Domenica, 25 Giugno 2017

SANTA GIULETTA : DALLA SCUOLA DI DANZA CAPUT VILLAE DI CODEVILLA , ALL'ACCADEMIA DEL TEATRO ALLA SCALA

Una giovane studentessa di Santa Giuletta , Emma Broglia, è stata ammessa all'Accademia del Teatro Alla Scala, che frequenterà a partire dal prossimo anno. È il primo passo verso il sogno di tante giovani allieve di danza classica: diventare una ballerina. Ne parliamo con Carola Freddi, insegnante di Emma e Direttrice della Scuola di Danza Caput Villae di Codevilla.

Ci parli di Emma. Del suo carattere, delle sue aspirazioni.

"Emma ha quattordici anni e vive a Santa Giuletta. È una ragazza molto determinata ad intraprendere un percorso nel mondo della danza, e si è visto anche in occasione di questo importante risultato. E pensare che quando l’ho conosciuta era così timida, quasi impaurita… Negli ultimi due anni ha tirato fuori quel valore aggiunto che può trasformare una diligente studentessa e appassionata di arti coreutiche in una ballerina professionista, preparata tecnicamente, espressiva e sempre più motivata".

Come si è svolto il suo percorso di studi?

"Ha iniziato a studiare nella nostra scuola nel 2014, ma praticava danza già da qualche anno. Fin da subito ho puntato molto su di lei, perché aveva delle doti fisiche molto interessanti, che meritavano di essere supportate da una preparazione tecnica adeguata. Per questo motivo le lezioni sono state molto intense. Emma ha frequentato la scuola ogni giorno per diverse ore, con lezioni individuali e di gruppo".

In quale ambiente è maturato questo cammino di crescita?

"La nostra Scuola è nata nell’ottobre del 2010 e si trova nel palazzo delle ex scuole elementari. Un ambiente tranquillo e luminoso, molto calato nel contesto territoriale. Il nome stesso che abbiamo dato alla scuola, Caput Villae, ossia l’antico toponimo di Codevilla, rimanda a questo legame. In paese ormai da molti anni mancano le scuole elementari e medie, così la Scuola di Danza risulta essere l’unico polo di aggregazione per i giovani nell’età scolare. Anche se la maggior parte degli allievi proviene dal resto dell’Oltrepò Pavese e dalla Provincia di Alessandria. Danzare, come dice il grande coreografo francese Maurice Béjart, vuol dire comunicare, unirsi, incontrarsi, parlare con l'altro dalla profondità del proprio essere. Danza è unione e condivisione, e l’ambiente di studio deve essere incentrato su questi cardini".

Cosa ha spinto Emma ad avvicinarsi, come tanti ragazzi e ragazze, al mondo della danza?

"Il fatto che la danza sia sempre esistita ci obbliga a riconoscerla come attività umana profondamente radicata nell'individuo e nella nostra natura. L'energia scorre nel nostro corpo e la danza farà altrettanto, fino a quando l'uomo non cesserá di rispondere alle forze della natura. Per questo, naturalmente, i bambini fin da piccolissimi, rispondono spontaneamente ai ritmi e alle musiche che sentono. Emma ha iniziato così, muovendosi naturalmente in risposta alla musica, così è stata iscritta ad una scuola di danza. Da lì, spinta dalla passione nata e coltivata, non ha più smesso".

È stato seguito un metodo particolare per la sua preparazione?

"Emma è stata seguita da me personalmente e da Caterina Cartasegna. Entrambe siamo diplomate insegnanti proprio all’Accademia del Teatro Alla Scala. Quindi il metodo che seguiamo nelle lezioni è lo stesso che contraddistingue l’istituzione scaligera, ossia il 'metodo Vaganova', che si rifà alla grande tradizione del balletto classico russo. Questo sistema si articola in otto corsi di difficoltà sempre crescente, e abbina una preparazione sia tecnica, sia psicologica. Le prime cose da imparare per un’allieva di danza sono il rigore, la costanza e la disciplina. Come amo ripetere, ormai da anni: 'La disciplina è il ponte steso fra un obiettivo ed il suo raggiungimento'. Queste premesse permettono di lavorare poi sugli aspetti squisitamente tecnici, secondo un programma di studi molto preciso. Lo stesso che ha portato lo scorso anno Andrea, un altro ormai ex allievo della nostra scuola, a essere ammesso all’Accademia scaligera, dove ha frequentato tutto l’anno scolastico appena trascorso. E lo stesso che ha portato sempre quest’anno Michela Piccinini, altra nostra allieva, ad essere ammessa alla scuola professionale Ateneo della Danza di Siena".

Come è stata scelta Emma per entrare in Accademia?

"Gli aspiranti allievi vengono esaminati ogni anno nel mese di aprile da una commissione formata dagli insegnanti dell’Accademia. Si tratta di figure chiave nel mondo della danza, come Amelia Colombini e Loreta Alexandrescu, e lo stesso direttore Frederic Olivieri. Durante la mattinata dell’audizione, gli allievi partecipano a una lezione di danza classica, che si svolge presso la sede di via Campo Lodigiano a Milano. Una lezione tecnica, che permette agli esaminatori di vedere non solo le caratteristiche fisiche ma anche le abilità maturate grazie agli studi conseguiti. Emma è stata molto tenace nel lavoro degli anni, che le è servito proprio per sommare alla già buona fisicità la preparazione richiesta da una istituzione così prestigiosa".

Cosa prevede, adesso, il prosieguo del suo percorso?

"Ha già superato anche le visite mediche, quindi a settembre si trasferirà a Milano dove frequenterà il quarto corso dell’Accademia e nello stesso tempo porterà avanti gli studi dell’obbligo. Le ragazze che vengono ammesse hanno la possibilità di frequentare un convitto, oppure di essere ospitate in famiglia. Si tratta di un percorso che conosco bene, dal momento che anche io, quando avevo l’età di Emma, ero stata ammessa ai corsi dell’Accademia. Le restano, quindi, cinque anni di studio. Un periodo che richiederà grandi sforzi e sacrifici, e al termine del quale, se riuscirà a confermare quanto di buono ha dimostrato fino a questo momento, otterrà il prestigioso diploma di ballerina professionista".

Qual è il valore aggiunto, oltre all’indubbio prestigio, di un diploma alla Scala?

"L’Accademia, istituzione più che secolare, eredita forse più di ogni altra la tradizione della grande danza classica mondiale, e di alcuni fra i più grandi insegnanti del secolo scorso: da Carlo Blasis a Enrico Cecchetti; da Ettorina Mazzucchelli a Anna Maria Prina, che ha diretto la Scuola di Ballo fino al 2006. Lì si sono diplomati i più celebri danzatori italiani, noti anche al grande pubblico, come Carla Fracci, Liliana Cosi, Roberto Bolle. Il diplomato alla Scala è un ballerino completo sia sotto il profilo classico-accademico, che sotto quello contemporaneo, e ha la possibilità di essere ammesso nei corpi di ballo più prestigiosi del panorama internazionale. I migliori, poi, possono entrare anche nel Corpo di Ballo del Teatro Alla Scala e calcare il palcoscenico del Piermarini".

Cosa serve per passare da allievo amatore ad aspirante danzatore?

"Nella danza è il corpo a venire utilizzato come strumento, e il movimento ne è il mezzo. Di conseguenza, per superare il gap da amatore a professionista si devono tenere a mente due scopi: da un lato allenare la mente ad usare il corpo; dall’altro, allenare il corpo a rispondere alla mente. Infatti, i muscoli si contraggono proporzionalmente alla carica emotiva. La capacità di controllo del corpo è l'obiettivo da raggiungere, e questo dipende principalmente dalla qualità dell'insegnamento. Indispensabile, infine, è un corpo adatto alla danza classica. Proporzioni fisiche indispensabili, che vanno mantenute con lo studio di danza e pilates".

Quale augurio si sente di rivolgere alla sua allieva?

"Prendo in prestito ancora una citazione di Béjart, che per me è un punto di riferimento fondamentale: 'Lotta, lavora e spicca il volo!' ".

 

  1. Primo piano
  2. Popolari