan - non deve intaccare il loro monte contributivo, il rischio è di incidere negativamente sulle loro pensioni future".

DONNE - Focus anche sulle donne e sulla possibilità di ridurre i requisiti contributivi necessari all'accesso all'ape social per quelle impegnate nei lavori di cura.

ETA' DI PENSIONAMENTO - Governo e sindacati torneranno a discutere anche dell'età di pensionamento e dell'automatismo che partirà nel 2019. Su questo tema, Camusso non si è detta però soddisfatta: "Non sono state particolarmente rassicuranti le parole del governo sull'aumento automatico dell'età pensionabile - ha detto la leader Cgil - e sarà uno dei temi più rilevanti alla ripresa del dialogo". Si attenderanno comunque i dati Inps di settembre anche se per il governo si dovrà ragionare in base alla tipologia di lavoro e sui diversi lavori più o meno usuranti.

 

È on line il contingente delle assunzioni relative al personale docente della scuola. Ieri è stata firmata l’autorizzazione ad assumere, pari a 51.773 posti, di cui 13.393 sono posti di sostegno. I posti sono 4.050 per la scuola dell’infanzia (di cui 1.317 di sostegno), 11.521 per la primaria (di cui 4.836 di sostegno), 19.936 per la scuola secondaria di I grado (di cui 5.920 di sostegno), 15.548 per la secondaria di II grado (di cui 1.320 di sostegno), 718 per gli insegnamenti specifici dei licei musicali. Il cronoprogramma di avvicinamento al nuovo anno scolastico procede, ora, con le immissioni in ruolo del personale docente che saranno completate, compresa la fase della individuazione per competenze, entro il prossimo 14 agosto. Mentre entro il 31 agosto saranno effettuate le assegnazioni provvisorie. A seguire, le supplenze, saranno assegnate entro l’avvio delle lezioni secondo i calendari territoriali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marchi iconici, che hanno contribuito a rendere grande il nome dell'Italia nel mondo, ma che lentamente si sono trasformati da fiore all'occhiello del Belpaese in ghiotto bottino per i francesi. Mentre sembra sfumare l'affaire Fincantieri, e prende corpo l'ipotesi di una nazionalizzazione dei cantieri navali, dalla moda alle banche, passando per le telecomunicazioni, l'energia e la grande distribuzione, sono tanti i settori sui quali le società d'Oltralpe hanno messo le mani, conquistando pezzo per pezzo un'importante fetta della produzione italiana. Tra i primi brand ad aver ceduto il timone ai nostri vicini di casa rientrano quella legati alla moda e al lusso. Griffe come Gucci, Brioni, Pomellato e Bottega Veneta, finiti in una manciata d'anni nel portafoglio del colosso francese del lusso Kering (ex PPR) capitanato da François Pinault, o satelliti del suo rivale Bernard Arnault. Il patron di LVMH negli anni ha rilevato diverse maison, facendo incetta di aziende del lusso Made in Italy. Nel 2001, dopo aver già acquistato Emilio Pucci, Arnault mette gli occhi su Fendi, che acquista con una joint venture in tandem con il gruppo Prada. Poi è la volta di Bulgari, rilevata nel 2011 con un'operazione a 9 zeri e due anni più tardi nel colosso di Arnault finisce anche Loro Piana. L'ultima operazione italo-francese coinvolge invece la Luxottica di Del Vecchio, che a gennaio ha annunciato la fusione con Essilor. I due big dell'eyewear hanno siglato un accordo per l'intergazione delle due società. Non è solo il lusso, tuttavia, a scatenare gli appetiti dei francesi. La vicenda Mediaset-Vivendi, sfociata in una tormentata battaglia legale, è un esempio calzante. Il gruppo di cui Vincent Bolloré è socio al 20%, ha avviato una vera e propria scalata nel gruppo di Cologno, raggiungendo il 28,8% del capitale dopo aver rinunciato all'acquisto di Premium. Parallelamente, il gruppo che controlla anche Canal+ e Universal Music, ha messo le mani su Telecom Italia, toccando quota 24,68% del capitale. A fare shopping in Italia sono anche i francesi di Edf, il gruppo energetico che nel 2012 compra Edison con un'opa che si conclude con l'acquisizione del 98,104% del capitale sociale di Edison. Nello stesso anno iniziano le trattative con Gdf Suez e Suez, che attualmente detiene una quota di Acea pari a oltre il 23% del gruppo energetico capitolino. Nel carrello della spesa transalpina sono finite anche Parmalat, Eridania e la catena di supermercati GS. Dopo il crac, nel 2011 Parmalat viene a conquistata da Lactalis, mentre i supermercati Gs cambiano insegna nel 2010 diventando Carrefour, leader mondiale della grande distribuzione, che 10 anni prima aveva rilevato il gruppo fondato negli anni Sessanta da Guido Caprotti (fratello del patron dell'Esselunga, Bernardo) e Marco Brunelli. L'ombra francese si è proiettata presto anche nella finanza, dove diverse banche negli anni hanno cambiato bandiera. A partire da Bnl, la Banca Nazionale del Lavoro che dal 2006 passa sotto il controllo di Bnp-Parisbas, che ne acquista il 48% da Unipol lanciando poi un'opa sul totale del capitale azionario. Anche Crédit Agricole si rende protagonista di un altro acquisto ghiotto. Dopo la fusione tra Sanpaolo Imi e Banca Intesa, nel 2007 Intesa Sanpaolo gli cede il controllo di Cariparma e Banca Popolare Friuladria. Nello stesso anno, Assicurazioni Generali cede il 100% di Nuova Tirrenia a Groupama per un controvalore di 1.250 milioni di euro, che comporterà per il gruppo una plusvalenza di circa 240 milioni. Recente anche la vendita di Pioneer che da Unicredit è passata nelle mani della francese Amundi per oltre 3,5 miliardi di euro.

 

 

 

Risparmiare sulla benzina si può. Oltre ad andare a caccia dei prezzi migliori ai distributori, si possono mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti che permettono di consumare meno carburante. Un'opportunità interessante soprattutto per chi si appresta in questi giorni di vacanza ad effettuare lunghi viaggi in macchina. Ecco allora 7 consigli per risparmiare un po' sul pieno:

1) Viaggia leggero - Se si sta partendo per le vacanze è bene non esagerare con i bagagli. I carichi superflui infatti fanno aumentare i consumi. Buona norma è anche aspettare a fare il pieno fino a un quarto di serbatoio così da circolare con un carico di carburante più leggero. 2) Occhio al climatizzatore - D'estate viaggiare senza aria condizionata è un'impresa quasi impossibile, ma è bene ricordare che l'uso del climatizzatore comporta un maggiore consumo di carburante. Sarebbe una buona abitudine quindi spegnerlo per un po' quando si è raggiunta la temperatura desiderata. Anche l'apertura dei finestrini non è indolore per il consumo perché comporta una maggiore resistenza aerodinamica. 3) Controlla le gomme - E’ importante controllare la pressione delle gomme prima di mettersi in viaggio. Circolare con gli pneumatici sgonfi comporta infatti aumenti di consumo perché l’auto avanza più faticosamente. 4) Scegli la marcia giusta - Il risparmio di carburante passa anche per il cambio di marcia. Più si tirano le marce al limite più aumentano i consumi. 5) Spegni il motore quando è possibile - In caso di soste più lunghe di un minuto, come durante il carico dei bagagli nell'auto, è inutile e dispendioso tenere il motore accesso, meglio spegnerlo risparmiando così carburante. 6) No alle sgommate - Le sgommate non sono l'ideale se si punta a consumare il minimo indispensabile di benzina, meglio partire senza fretta. 7) L'importanza della manutenzione - Il segreto per consumare meno carburante è nella manutenzione dell'auto perché più la macchina è efficiente più funzionerà al meglio permettendoci di risparmiare. E' bene quindi, anche per la sicurezza, far controllare periodicamente l'auto per assicurarci che sia tutto a posto.

 

A partire dal 1° agosto 2017, le moto pagheranno meno il pedaggio autostradale. L’Associazione delle concessionarie autostradali (Aiscat) ha infatti accolto la proposta del Ministero dei Trasporti di applicare una tariffa dedicata a moto e scooter, che sarà di un terzo inferiore a quella delle auto. I motociclisti si troveranno quindi a pagare il 33% in meno sul pedaggio, ma di questo sconto si potrà usufruire solo attraverso l’attivazione di un Telepass abbinato in esclusiva alla targa della (o delle) moto.  Lo riporta la Federazione motociclistica italiana (Fmi) che parla di "una straordinaria vittoria per il settore motociclistico". "La misura approvata sarà effettiva dal 1° agosto - si legge su federmoto.it - ma dal 15 settembre 2017 diventerà operativa con rimborsi per i motociclisti che tra il 1° agosto e il 15 settembre avranno usufruito del servizio autostradale con il Telepass". Ciò per consentire a Telepass di realizzare l’adeguamento tecnologico necessario.

Una vertenza sindacale minaccia di guastare - almeno per un giorno, in cui chi pulisce le camere, cucina o fa l’animazione a bordo piscina incrocerà le braccia - la vacanza di migliaia di turisti presenti nei villaggi Valtur, la società che controlla una quindicina di villaggi al mare specie nel Sud e nelle Isole. Proprio ieri infatti i sindacati confederali del settore turistico hanno dichiarato lo stato di agitazione, e proclamato una giornata di sciopero per protestare «contro la precarizzazione del lavoro» praticata dal nuovo management e dalla nuova proprietà, la Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi, che da pochi mesi ha rilevato il marchio storico per cercare un difficile rilancio dopo anni di gravi difficoltà. Dall’aprile del 2016 Valtur è entrata a far parte del gruppo Bonomi. Nuova gestione, promesse di rilancio, i «villaggi» che vengono chiamati «resort», investimenti, nuove strategie per conquistare clienti. Ad esempio, chi non ha tempo (o soldi), invece di fare la classica settimana oggi può anche andare per soli 4 giorni. Un rilancio che ha funzionato, a vedere le presenze: ma che è stato fatto a spese di chi lavora, dicono i sindacati, non mantenendo le promesse fatte dalla nuova gestione. Per risparmiare sul personale, Valtur ha «esternalizzato» tutte le attività - dall’animazione alla pulizia delle camere - a società che, sempre a detta dei sindacati, non rispettano i contratti di lavoro veri e sottopagano del 20% e più il personale, quasi tutto stagionale. Addio anche al diritto di precedenza, che permetteva ai dipendenti di essere richiamati ogni stagione, e addio alla «mini disoccupazione». Dunque, sciopero.  

 

 

Sono più che raddoppiati i nuovi pensionati d'oro, ossia quelli che percepiscono un trattamento di 3.000 euro e più: nei primi sei mesi di quest'anno sono stati 10.068 contro i 5.699 dei primi sei mesi del 2016. Sono 4.363 in più. Nell'intero 2016, le nuove pensioni d'oro sono state 15.920. Lo rende noto l'Inps, spiegando che l'aumento è consistente anche nella fascia d'importo più bassa, e cioè quella tra i 2.000 e i 3.000: nei primi sei mesi del 2017, sono stati 15.817 i nuovi trattamenti mentre nei primi sei mesi del 2016 sono stati 10.701. Sono oltre 5.000 in più. Tuttavia, facendo un quadro generale della situazione, aumenta anche il numero delle nuove pensioni nel primo semestre di quest'anno: secondo i dati dell'Inps, quelle erogate dal fondo lavoratori dipendenti sono state 140.226 contro le 128.693 dei primi sei mesi del 2016. Nell'arco di tutti i 12 mesi dell'anno scorso, i nuovi trattamenti sono stati 271.442. Calano, nel dettaglio, le 'baby' pensioni, ossia quelle liquidate prima dei 54 anni di età: sono state nei primi sei mesi 10.908. Nei primi sei mesi del 2016, furono invece 14.828. Aumenta, di contro, l'età media di accesso alla pensione: nei primi sei mesi del 2016, era 66,9 anni. Nei primi sei mesi di quest'anno, è salita a 67,1. Nel dettaglio, le nuove pensioni sono state 71.074 nei primi tre mesi, 57.619 nel secondo trimestre di quest'anno. mesi). Nei primi tre mesi dell'anno scorso, 79.903; nel secondo trimestre 60.323.

 

In Italia, il fenomeno del contrabbando e della contraffazione di sigarette alimenta i traffici delle organizzazioni criminali e mafiose, arrecando un danno complessivo quantificabile in 822 milioni di euro all’anno. Inoltre, i prodotti contraffatti non sono sottoposti ai medesimi standard qualitativi di quelli legali, contenendo spesso sostanze nocive e velenose. E' quanto è emerso dalla tavola rotonda “Contrabbando e contraffazione di sigarette. Una questione ancora aperta”, incontro sul tema della lotta alla contraffazione e al contrabbando di prodotti del tabacco che si è tenuto ieri a Bari, presso la Sala Massari del Palazzo Comunale. L’evento, organizzato da Philip Morris Italia, rientra nell’ambito delle iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori sul tema dei traffici illeciti di sigarette. Obiettivo della tavola rotonda è quello di condividere, insieme alle istituzioni e alle figure coinvolte, dimensioni e possibili soluzioni del fenomeno del contrabbando. “Eventi come questo, che favoriscono il dibattito e l’informazione sul fenomeno del commercio illecito dei prodotti del tabacco – ha sottolineato Pasquale Niglio, responsabile per Philip Morris Italia del contrasto al fenomeno della contraffazione e del contrabbando di sigarette – sono sempre più necessari per consentire una corretta informazione ai consumatori. Rappresentano, insieme al coinvolgimento delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine, uno strumento efficace nella lotta al contrabbando”. Alla tavola rotonda sono intervenuti, tra gli altri, il vice sindaco di Bari, Pierluigi Introna, l’Eurodeputata al Parlamento Europeo On. Elena Gentile, Roberto Chiara dell’ Agenzia delle dogane - Direzione Interregionale e il Col. t.ST Oriol De Luca, Comandante del Nucelo di Polizia Tributaria di Bari.

  1. Primo piano
  2. Popolari