Venerdì, 28 Aprile 2017

VALVERDE - "L'UNICO PRODOTTO CONOSCIUTO A ROMA È IL SALAME DI VARZI"

 

Federica Panigazzi è una giovane e bella ragazza di 22 anni che da una piccola frazione, Calghera, del comune di Valverde è arrivata negli studi televisivi di un noto programma culinario capitanato da almeno un decennio da Antonella Clerici. Diplomata al liceo sociopsico pedagogico e non trovando lavoro nel settore si cimenta nei più svariati lavoretti, barista, cameriera e baby sitter e nel tempo libero è riuscita a sviluppare il suo interesse per la cucina e la pasticceria che è diventata una vera passione.

Qual è iter che l'ha portata a partecipare al programma televisivo "La Prova del Cuoco"?

"Guardando sempre il programma. Ho contattato la redazione per iscrivermi ai casting e questa estate mi hanno chiamata per un provino a Milano e dopo mesi sono stata contattata".

E' una gara di cucina, com'è andata?

"Allora sono 5 gare tra due concorrenti ognuno cucina con uno chef diverso ogni giorno, spesa a sorpresa, due piatti da inventare e cucinare in 20minuti ed ogni giorno puoi vincere un premio in denaro. Io ho vinto una sola gara, quindi direi che ho perso... ma ho portato a casa 300€. Va bene direi".

La cucina è la sua grande passione, da chi le è stata trasmessa?

"La passione per la cucina mi è stata trasmessa da mia nonna paterna, nonna Vittorina che mi coinvolgeva sempre nelle sue ricette sin da piccola".

Pensa di poter trasformare quella che per ora è una passione in un lavoro?

"Ho la passione per la cucina in generale e soprattutto per la pasticceria, il mio sogno è quello di frequentare un'accademia per diventare professionista e trasformare la mia passione nel mio lavoro. Solo studiando e perfezionandosi le passioni non finiscono in aria fritta".

Vede il suo futuro in Oltrepo o crede di essere una dei tanti giovani che dovrà migrare all'estero per cercare fortuna?

"Sono molto legata a questi luoghi e alla mia famiglia e spero di riuscire a rimanere qui per dimostrare che la soluzione non è andarsene ma provare a valorizzare il proprio territorio".

Spesso nei ristoranti oltrepadani degustiamo piatti che di oltrepadano hanno ben poco, se lei fosse un ristoratore locale farebbe la stessa scelta o valorizzeresti i prodotti oltrepadani?

"Se fossi un ristoratore vorrei valorizzare i prodotti tipici, come le carni, i salumi e le paste ripiene, ma in un modo innovativo che susciti curiosità".

Ci racconti la sua settimana a "La Prova del Cuoco"

"È stata un'esperienza che consiglio, unica e sicuramente rara da vivere, soprattutto per una ragazza di un piccolo paese come me. Ho avuto il piacere di conoscere tanti professionisti e di affiancarne cinque durante le gare che ho disputato e sono contenta di aver parlato in televisione del nostro bellissimo territorio".

A Roma e gli chef che ha affiancato conoscevano l'Oltrepo ed i suoi prodotti?

"Ho avuto l'impressione che il nostro territorio purtroppo non sia così tanto conosciuto e sono stata felice di poterne parlare. L'unico prodotto conosciuto quasi da tutti è il salame di Varzi. Per il resto il vuoto...".

Uno dei cardini di questo programma televisivo è fare la spesa per un menu a costi molto ridotti, crede sia una cosa reale o sia solamente una finzione televisiva?

"La spesa che ogni giorno dovevamo trattare a sorpresa era davvero a basso costo e gli chef riuscivano a creare comunque grandi piatti, con un po' di impegno e fantasia è fattibile".

Dove aprirebbe  un ristorante o una pasticceria in Oltrepo? 

"Sarebbe bello poter lavorare in una pasticceria per iniziare ad imparare il mestiere che tanto mi affascina, o riuscire a frequentare una buona accademia di pasticceria per professionalizzarmi e poter aprire un giorno un' attività nel mio territorio e anche se di questi tempi soprattutto in questi piccoli paesi risulta difficile lo trovo un bellissimo obiettivo da pormi!"

 

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