Sabato, 19 Agosto 2017
Articoli filtrati per data: Lunedì, 07 Agosto 2017

La Federazione internazionale di tennis ha confermato la positività della tennista azzurra Sara Errani a un controllo antidoping fuori competizione effettuato lo scorso 16 febbraio. La sostanza rilevata dal test è il letrozolo, un ormone che figura tra le sostanze proibite dell'agenzia mondiale antidoping (Wada). La squalifica decorre dal 3 agosto. La romagnola potrà tornare in campo a partire dal 3 ottobre. La sostanza incriminata, a quanto si legge nel dispositivo allegato alla sentenza della Federazione, è tuttavia stata assunta in modo accidentale da parte della tennista e cioè mangiando i tortellini in brodo preparati da sua mamma Fulvia. L'entità minima della sanzione è giustificata quindi dal fatto che la Errani ha ingerito la sostanza involontariamente, una versione ritenuta credibile dalla Itf dopo avere ascoltato anche la mamma della tennista. Il letrozolo è contenuto in un farmaco antitumorale, il Femara, assunto dalla mamma della tennista dal 2005 e finito accidentalmente sul piano di lavoro durante la preparazione del pasto, contaminando quindi il cibo ingerito dalla tennista.

 

Un’ordinanza che farà discutere: i proprietari o i gestori di immobili che si trovano nel Comune di Palazzago dovranno avvisare preventivamente l’amministrazione comunale in caso di sottoscrizione di contratti di locazione con persone che intendano ospitare i richiedenti asilo, pena una sanzione che può arrivare fino a 15 mila euro. È quanto prevede l’ordinanza urgente firmata dal sindaco di Palazzago Michele Jacobelli, della Lega Nord, sui richiedenti asilo. “Tanto per essere chiari: È l’ordinanza pubblicata sabato mattina e riguardante chi partecipa ai bandi della Prefettura per i richiedenti lo status di rifugiato – afferma il sindaco di Palazzago – . L’ho firmata, trasmessa al Prefetto, ai Carabinieri, al Comando provinciale della Guardia di Finanza e quindi pubblicata sull’albo pretorio”.

 

Non ci sarà nessuna “stangata” a settembre per comprare i libri di testo. Alle superiori la spesa media per libri obbligatori e cartoleria sarà di circa 300 euro l’anno per il 2017/2018. “Numeri lontani dalle stime, a volte a quatto cifre, che vengono puntualmente diffuse da alcune associazioni di consumatori, ma che non risultano da un’analisi dei prezzi di copertina”. A lanciare il guanto di sfida è Confesercenti, che denuncia “campagne stampa allarmanti” sui costi dei libri e della cartoleria da parte dei Consumatori. Quali sono i numeri in ballo? E cosa dicono? Il Sindacato Italiano Librai Confesercenti ha svolto un monitoraggio sui prezzi dei libri di testo, del materiale di cartoleria e degli accessori necessari per la scuola esaminando il costo dei libri di testo obbligatori di 52 istituti fra licei classici, scientifici e tecnici nautici di 39 città. La spesa annuale che le famiglie devono sostenere varia a seconda dell’indirizzo scelto e dell’anno frequentato e si attesta a una media di 307 euro per il liceo classico, 275 euro per lo Scientifico e 206 per gli istituti tecnici nautici. Dice Confesercenti: “Anche aggiungendo la spesa per i libri scolastici ‘consigliati’ la spesa media non cambia poi troppo: si tratta infatti di 38 euro l’anno per il classico e di 13 per lo scientifico, che portano le medie complessive, rispettivamente, a 345 e 288 euro. Giova ricordare poi che l’indagine è condotta “a prezzo di copertina”: il ricorso all’usato può abbattere queste cifre fino al 40%, per non parlare degli introiti allorquando, terminatone l’utilizzo, gli stessi testo possono anche essere rivenduti”. Il costo più alto c’è nelle classi iniziali, dove al costo dei libri si aggiunge quello di dizionari e altri acquisti una tantum che comunque durano per tutto il ciclo scolastico. Così al Classico la spesa varia dai 337 euro in IV ginnasio ai 399 in prima liceo, mentre in V Ginnasio si ferma a 152 euro e nelle altre classi è sempre superiore a 300 euro; allo Scientifico si parte con una spesa  media di 298 euro in prima classe e di 347 euro per la terza, mentre in seconda classe la spesa si ferma a 187 euro. Anche all’Istituto tecnico nautico la spesa principale è per il primo anno (335 euro) poi scende negli altri anni. Per cancelleria e accessori la stima dei costi che le famiglie devono sostenere, fatta da Confesercenti, è di 162 euro l’anno, considerando però che il prezzo di zaino (75 euro), astuccio (16 euro), calcolatrice scientifica (25 euro) e di qualche altro articolo viene spalmato su due o tre anni perché si considera che questi non vengano comprati tutti gli anni. “Il caro-scuola, così come viene dipinto, non esiste: nonostante la ripresa dei prezzi, la spesa media non è aumentata. Anzi, considerando i testi obbligatori, è diminuita dal 2012, in media, di 3 euro nel liceo Classico, mentre nel liceo Scientifico di circa 17  euro – dice Cristina Giussani, Presidente nazionale di Sil Confesercenti – Purtroppo, però, le campagne stampa allarmanti di questi anni hanno trasmesso ai cittadini l’idea che i libri di testo abbiano un costo eccessivo, quasi illegittimo, e che siano una concausa delle difficoltà economiche delle famiglie. Vere e proprie fake news che non reggono all’esame dei dati reali. Ma che non mancano di far danni, con il risultato che il mercato dei libri di testo è calato del 15% circa negli ultimi 5 anni, hanno chiuso 500 librerie e ormai 13 milioni di italiani vivono in un comune che ne è privo”. Dall’associazione arrivano parole critiche nei confronti delle stime che rilanciano prezzi esorbitanti, e che verrebbero fatte esagerando i prezzi e prevedendo tutti gli anni acquisti che invece annuali non sono, come gli zaini. “Zaini ed astucci – conclude Giussani – non si acquistano ogni anno, e lo stesso discorso vale per i dizionari: quelli comprati all’inizio del ciclo scolastico si portano almeno fino in terza media o alla fine della scuola superiore, non si prendono nuovamente ogni settembre come invece alcune associazioni di consumatori suggeriscono”.

 

Ferrarelle compra il cioccolato Amedei. La società ha infatti acquisito il 99% del marchio d'eccellenza di lavorazione del cacao nato nel 1990 da un'idea della maitre chocolatier Cecilia Tessieri.  Ferrarelle rileverà le quote dell'azienda toscana (pari al 75%) acquisite nel 2015 dal fondo Octopus Europe Limited, oltre a quelle di proprietà di Tessieri, che conserverà una quota dell'1%, e resterà in azienda a garanzia della continuità aziendale. Ferrarelle investirà ulteriormente nella produzione di Pontedera, apportando il proprio know-how in termini di capacità industriale e organizzazione commerciale. L'obiettivo è sviluppare il marchio nel mondo con un progetto di crescita già individuato, per aumentarne la presenza nella distribuzione, non solo Horeca, ma anche nel canale organizzato grazie anche alle opportunità di sinergia tra i brand.

La mancanza di neve e il caldo - con punte anche di 10-12 gradi alle 6 del mattino - hanno spinto il direttore della Sifas, la società che gestisce gli impianti di risalita, a chiudere da ieri gli skilift per chi scia sul ghiacciaio al passo dello Stelvio (2758-3450 metri d'altitudine), in alta Valtellina al confine con la provincia di Bolzano. "Un provvedimento mai preso prima d'ora - spiega il direttore, Umberto Capitani -. Serve a proteggere il ghiacciaio. In passato si è andati vicini a un'iniziativa simile nel 2003 per l'anomala ondata di caldo di quell'estate. Ma si evitò per le scorte di neve accumulate nei due anni precedenti". Intanto il maltempo delle ultime 24 ore lascia ben sperare: "Nella notte - dice infatti il direttore della Sifas - c'è stata finalmente la tanto attesa perturbazione. In realtà si è trattato di una spolverata. I nostri tecnici sono al lavoro per valutare se domani o dopo si possa revocare la chiusura temporanea, in attesa magari di una più consistente nevicata".

I più fortunati saranno i vacanzieri nelle zone della Calabria, del Salento e della Sicilia Orientale mentre a Roma, così come in tante altre parti d’Italia, la “mezza” eclissi di luna sarà difficilmente visibile. La finestra di tempo in cui osservarla, peraltro, è brevissima: otto minuti. La Luna sarà comunque molto bassa e per osservare l’eclissi occorrerà trovarsi in un posto dove l’orizzonte non è ostruito da monti, case, copertura boscosa o altri ostacoli.  L’appuntamento, in ogni caso, è fissato per stasera, 7 agosto, dalle 20.12: in quel lasso di tempo la Luna riceverà il cono d’ombra della Terra creando lo spettacolo di una parziale eclisse lunare che toccherà il suo picco dopo 8 minuti circa, alle 20:20. Un evento che sarà parzialmente visibile anche dall’Italia, ma il sito di astronomia “Virtual Telescope”, trasmetterò l’allineamento in diretta web. «Mostreremo la nostra meravigliosa Luna mentre si eclisserà parzialmente sopra Roma» si legge. 

Multe in arrivo per chi non accetta pagamenti con bancomat. E' quanto ha annunciato ieri il viceministro dell'Economia Luigi Casero, facendo riferimento al provvedimento - attualmente allo studio del ministero dell'Economia e di quello dello Sviluppo Economico - che introduce sanzioni per esercenti e professionisti che rifiutano i pagamenti elettronici. Un decreto attuativo atteso da tempo che darebbe sostanza all'obbligo per negozianti e artigiani di dotarsi di Pos entrato in vigore nel 2014. L'obbligo era stato introdotto già nel 2012 (dl 179) con l'obiettivo di contrastare l'evasione fiscale ma con la legge di Stabilità 2016 è stato esteso anche alle carte di credito e portato dai 30 euro di soglia minima iniziale a 5 euro. Ora invece l'intenzione è quella di introdurre una sanzione da 30 euro che scatterebbe ogni volta che il pagamento elettronico viene rifiutato. "Una multa ridicola - ha commentato il Codacons - Servono sanzioni ben più salate, perché i gravi ritardi nell’introdurre provvedimenti contro i trasgressori hanno prodotto un danno non solo agli utenti ma anche alla lotta contro l'evasione fiscale, con ripercussioni per i conti pubblici". Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona ha invece espresso soddisfazione per il decreto che dovrebbe essere approvato entro settembre. "Senza questa sollecitazione - spiega- i commercianti avrebbero continuato a rifiutare l'uso del bancomat per importi bassi, come puntualmente verificatosi". "Solo dando al cliente la possibilità di segnalare la trasgressione, si faranno passi avanti per avere anche nel nostro Paese sistemi moderni di pagamento, dando al consumatore la possibilità di poter pagare come meglio crede" conclude

La semplice liberazione di una casa dagli spiriti, immondi o meno, costa relativamente poco: 150 euro l'ora, ed è difficile che si sfondi il budget. Ma per liberare un'anima tormentata e posseduta si va su tariffe molto superiori, e difficili da quantificare. Dipende dal tempo impiegato, dalle modalità usate, della resistenza del demonio possessore. Gli strumenti del mestiere sono pochi, e di facile reperibilità: un crocefisso e dell'acqua più o meno benedetta. C'è chi arriva così a guadagnare anche 500 euro a seduta, e lavorando 15 ore al giorno arriva ai 12.000 euro il mese. Un signor stipendio, anche se il lavoro, alla fine, risulta stressante. E di lavoro ce n'è tanto, nella Parigi snervata da questi tempi di terrorismo ed incertezze. Soprattutto dopo che la Chiesa Cattolica, che dovrebbe avere il monopolio nel campo, ha alzato le mani in segno di resa: gli esorcisti della diocesi sono pochi, e non ce la fanno a fronteggiare la domanda sempre più insistente di interventi. Anche perché la linea dell'arcivescovato è adamantina: venite da noi solo dopo aver consultato il medico, lo psicologo e poi eventualmente lo psichiatra. Piena fiducia nella scienza positivista e materialista, insomma, e solo dopo che questa si è dichiarata incapace di spiegare il fenomeno ci si rivolga alla religione. Che è cosa di Dio, e non mischiamola con l'isteria o i problemi mentali. Gli esorcisti privati, piccoli imprenditori della lotta alle arti occulte come sono, vanno meno per il sottile, e si stima riescano a compiere un esorcismo per ciascuno ogni settimana. Impossibile invece calcolarne il numero esatto, dispersi come sono tra i bassifondi di Parigi dove il Maligno ama tessere le sue ignobili trame. Si sa, comunque, che sono cifre in aumento, anche grazie alle serie televisive dedicate alla materia, pruriginosa e quindi ottima per l'audience. Ma non sfugge ai sociologi e agli psicologi che, dalla terribile notte del Bataclan in poi, la richiesta di lenimenti per la psiche, l'anima e le case infestate è cresciuta a dismisura. Il campo d'azione, poi, si va allargando dalla Capitale ad un nuovo triangolo delle scienze magiche: Parigi, Lione e la Costa Azzurra. Di Lione c'era da aspettarselo: è considerata tradizionalmente culla dell'esoterismo e delle cabale dai tempi di Nostradamus, insieme a Torino e Praga (o Londra, a seconda delle valutazioni). Ma la Costa Azzura cosa c'entra? La spiegazione è interessante, anche se getta su questa storia un'ulteriore ombra di inquietudine. Pare infatti che messe nere, paternoster pronunciati all'incontrario e adorazioni innominabili si siano moltiplicati, e non in senso evangelico. Grazie alla presenza sempre più forte, nel Midi, di nuove forme di crimine organizzato che affiancano alle attività tradizionali una dimensione esoterico-parareligiosa. Un fenomeno antropologico che si riscontra anche in Italia, tra i santini e le tracce di strani rituali che si rinvengono nei covi dei capi dei capi. Da parte sua, la buona borghesia della provincia francese pare mossa anche dal più rassicurante impulso tipico dell'animo umano che è la curiosità. Insomma, c'è anche una componente modaiola dietro quast'ansia di liberarci dai Poltergeist e dai Beetlejuice che ci tirano per terra le stoviglie della cucina, come nell'Italia di cent'anni fa faceva il Mazzamuriello a casa di D'Annunzio o il Baffardello nelle stalle di Toscana. La semplice curiosità però non è paziente, e per andare da un esorcista con tutti i crismi e i certificati rilasciati dalla Chiesa, bisogna sapere a chi rivolgersi, le liste d'attesa sono lunghe e si rischia pur sempre un diniego.Tutti problemi che non si pongono con l'esorcista privatizzato, una figura professionale che nemmeno quella sorta di Jobs Act introdotto da Emmanuel Macron, quando era ancora socialista e andava d'accordo con Francois Hollande, era riuscito ad immaginare. Per ottenere questo tipo di servizio è sufficiente andare su Internet, buttarsi su un motore di ricerca e scegliere. Non è detto poi che si sia obbligati a rivolgersi ai cattolici o sedicenti tali: ogni religione ha le sue pratiche, anche senza dover arrivare agli eccessi del voodoo. Il problema, casomani, è un altro, e cioè che, tenuta sotto pressione dalle cattive notizie e da uno stato d'emergenza appena rinnovato fino alla fine dell'anno, la Francia si sta scoprendo sempre meno illuminista, razionalista, o per lo meno cartesiana. Insomma, se stessa. Voltaire avrebbe materia per aggiornare il suo Dizionario Filosofico.

 

 

è quanto rivelato da un'inchiesta della Commissione portata alla luce da Repubblica. Sotto la lente dipendenti pubblici e telefoni 'aziendali'. La commissione parlamentare su digitalizzazione e sprechi si è fatta mandare da Tim i dati sugli abbonamenti dei dipendenti della pubblica amministrazione. E ha scoperto qualcosa di davvero 'poco edificante'. Lo scrive oggi Repubblica in edicola. "Siamo sicuri che tra gli 840 dipendenti pubblici che hanno attivato l'abbonamento a "SexyLand" sul telefono di servizio, pagato coi soldi degli italiani, ci sia qualcuno che lo ha fatto per sbaglio" scrive il quotidiano romano. "E siamo anche ragionevolmente certi che tra i 665 funzionari, assessori e dirigenti statali che risultano abbonati a "Le porno Erasmus", ci sia chi è soltanto vittima di una truffa telefonica. Così come se andiamo a frugare tra i 564 abbonamenti attivati tra aprile e giugno di quest'anno a "Video hard casalinghi", i 12.000 abbonamenti a "Serie A Tim", i 630 a "Dillo alle Stelle" e i 260 a "Pronto a tavola", troveremo certamente chi ignora di avere questa roba nelle bollette. Ma che c'entra il televoto con l'uso del cellulare "per ragioni di servizio"? Cosa c'entrano le telefonate ai call center per i biglietti dei concerti, o le donazioni via sms addebitate allo Stato?". "Basterebbe fare i controlli sulle bollette, smettendola di complicare le norme, e non ci troveremmo di fronte a questo spreco", ha commentato a Repubblica il deputato del Pd Paolo Coppola, presidente della Commissione. Nell'articolo un lungo e dettagliato 'report' sui vizi dei dipendenti pubblici. La Commissione parlamentare d'inchiesta sulla digitalizzazione (e gli sprechi) dell'Amministrazione pubblica ha scoperto analizzando i 401.839 cellulari un quadro di "sciatteria e di consapevole sperpero". Sono a vedere quanto è stato speso, dal 2012 al 2017, per "chiamate a numeri speciali con addebito (i call center), per servizi di intrattenimento via sms e mms, per i servizi interattivi sulla Rete. Risultato: 7,7 milioni di euro sprecati. Una media di quasi due milioni all'anno, con picchi tra il 2013 e il 2015. "Non sono cifre che sconvolgono il bilancio di un Paese, ma dicono molto dei suoi costumi", scrive il giornale. Che poi si sofferma nella ricostruzione e nei dettagli davvero incredibili della vicenda. 

Al via la sperimentazione del diploma in soli 4 anni per 100 classi. La ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che dà l'avvio ad un Piano nazionale di sperimentazione che coinvolgerà Licei e Istituti tecnici. L'avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur e le scuole potranno fare domanda dall'1 al 30 settembre. Si potrà attivare una sola classe per scuola partecipante. Fino ad oggi sono 12 le scuole che hanno sperimentato percorsi quadriennali. Per rendere maggiormente valutabile l'efficacia della sperimentazione, viene previsto ora un bando nazionale, con criteri comuni per la presentazione dei progetti, per 100 classi sperimentali in tutta Italia che partiranno nell'anno scolastico 2018/2019. Possono candidarsi sia scuole statali che paritarie. Un'apposita Commissione tecnica, come spiega il ministero, valuterà le domande pervenute. Le proposte dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l'articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l'utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l'uso della metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l'università e i percorsi terziari non accademici. Alle studentesse e agli studenti dovrà essere garantito il raggiungimento di tutti gli obiettivi specifici di apprendimento del percorso di studi scelto. Il tutto entro il quarto anno di studi. L'insegnamento di tutte le discipline sarà garantito anche eventualmente potenziandone l'orario. Nel corso del quadriennio, un Comitato scientifico nazionale valuterà l'andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il Comitato sarà nominato dalla Ministra dell'Istruzione e dovrà individuare le misure di accompagnamento e formazione a sostegno delle scuole coinvolte nella sperimentazione. A livello regionale, invece, saranno istituiti i Comitati scientifici regionali che dovranno valutare gli esiti della sperimentazione, di anno in anno, da inviare al Comitato scientifico nazionale.

 

 

 

 

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