Martedì, 28 Marzo 2017

RIVANAZZANO TERME – “DOTTORE, C’HO LA VAGINA PECTORIS”

Sul palco del Teatro di Rivanazzano Terme, sabato 11 marzo alle 21, si festeggia la donna con ironia e risate. Dottore, c'ho la Vagina Pectoris è un atto unico comico/brillante, portato da Manuela Tadini.

Tre donne, in tre differenti epoche (la prima vive la fine degli anni ‘60, la seconda la metà degli anni ‘70 mentre la terza si muove ai giorni nostri), per tre differenti modi di rivolgersi telefonicamente al proprio ginecologo: questo, in estrema sintesi, lo spettacolo scritto, diretto ed interpretato dalla giovane teatrante milanese che, dopo alcuni spettacoli decisamente “impegnativi” ha deciso che fosse giunta l’ora di ridere… anche di sé e di noi donne.

Elide è la tipica ultratrentenne nata prima della guerra in provincia di Roma: sempliciotta ed ignorantella, vorrebbe elevare il suo status di “zitella a carico”, sforzandosi nel farsi a suo modo una cultura, cercando di tenersi al passo con i tempi anche tramite i controlli sanitari che riguardano le donne.

Milena: 28 anni, milanese, ricca alto-borghese di origine aristocratica. Vetero-hippy colta ed entusiasta del movimento femminista, cui ha aderito, vuole definitivamente liberarsi della spessa coltre di ipocrisia che coinvolge la società, la donna, il sesso e - udite udite - la sua stessa famiglia.

Alte(r)a è una 37enne pluri-laureata tutta “ciccì”: carriera e computer. Anche la sua vita è “ciccì”: cinica e controllata. Poi, un giorno, grazie ad un inaspettato problema sanitario, si rende conto di quanto fosse “ciccì”: completamente cerebrolesa.

“L’idea dello spettacolo – racconta, Manuela Tadini – mi è venuta quando, dopo qualche anno di produzioni e interpretazioni drammatiche, tra cui Speranze perdute, che vede una contaminazione tra teatro e cinema, e la pièce dedicata alla scultrice francese Camille Claudel, mi è venuta voglia di ridere un po’. Ne avevo bisogno e così ho cominciato a pensare come farlo in maniera intelligente, ironica, autoironica! Da donna potevo parlare delle donne e l’ho fatto attraversando tre epoche diverse, in un excursus che tocca i momenti più salienti dell’emancipazione femminile”, senza mai cadere nel facile e scontato luogo comune”.

E così, dalla popolana di borgata del dopo-guerra, alla donna radical-chic, anni settanta, fino alla moderna donna in carriera, squalo quanto basta da nuotare bene solo nel lavoro mentre affoga la propria vita privata, ecco tre lucidi ritratti femminili di donne che affronteranno “discorsi da donna” in uno spettacolo “non solo rosa”!

 

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