Giovedì, 27 Aprile 2017

FACEBOOK, ECCO LA TRAPPOLA A LUCI ROSSE

 "Bionda, carina, sorriso ammic­cante. Si chiama Stephanie - oppure Samantha, oppure Helen e vuole stringere amicizia su Facebook."Sono francese, studio a Milano. Scusa io parlo male l'italiano". Scrive via chat. "Quanti anni hai? Che lavoro fai?". Per qualche ora va avanti così, poi cambia registro: "Perché non parliamo guardando­ci in faccia? Scrivi il tuo account Skype". Grazie, meglio di no". La polizia postale mette in guardia ancora una volta i cittadini dalle truffe online e stavolta lo fa concentrandosi su Facebook e sui pericoli delle truffe a luci rosse e della cosiddetta 'sextortion'.

 "I virtuosi delle truffe - spiegano gli agenti sulla pagina ì'Una vita da Social' - si sono specializzati nei ricatti a luci ros­se in rete. Funzionano così: una sconosciuta entra in contatto con la vittima via social, inizia a scambiare messaggi, poi invita il malcapitato di turno a una con­versazione privata via webcam e lo convince a mostrarsi in atteg­giamenti intimi. A quel punto, il passo falso è compiuto: l'avve­nente ragazza ha registrato tut­to e ricatta lo sventurato minac­ciando di diffondere il video osé". Attenzione quindi a dare confidenza - soprattutto video - a chi non si conosce. E, nel caso si rimanga vittima di un'estorsione, denunciare sempre: la polizia saprà cosa fare e come proteggervi.

 

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