Sabato, 24 Giugno 2017

UN PAESE RESTA SENZA SINDACO. NESSUNO VUOLE FARLO

AAA cercasi sindaco volenteroso disposto a rimetterci di tasca propria. C’è un posto in Italia, un piccolo comune in provincia di Belluno, dove nessuno vuole fare il sindaco. Si tratta di Cencenighe Bagordino, splendida cittadina incastonata tra le Dolomiti chiamata al voto nella prossima tornata amministrativa di giugno. Allo scadere del termine per la presentazione delle  candidature, sabato scorso, i funzionari della prefettura di Belluno si sono dovuti arrendere all’evidenza. Appena 1311 abitanti, sette bar, quattro bed&breakfast, un albergo e nessun primo cittadino. Motivo? Lo stipendio da fame. Cencenighe per ora è commissariato ed è partita la caccia al candidato. «Ve lo dico io perché è successo – spiega William Faè, 44 anni, impiegato comunale in zona e sindaco uscente – io da sindaco percepivo una stipendio di  600  euro al mese. Per farlo a tempo pieno dovrei mettermi in aspettativa, accontentandomi di 900 euro al mese lordi. Può una famiglia campare con così’ poco?». Per trovare qualcuno disposto a lavorare per lui, Faè è stato costretto a circondarsi di pensionati perché hanno del tempo «da perdere». I giovani a Cencenighe sono tutti occupati nel vicino stabilimento di Luxottica – racconta orgoglioso il sindaco uscente – e presumibilmente guadagnano più di 900 euro lordi al mese. «Io l’avevo detto a quelli della Prefettura che avremmo finito per fare questa brutta figura. Loro mi hanno invitato a cercare un successore ma ecco i risultati», si sfoga Faè che racconta  di averle provate tutte («Ho implorato persino l’opposizione ma niente da fare, non si sono voluti candidare»).  «Adesso abbiamo un anno di commissario davanti. Nel 2018 saranno indette nuove elezioni. Troverò una soluzione, lo prometto. Questo è il mio impegno».

 

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