Lunedì, 22 Maggio 2017

OLTREPO PAVESE - "MANCA UNA SCUOLA CHE ABILITI UNA PERSONA A FARE IL SINDACO - PER FORTUNA CHE IL TURISMO NON È DECOLLATO IN OLTREPO"

Introdurre l'Avvocato Agostino Guardamagna non è facile, è come scrivere la prefazione di un libro importante di cui non sei tu l'autore e rischi o di dimenticarti qualcosa di importante o di soffermarti su un qualcosa di ininfluente. A me piace definirlo come il titolo di uno dei suoi libri "La vespa togata".

Togata perché Agostino Guardamagna è stato un avvocato di successo con tanto di medaglia d'oro dell'ordine di Milano, una lunga carriera la sua iniziata nella Milano degli anni 50 e vespa,  sia per il suo essere pungente, sia per il suo essere eclettico  e "svolazzante", passando da un interesse all'altro, da una passione all'altra: avvocato, scrittore, pubblicista, amante del buon vino e del buon cibo,  ritornato in Oltrepo dove è stato giudice di pace in quel di Voghera per un decennio,  ora trova come li definisce lui dei "quotidiani passatempi terapeutici come rimedi contro le paturnie dell' età".

Mi chiede cosa voglio sapere da lui. Vorrei sapere cosa ne pensa una persona autorevole, intelligente, brillante, che ha vissuto e vive una vita piena di interessi prima fuori dall'Oltrepo, ora in quel di Retorbido, sulle tematiche "rognose" del nostro territorio.

Oltrepo e turismo. Un turismo quello oltrepadano che sembra non decollare…

"Per fortuna che non è decollato, l'Oltrepo è Oltrepo proprio perchè non è decollato il turismo, quel turismo che negli anni passati sulla scia di quegli entusiasmi che favorirono lo sviluppo edilizio  ha rovinato paesaggi, spiagge e vegetazione, se così fosse successo non avremmo più il nostro amato Oltrepo. Ricordo sempre le parole del mio grande amico Mario Resca con le quali mi raccontava che una cosa terribile era stata fatta in Oltrepo, l'auditorium di Fortunago. A questo scempio, rispondo che manca una scuola in Italia e quindi anche in Oltrepo che abiliti una persona a fare il Sindaco, manca il divieto a chi non ha studiato urbanistica di fare l'amministratore locale. Studiando il gusto si affina anche per chi non è "portato" . E' pur vero che se decollasse ora forse sarebbe il momento buono ora siamo più attenti, la sensibilità è aumentata e di cose brutte se ne fanno sempre meno. Un altro cruccio dell'Oltrepo è la decadenza delle strutture ricettive, mentre per i ristoranti la scelta è ampia e anche di buon livello, non ci sono alberghi attraenti e degni di chiamarsi tali. So che esistono gli agriturismi, un tessuto che a dire il vero conosco poco, ma mi ha colpito un mio caro amico di Parigi che venutomi a trovare sapeva e conosceva un agriturismo di Santa Maria della Versa ed è voluto andare lì a tutti i costi. Ecco questa è una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere, molto probabilmente l'agriturismo e non parlo di ristorazione ma di ricettività  è una formula vincente, forse più per lo straniero che per noi del luogo". 

Oltrepo e vino. Ultimamente se ne è parlato molto e purtroppo non in positivo, questi scandali hanno compromesso l'immagine dell'Oltrepo e cosa manca a noi oltrepadani per renderci vincenti nel settore vinicolo?

 

"Certamente sì ci ha danneggiato a livello di immagine però tante volte dagli scossoni viene fuori qualcosa di positivo. Lei mi chiede cosa manca all'Oltrepo e io le rispondo dicendole che basterebbe andare in Borgogna per capire cosa manca a noi. In Borgogna  promuovono il vino del vicino per promuovere se stessi, noi abbiamo il prodotto ma non questa capacità fatta di cultura e tradizioni del saper vivere con il vicino, dell'amare il vicino. In Oltrepo questo è impensabile, esiste un'invidia cattiva che caratterizza i rapporti, abbiamo un istinto atavico del contadino che difende il podere ma non sa come difenderlo bene.  E' un fatto di cultura mettere i problemi in termini di soluzione e lo capirono tempo fa quando gli uomini si unirono in cooperative, a Retorbido esisteva il Teatro Sociale e la Cantina Sociale ora non c'è più nulla e credo anche per mia esperienza lavorativa di poter affermare che i problemi di vicinato sono gli unici problemi  irrisolvibili, quando due vicini litigano,  l'unica soluzione è vendere la casa ed andarsene".

 

La Versa. E' recente la notizia dell’acquisizione della cantina da parte di Terre d’Oltrepo per il 70% e per il 30% della cantina Cavit.  Come vede l'arrivo di una cantina "straniera"?

 

"Il fatto che un’azienda trentina, la Cavit sia entrata nel management non è che di buon auspicio perché tutto ciò che arriva dal Trentino è cosa buona. Voglio raccontarle un aneddoto per spiegarle il perché di questa mia affermazione: con l’ex Procuratore generale di Trento, mio caro amico andammo tempo fa in Sicilia, ospiti di un feudo che fa parte di un fondo trentino per la produzione di vino rosso. I trentini che non hanno una grossa esportazione di vino rosso in America hanno visto e capito che l'unico vino rosso di successo oltre oceano era il Nero d'Avola e così  hanno acquistato un fondo in Sicilia, dove se c'è una pianta potata male sanno chi l’ha potata. Questo per dirle che se noi ci attacchiamo al carro dei trentini ben venga, meglio di quello dei bresciani".

 

Salame di Varzi: da sempre la diatriba è produrre meno e produrre meglio. Qual è la sua visione?

 

"Senza la qualità è impensabile  proporre ora un prodotto, il consumatore  se ne accorge  e la qualità paga sempre. E' ovvio che sarebbe  meglio farne tanto e bene, ci riescono ovunque  tranne che in Oltrepo dove vige la supremazia del 'lo so fare buono solo io', poi stesso identico discorso fatto per il vino, l'amore per il vicino, l'essere uniti e fare rete".

 

Oltrepo e Pirolisi . Qual è la sua posizione?

 

"Retorbido che sembra per certi versi come tanti altri nostri paesi, un paese che dorma in realtà ha dimostrato di avere un volontariato straordinariamente efficiente, il Comitato no Pirolisi ne è un ottimo esempio, dimostrando una capacità vitale notevole, straordinaria che ha smosso quel senso civico che va ben oltre la pirolisi. Leggo sempre una frase che è stata apposta qui in Retorbido ‘cittadini e non sudditi’, una magnifica,  rivoluzionaria. Detto questo sul tema pirolisi avrei diverse cose da dire, prima però vorrei leggere i pareri dei cinque tecnici con le rispettive perizie e seguire tutta la vicenda legata ai ricorsi che la Società sta portando avanti, quindi non è ancora il momento".

 

A 10 km abbiamo la raffineria di Sanazzaro. Non crede che i vari comitati dovrebbero mobilitarsi anche su quel fronte oppure il problema che si pone va al di là della salute pubblica ed è il fatto che dà lavoro a 400 famiglie?

 

"I comitati intanto per loro natura sono su un progetto solo, finito il progetto finisce il comitato. Non esiste un comitato permanente, detto questo è probabile che la motivazione sia proprio questa,  il problema del lavoro è un grosso problema e dover mettere di fronte famiglie che fanno la fame e la salute pubblica è grave, la saluta pubblica dovrebbe venire prima però...".

 

Ciclismo e Oltrepo. Lei ne è un appassionato e ai tempi le Terme di Salice puntarono molto sul turismo  derivante dal ciclismo. Pensa che l'Oltrepo può e deve puntare sul turismo derivante dal ciclismo?

 

"E' un rilancio impossibile, il ciclismo in Italia non esiste più, non esiste più una squadra di ciclismo di alto livello in mani italiane. Sono scappati tutti quelli che per passione avevano la loro squadra ciclistica, Lampre, Liquigas… E' mancato e manca quello spirito imprenditoriale che sa gestire il fenomeno curando i conti. E' inutile illudersi, non sono le iniziative sporadiche che rilanciano il ciclismo e il turismo che ne deriva, ma il sapere ragionare con spirito e cultura imprenditoriale a lungo termine".

 

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