Sabato, 19 Agosto 2017

BRONI STRADELLA - CAMPANELLO MUTO. ALTRO CHE POSTINO CHE SUONA SEMPRE DUE VOLTE...

"Gentile Direttore,  in zona Broni e Stradella sono numerosi gli amici ed i conoscenti che mi parlano di notevoli ritardi nella consegna della posta. Raccomandate, bollette e avvisi bancari giungono ai diretti interessati con notevole ritardo, tanto che in più di qualche caso i destinatari si sono ritrovati a dover pagare more per non avere rispettato scadenze. Ci sono zone in cui il postino non si vede per giorni senza contare che spesso c'è un atteggiamento scortese da parte del personale presente in alcuni uffici. Situazione non nuova per la cittadina della nostra zona. Già tre anni fa, personalmente, dopo aver ricevuto lettere per me importanti, relative al mio lavoro con settimane di ritardo avevo inviato una lettera al direttore di Poste italiane di Pavia. Speravo il direttore si è impegnasse ad intervenire presso gli uffici che si occupano della consegna della posta, dopo tre anni la situazione dei ritardi e disservizi in generale è peggiorata. Che cosa si può fare?

Ci sono diverse modi di presentare reclamo: presso gli uffici postali, per lettera, per telefono, attraverso Internet. Mi auguro che anche i sindaci non solo di Broni e Stradella, ma anche dei paesi circostanti, dove mi dicono che la situazione è addirittura peggiore, possano farsi parte attiva come mi sembra sia già avvenuto in passato. Vorrei fare però una considerazione generale. Mi sembra che la consegna di lettere e pacchi, giornali e riviste, da tempo non sia più una priorità di Poste italiane. Non è conveniente dal punto di vista economico, soprattutto nei piccoli paesi o nelle periferie cittadine.

Perciò sono stati ridotti i giorni di consegna, il personale è diminuito, ci sono molti stagionali che non conoscono bene gli indirizzi, ecc. Il punto è che se le Poste devono funzionare come un’azienda qualsiasi e portare utile, i servizi che non vanno in questa direzione vanno tagliati o dismessi. Così però si penalizzano ancora una volta i più deboli, chi abita nei paesi o in periferia, gli anziani o i malati. È un problema che tocca le istituzioni, la politica, le amministrazioni, il governo. Ma, come spesso accade, si preferisce lasciar perdere e lasciare le cose come stanno. Ma così non si può andare avanti"

Michele Ravetta Broni

 

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