Lunedì, 25 Settembre 2017

Quante volte sarà capitato di ritrovarsi con cumuli di bollette e ricevute, montagne di carta accatastate da chissà quanto tempo così "se scatta un controllo almeno posso dimostrare di aver pagato".

La domanda è: per quanto tempo vanno conservati i documenti? L'autorità di riferimento, infatti, può richiederli come giustificativo delle spese. I documenti inoltre possono essere usati dal consumatore in caso di controversie.

Ecco i tempi di conservazione obbligatoria nel vademecum dell'Adoc:

SPESE PER CASA

- Bollette domestiche (acqua, gas, luce, telefono): 5 anni

- Canone Tv (ricevute): 10 anni

- Affitto (ricevute): 5 anni

- Condominio (ricevute): 5 anni

- Tassa nettezza urbana (TARSU/TIA/TARI): 5 anni dall'anno successivo a quello di pagamento o di obbligo di dichiarazione

TASSE & TRIBUTI

- Giustificativi spese da detrarre (es. parcelle mediche): 5 anni a partire dall'anno dopo la dichiarazione di riferimento

- Quietanze pagamenti tributi (es. mod.F24, Ici/Imu): 5 anni a partire dall'anno dopo la dichiarazione di riferimento

- Tassa di circolazione (Bollo auto): 3 anni a partire da quello successivo alla data di scadenza

- Dichiarazione dei redditi: 5 anni a partire dall'anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione

- In caso di ristrutturazioni edilizie o riqualificazione energetica, poiché la rateazione delle detrazioni è su 10 anni, la documentazione per chiedere le detrazioni dovrà essere conservata per 10 anni più 5, per un totale di 15 anni

BANCARI

- Estratti conto: 10 anni

- Mutui: 5 anni dalla scadenza della rata singola

- Cambiali: 3 anni dalla scadenza

- Titoli di Stato: 5 anni dalla scadenza

SPESE VARIE 

- Multe (ricevute pagamento): 5 anni

- Addebiti operatori mobili: 10 anni

- Assicurazioni (quietanza polizze): 1 anno dalla scadenza - 5 anni per fini fiscali

- Scontrini d’acquisto: 2 anni

- Pernotti alberghi (ricevute): 6 mesi

- Rette scolastiche/corsi sportivi: 1 anno - 5 anni per fini fiscali

- Fatture professionisti/artigiani: 3 anni

- Spedizioni/trasporti (ricevute): 1 anno - 18 mesi per trasporti extra Europa

- Atti notarili (es. rogiti): per sempre

 

In pensione a 67 anni dal 2019 e quasi a 70 nel 2050. E' questo lo scenario messo in evidenza ieri dal presidente dell'Istat Giorgio Alleva durante un'audizione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge recanti modifiche all'articolo 38 della Costituzione per assicurare l'equità nei trattamenti previdenziali e assistenziali. Il presidente dell'Istat ha sottolineato che l'accesso al trattamento pensionistico si sposterà sempre più avanti. Considerando gli scenari demografici, Alleva ha delineato "la futura traiettoria dei requisiti d'accesso al pensionamento". "Dai 66 anni e 7 mesi in vigore per tutte le categorie di lavoratori dal 2018 si passerebbe a 67 anni a partire dal 2019 - ha evidenziato - quindi a 67 anni e 3 mesi dal 2021. Per i successivi aggiornamenti, a partire da quello del 2023, si prevede un incremento di due mesi ogni volta, con la conseguenza che l'età pensionabile salirebbe a 68 anni e 1 mese dal 2031, a 68 anni e 11 mesi dal 2041 e a 69 anni e 9 mesi dal 2051". Il presidente dell'istituto di statistica ha spiegato poi che i laureati italiani fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro rispetto alle generazioni che li hanno preceduti: "Nonostante la ripresa dell'occupazione in atto - ha affermato Alleva - le condizioni del mercato del lavoro rappresentano un elemento di criticità per le storie contributive delle nuove generazioni, caratterizzate da carriere lavorative discontinue e da un ingresso sul mercato del lavoro differito rispetto a quanto sperimentato dalle precedenti generazioni". "In Italia oltre tre quarti della forza lavoro della fascia 15-34 anni è costituita da giovani che hanno 25 anni che - ha evidenziato - avendo completato gli studi si affacciano sul mondo del lavoro". Si tratta, ha detto Alleva, di "generazioni che rischiano di non avere una storia contributiva adeguata con importi pensionistici più bassi". Il presidente dell'Istat ha quindi messo l'accento sul lavoro precario o atipico, sottolineando che "la quota di lavoratori temporanei, già in partenza più consistente fra i giovani, aumenta dal 1997" e che, "tra il 2008 e il 2016, nella classe 15-34 anni, la quota di dipendenti a termine e collaboratori aumenta di 5,6 punti: dal 22,2% al 27,8%". Secondo i dati snocciolati da Alleva, infine, anni e anni di studio non servirebbero a scongiurare il lavoro precario: "L'occupazione atipica al primo lavoro cresce all'aumentare del titolo di studio - ha concluso - essendo pari al 21,2% per chi ha concluso la scuola dell'obbligo e al 35,4% per chi ha conseguito un titolo di studio universitario".

Stop ai furbetti delle polizze auto. È cominciata ieri e durerà fino all'8 luglio l'operazione 'Mercurio Insurance', con cui la polizia con l'ausilio di telecamere verificherà fino a un milione di targhe sul territorio nazionale. L'operazione mira in particolare - anche attraverso l'attività ordinaria dei posti di blocco- a controllare la validità della copertura assicurativa dei veicoli in questione. Si tratta di un controllo automatizzato, a tappeto, sul rispetto dell'obbligo gravante sui proprietari di un veicolo in circolazione di dotarsi di copertura assicurativa per la responsabilità civile. L'operazione riguarda l'intera penisola, da nord a sud.

 

Il Ddl Romani che permette l''autodichiarazione' per i primi tre giorni di assenza dal lavoro per malattia incassa il sostegno della Federazione degli Ordini dei medici. Quella di "autogiustificare i primi tre giorni di assenza per malattia dal lavoro" è una proposta che la Fnomceo - su impulso del presidente dell'Ordine di Piacenza, Augusto Pagani - porta avanti "da quattro anni e che è stata, lo scorso dicembre, oggetto di un Ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio nazionale, che ha dato mandato alla presidente Chersevani e a tutto il Comitato centrale di sollecitare una revisione, in tal senso, della legge Brunetta", ricostruisce la stessa Federazione.

"E gli appelli non sembrano essere rimasti inascoltati: è stato infatti assegnato alla Commissione Affari costituzionali del Senato il Ddl presentato da Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Igiene e sanità. Se sarà approvato - spiega la Fnomceo - in presenza di un disturbo che il lavoratore ritiene invalidante ma passeggero, sarà lui stesso, sotto la sua esclusiva responsabilità, a comunicarlo al medico, che si farà semplice tramite per la trasmissione telematica all'Inps e al datore di lavoro. Il Ddl incide poi, ridimensionandole, sulle pene ai medici, anche per porre rimedio ad alcune contraddizioni ed eccezioni di incostituzionalità rilevate nella legge Brunetta".

La Fnomceo esprime, dunque, "vivo apprezzamento e sostiene il Ddl - sottolinea Maurizio Scassola, vicepresidente della Federazione -. Ci sono disturbi come il mal di testa o lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili. Il medico, in questi casi, deve limitarsi, all'interno del rapporto di fiducia che lo lega al paziente, a prendere atto di quanto lamentato. Riteniamo che un'auto-attestazione potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente come del resto già avviene, con ottimi risultati, in molti Paesi anglosassoni. Auspichiamo dunque un iter rapido e l'approvazione entro fine legislatura".

 

Sono 5,8 milioni i pensionati italiani che nel 2016 potevano contare su un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, il 37,5% del totale (15,5 milioni i pensionati), in calo dal 38% del 2015. E' quanto emerge dal Rapporto annuale Inps presentato oggi. Per le donne la percentuale di chi riceve meno di 1000 euro al mese sul totale delle pensionate è del 46,8% (3,8 milioni di persone) mentre per gli uomini è del 27,1%.

Il blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita per la pensione di vecchiaia "non è una misura a a favore dei giovani".Lo dice il presidente Inps, Tito Boeri nella sua Relazione al Rapporto annuale dell'Istituto a proposito della discussione sul possibile stop nel 2019 all'adeguamento dell'età di uscita spiegando che i costi si "scaricherebbero sui nostri figli e sui figli dei nostri figli".

Per Boeri sarebbe meglio una misura per la fiscalizzazione di una parte dei contributi all'inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con un contratto stabile.

 

Equitalia addio, nasce la 'super agenzia' di riscossione. A partire da oggi, per effetto del decreto fiscale 193/2016 che ha stabilito la soppressione di Equitalia, tutti i rapporti giuridici pendenti si trasferiranno all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Un nuovo soggetto con poteri di riscossione potenziati che potrà avere accesso a diverse banche dati, tra cui Anagrafe Tributaria e banca dati dell'Inps. "Al fine di garantire la continuità e la funzionalità delle attività di riscossione - si legge nel primo articolo del decreto - il nuovo ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle societa' del Gruppo Equitalia".

Con il passaggio al nuovo ente non cambiano, quindi, le norme che regolano la riscossione, per cui non ci sarà alcuna accelerazione o ulteriore stretta a scapito dei contribuenti con debiti pendenti. Restano valide anche le norme che regolano il pignoramento dei conti correnti dei contribuenti debitori, in vigore da ben dodici anni. A regolamentare la materia è il decreto legge 203/2005, che ha introdotto il cosiddetto "pignoramento presso terzi", la procedura che consente all'ente di riscossione di bloccare il conto corrente senza l'obbligo di richiedere l'intervento dell'autorità giudiziaria.

A partire da oggi, però, in caso di pignoramento del conto corrente le somme potranno essere subito bloccate e usate per pagare il debito dal momento che è la stessa Agenzia delle Entrate che esamina le informazioni e decide di attivare la procedura. A differenza di Equitalia, che doveva prima richiedere le informazioni all'Agenzia delle Entrate, attendere il riscontro e solo dopo attivare il procedimento, il nuovo ente potrà accedere direttamente ai dati dell'Anagrafe Tributaria, ottenere le informazioni che le servono e procedere al pignoramento.

Per quanto riguarda, invece, le cartelle e i debiti pendenti con Equitalia, comprese le imposte erariali e locali - come Tasi, Imu, Tari o il bollo auto - non spariranno con la soppressione di Equitalia, ma verranno anch'esse trasferite all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo significa che verrà a crearsi una situazione di continuità nei crediti, poiché il cambio di soggetto non cancella il debito. I cittadini che hanno ricevuto una cartella di pagamento o che hanno tuttora un piano di rateazione dovranno corrispondere quanto dovuto al nuovo ente.

 

Non solo l’olio tunisino, anche i pomodori marocchini rappresentano una insidia per i nostri agricoltori. E il settore rischia la crisi.

La nostra politica ha aperto le porte anche al Marocco dove i prodotti vengono trattati con il ddt e hanno costi che sono la metà, i quali, importati in Italia fanno fallire i nostri agricoltori, che se li vendessero allo stesso prezzo non riuscirebbero a coprire nemmeno le spese di produzione.

Quello che un tempo era considerato l’oro rosso, il pomodoro ciliegino e il piccadilly, sugli scaffali della grande distribuzione continentale viene venduto a 3-4, fino a 6 euro al chilo; i produttori marocchini lo svendono a 30 e a 70 centesimi, in base alla qualità.

A Vittoria, in quello che era uno dei più grandi mercati ortofrutticoli d’Italia, dieci dei 74 box sono stati chiusi dal tribunale fallimentare.

Ma a Roma parlano di tutto tranne della situazione degli agricoltori siciliani e non solo, d’altra parte lo sanno anche loro che la globalizzazione avrebbe portato a questo.
La rabbia e la sensazione di abbandono da parte delle istituzioni spingono questi commercianti nelle rassicuranti braccia di quei partiti di opposizione che sembrano ancora essere interessati a loro.

 

Nuova tranche di comunicazioni via Pec o posta ordinaria al servizio della compliance. L'Agenzia delle Entrate ha reso noto che i destinatari di queste lettere sono circa 100mila cittadini che, in base ai dati in possesso dell’Agenzia, nel 2014 non hanno dichiarato in tutto o in parte alcuni redditi percepiti nel 2013. Anche in questo caso, come in passato, sottolineano le Entrate, ai contribuenti viene data la possibilità, ben prima di un eventuale avviso di accertamento, di giustificare l’anomalia o presentare una dichiarazione integrativa, mettendosi in regola e beneficiando della riduzione delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso.

Si parte dall’incrocio dei dati. Nel dettaglio, spiega l'Agenzia, le comunicazioni in partenza sono indirizzate a contribuenti persone fisiche e riguardano presunte anomalie rilevate dall’incrocio dei dati in relazione a redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili, imponibili a tassazione ordinaria o soggetti a cedolare secca; redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge; redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza.

Le comunicazioni comprendono anche presunte anomalie rilevate dall’incrocio dei dati in relazione a redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali; redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale; alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale; redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive.

I contribuenti che ricevono una di queste comunicazioni, segnala l'Agenzia delle Entrate, troveranno indicati tutti gli elementi che hanno originato l’anomalia segnalata in un dettagliato prospetto informativo. I cittadini già abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, potranno visualizzare nella sezione "L’Agenzia scrive" del Cassetto fiscale un prospetto informativo utile a chiarire nel dettaglio gli elementi di anomalia segnalati. Ciò per consentire loro, chiarisce l'Agenzia, di valutare la fondatezza dei dati in possesso dell’Amministrazione e di fornire elementi, fatti e circostanze che potrebbero giustificare, totalmente o anche solo parzialmente, l’anomalia riscontrata.

Limitatamente ad alcune tipologie reddituali, spiega ancora l'Agenzia, sarà disponibile un ulteriore prospetto 'precompilato' relativo al quadro dichiarativo da rettificare o integrare. Il contribuente potrà scaricare e stampare tale prospetto contenente i dati da utilizzare nella compilazione della dichiarazione integrativa. In gran parte dei casi, insieme ai prospetti sopra indicati, nel 'Cassetto fiscale' del contribuente saranno resi disponibili due collegamenti telematici (link), nonché un foglio di avvertenze finalizzato a guidare il destinatario della comunicazione negli adempimenti successivi.

Il primo dei due link permetterà al contribuente di scaricare il file contenente la propria dichiarazione presentata per l’anno d’imposta 2013, mentre il secondo consentirà l’accesso al software di compilazione Unico On line, da utilizzare per la predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa e per la compilazione della delega di pagamento degli importi dovuti.

L'assistenza dell'Agenzia delle Entrate è a 360° e tutti i canali sono a disposizione. I cittadini che ricevono una di queste comunicazioni, infatti, spiegano le Entrate, possono chiedere chiarimenti rivolgendosi a uno dei Centri di assistenza multicanale (Cam) dell’Agenzia - che rispondono ai numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 - selezionando l’opzione 'servizi con operatore - comunicazione direzione centrale accertamento'.

In alternativa, segnala l'Agenzia delle Entrate, è possibile rivolgersi alla Direzione Provinciale di competenza o ancora a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate. Infine, i contribuenti possono produrre l’eventuale documentazione utile presso gli uffici o trasmetterla tramite il canale telematico (Civis).

Su internet, infine, c'è una bussola pronta all’uso. Tutte le informazioni sulle lettere per la compliance sono infatti disponibili sul sito dell’Agenzia al seguente percorso: Cosa devi fare-Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi- Attività per la promozione della compliance.

Da sabato 1 luglio, partono in tutta Italia i saldi estivi. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l'acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 230 euro per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

"Nonostante il gran caldo di questi mesi, i consumi sono stati piuttosto tiepidi e i segnali di ripresa di cui si parla tanto sono ancora troppo flebili e poco avvertiti specie dal dettaglio moda multibrand", spiega il presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio Renato Borghi.

"Naturalmente - aggiunge - un giudizio sull'esito finale di questa stagione di saldi dovrà necessariamente tener conto delle intollerabili anticipazioni degli sconti lanciati in primo luogo dalle catene e dai potenti monomarca. Non ci stancheremo mai di segnalare azioni di concorrenza sleale alle Autorità competenti: non c'è niente di peggio che scrivere leggi e regole il cui rispetto non può essere garantito".

 

Arriva dal primo luglio la quattordicesima per I pensionati. Per chi ha il conto alle Poste la somma aggiuntiva sarà accreditata già domani con il rateo di pensione di luglio mentre per chi ha il conto in banca la somma arriverà lunedì, insieme alla pensione. La somma sarà accreditata automaticamente dall'Inps senza che sia necessario fare domanda. 
La quattordicesima, somma variabile tra 336 e 655 euro a seconda del reddito e degli anni di contributi versati sarà erogata ogni anno nel mese di luglio. Spetta a tutti quelli che sono in pensione da lavoro privato, pubblico e autonomo che abbiano compiuto 64 anni di età e il cui reddito personale annuo complessivo non superi i 13.049,14 euro.
Chi ha un reddito personale fino a 752 euro lordi al mese (9.786,86 euro annui) avrà una somma maggiorata del 30% rispetto agli anni scorsi mentre chi ha tra 752 e 1.003 euro al mese (13.049,14 l'anno) la riceverà per la prima volta

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