Martedì, 26 Settembre 2017
Articoli filtrati per data: Venerdì, 01 Settembre 2017

Tavolate silenziose di giovanissimi in pizzeria con gli amici del mare, lo sguardo chino sullo smartphone. "Li abbiamo tutti visti questa estate, ma anche i genitori ormai al ristorante non si comportano diversamente. Un fenomeno che preoccupa molti adulti. Sicuramente bambini e adolescenti nativi digitali hanno un legame molto stretto con questi dispositivi, ma si tratta di un fenomeno evolutivo e non di una patologia. Semplicemente è cambiato il modo di comunicare, di concentrarsi e di memorizzare. E non è sempre il caso di allarmarsi". Parola di Federico Tonioni, responsabile dell'Area delle dipendenze da sostanze e delle dipendenze comportamentali del Policlinico Gemelli di Roma ed esperto in Internet-dipendenza, che mette in luce invece i segnali d'allarme: "L'abuso del gaming e soprattutto il ritiro sociale. Ragazzini che smettono di uscire di casa e si chiudono per ore con i giochi sparatutto".

"Si tratta di un modo per sfogare una enorme rabbia repressa, che deve detonare e si sfoga proprio con i giochi; tanto che poi, se privi questi ragazzi dei videogiochi e del computer, non di rado alzano le mani sui genitori. Una barriera alle emozioni, contro il dialogo e la condivisione", aggiunge l'esperto che parla di psicopatologia web-mediata e punta il dito contro le nuove forme di assenza genitoriale.

"Se c'è il telefonino a tavola non si parla più. Più passa il tempo - spiega Tonioni - più ci rendiamo conto che, al netto delle forme di ritiro sociale e abbandono scolastico, il rapporto dei giovanissimi con il web è strettamente legato a nuove forme di assenza genitoriale: Internet viene usato non per stare con i figli, ma come baby sitter fin da quando questi sono molto piccoli. Quando poi diventano adolescenti, si cerca con loro un rapporto e un dialogo che però non è stato mai costruito e che in quel momento i ragazzi non vogliono. Insomma, da piccoli vengono precocizzati e da grandi infantilizzati, ma cercare di controllarli non è la soluzione". Anzi, è un errore che, sostiene Tonioni, che si rischia di pagare a caro prezzo.

Al Gemelli il team di Tonioni segue tre gruppi di genitori in crisi con i figli. "In generale - evidenzia - intorno ai 13 anni c'è un passaggio critico dall'infanzia all'adolescenza, e quello che era il nostro 'bambino perfetto' diventa nell'arco di pochi mesi uno sconosciuto". Ci si sente traditi, manipolati e trascurati, criticati, "ma la crisi dei genitori è necessaria, perché se non c'è allora finisce per entrare in crisi l'adolescente".

L'ambulatorio per la dipendenza da Internet del Policlinico Gemelli di Roma dal 2009 al 2015 ha registrato 1.200 prime visite. Per affrontare al meglio un problema così complesso, la struttura è poi diventata un Centro multidisciplinare che mette insieme psichiatria, neuropsichiatria infantile e pediatria. "Dal 2009 abbiamo seguito più di 1.100 nuclei familiari tra ragazzi e genitori - ricorda lo specialista - e spesso il percorso dei secondi ha portato ad un miglioramento dei primi".

Telefonini e tablet hanno cambiato il modo di comunicare anche dei genitori. "Quanti oggi conoscono a memoria il numero dei propri figli? Le cose sono cambiate in questi anni, e non è detto che sia in peggio - osserva Tonioni - I primi ad apprezzare momenti 'smart-free' sono proprio i ragazzini, che così parlano di più con i genitori e si sentono ascoltati, vedono più cose e ne ridono. L'adolescenza è un periodo complesso, ma resto comunque convinto che i ragazzi siano migliori di noi. Andare in crisi serve per crescere, ma il mio consiglio ai genitori è quello di avere fiducia. Con la fiducia c'è una distanza sana tra l'adolescente e il genitore, mentre il controllo mina la fiducia e allontana. Passare insieme del tempo 'senza dispositivi' è prezioso, ma non deve essere un'imposizione che arriva all'improvviso e viene subita da una delle due parti". Insomma, istituire una serata senza smartphone come scelta condivisa può aiutare il dialogo tra genitori e nativi digitali che diventano grandi.

"Parlare di questa stagione mi mette tanta tristezza. Ad oggi la vendemmia registra dati negativi in tutte le regioni. La situazione è ancora più pesante del -24% che abbiamo stimato qualche giorno fa". Lo ha detto il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

"Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un'annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno", aggiunge.

"Il mio non è un de profundis e sono tutto meno che catastrofista - ha aggiunto il presidente degli enologi italiani -, ma la situazione è questa e vi posso garantire che in Spagna e in Francia lo scenario è simile. In questo momento, a fronte di un innalzamento del grado zuccherino, riscontriamo comunque un'altissima acidità. E questo è molto anomalo".

Uno tira l'altro, anche se magari non si è proprio così stanchi. A scoprire perché lo sbadiglio è contagioso è un team dell'Università di Nottingham, che firma uno studio su 'Current Biology'. Ebbene, l'interruttore 'scatena sbadigli' è nel cervello, o meglio nei riflessi primitivi della corteccia motoria primaria, l'area che controlla il movimento.

Gli ultimi risultati del gruppo diretto da Stephen Jackson mostrano inoltre che la nostra capacità di resistere e non farci contagiare quando qualcuno accanto a noi sbadiglia è limitata. E, anzi, l'impulso a sbadigliare aumenta proprio se si cerca di reprimerlo.

SCIMPANZE' - Non solo, la forza del 'richiamo' a sbadigliare cambia da persona a persona. "Questi risultati possono essere particolarmente utili per capire meglio l'associazione tra l'eccitabilità e sensibilità motoria e il presentarsi di ecofenomeni in molte malattie fra cui demenza, autismo e sindrome di Tourette", spiega Jackson. Gli ecofenomeni sono forme di imitazione automatica e involontaria di parole (ecolalia) o azioni (ecopraxia) altrui. Un comportamento non solo umano: lo sbadiglio è contagioso anche fra scimpanzé e cani.

IL DESIDERIO - Ebbene, grazie a uno studio su 36 volontari gli scienziati hanno aumentato con la stimolazione magnetica transcranica il desiderio di sbadigliare e monitorato le reazioni dei soggetti.

IL CONTAGIO - Scoprendo che l'impulso a sbadigliare "aumenta se si cerca di reprimerlo. Con la stimolazione elettrica abbiamo poi aumentato l'eccitabilità e la propensione allo sbadiglio contagioso", aggiunge Georgina Jackson, docente di Cognitive Neuropsychology nell'Institute of Mental Health. "Nella sindrome di Tourette, se riusciamo a ridurre l'eccitabilità possiamo ridurre i tic e stiamo lavorando proprio a questo", conclude.

Torna in primo piano il tema dell'emergenza abitativa. E' di oggi infatti l'incontro tra il ministro dell'interno Marco Minniti e la sindaca di Roma Virginia Raggi. Al centro del vertice, appunto, l'emergenza casa della Capitale, a due settimane dallo sgombero dell'edificio di via Curtatone, occupato abusivamente dal 2013, e a pochi giorni dai duri scontri di Piazza Indipendenza tra occupanti e forze dell'ordine. Dopo le polemiche che hanno riguardato in particolare la gestione degli scontri, la domanda che ci si pone è: quanti palazzi di Via Curtatone esistono in Italia?

Pochi giorni fa, la sindaca di Roma Virginia Raggi, aveva annunciato l'avvio di un'indagine sui "circa 100 immobili, pubblici e privati, occupati abusivamente in tutta la città". Data la difficoltà di censire le abitazioni abusive, non esiste un vero e proprio catasto delle case occupate e bisogna dunque affidarsi ai dati dei singoli enti.

Secondo gli ultimi dati forniti da Federcasa, risalenti al luglio 2016, gli alloggi occupati abusivamente nel nostro Paese sono circa 48mila. L'81% di queste abitazioni (circa 40 mila casi) è stato occupato con la forza, mentre il restante 19% (9 mila casi) sono detenute da soggetti sprovveduti di titolo.

Analizzando i dati, il fenomeno risulta in progressivo aumento, con una crescita del 20,9% tra il 2004 e il 2013, "anche a causa del peggioramento della tensione abitativa", si legge sul sito Federcasa.it. Rispetto al totale delle abitazioni, circa il 6,4% di essere risulta occupato abusivamente. Mezzogiorno e Centro Italia sono le aree maggiormente interessate dal fenomeno, con percentuali rispettivamente del 53,4% e del 36,5%.

Quali sono le principali cause di una tendenza così ampiamente diffusa? Il report Federcasa evidenzia come ad alimentare il fenomeno, sia soprattutto fattori quali: la perdurante presenza di alloggi sfitti, il disagio economico del contesto sociale, la limitata collaborazione con le autorità preposte all’ordine pubblico e gli aspetti legislativi.

I 'pirati elettronici' potrebbero insidiare oltre 745 mila pacemaker in tutto il mondo. Tanti sarebbero infatti i dispositivi salvavita a rischio hacker, secondo un recente report. Il tutto a causa di un problema nel software che potrebbe essere sfruttato dagli hacker per accelerare l'attività del dispositivo o alterare le batterie facendole finire prima del tempo. A darne notizia è la Bbc online, dopo che la Food and Drug Administration (Usa) aveva rivelato che 465 mila pacemaker in Usa sarebbero coinvolti nella vicenda.

Si tratta di dispositivi prodotti da St Jude Medical, acquisita da Abbott. E proprio Abbott ha spiegato alla Bbc che oltre a quelli statunitensi altri 280 mila pacemaker nel mondo sarebbero 'a rischio'. La stessa azienda ha precisato che nessun caso di violazione si è verificato finora, anche perché ciò richiederebbe una serie di elementi complessi. La 'breccia' nei dispositivi sarebbe costituita dalla connessione wifi. I pazienti americani sono stati invitati a contattare il proprio medico per aggiornare il software del dispositivo. Un'operazione che non richiederebbe più di tre minuti. St Jude Medical e Abbott hanno inviato delle warning letter a centinaia di migliaia di pazienti, invitandoli ad aggiornare il device per ridurre il rischio di intrusioni indesiderate.

Domenica 17 settembre la Corte dell'Enoteca Regionale della Lombardia si trasformerà in una mostra di prodotti tipici dell'Oltrepò Pavese, della provincia di Pavia e di Lombardia. Il pubblico potrà scoprire i prodotti agricoli più tipici di filiera abbinati a spumanti e vini, incontrare i produttori e acquistare i prodotti. L'ingresso è libero. Euro 5,00 il bicchiere da degustazione con tasca. L'Enoteca Regionale di Lombardia a Cassino Po, sita nel Comune di Broni, è la prima Enoteca Regionale riconosciuta come tale da Regione Lombardia con decreto n° 12370 del 18.12.2014 e fa parte di un complesso agricolo rurale un tempo di proprietà della Fondazione Gallini, che grazie al Comune di Broni e Regione Lombardia, da ottobre 2015 ospita l'Enoteca Regionale di Lombardia. Posta sulla S.P. Broni Casteggio (ex S.S. 45 Padana Inferiore) è facilmente raggiungibile dalle principali città del nord Italia. Per chi arriva da Genova, Torino, Piacenza, Brescia l'autostrada di riferimento è la A21 To-Pc-Bs con uscita al Casello di Broni Stradella. All'uscita dell'autostrada seguire le indicazioni Broni/Casteggio. OltreGusto 2017 si aprirà con la cena-anteprima di sabato 16 settembre - ore 20,00 - "A CENA CON L'OPERA". Dopo qualche anno ritorna questo format che unisce due delle ricchezze italiane più apprezzate nel mondo; il cibo e la musica lirica. Quest'anno sarà la Corte dell'Enoteca Regionale di Lombardia di Cassino Po, nel Comune di Broni, ad ospitare l'appuntamento. I protagonisti di questa edizione, oltre ai prodotti tipici dell'Oltrepò Pavese e della Lombardia e le più famose arie delle opere liriche, saranno gli interpreti che con la loro professionalità sapranno regalare agli ospiti una serata magica. Le portate che compongono il menù sono cucinate dal talentuoso Chef del "Bistrot dell'Enoteca Regionale" Daniele Mascherini mentre per la parte lirica, con la collaborazione di Angiolina Sensale, dal 1995 organizzatrice del Festival Musicale Ultrapadum, ad interpretare le arie più famose il soprano Susie Georgiadis, il tenore Carlos Antonio De Lucia e la pianista Irina Kravchenko. La serata è aperta al pubblico al costo di 40,00 Euro tutto compreso. Informazioni e prenotazioni direttamente all'Enoteca Regionale al num. 0385.833820 oppure al 349.1088317.

DOMENICA 17 SETTEMBRE... Sapori d'Oltrepò... all'Enoteca Regionale di Lombardia di Cassino Po a Broni. Domenica 17 settembre è la giornata clou di OltreGusto 2017. Dopo l'overture di sabato sera, la domenica sarà interamente dedicata alla valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. L'ingresso per il pubblico all'Enoteca Regionale di Lombardia è libero; con Euro 5,00 si potrà acquistare il bicchiere con tasca per la degustazione dei vini presenti nella Corte dell'Enoteca abbinati ai prodotti tipici proposti e messi in vendita direttamente dal produttore. L'acquisto del bicchiere da diritto anche alla partecipazione agli show cooking degli Chef Claudio Sadler e Fabrizio Ferrari e alla degustazione curata da A.I.S. Pavia dedicata al Pinot Nero. Oltregusto 2017 riserva anche alcune sorprese interessanti... come avere gratuitamente una copia della Guida Giudando con Gusto oppure usufruire di VISITOLTREPO per un weekend completo in Oltrepò Pavese.Domenica 17 settembre in pillole. Dalle 09.30 alle 19.30 per tutta la giornata nella "Corte" dell'Enoteca Regionale della Lombardia mostra di prodotti tipici dell'Oltrepò Pavese, della provincia di Pavia e lombardi abbinati a spumanti e vini dell'Oltrepò Pavese. Possibilità di degustazioni e acquisto prodotti. Ingresso libero. VISITOLTREPO. Oltregusto è anche turismo, chi vorrà potrà prenotare il suo viaggio in Oltrepò Pavese, per trascorrere un weekend, una intera giornata presso l'Enoteca Regionale della Lombardia e visitare una cantina di valore storico ed enologico. VisitOltrepo è organizzato in collaborazione con Clastidium Viaggi di Casteggio. Ore 11.00 Show cooking con lo chef milanese Claudio Sadler del Ristorante Sadler. Claudio Sadler ha un legame forte con il territorio, infatti da Pavia è iniziata la sua avventura culinaria per portarlo poi nella metropoli milanese ed affermarsi a livello internazionale. Claudio Sadler proporrà uno show cooking in cui cucinerà "la zuppa alla pavese come la vedo io". Al termine sarà servito un assaggio della pietanza cucinata con degustazione in abbinamento un vino dell'Oltrepò Pavese. La partecipazione allo show cooking è aperta ad un massimo di 50 persone e prevede l'acquisto del bicchiere da degustazione. Prenotazione direttamente il loco domenica 17 settembre.Dalle ore 12.30 alle ore 14.00 "A pranzo con l'Oltrepò". Il Bistrot dell'Enoteca Regionale della Lombardia per il pubblico propone un menù degustazione a Euro 25,00. Prenotazioni tel. 0385.833820. Ore 15.00 Show cooking con lo Chef milanese Fabrizio Ferrari del Ristorante Unico. Fabrizio Ferrari, nato a Costa dei Nobili, nel pavese, zona vocata alla produzione di risi super fini come il Carnaroli, con la partecipazione ad Oltregusto dimostra il suo legame forte con il territorio e i suoi prodotti. Al pubblico presente proporrà, e non poteva essere diversamente, risotto con porcini, polvere di santoreggia e ristretto di Pinot Nero. Al termine sarà servito un'assaggio della pietanza cucinata in abbinamento ad un vino dell'Oltrepò Pavese. La partecipazione allo show cooking è aperta ad un massimo di 50 persone e prevede l'acquisto del bicchiere da degustazione. Prenotazione direttamente il loco domenica 17 settembre. Ore 17.00 "...bianco...rosso...rosè... tutti i colori del Pinot Nero in Oltrepò Pavese" degustazione guidata a cura di A.I.S. Pavia, alla scoperta delle varie declinazioni del Pinot Nero, varietà che pone l'Oltrepò al primo posto in Italia e al terzo nel mondo come zona di produzione. Durante la degustazione l'esperto eno-gastronomo-scrittore Valerio Bergamini cucinerà una pietanza che al termine sarà servita al pubblico presente. La partecipazione alla degustazione è aperta ad un massimo di 50 persone e prevede l'acquisto del bicchiere da degustazione. Prenotazione direttamente il loco domenica 17 settembre.

Dino Di Michele, consigliere di minoranza di Prima Stradella, ha da sempre un argomento che gli sta particolarmente a cuore: la sicurezza in città.

"La sicurezza e la percezione di sicurezza sono temi su cui da tempo pongo la mia attenzione per il territorio stradellino, anche se evidentemente è un tema che coinvolge tutto il nostro paese. Ogni giorno leggiamo dalle cronache di eventi delittuosi come furti e ancor più gravi come delitti efferati, ma ciò che mi spaventa sono le molteplici mancate denunce delle vittime di ruberie varie in abitazione o di atti vandalici ad auto o mezzi di lavoro. La gente non denuncia più... la frase che spessissimo mi sento dire è 'Cosa denuncio a fare? Tanto non cambia niente. Si perdono solo due ore per formalizzare la denuncia che poi rimane dentro un cassetto'.

E io aggiungo che molte volte fa comodo che i cittadini non denuncino, così all'apparenza delle statistiche, che piacciono molto ai governanti e alle alte cariche dello stato, sembra che i delitti minori diminuiscano e un territorio sia, come diceva qualcuno, un'isola felice. Invece non è un'isola felice, Stradella sta degradando e io sono preoccupato".

Che cosa la preoccupa maggiormente e che cosa è cambiato a Stradella in negativo per scaturire questa sua riflessione?   

"Ci sono situazioni al di sopra delle comunità locali che ci tocca subire per incapacità di governo e dell'Europa miope e arrogante. La percezione dell'uomo della strada è un fatto importante, non sottovalutabile, incide moltissimo sullo stato di benessere delle persone e le continue notizie di cronaca quotidiana che giungono dai dialoghi di piazza sono di auto che bruciano, cassonetti dati alle fiamme sotto abitazioni e negozi del centro, auto vandalizzate, case di centro e periferia derubate o anziani raggirati. Qualcuno potrebbe dirmi che è sempre successo e io dico che non è un alibi perché oggi l'aumento è spropositato. Non per ultima va considerata la dilagante pazzia di elementi pericolosi che adottano la violenza fisica come soluzione a problemi anche minori e che mi fa molto pensare. La nostra Stradella non ne è immune anzi, recenti eventi lo hanno dimostrato con grande tristezza e dispiacere".

Cosa si potrebbe fare a suo parere, o meglio cosa potrebbe fare il Sindaco Maggi?

"Secondo me certi episodi si possono ridurre solo con il pugno di ferro, ma sfortunatamente non è nei poteri delle amministrazioni locali bensì del governo centrale che sembra essersi 'calato le braghe' davanti ad un'invasione di delinquenti che si consorziano per rendere più fruttuose le loro malefatte e mi riferisco a stranieri come italiani, perché ognuno porta 'la propria professionalità nel delinquere'.

Dal punto di vista locale servirebbe una piattaforma tra comuni limitrofi che uniscano l'impegno e le risorse per controllare, con le forze dell'ordine e tramite video, le strade di accesso e di percorrenza oltre a luoghi di stazionamento secondario come parcheggi, creando una cabina di regia e di controllo che verifichi immediatamente le situazioni e le inoltri alle forze dell'ordine per intervenire.

Io sono per una banca dati nazionale del DNA di tutti i cittadini e di coloro che vi transitano anche solo per vacanza, lavoro, per richiedere asilo o altri benefici consentiti".

Secondo lei è una proposta che potrebbe essere accettata da tutti?

"Sicuramente sì potrebbe pensare di essere meno liberi, ma io dico che non è così, perché se non si ha nulla da nascondere e da temere le telecamere, le impronte digitali e il DNA potrebbero essere un forte disincentivo e ci sarebbe una riduzione considerevole a medio termine degli atti delittuosi e di delinquenza.

Vanno prese decisioni forti in momenti difficili come questi, non si tratta di governi di sinistra o di governi di destra per le amministrazioni piccole e medie come le nostre, ma si parla di buon senso e di volontà per risolvere i problemi per il bene dei cittadini.

Evidentemente, per il mio credo politico, penso che un governo di centro destra saprebbe e potrebbe attuare azioni più decise e determinate per ridurre la maleducazione imperante, gli atti di menefreghismo e vandalismo oltre al bivacco generale che incute timore e in alcuni casi demotiva nel turismo e nella libertà dei cittadini onesti".

Come ha evidenziato anche lei le amministrazioni locali spesso poco possono fare, spetterebbe al governo centrale. Come si fa a portare sul tavolo di chi decide le problematiche di Stradella?

"In Oltrepò Pavese dico che manca una leadership forte che porti le nostre istanze nei luoghi dove vengono determinate le scelte e che sappia ottenere il meglio per un'area che ha molte potenzialità e peculiarità  in ambito sociale, culturale, agricolo, economico. Per tornare, infine, alla questione sicurezza si dovrebbe pensare all'implementazione e adeguamento delle caserme con un maggior numero di agenti e di mezzi per meglio affrontare le criticità."

Con una lettera aperta il presidente di ACOL Associazione Commercianti Oltrepo Lombardo, Giancarlo Maconi esprime tutta la preoccupazione per la politica espansiva  della grande distribuzione in un territorio già saturo come quello di Voghera e zone adiacenti.

“Illustrissimi Colleghi Commercianti, in seguito alle indiscrezioni uscite circa l'ampliamento delle zone commerciali alla periferia di Voghera la nostra Associazione non può rimanere muta- scrive Maconi -  ci teniamo a esprime il nostro sconcerto e la nostra preoccupazione per questa politica di amministrazione del territorio.

Perseverare nella politica espansiva  della grande distribuzione in un territorio già saturo come quello di Voghera e zone adiacenti non può che definirsi scellerato.

Avevamo già contestato in campagna elettorale la modifica del fu Parco Baratta all'odierno Parco Commerciale Baratta e contestualmente auspicato che non fosse il precedente per la nascita di ulteriori realtà commerciali della GDO e della media distribuzione che pesassero sugli equilibri economici già fragili della città.

Purtroppo abbiamo constatato che le nostre parole sono rimaste inascoltate.

Se da un lato Regione Lombardia auspica un ripopolamento delle attività commerciali e artigianali nei centri della città, come illustrato anche dall'Assessore allo Sviluppo economico Dott.Parolini, che abbiamo avuto modo di incontrare qualche mese fa a margine di una sua visita in Camera di Commercio a Pavia, finanziando numerosi progetti tra cui quello per abbassare i canoni di affitto dei negozi, Voghera sembra "inspiegabilmente" andare in controtendenza spingendo per una cementificazione in periferia con la conseguente nascita di nuovi parchi commerciali e l'inevitabile impoverimento della città, non solo del Centro.

Una città viva capace di affrontare le problematiche sociali e non solo commerciali, non si fa con un supermercato da raggiungere in auto, ma con piccoli negozi, botteghe artigiane, caffè, mercatini, giardini e altri centri di aggregazione sociale. Un centro cittadino vivo produce benessere e sicurezza ai residenti, un capannone in periferia è un capannone in periferia.

Sicuramente sentiremo spiegazioni come: “è stato fatto per creare posti di lavoro”, ma tutto ciò è un ossimoro in questo caso, perchè l’ipermercato sottrae lavoro ai piccoli agricoltori, artigiani, negozianti, che abbelliscono e arricchiscono la città. Non c’è maggior sviluppo dell’economia cittadina, ma solo una diversa circolazione del denaro che si concentra in poche mani, impoverendo chi invece tutti i giorni investe su Voghera per permettergli di vivere: commercianti e artigiani.

Per carattere non siamo abituati a piangerci addosso o a pretendere assistenzialismo da parte delle amministrazioni, ma rivendichiamo il diritto di combattere ad armi pari la battaglia per la nostra sopravvivenza.

Siamo pronti a far valere i nostri diritti di cittadini e di imprenditori per il bene della nostra città,fin troppo maltrattata”

Venerdì 8 e sabato 9 Settembre verranno organizzati, a Varzi, , presso la Pieve Romanica dei Cappuccini , due importanti appuntamenti all'insegna della musica classica

Venerdi 8 alle ore 21 è in programma un concerto per pianoforte a cura di Fabio Volpi. Il musicista, classe 1990, nell'anno in corso ha conseguito il diploma accademico di II° livello in Pianoforte Concertistico con massimo dei voti, lode e menzione presso il Conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria, sotto la guida del M° Gianmaria Bonino. Ha al suo attivo numerose esibizioni come solista, camerista e accompagnatore.

PROGRAMMA DEL CONCERTO

W.A. Mozart- Fantasia in re minore KV 397

W.A. Mozart- Rondò in la minore KV 511

C.M. Von Weber-  Aufforderung zum Tanze (Invito alla danza), Rondo brillant Op. 65

F. Mendelssohn-Bartholdy- Rondò capriccioso Op. 14

F.F. Chopin-  Berceuse Op. 57

R. Schumann-  Kresleriana Op. 16 (prima versione)

Sabato 9 alle ore 21 è dedicato al prestigioso Premio "Pina Carmirelli", giunto quest'anno all'undicesima edizione. Il "Premio Pina Carmirelli", nato nel 2007, è stato creato con l'obiettivo di promuovere l'immagine di Varzi, mettendo in risalto i prestigiosi risultati che i varzesi hanno conseguito nella cultura e nell'arte.

Giuseppina Carmirelli, detta Pina, nasce a Varzi il 23 gennaio 1914, studia violino e composizione alconservatorio "G. Verdi" di Milano  dove si diploma in violino con il massimo dei voti nel 1930, a soli 16 anni, e nel 1935 in composizione. Nel 1941 ottiene la cattedra di Violino al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e nel 1962 viene ordinata titolare della Cattedra di perfezionamento di violino all'Accademia Santa Cecilia. Ha svolto una brillante carriera concertistica, sia come solista come iniziatrice di complessi da camera delle quali è stata anche cofondatrice, tra cui, nel 1949 del "Quintetto Boccherini", con cui ha portato alla luce i capolavori cameristici del geniale musicista lucchese, nel 1954 del "Quartetto Carmirelli", nel 1979 del "Quintetto Fauré". Nel 1977 è stata primo violino de "I Musici"; celebre l'interpretazione delle Quattro Stagioni di Vivaldi a cura dei Musici nel 1982 con la solista Pina Carmirelli.

Il programma della serata prevede il concerto e la premiazione di Elisa Cavalazzi, miglior diplomata delle classi di violino dell'anno accademico 2016-2017, come riconoscimento del brillante risultato conseguito al termine del corso di studio di violino presso il Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi" di Milano, dove si e diplomata con il massimo dei voti e lode.

"E se fosse l'attesa dell'attentato l'attentato stesso?". È l'inquietante quesito posto da CasaPound con lo striscione affisso nella notte  in zona “Voghera Est”

"L'industria del terrore oramai amministra le nostre vite, indirizza le scelte dei nostri governi, decide perfino dove dobbiamo andare in vacanza - spiega Cpi in una nota- Nonostante sia stata finora risparmiata sul suo territorio dalla furia assassina dell'odio jihadista, anche l'Italia ha chinato il capo al volere del califfo e, invece di chiudere le frontiere, ha intasato le strade delle nostre città di fioriere e barriere in cemento. Con la paura, con l'attesa dell'ignoto, con la minaccia sparata nel mucchio, ci vogliono ridurre a un popolo imbelle e spaventato, incapace di decidere e di reagire. Decidiamo per noi stessi, ribelliamoci ai diktat di chicchessia e facciamo dell'Italia quello che vogliamo e non quello che vogliono altri che sia, questa è l'unica libertà di fronte alla paura e quanto dobbiamo alle tante, troppe vittime del terrorismo, anche italiane,nel resto del mondo. Serve una scelta di coraggio, serve Casapound Italia"

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