Sabato, 23 Settembre 2017

VOGHERA: "LE OPPORTUNITÀ PER I PICCOLI CENTRI SONO VERAMENTE POCHE, MANCANO I TEATRI"

Cecilia Bernini, giovane mezzosoprano, è uno dei talenti della musica classica di Voghera. Laureata  con lode in Biotecnologie, si è diplomata all' Istituto Musicale "F. Vittadini" di Pavia, ha conseguito un master di perfezionamento all’università Morzaetum a Salisburgo, nonché corsi di perfezionamento all'Accademia Musicale di Verona e laboratori di canto lirico sull’opera italiana del ‘900 a Forlì. Ha partecipato a molti festival di musica classica in Italia e in campo operistico ha ricoperto ruoli nel "Flauto Magico" di Mozart , nell' "Orfeo e Euridice" di Gluck e ne "Le nozze di Figaro" di Mozart partecipando a tournée in numerosi teatri nazionali. Trasferitasi a Pavia per motivi di studio e di lavoro, il mezzosoprano torna a Voghera dove vive la sua famiglia  nei momenti liberi e noi abbiamo avuto l'occasione di incontrarla per porle alcune domande.

Cecilia, il canto per lei è stato una passione fin da quando era bambina?

"In realtà no, ho scoperto questa passione da grande, o meglio quando ero bambina cantavo per hobby in quanto ai miei genitori è sempre piaciuto cantare e ho fatto parte del coro Arcobaleno di Voghera ma poi, dopo la scuola media, ho abbandonato quasi completamente la musica. Ho frequentato il Liceo Scientifico con un indirizzo che mi ha permesso di studiare due lingue, inglese e tedesco e poi mi sono iscritta alla Facoltà di Biotecnologie all’Università di Pavia. Quando stavo scrivendo la tesi e stavo per laurearmi, essendo stato il percorso di studi molto impegnativo, cercavo un hobby, qualcosa di alternativo e non troppo impegnativo dal punto di vista fisico perché avevo lasciato lo sport quando lo studio mi aveva assorbito completamente... Un giorno di primavera  stavo passeggiando per Pavia e sono passata per caso ma davvero proprio per puro caso davanti all'Istituto Musicale Vittadini  e dalle finestre aperte ho sentito cantare. In quel momento ho pensato di entrare e vedere quali corsi si tenevano. C'era un corso di tecnica vocale e ho deciso di iscrivermi. Devo dire che mi è piaciuto tantissimo. Nel frattempo mi sono laureata e sono stata per  un po' indecisa su cosa fare e poi mi sono iscritta al Corso di canto lirico sostenendo gli esami da privatista".

Quando si è diplomata?

"Mi sono diplomata in canto lirico  nel 2010 sotto la guida del M° Fernando Cordeiro Opa, un maestro portoghese che insegnava al Vittadini e che mi ha spronato moltissimo e mi ha fatto fare i primi concerti. Quando ancora studiavo nel 2009 ho fatto la mia primissima esperienza di palcoscenico al Teatro  Fraschini di Pavia con un progetto musicale curato dalla professoressa Vicini dell'Istituto Gallini di Voghera che si chiamava 'Scuola in scena' in uno spettacolo ispirato alla trilogia di Goldoni 'La villeggiatura' dove  erano inseriti alcuni brani lirici. Sono stata anche fortunata perché da qualche anno cantavo con la Corale 'Gavina' di Voghera  e  le prime interpretazioni da solista le ho fatte con loro. Un giorno al Vittadini mi ha poi ascoltato il direttore d’orchestra Maurizio Schiavo e con lui ho fatto i primi concerti con l’orchestra".

Quando ha deciso che la sua passione per il canto diventasse una vera e propria professione?

"La decisione è stata lunga e travagliata. Mi sono anche diplomata in musicoterapia  e ho lavorato per un certo periodo negli asili con i bambini, ho insegnato vocalità ad alcuni cori affiancando sempre questi lavori al canto lirico e non ero così convinta che quest’ultimo  diventasse la mia professione. Nel 2014 ho realizzato che dovevo dedicarmi appieno al canto per ottenere dei risultati e nello stesso tempo vedevo che i risultati stavano arrivando. Avevo debuttato a teatro nel 2013 nella mia prima opera in costume come terza dama  nel 'Flauto Magico' di W.A. Mozart al Teatro Marrucino di Chieti e posso dire che Mozart è il mio autore preferito e questa è un’opera che torna nel mio percorso perché sono appena tornata dall’opera di  Firenze dove sono stata in scena ancora con il 'Flauto Magico' per il Maggio Musicale Fiorentino e cantare in una manifestazione così importante  per me è stata una grande soddisfazione. Dopo alcun progetti con vari teatri, ho interpretato Cherubino ne 'Le nozze di Figaro' sotto la direzione di Stefano Montanari e la regia di Mario Martone per la stagione di Opera Lombardia e da lì ho praticamente iniziato la mia attività solo come cantante lirica e ora sono molto contenta anche se il percorso non è sempre facile".

E' un lavoro che richiede molto impegno?

"Certamente sì. Prima di tutto è fondamentale avere una buona salute perché il canto non è come tutti gli altri strumenti nel senso che noi ci portiamo il nostro strumento addosso. Quando si deve preparare un ruolo, si deve studiare molto bene lo spartito musicale e poi esercitarsi nel canto perché, come lei sa, il cantante lirico non è mai amplificato e deve riuscire con il minimo sforzo ad arrivare al pubblico e a far capire il testo e quindi l’impegno a volte arriva anche fino quattro ore in un giorno. Poi ci sono le prove in teatro che durano per più giorni prima di arrivare alla rappresentazione dell’opera e  le tournée  ci tengono in giro per teatri per mesi. Una cosa che richiede molto impegno è la preparazione fisica, bisogna tenersi allenati perché i registi  richiedono sempre più prestazioni dinamiche. Non è più come una volta quando al cantante lirico bastava entrare in scena, allargare le braccia e cantare. Oggi ci sono regie molto impegnative dal punto di vista fisico e spesso mi capita di interpretare ruoli di ragazzo che comportano una certa abilità nei movimenti quindi mi devo tenere in forma. Un’altra cosa molto importante è il perfezionamento delle lingue straniere che deve essere continuo per avere l’opportunità di cantare all’estero opere in lingua. La mia professione è molto bella e dà grandi soddisfazioni ma è un lavoro con la valigia in mano, bisogna essere sempre pronti a partire e aperti a nuove esperienze".

Dal suo punto di vista com'è il rapporto dei giovani con la musica classica?

"Noto che si sia un po' perso un certo orecchio per la musica classica e in particolare lirica, c’è poca cultura musicale tra i giovani italiani e questo però è un problema dell’istituzione scolastica che non dà molto in questo senso. Ho avuto modo di constatare viaggiando in paesi come la Francia, l’Austria o in Germania  che  quasi ogni ragazzo studia uno strumento musicale cosa che da noi non succede frequentemente. Però devo dire che i giovani a teatro ci sono, grazie a qualche progetto musica e teatro portato avanti da alcune scuole e alla possibilità di acquistare biglietti a prezzi veramente popolari nei grandi teatri come ad esempio Il Teatro alla Scala di Milano".

Ha avuto la possibilità di esibirsi a Voghera?

"Sì, tantissimi anni fa quando ancora facevo parte della corale 'Gavina' e devo dire che mi piacerebbe molto esibirmi a Voghera. Oltretutto sono molte le eccellenze locali nel campo della musica classica ma le opportunità per i piccoli centri sono veramente poche, mancano i teatri, non sempre si hanno a disposizione finanziamenti per portare in scena le opere. Speriamo si possa riaprire al più presto il teatro Sociale che offrirebbe sicuramente molte più occasioni".

Ha un sogno nel cassetto?

"Tanti. Mi piacerebbe molto cantare di più all’estero. Mi rammarico di non aver avuto il coraggio di andare a studiare canto in un paese straniero  quando ero giovane. L’ho fatto poi durante alcuni master nei vari paesi europei e devo dire che mi sono trovata molto bene. Il posto in assoluto dove preferirei esibirmi è Salisburgo perché amando moltissimo Mozart sarebbe proprio il massimo per me".

 

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