Venerdì, 18 Agosto 2017

VOGHERA - LA STORIA DI ROBERTO NELL’AMBITO DEL PROGETTO “ORTI SOCIALI VOGHERA”

“Con l’agricoltura sociale vogliamo promuovere il passaggio da una logica di pura assistenza a una visione di giustizia sociale che porta i soggetti deboli ad essere veri e attivi protagonisti della vita, contrastando l’emarginazione e valorizzando le loro potenzialità” sottolinea Moreno Baggini, responsabile del progetto “Orti Sociali Voghera” (facente parte dell’azienda agricola Baggini), vice direttore della Caritas Diocesana di Tortona e coordinatore nell’ambito della rete Agricoltura Sociale Lombardia per il territorio di Pavia che conta 8 realtà mappate tra aziende agricole, cooperative e fattorie sociali.

Nel 2014 Baggini ha dato vita all’iniziativa “Orti Sociali Voghera”, lavorando fin da subito all’insegna della sinergia con le altre realtà che hanno sostenuto l’intento: Comune di Voghera, Provincia di Pavia, Slow Food Oltrepo Pavese, Coldiretti, Caritas Diocesana di Tortona, Regione Lombardia. Tutto questo per divulgare contenuti e prassi dell’agricoltura sociale con il fine di sviluppare sempre più l’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati. L’intera provincia di Pavia rappresenta su questo fronte uno dei tanti esempi virtuosi della rete Agricoltura Sociale Lombardia registrando per l’anno 2017 ben 13 nuovi percorsi (attivati attraverso il Bando regionale), comprensivi di tirocini e alternanze scuola-lavoro, rivolti a giovani con fragilità.  Ulteriore dato cardine del territorio è quello riferito ai collocamenti a livello professionale: 11 sono, infatti, le persone con diverse situazioni di disagio - tra cui disabilità, precedente detenzione o problematiche di dipendenza - che ora lavorano nel settore agricolo o che proprio grazie alle competenze apprese attraverso iniziali esperienze di agricoltura sociale hanno potuto poi trovare un inserimento in altri contesti con contratti di assunzione. 

“Il nostro obiettivo è promuovere la persona rendendola autonoma e protagonista: l’inserimento lavorativo in un progetto di agricoltura sociale veicola benefici da tutti i punti di vista rispondendo in maniera completa ai bisogni dell’utente - afferma Baggini - che ha gestito numerose iniziative di inclusione -  Inoltre l’attività agricola permette di seguire un percorso completo nel suo divenire attraverso il processo di produzione che va dalla semina alla raccolta, fino alla vendita del prodotto. L’insieme di tutti questi elementi, la relazione personale intensa e qualificata, il contatto con la natura, la soddisfazione di un raccolto, offrono un approccio positivo sul piano del benessere generale che pochi altri ambienti possono garantire. In agricoltura è, infatti, possibile sperimentare una connessione immediata tra azione ed effetto: "Se una pianta si secca è perché non è stata accudita". Questo permette al soggetto coinvolto, qualunque svantaggio abbia, di acquisire un senso di responsabilità con la percezione di diventare indispensabile per qualche cosa, riconquistando la propria autostima.”

Emblematica da questo punto di vista è la storia di Roberto, un giovane della provincia pavese che proviene da una situazione difficile, solcata dal dolore, e che proprio grazie all’esperienza in ambito agri-sociale trova il suo riscatto lungo un percorso che dall’ombra sfocia nella luce. Tutto parte con un lutto profondo che segna a tal punto l’equilibrio psichico di Roberto da impedirgli per due anni di uscire di casa mentre nel frattempo comincia ad essere seguito come paziente dal Centro Psicosociale della zona. Poi a primavera 2016 scocca la svolta. Attraverso il progetto “Epoquè” realizzato in convenzione con il CPS di Voghera e finanziato dalla Fondazione Cariplo, inizia una prima esperienza di agricoltura sociale nel contesto di “Orti Sociali Voghera”. “Ha iniziato con mansioni semplici, come togliere erba infestante a mano, passando successivamente alla semina fino alla raccolta vera e propria dei prodotti - racconta Baggini - Tutte le fasi del progetto hanno previsto un affiancamento da parte dello staff garantendo in questo modo apprendimento delle abilità e acquisizione di autonomia lavorativa”. 

Ora Roberto ha ripreso in mano le redini della propria vita: il suo percorso professionale è non solo intenso ma rivela anche un risvolto sorprendente. Lavora con continuità per diverse aziende agricole del territorio, specializzandosi in particolar modo nella coltivazione di zucche, competenza per cui è richiesto da numerosi contesti lavorativi. Attraverso una conduzione di tipo familiare gestisce inoltre un terreno tutto suo dedicato alla produzione di ortaggi. “Questa esperienza è stata per me molto positiva e importante: mi ha permesso di ricominciare una nuova vita regalandomi tante soddisfazioni. Venivo da una situazione difficile - racconta Roberto - Lavorare con la terra mi fa stare bene perché è una cosa che facevo anche da piccolo con mio padre, quindi sapevo già come muovermi. Ad “Orti Sociali di Voghera” ho trovato persone che hanno capito subito la mia situazione e che mi hanno messo a mio agio con i ritmi di lavoro e a contatto con gli altri. È bello avere a che fare con colleghi gentili e disponibili: Moreno e gli altri mi hanno fatto sentire rispettato”.

 

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