Sabato, 19 Agosto 2017
Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Agosto 2017

Altro che zigomi perfetti e labbra carnose: la parte che più attrae di un volto sono gli occhi. Uno sguardo magnetico può molto. E questo vale sia per gli uomini che per donne. Mentre il naso è considerato meno importante quando si va alla ricerca di un potenziale partner. E' quanto emerge da uno studio della University of Winchester, pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour. Gli studiosi, utilizzando delle fotografie a colori, hanno chiesto a 32 donne e 32 uomini ventenni di valutare i volti femminili e maschili, dando valutazioni a singole caratteristiche come occhi, labbra, capelli, naso o nel complesso a tutto il volto. Nessuna delle immagini mostrate aveva trucco, gioielli, occhiali, orecchini o barbe. Gli uomini che hanno osservato un volto femminile hanno attribuito la massima importanza, tra i particolari, soprattutto agli occhi seguiti dai capelli, mentre le parti apparentemente meno importanti erano considerate il naso e le labbra. Anche per le donne che osservavano gli uomini le valutazioni date erano identiche. E gli stessi risultati sono stati osservati anche quando si doveva dare un giudizio su fotografie di persone dello stesso sesso. Tranne il fatto che per le donne che valutavano immagini di altre donne, nel complesso oltre al naso a essere considerato meno interessante come caratteristica era il volto nel suo insieme

 

I bambini costretti a interrompere la chemioterapia per ipersensibilizzazione potranno continuare la cura grazie ad un metodo innovativo studiato dall’équipe dell’Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta della pratica di desensibilizzazione al carboplatino, che si basa su un uso efficace del farmaco e consiste nel dare dosi crescenti della sostanza così da evitare reazioni allergiche e rendere l’organismo tollerante al chemioterapico. Lo studio condotto da Antonio Ruggiero (docente Cattolica di Roma - équipe medica dell’Uoc di Oncologia pediatrica della Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli) è stato pubblicato sulla rivista 'Frontiers in Pharmacology'. La tecnica è stata testata su tumori del cervello in età pediatrica (gliomi). I gliomi di basso grado - ricordano gli esperti del Gemelli - sono i tumori cerebrali pediatrici più diffusi: vengono trattati in prima istanza chirurgicamente, mentre in caso di progressione di malattia o di neoplasie ricorrenti con deterioramento delle funzioni visive e ipofisarie, i pazienti vengono sottoposti a chemioterapia e in casi selezionati a radioterapia. Il trattamento chemioterapico più efficace si basa sull’utilizzo del carboplatino, che però può determinare una reazione di ipersensibilità fino a 2 bambini su 3 provocando una interruzione prematura del trattamento, che viene sostituito da chemioterapici di seconda linea, meno efficaci e più tossici in termini di effetti collaterali e rischio di secondi tumori. L’aumento del tempo di infusione, come suggerito da diverse autori, si dimostra spesso inefficace esponendo inoltre i pazienti al rischio di gravi 'Chr' (Carboplatin Hypersensitivity Reaction) che possono essere pericolose per la vita. Lo studio ha permesso di elaborare un protocollo di desensibilizzazione basato su un’infusione prolungata di carboplatino a concentrazioni crescenti: "Il nostro metodo - spiega Ruggiero - consiste non solo in un aumento del tempo di infusione del farmaco, ma in una modalità di somministrazione a concentrazioni crescenti". In questo modo i bambini riescono a tollerare l’infusione e a completare il programma terapeutico. "Questa strategia di somministrazione - precisa l’oncologo pediatra - efficace nei bambini con gliomi, può essere estesa a tutti i tipi di tumore dell’età pediatrica oltre che dell’età adulta per il cui trattamento viene utilizzato il carboplatino. Inoltre, questa strategia può rappresentare il modello di riferimento per le ipersensibilità da altri chemioterapici".

 

 

Separati per finta. Non è un fenomeno nuovo, anzi. Ma non è neanche facile dire se sia in crescita o meno. Di certo, almeno il 7% delle separazioni (oltre 6mila su 91mila) sono 'finte'. I motivi? C'è chi lo fa per ottenere l'assegno sociale, chi per pagare qualcosa in meno di tasse, chi ancora per l'assegnazione di una casa popolare. Senza contare i vantaggi che si possono ottenere in determinate graduatorie. E i costi sono irrisori: con 2-300 euro si porta a casa la separazione.  "Non è che i clienti arrivano da noi e ci dicono chiaramente di volersi separare per eludere il fisco" spiega Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti, che qualche dato lo fornisce "sebbene fermi a 2-3 anni fa". E cioè oltre 6mila separazioni finte sulle 91mila totali ogni anno (quindi il 7%). "Certo è che per le coppie con un reddito medio-alto - sottolinea Gassani - può essere un affare, non solo di tipo fiscale". E ora come ora il problema dei costi di un avvocato, grazie al divorzio congiunto, sono stati anche in parte superati. A differenza di quello giudiziale, chi sceglie questa via può spendere solo qualche centinaia di euro (basta dare un'occhiata sul web e le offerte in tal senso non mancano). Se i coniugi sono d'accordo sulle condizioni che devono regolare la fine del loro rapporto, l'iter è più snello. I vantaggi - "La separazione porta di sicuro un immediato e più significativo vantaggio nel caso in cui si posseggano due case - Guido Rosignoli, direttore dell'Istituto nazionale esperti contabili - diventando entrambe prime case non si pagano più Imu e Tasi. Ovviamente è necessario spostare la residenza perché ciò avvenga". Nel caso in cui poi non ci siano figli, "in alcune città chi vive da solo può avere degli sconti sulle imposte comunali", aggiunge l'esperto che fa un altro esempio concreto: "Nel caso di una coppia sposata monoreddito alto, la separazione può essere vantaggiosa quando il coniuge che non lavora riceve l'assegno di mantenimento. Assegno che va dichiarato da entrambe le parti e che avrà effetti sull'aliquota marginale abbassandola, visto che può essere dedotto dalle tasse".  Quando entra in gioco l'Isee, cioè l’Indicatore della Situazione economica equivalente, "i vantaggi sono diminuiti nel tempo con l'aggiornamento dei criteri di determinazione di questo indicatore. C'è stata una stretta da questo punto di vista", sottolinea Rosignoli. L’Isee si occupa di fornire un quadro chiaro sulla situazione economica della famiglia, in modo tale che si possa poi accedere a benefici fiscali di vario genere oppure ai bonus previsti. Tra questi c'è l’inquadramento nelle fasce per le tasse universitarie oppure l’esonero totale o parziale dalle tasse stesse, le tariffe di mense scolastiche e trasporti pubblici, incentivi sui canoni di locazione. L'Isee dei genitori, anche se separati, si cumula comunque quando si tratta di figli (quindi per tasse universitarie, mense scolastiche, retta nido o scuola materna). Ma se non ci sono vantaggi dal punto di vista delle rette, ma un vantaggio può arrivare ad esempio nelle graduatorie delle scuole e magari anche sul posto di lavoro.

 

 

 

 

La decisione l'ha presa Chirac nel 2006 ma il "decreto spiagge" che sta facendo infuriare i vip che amano la Costa Azzurra entrerà in vigore solo il prossimo settembre, quando 22 spiagge sul lungomare di Juan-les-Pins rischieranno di sparire. La Francia vuole il mare libero e i vip della Costa Azzurra si mobilitano per fermare le ruspe che minacciano i loro stabilimenti preferiti. Tra le star c'è Robert De Niro, affezionato cliente del Tetou di Golfe Juan, e Jean- Paul Belmondo, che passa le vacanze al Moorea Nui Plage di Juan les Pins. I due attori guidano una schiera di volti noti in allarme. Entro il 2020 lo Stato deve tornare in pieno possesso dell'80% delle spiagge naturali e del 50% di quelle artificiali. [...] "Artisti internazionali che cercano la spiaggia defilata - dice Frederic Dijan, titolare del Moorea, buen retiro che ricorda la Hawaii - e che dall'oggi a domani rischiano di ritrovarsi fianco a fianco con chi si porta i panini nel frigo". In confronto al Belpaese delle 30 mila attività balneari e dei canoni irrisori, in Francia sembra di essere su Marte: al temine delle attuali concessioni i rinnovi non sono più automatici e gli affidamenti restano limitati a 12 anni. I Comuni hanno diritto di prelazione, i canoni aumentano e gli spazi si riducono. Le strutture fisse sono demolite per far posto a capanne removibili.

 

 

 

 

In Italia gli incidenti causati dalle automobiliste sono molti meno di quelli con responsabilità maschile, ma nonostante questo e sebbene rappresentino quasi il 51,5% della popolazione residente in Italia, sono intestati a donne solo il 46,12% dei veicoli circolanti. E' quanto emerge da una elaborazione di Facile.it, il portale per il confronto delle assicurazioni auto. Il primato delle donne proprietarie di automobili spetta alla Valle d'Aosta dove quasi 6 auto su 10 sono di proprietà femminile (58,10%), mentre fanalino di coda è la Puglia ((36,09%). Le donne proprietarie di auto sono minoranza in tutto il Sud, ma anche in Veneto (48,32%), Piemonte (47,60%), Liguria (47,19%), Lombardia (45,60%), Trentino Alto Adige (41,82%).  E' in seconda posizione per numero di vetture intestate ad esponenti del gentil sesso invece l'Umbria (53,11%), seguita da Friuli Venezia Giulia (51,15%), Lazio (51,06%), Marche (50,92%), Toscana (50,43%), Emilia Romagna (50,41%). Nel Meridione, invece, al primato negativo della Puglia, segue quello di Campania (39,55%), Basilicata (40,45%), Calabria (42,15%), Sardegna (43,60%), Molise (44,11%), Sicilia (45,63%), Abruzzo (48,03%). Eppure notoriamente le donne fanno meno incidenti degli uomini. Fino a non troppo tempo fa, fino quando nel dicembre del 2012 la Corte di Giustizia Europea dichiarò inapplicabile questo genere di differenziazione, tra i parametri considerati per calcolare i premi dell'RC auto rientrava anche il sesso, elemento che favoriva le donne, almeno fino ad una certa età. Infatti, se le neopatentate fino a 19 anni risultavano causare il 25% di incidenti in meno rispetto agli uomini, già tra i 30 ed i 33 anni questa differenza si riduceva al 9% e dagli "anta" le donne denunciavano più incidenti dei loro coetanei di sesso maschile. Ma spesso in realtà spettava a loro, titolari del contratto di assicurazione, denunciare il sinistro causato dal figlio che, come avviene in molte famiglie, faceva i suoi primi anni al volante guidando l'auto materna.

 

 

Il pisolino pomeridiano fa bene alla salute, a patto però che non superi i 40 minuti. A dirlo è uno studio dell'American College of Cardiology, secondo cui il riposino perfetto dura circa 20 minuti.  I ricercatori, studiando 300mila persone in tutto il mondo, hanno visto che "in chi dorme più di 40 minuti nel pomeriggio c'è un aumento del rischio di colesterolo alto, pressione alta e aumento di massa grassa. In particolare, chi dorme oltre 90 minuti ha il 50% in più di possibilità di contrarre il diabete di tipo 2". Anche dormire troppo poco, però, "può essere dannoso e aumentare il rischio di sviluppare la sindrome metabolica". La soluzione ideale, per gli esperti, è un riposino che duri meno di 40 minuti: "Con questa durata non sono emersi rischi, e in alcuni casi è emerso anche un miglioramento delle condizioni generali, specie nelle persone che dormivano meno di mezz'ora".
    

 

Si chiama 'Submelius' ed è il virus malevolo che ha più colpito nelle ultime settimane gli italiani, viaggia sui siti da cui si scaricano film illegalmente, minacciando quasi il 32% degli utenti. Lo rilevano i ricercatori di Eset che hanno stilato la top 5 dei malware più diffusi nel nostro Paese a luglio 2017. "Veicolato principalmente attraverso Google Chrome, Submelius colpisce specialmente siti famosi per la visione di film online", spiega Eset. Il meccanismo di diffusione è questo: l'utente visualizza sul browser le classiche finestre con l'annuncio 'è stato rilevato un virus' o 'guadagna soldi lavorando da casa', poi viene reindirizzato ad un sito che chiede a sua volta di passare ad un altro indirizzo, finché l'utente non clicca su 'accetta', "indirizzando così il browser verso il download di un'estensione dallo store di Google Chrome". Al secondo posto della classifica dei virus malevoli più diffusi in Italia c'è ScriptAttachment (rilevato nel 6% delle infezioni), che viene distribuito come allegato si una email: una volta aperto, scarica e installa differenti varianti di virus, la maggior parte dei quali costituiti da ransomware quelli che prendono in ostaggio i dispositivi e poi chiedono un riscatto.
   

 

 

Un dramma, una tragedia familiare che ha dell’incredibile. Le punture degli insetti possono essere fatali, distruttive. Il dramma di una donna tedesca lascia sconcertati. Un incubo iniziato un giorno di marzo, appena uscita di casa. Lo leggiamo su Libero. Sonja Kujas, una tedesca di 43 anni, ha subito l’amputazione di avambraccio sinistro ed entrambi piedi dopo essere stata punta da una zanzara. Nulla di grave, a una prima occhiata, solo un piccolo rigonfiamento. «Poi la situazione degenera velocemente, con dolori alla articolazioni e vertigini. Il marito la accompagna in ospedale per le analisi di rito, poi le condizioni peggiorano: la donna entra in coma per una settimana e i medici, per salvarla, sono costretti ad amputare le estremità degli arti ormai necrotizzate. La puntura ha generato infatti un gravissimo avvelenamento del sangue. Le parole della donna sembrano un miracolo di serenità: “Sono sopravvissuta. Sono ancora qui – ha detto Sonja al giornale Express -. Ho imparato ad apprezzare di nuovo la vita. Se avvertite sintomi rari, andate dal medico immediatamente. Non avrei mai immaginato di vivere qualcosa del genere”.

 

A giugno si sono registrate 18 mila presenze con un buon flusso anche da parte dei turisti italiani. A farla da padrone sono soprattutto le low cost e i charter, con cui l'Autorità per il Turismo egiziana ha elaborato un programma di sussidi, come spiega il presidente dell'Egyptian Tourist Authority, Hisham El Demery. E' un fatto che ''oltre il 90 per cento degli italiani che vengono in Egitto lo fanno con voli charter e ora anche con le low cost''. Si continua a lavorare bene con i pacchetti, volo più albergo. A fine ottobre, fanno sapere fonti dell'Autorità per il Turismo egiziano, Air Cairo dovrebbe aprire la prima tratta Milano Malpensa-Sharm el Sheikh. Il vettore di proprietà di Egyptair, National Bank of Egypt e Banque Misr - che opera collegamenti settimanali da Hurgada e Sharm El Sheikh con diverse città europee, quali Stuttgart, Hannover, Dusseldorf, Copenhagen, Oslo, Billund, Belgrade, Tbilisi e Praga - potrebbe così entrare sul mercato italiano. Un mercato, ricorda El Demery, ''per noi molto importante e su cui la nostra azione è a 360 gradi''. Le due campagne di promozione lanciate a settembre 2016 e giugno 2017, rimarca, ''hanno portato i turisti italiani a scegliere di tornare da noi''. "Sono molto fiducioso in merito ai dati di luglio e agosto e su quelli del prossimo inverno'', conclude. Gli ultimi dati relativi al solo mese di giugno parlano per l'Italia di 18 mila presenze a giugno, contro gli oltre 89 mila tedeschi e gli oltre 23 mila statunitensi, su un totale di arrivi complessivi che supera i 532 mila visitatori. Nel frattempo, fa sapere il direttore dell'Ente del Turismo egiziano in Italia, Emad Fathy, ''non abbiamo registrato cancellazioni di prenotazioni'' in seguito all'attacco del 14 luglio a Hurgada, sul mar Rosso. In quell'episodio morirono accoltellate due turiste tedesche e una cittadina ceca.
 

La vettura, che è anche elettrica, è stata progettata da un team di studenti olandesi.  È fatta di zucchero, può trasportare quattro persone ed è in grado di raggiungere la velocità di 80 chilometri all'ora. Cosa ancora più importante, secondo i suoi inventori è la nuova frontiera della mobilità sostenibile. Si tratta dell'automobile biodegradabile, per di più elettrica, progettata da un gruppo di studenti olandesi - ribattezzatosi TU/Ecomotive - della Eindhoven University of Technology. Lina, questo il nome della vettura, oltre a richiedere meno energia per essere prodotto rispetto alle automobili costruite impiegando allumino e fibra di carbonio, con un ulteriore vantaggio a livello di sostenibilità ambientale, il prototipo incorpora una tecnologia wireless nelle portiere in grado di riconoscere il guidatore: funzione, questa, rende la vettura potenzialmente adatta all'impiego nei servizi di car sharing. "Solo le ruote e i sistemi di sospensione non sono fatti di materiali a base biologica", svela Yanic van Riel, uno dei progettisti del mezzo, spiegando che l'auto è per la maggior parte realizzata con una resina derivata dalle bietole da zucchero, ricoperta con fogli di lino coltivato nei Paesi Bassi. Una struttura ultraleggera, che fa si che il mezzo pesi solo 310 chilogrammi, pur presentando un rapporto forza-peso simile a quello del vetroresina. La particolare composizione della carrozzeria, d'altra parte, ha per ora impedito al prototipo dii passare i crash test. "Non si piega come il metallo, ma si spezza", segnala il leader del team, Noud van de Gevel. Ad ogni modo, i creatori di Lina puntano a iniziare i test di guida già quest'anno, una volta ottenuto il via libera dalla motorizzazione olandese.

 

 

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