Venerdì, 28 Aprile 2017

CHITARRATA, LUMAX SHOW E STRISCIA LA NOTIZIA: È LUI LUCA BERGAMASCHI

Per quanto concerne i personaggi che animano le notti oltrepadane, un posto tutto suo il personaggio di questo mese ce l'ha certamente di diritto. Da due decenni, ormai, invade i palcoscenici di costumi e parrucche, canzoni ed imitazioni, cabaret e satira, comicità infantile e volgare, dialetti ed improbabili lingue, tutto sempre sotto l'egida della più grassa e sana risata possibile. Ovviamente lui è  Luca Bergamaschi.

Dunque... ci racconti un po' di lei...

"Sono pavese, classe '67, diplomato geometra".

Ha mai svolto questa professione?

"Si, per sei mesi, prima del servizio di leva in Polizia".

Mi scusi l'interruzione... prego...

"Sono nato in una casa colma d'arte. I miei genitori facevano parte della Compagnia Comica Pavese, una sorta di Compagnia dei Legnanesi; 7 strumentisti come band, recitavano in dialetto, talvolta invertivano i ruoli maschili e femminili con costumi che spesso mia mamma Luisa confezionava apposta e sempre mamma faceva la presentatrice! Le mie zie erano le ballerine, io ero la mascotte. Ho debuttato a 8 anni, rimanendo in Compagnia fino ai 13 anni, quando, insieme ad altri amici dell'Oratorio S. Spirito, abbiamo costituito una compagnia dialettale nostra. Poi le scuole superiori, il diploma, il servizio militare ci hanno allontanati da quel mondo meraviglioso".

Per entrare nel mondo dello spettacolo...

"Per entrare nel mondo dei locali. A 21 anni, terminato il servizio di leva ed i sei mesi da geometra, ho iniziato con massima serietà un lavoro di pubbliche relazioni e presentatore per gli eventi presso Le Rotonde di Garlasco. L'anno dopo, nel 1989, e fino al 1994 ne sono stato direttore".

 Caspita, un decollo in verticale!

 "Mi sono reso conto da subito che era un mondo che sentivo mio, e davo il massimo. Fino al 1994, quando, in tempi brevissimi, intendo qualche settimana, pareva invece andarmi... stretto...".

 Era una fase temporanea...

 "Sì, così almeno si è rivelata in quell'anno, ho comunque lasciato Le Rotonde per tentare la professione di animatore turistico, avendo ricevuto un'offerta per il Villaggio Valtur di Pollina, in Sicilia. Partii ad Aprile e rientrai ad Ottobre. In villaggio, tutti i giorni, dalle 13.30 alle 14.00, subito dopopranzo, tutti gli animatori si riunivano con i clienti che lo desideravano e davano vita ad una mezzora d'improvvisazione di canzoni, servendosi di una chitarra, barzellette, etc. Quella mezzora veniva definita 'La Chitarrata'.".

 Che lei, al rientro da Pollina...

 "No, non subito. Al rientro dall'esperienza del villaggio Valtur ho ricoperto il ruolo di direzione presso Le Rotonde, ma nell'estate '96, desideroso di tentare l'esperimento 'Chitarrata' al di fuori del villaggio, ho cominciato a chiedere ad amici se conoscessero un bravo musicista. Subito mi fu indicato Maurizio Feninno: lo contattai, gli illustrai la situazione e tutte le domeniche dell'estate 1996, facevamo mezzora in piscina a Le Rotonde. Capimmo che si poteva fare".

 Tant'è che lo scorso anno avete festeggiato i 20 anni d'attività, vero?

 "Esatto! Nell'inverno dello stesso anno, dato che Maurizio suonava e cantava tutti i martedì sera all'Ultimo Metrò di Certosa di Pavia, ci accordammo con il titolare per portare avanti il nostro esperimento: e fu un successo! Partiti con 30 clienti, in un mese riempimmo il locale! Nel '97 assunsi l'incarico per un anno di direttore del Titanic, bellissimo locale alle porte di Lugano, in Svizzera, dove lavoravo dal mercoledì alla domenica, quindi mantenendo il martedì sera 'Chitarrata' all'Ultimo Metrò. Stessa cosa nel 1998, lasciato il Titanic e rientrato a Le Rotonde per l'ultimo anno. E poi... solo La Chitarrata!"

 Che ha funzionato e continua a funzionare benissimo...

 "Non possiamo certo lamentarci. Negli ultimi anni abbiamo anche inserito molte cose per bambini in scaletta, come ad esempio Heidi e Violetta, o ultimamente Rovazzi, o ancora, dal Festival di Sanremo, Gabbani e la sua scimmia...".

 Però sappiamo non essere La Chitarrata la sua unica formazione...

 "E' vero. Nel 2010, durante un aperitivo in un noto locale dell'Oltrepo pavese, noto la bravura vocale ed imitativa di un amico, Massimo 'Macio' Gallinati, e gli propongo una collaborazione. Lo spettacolo si chiama Lumax Show, dall'unione dei nostri primi nomi, ed è orientato verso un cabaret stile Fichi d'India con gag d'imitazione fantastiche di famosi cantanti da parte di Macio. Anche il Lumax riscuote grande successo".

 Ed ancora?

 "Ultima collaborazione che è nata è con un altro amico carissimo e bravissimo d.j., Gianluca Trentani, dove alternandoci come vocalist a travestimenti di star dagli anni '70 ad oggi, coinvolgiamo il pubblico in serate di grande divertimento! L'ultimo personaggio che mi sono inventato è Gigi D'agostino, il celebre d.j. Producer, e le devo dire che, in una delle ultime performance, abbiamo terminato con una mezzoretta di selfie con tutti i clienti del locale".

Ha un segreto per continuare a "stare sul pezzo"?

"Più di un segreto: ho un lavoro bellissimo che mi ispira quotidianamente".

Me ne vuole parlare?

"Nel 2006, una sera, partecipando come pubblico, arrivo negli studi Mediaset di Striscia La Notizia, programma che certo non ha bisogno di presentazioni. Sergio, l'animatore di studio, che mi conosce da qualche anno, durante il pre-programma, quando bisogna imbonirsi e coinvolgere il pubblico, mi passa il microfono, invitandomi a sostituirlo. Io accetto di buon grado, faccio qualche manciata di minuti di animazione, e vado a sedermi per assistere alla trasmissione. Terminata la puntata, Sergio torna a chiamarmi, dicendomi che mi vuole presentare i produttori; e durante questi pochi minuti di presentazione reciproca, scopro che proprio il posto di Sergio in studio sarebbe rimasto vacante, avendo lui accettato un incarico. Inutile dire quale fu la mia risposta alla richiesta di sostituirlo".

Ed iniziò questa ormai lunga collaborazione...

"E' l'undicesimo anno, ma ogni sera è come fosse la prima! E' un lavoro fantastico, a contatto con professionisti unici, Greggio, Iachetti, Ficarra, Picone, Michelle Hunziker, e tanti altri, ormai anche diventati amici, negli anni. Il capo degli autori di Striscia, Lorenzo Beccati, è per me più di un mentore e consigliere, così come spessissimo lo è Dario Ballantini, pittore, imitatore ed artista unico! Oppure Mauro Marinello, il regista: un altro amico ed un pazzesco professionista che tutti i giorni mi insegna tantissimo! Vede, al di là poi delle persone e dei ruoli, è proprio  l'aria che si respira che è per me una fucina di idee. Le battute che nascono così, per caso, in studio, io spesso le faccio mie e le esporto nelle mie serate, proprio come l'idea di un nuovo personaggio, provato magari in camerino con Iachetti che mi dice 'Si, fallo! Ti sta a pennello!' o magari 'No Luca, lascia perdere...' e mi suggerisce cambiamenti. E' tutto magico! Adesso, tornati a Cologno da Segrate, abbiamo anche inaugurato il museo di Striscia, dove io faccio il Cicerone, facendolo visitare a svariate comitive: illustro segreti dei personaggi, come il Gabibbo, oppure oggetti di repertorio, come il referto medico del setto nasale di Valerio Staffelli dopo il colpo di microfono da parte di Del Noce, ricorda? Ma non è solo una sterile gita tra memorabilia: è entrare nella filosofia di Striscia, ad esempio, il logo: l'onda che sale a formare un punto interrogativo è la convinzione di Ricci che non c'è una verità assoluta, ed ogni notizia può sempre avere un contraddittorio".

Ci dica qualche curiosità: ad esempio sul Gabibbo...

"Il Gabibbo da 27 anni cela al suo interno Gero Cardarelli, un signore fantastico ormai 74enne! Il Gabibbo non ballerino, però... Il Gabibbo ballerino è animato dal giovane Rocco Gaudimente, con il quale ho iniziato anche a fare alcune serate grazie all'idea di Enzino Iachetti di promuoverci in coppia... Vabbè, ma questa è un'altra storia... La voce storica, da sempre, è proprio del suddetto capo degli autori, Lorenzo Becatti, che però è stonato e non canta, quindi, nelle sigle dove il Gabibbo canta, la voce è quella di… udite, udite: Antonio Ricci!!!".

Quali secondo lei i migliori conduttori ed i peggiori?

"Coppie numeri uno a pari-merito Greggio-Iachetti, Greggio-Hunziker e poi Ficarra-Picone. Non i peggiori ma, negli anni, diciamo i meno a proprio agio, secondo me e spero non me ne vogliano, Leonardo Pieraccioni e Christian De Sica, cinematograficamente, ovviamente, straordinari, ma televisivamente ed in quel ruolo... forse troppo impostati, un po' impacchettati, come si dice in gergo".

Siamo giunti al termine della nostra bellissima chiacchierata, per far rima con "La Chitarrata" : se un giovane con ambizioni in questo settore le dovesse chiedere un consiglio, cosa direbbe?

"Come dicevamo prima della filosofia di Ricci, il dubbio dev'essere sempre il tuo motore, umilmente restare sempre curioso ed argutamente interessato alle migliorie, mai considerare il successo eventuale ma rincorrere subito un'altra idea. Ugualmente importante, fondamentale, in una professione dove sei a pochi centimetri dal pubblico, il massimo rispetto per quest'ultimo! Ed ancora, nessuna paura nel proporsi: può andar male le prime volte, pazienza, insisti! Fai anche spettacoli gratis per farti conoscere, investi su te stesso e sulla tua passione... Non stare mai a guardare ed ancor peggio imitare 'scimiottando' i cosiddetti 'arrivati': sii sempre te stesso, coltiva il tuo talento e migliora la tua tecnica, non importa cosa e come fanno gli altri, anche famosi! Ed in una professione così senza rete come la mia, ad un giovane direi cerca di stare il più vicino possibile al settore, all'ambiente ed a professionisti che fanno bene questo lavoro: non bisogna mai copiare, ma rubare, o almeno tentar di farlo, i segreti del mestiere... beh, non credo ci sia bisogno di dirlo, Besughi !

 

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