Martedì, 28 Marzo 2017

CASTEGGIO -“CANI E GATTI SONO IMPORTANTI MA NON TANTO QUANTO L’UOMO” ci scrive la Signora Elvira di Casteggio

 "Gentile Direttore, forse inconsciamente, non meno che sotto la spinta mediatica, stiamo considerando e valutando la presenza e l’utilità di cani e gatti in modo assai superiore a quanto gli animali citati lo siano. La comunità civile ha l’obbligo immanente di costruire un rapporto corretto tra le persone onde favorire lo sviluppo morale, civile, legale, finanziario, democratico che consenta ad ogni cittadino di contribuire alla migliore convivenza tra le persone. Mi pare invece che le preoccupazioni e gli apprezzamenti correnti verso cani e gatti abbiano superato il limite della decenza: la società civile deve preoccuparsi molto prima e molto di più degli aspetti morali, amorevoli, caritativi, espressivi, educativi riguardanti le persone.
La natura umana sta attraversando una fase di decadimento culturale per la mancanza dei valori fondamentali di rispetto. Riconosco il contributo di affetto, di compagnia che cani e gatti possono dare alla solitudine di persone anziane, persone sole, per la cura di persone ammalate, ma non possiamo porre sullo stesso piano la convivenza tra gli uomini con quella per gli animali. Non credo assolutamente che dagli animali abbiamo da imparare e prendere esempio: il mondo sarà migliore quando l'uomo diverrà migliore nella sua anima e nei suoi atteggiamenti verso il suo simile. Andiamoci piano con le virtù, sono elementi dell’anima e dell’uomo: amore, intelligenza, affettuosità, non esageriamo con gli apprezzamenti, ci stiamo mettendo sullo stesso piano dell'animale. Quando poi sollecitiamo la comunità a provvedere a tutte le necessità materiali di cani e gatti mi sembra assolutamente eccessivo: per quale motivo la comunità deve preoccuparsi delle necessità materiali (vitto e alloggio in tanti casi ed ora anche il cimitero) e relativa spesa e trascurare invece le esigenze vitali di tante persone indigenti magari con bambini?
L’amore (è proprio amore o sfruttamento dell’animale per soddisfare la nostra necessità di amare) per il proprio cane o gatto è un fatto personale ed in tale ambito deve essere tenuto senza coinvolgere la società civile e le associazioni e ancor meno addossare ad esse obblighi di sostentamento, cura, vigilanza, assistenza, assolutamente non necessari ed indispensabili per un corretto vivere civile.
Mi rimane difficile capire che cosa spinge tanti uomini e donne giovani ad accompagnare per strada il proprio cane di mattina presto, di sera tardi, durante il giorno, per ore, dandomi la visione orrenda di un animale che trascina una persona. La società ha bisogno di persone che nelle loro possibilità materiali, temporali e non di meno culturali si dedichino al prossimo, al volontariato, all’aiuto dei poveri, alla ricerca dei valori morali e civili. La ringrazio se vorrà pubblicare la mia riflessione."

 

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