Sabato, 19 Agosto 2017

CORONA: "SONO UN BUFFONE E DEVO MARCIRE IN CARCERE"

Si emoziona, cerca di reagire ma alla fine scoppia in lacrime Silvia Provvedi, la giovane fidanzata di Fabrizio Corona, oggi in aula a Milano per assistere alle ultime dichiarazioni spontanee dell'ex re dei paparazzi che ai giudici si dice innocente, in attesa della sentenza che arriverà nel primo pomeriggio. Seduta al fianco della madre, completo rosa e camicia bianca, Silvia Provvedi, sempre presente nell'aula dell'ultimo processo a carico di Corona, citata dal fidanzato, è scoppiata in lacrime. Qualche istante prima Corona aveva chiesto ai giudici di restituirlo alla sua 'piccola famiglia' composta dal figlio quattordicenne, dalla mamma "che comincia ad essere anziana", e dalla fidanzata " che è molto giovane - ha detto Corona- ma che ha fatto per me quello che non ha mai fatto nessuna donna".

"Mi comportavo secondo le regole, non facevo nulla di illegale. La custodia cautelare in carcere si poteva evitare ma io sono Corona, sono un buffone, un pagliaccio e devo marcire in carcere", ha detto ancora Corona, che ha sostenuto di non voler "fare polemiche né apparire arrogante", ha ringraziato i suoi legali, e ricordato all'accusa che i 5 anni chiesti per lui come condanna in realtà valgono 7 perché "ai 5 anni chiesti se ne aggiungono un altro di revoca e uno di mancata libertà anticipata. E quando si parla di anni di vita si deve essere onesti intellettualmente".

L'ex re dei paparazzi ha ricordato di essere da 12 anni indagato, di aver subito diversi procedimenti ma "ogni volta che si tratta di me è tutto sproporzionato". Sul tesoretto da 2,6 mln circa trovato nel controsoffitto dell'appartamento della sua collaboratrice Francesca Persi e in depositi austriaci, Corona ha rivendicato la sua tesi attribuendo il denaro alla società Atena: "Non ho portato i soldi in paradisi fiscali come fanno tutti nel mio ambiente, non avevo nulla di cui aver paura. Bastava aspettare i termini per la scadenza fiscale", ha detto ricordando che era sua intenzione 'sanare' fiscalmente quella somma. All'accusa, che lo incolpa di intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali in relazione alla misura di prevenzione, Corona ha ricordato di non aver prodotto una prova a sostegno della sua tesi. Ricorda che la Dda milanese aveva parlato di "soldi che venivano dalla mafia".

Ma, ha aggiunto "non ho commesso i reati di cui mi si accusa....e tutto mi potevo aspettare tranne un'indagine della Dda per collegamenti con la criminalità organizzata". Oggi, conclude Corona "non sono più forte come prima, ho aperto gli occhi e credo in voi e voglio credere nella legge".

"Sono stato leggero, un matto, un casinista ma non sono un criminale e soprattutto non sono e non sarò mai un mafioso. Ricordo - ha aggiunto- che è da 12 anni che sono in carcere, vengo rinviato a giudizio per ogni minima cosa. Ogni volta che si parla di me è tutto sproporzionato, assurdo, abnorme. Qui un teste ha detto che metà della Questura lavorava per me. In ogni paese, in ogni provincia, mi perquisivano cercando qualsiasi cosa per mandarmi in carcere e avere quel minuto di celebrità".

"La Procura - ha continuato - avrebbe potuto approfondire l'inchiesta sulla bomba, su Sculli, qualsiasi uomo di legge l'avrebbe fatto. Si poteva evitare tutto questo ma io sono Corona e tanti non hanno accettato che io rimanessi fuori dal carcere a fare il mio lavoro perché sono un pagliaccio, un buffone e devo rimanere in carcere".

Un riferimento, quest'ultimo, che l'ex re dei paparazzi ha fatto ricordando le parole che avrebbero pronunciato dei finanzieri in un bar vicino a una caserma delle Fiamme Gialle poco prima dell'arresto, stando a quanto raccontato da un teste durante il processo.

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano presieduti da Guido Salvini si sono poi ritirati in camera di consiglio per decidere la sentenza al termine del processo. Imputata a processo è anche l'assistente storica di Corona, Francesca Persi. L'accusa ha chiesto per l'ex re dei paparazzi una condanna a 5 anni e per la Persi a 2 anni e quattro mesi.

La prima sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato Fabrizio Corona a un anno di reclusione per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Assolto per gli altri reati.

Corona ha accolto la sentenza con gioia, picchiando pugni sul tavolo e rivolgendosi al suo avvocato con un "sei un grande". Intanto in aula si sono levati applausi e qualche grido di gioia.

Francesca Persi, la sua collaboratrice, è stata invece condannata a sei mesi con sospensione condizionale della pena. Per Corona, in particolare, sono cadute due delle accuse mosse: l'intestazione fittizia di beni e la violazione dalle norme patrimoniali durante la misura di prevenzione perché "il fatto non sussiste".

A Corona la prima sezione civile del Tribunale di Milano ha però riconosciuto l'aggravante di aver commesso il fatto per cui è stato condannato, la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, durante il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali. La lettura della sentenza, pronunciata dal presidente Guido Salvini, ha suscitato gioia, applausi e momenti di entusiasmo in aula anche da parte della fidanzata e della mamma dell'ex re dei paparazzi.

 

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