Lunedì, 29 Maggio 2017
Articoli filtrati per data: Domenica, 09 Aprile 2017

Un rosso barbera, un bianco riesling e un rosato pinot nero. Comincia da tre vini, prodotti nella campagne dell'Oltrepo pavese, dove da bambino seguiva la vendemmia nella vigna del nonno, il ritorno alle origini di Gerry Scotti, 61 anni, conduttore televisivo, attore, una delle figure simbolo di Mediaset. "Ci pensavo da anni, continuando a ripete 'a 60 anni smetto con la tv' e torno nelle mie terre a produrre vino. Poi ho deciso che potevo fare tv e dedicarmi al mio sogno". Gerry Scotti presenterà lunedì a 'Vinitaly', il Salone internazionale di vini e distillati che si svolge a Verona dal 9 al 12 aprile, la sua linea di vini. Per la foto sull'etichetta sotto il marchio 'Nato in una vigna', un suo selfie mentre annusa con aria soddisfatta il contenuto di un bicchiere. Mettere in pratica il suo sogno, ammette, è stato meno veloce del previsto. 

"L'agricoltura ci insegna che non devi avere fretta e nell'enologia bisogna avere ancora più pazienza - dice - Ho inoltre capito subito che non avrei mai potuto iniziare da solo qualcosa che non conosco, perché come dicono a Milano 'Ofelè, fa el tò mestè' ossia 'pasticciere, fa' il tuo mestiere'". "Così quando si è sparsa la voce che cercavo un vigneto, mi sono arrivate offerte da diverse regioni - continua - ma io volevo che questo mio sogno fosse anche un omaggio alla mia terra, l'Oltrepo". 

La vigna ideale l'ha trovata a Canneto Pavese dalla famiglia Giorgi, che già conosceva, titolare di una rinomata e premiata cantina. Un ettaro di vigna, un accordo di 3 anni, e ora sono pronte le prime 50.000 bottiglie. "Comincio con un bianco, un rosso e un rosato, ma non è escluso che allargherò la produzione - dice Gerry - Saranno distribuiti nei supermercati, via Internet e spero anche nei ristoranti, ad un prezzo che ritengo non troppo alto, ma adatto ad un vino di buona qualità: sotto i 10 euro". Ha scelto anche i nomi legati al territorio: Regiù (ossia capofamiglia per il rosso), Mesdì (mezzogiorno per il bianco rieslin doc e Pumgranin (melograno) per il rosato pinot nero doc. 

"Vedo come andrà questa esperienza, poi potrei dedicarmi anche ad altro, diventare un vero e proprio brand - continua - e lanciare un olio, una pasta, della marmellata con il mio nome". Ma nel frattempo Gerry continuerà anche con la tv. A maggio torna con il preserale su Canale 5 'Caduta Libera', quindi con alcune puntate in prima serata di 'The Winner is', mentre per l'autunno prepara un nuovo preserale 'The wall'.

Aspirina davvero salva-vita: il suo uso di lungo termine porterebbe ad una generale diminuzione dei rischi di morte per qualsiasi causa ed ad una ancora piu' marcata riduzione dei decessi dovuti ai tumori. Un nuovo mega-studio americano realizzato su piu' di 130.000 individui seguiti per 32 anni, non solo conferma i benefici da anni associati all'uso regolare di aspirina, ma li rafforza. La mortalita' generale - rivela la vasta indagine condotta da Yin Cao del Massachussetts general hospital di Boston - tra chi ha usato aspirina regolarmente almeno per 6 anni e' risultata piu' bassa del 7% per le donne e dell'11% per gli uomini.

La mortalita' specifica per tumori e' risultata inferiore del 7% fra le donne e del 15% tra gli uomini. "I dati suggeriscono che l'aspirina non solo previene la formazione dei tumori, ma ne riduce anche la mortalita", ha detto Cao presentando lo studio alla conferenza annuale della 'Associazione Usa per la ricerca sul cancro'. Durante gli anni dello studio, 22.094 donne sono morte e 14.749 uomini. Tra questi, 8.271 donne e 4.591 uomini sono morti di cancro. La piu' significativa riduzione in termini di decessi e' stata osservata per il tumore del colon: tra i consumatori regolari di aspirina, le morti sono state inferiori del 31% tra le donne e del 30% per gli uomini. Forte beneficio anche per le donne colpite da tumore del seno: per loro la mortalita' e' risultata piu' bassa del 7% a fronte di un consumo regolare di aspirina.

Per il cancro della prostata gli uomini hanno visto una diminuzione della loro mortalita' addirittura del 23%. I volontari sono stati seguiti per una media di 32 anni. L'uso minimo di aspirina associato con una diminuzione della mortalita' e' stato di 6 anni. "L'effetto positivo emerso dall'uso di aspirina in termini di mortalita' e' inversamente proporzionale all'effetto negativo di un aumento dei rischi di cancro e di morte associati all'obesita'", ha rilevato Cao. I benefici dell'acido acetilsalicilico sono stati osservati a dosi precise di aspirina assunte: ossia sia tra le persone che prendevano due pillole a settimana che tra quelle che ne prendevano sette.

Il clima di fiducia è stabile, con tendenza al miglioramento; stabile anche il livello dei ricavi e ci si muove sull' e-commerce, ma il cruccio maggiore per le 60mila imprese della Fida, Federazione dei dettaglianti dell'Alimentazione di Confcommercio, è rappresentato dal credito ma, ancor di più, dal peso fiscale. ''Le tasse continuano a rappresentare una morsa estremamente penalizzante: più di una impresa su dieci (il 12,4%) non riesce a far fronte alla pressione fiscale con mezzi propri e tre su dieci ci riescono solo con molta difficoltà (31%)'' è stato sottolineato oggi durante la presentazione questa mattina a Roma, del quinto Osservatorio congiunturale di Fida insieme a Format Research.

Sul fronte credito, meno di quattro imprese su dieci riesce a spuntarla: ''solo il 38% delle imprese del settore si è visto accordare il fido oppure il finanziamento che aveva richiesto''.

L'appello della presidente Fida e vicepresidente Confcommercio, Donatella Prampolini Manzini, è quindi quello di ''lavorare sulla fiscalità generale, scongiurando definitivamente il rischio di un aumento dell'Iva che porterebbe a un effetto domino sui consumi.
Stabile, e con tendenza al miglioramento, il clima di fiducia delle imprese del comparto nella seconda metà del 2016. Stabile anche il livello dei ricavi, ''segno di una lenta ripresa della domanda e frutto di un rallentamento nella dinamica dei consumi'', con i prezzi ''in forte rialzo nei primi mesi del 2017 rispetto al 2016'' segnala la Fida. Un focus sul commercio elettronico mostra come anche il dettaglio alimentare si stia dando da fare in tale ambito: le imprese che hanno un sito web sono quattro su dieci: una su dieci per attività di commercio elettronico, le altre tre solo per vetrina. Una impresa del commercio al dettaglio alimentare su quattro, poi, utilizza i social network.

''I dettaglianti alimentari -spiega Prampolini Manzini - stanno facendo di tutto per utilizzare le giuste leve che consentano loro di rimanere sul mercato, puntando su innovazione e attenzione al consumatore. Permangono però, anche a fronte di una lieve ripresa dei consumi, problematiche legate al peso del fisco e alla stretta sul credito. Problemi resi ancora più pesanti dal fatto che la marginalità continua a diminuire, anche per effetto dell'aumento dei prezzi all'ingrosso, non riversati completamente sui consumatori per evitare una nuova stagnazione.

Il terrorismo per i bambini è la prima paura (per quasi il 90%), ma comunque preferiscono (97%) essere informati su ciò che succede nel mondo, e anche su fenomeni che non capiscono e che li inquietano, come i casi di cronaca nera e i femminicidi. Avere informazioni permette di "avere meno paura" (67%) e "evitare il pericolo" (53%). E' il quadro che emerge dalla ricerca 'I bambini devono sapere: il ruolo della corretta informazione oggi sul target dei nativi digitali', realizzata dall'Osservatorio Tips Ricerche e presentata da DeaKids a Cartoons on the bay, il festival internazionale dell'animazione cross-mediale e della Tv per Ragazzi, promosso da Rai, in corso a Torino.

Le foto a corredo di questo articolo sono i disegni dei bambini siriani, che esprimono tutto il loro orrore e la voglia di speranza, e sono stati diffusi da Unicef Italia per sensibilizzare ancora una volta sulla guerra in Siria. I bambini hanno pagato il prezzo più alto durante i sei anni di guerra in Siria, ma continuano a sognare un futuro più luminoso. Nessun bambino è stato risparmiato dall’orrore della guerra in Siria, in cui i bambini subiscono attacchi ogni giorno. Oltre 1,7 milioni di bambini non stanno andando a scuola.

Centocinquanta bambini tra gli 8 e i 14 anni hanno risposto a domande sul loro rapporto con temi come terrorismo, guerra, immigrazione, e su come reagiscono alle notizie anche su fenomeni che non capiscono. L'87% reputa i genitori la fonte più affidabile su ciò che accade nel mondo. Il 72% apprende le notizie da mamma e papà, il 66% dalla tv e dalla scuola. Inoltre il 41% cerca da solo le notizie su internet e il 59% va su YouTube dove visualizza anche video dalle immagini forti e non filtrate. Tuttavia, sanno già (61%) che esistono le fake news ed è anche per questo che chiedono di conoscere gli avvenimenti e le notizie. La guerra, pur essendo reputata un pericolo lontano, li fa sentire tristi (55%), preoccupati (54%) e pessimisti (21%), mentre il terrorismo (termine conosciuto dal 97%) viene percepito come un fenomeno incontrollabile che può capitare in qualsiasi momento. Sentono l'immigrazione più vicina (41%), ma solo il 4% ne è spaventato. Mentre il terremoto, conosciuto dal 100% dei bambini intervistati, è percepito dal 65% come un pericolo vicino e scatena in loro paura e preoccupazione (72%).

Dopo il sisma del centro Italia, i canali per ragazzi del Gruppo de Agostini hanno provato a raccontare al loro pubblico il drammatico evento: dopo lo speciale 'Ti racconto i terremoti', realizzato con Giovanni Muciaccia e in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava, trasmesso a dicembre su tutto il network, nei prossimi mesi Muciaccia con il suo programma 'Freestyle - tutta un'altra stanza' sarà a Norcia per decorare alcune aule delle scuole ricostruite da Fondazione Francesca Rava; questa puntata speciale sarà in onda nei prossimi mesi su tutto il Network DeA.

La raccolta differenziata di rifiuto umido e verde in Italia nel 2015 è cresciuta ancora del 6,1% rispetto all'anno precedente: sono state separate circa 6 milioni di tonnellate di scarto organico in un anno, pari al 43,3% di tutta la raccolta differenziata nazionale, che hanno prodotto 1,7 miliardi di fatturato e 9.000 posti di lavoro. Sono i dati elaborati dal Consorzio italiano compostatori (CIC) nel Rapporto Annuale del Biowaste, presentato negli USA al BioCycle East Coast17 di Baltimora.

Negli ultimi 10 anni, la crescita media della raccolta differenziata di umido e verde è stata pari a circa il 10% l'anno e il CIC prevede che il trend si mantenga stabile anche nei prossimi 5 anni, con l'obiettivo di raggiungere gli 8,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici all'anno entro il 2020. Nel 2015, dal riciclaggio del rifiuto organico effettuato negli impianti di compostaggio e integrati di Digestione Anaerobica e Compostaggio, il CIC stima che siano stati prodotti circa 1,76 milioni di tonnellate di compost. 

Non ha voluto indossare il burqa, e per questo il marito l'ha presa a calci e pugni, accusandola di volersi comportare ''alla occidentale'', e l'ha rinchiusa, poi, in bagno per impedirle di chiamare i soccorsi. E' accaduto a Sant'Anastasia (Napoli) dove i carabinieri hanno arrestato un marocchino di 51 anni, per sequestro di persona, minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto ricostruito dai militari, l'uomo aveva picchiato a calci e pugni la moglie, connazionale marocchina di 28 anni, procurandole lesioni al volto poi giudicate guaribili in 15 giorni, perché le voleva imporre l'uso di abiti lunghi e del burka. La 28enne è riuscita a scappare, ed una volta in strada si è accasciata al suolo: alcuni vicini hanno notato la donna ed allertato i carabinieri, ai quali la giovane ha raccontato che il marito l'aveva più volte picchiata rimproverandola di comportarsi "troppo all'occidentale". I militari hanno arrestato il 51enne e portato nel carcere di Poggioreale

A ottant'anni spacciava dal balcone di casa della sua abitazione di Corsico, nell'hinterland milanese. I carabinieri se ne sono accorti perché erano un po' troppe le persone che si avvicinavano al pensionato e gli porgevano la mano per salutarlo. Quando i militari hanno fatto irruzione in casa sua, in un armadio hanno trovato alcune dosi di cocaina. In un flacone di bolle di sapone, che il pensionato ha detto essere del nipote, altri 15 grammi di cocaina divisa in 30 dosi. Per l'uomo, che appartiene a una famiglia di origini siciliane che ha numerosi componenti noti alla giustizia, ma è incensurato, è stato disposto l'obbligo di firma. Durante l'arresto ha provato a giustificarsi: "Ho 500 euro di pensione, come credete possa farcela?".

Un provvedimento di sospensione dal pubblico ufficio di insegnante è stato emesso dal tribunale di Bergamo ed eseguito dai carabinieri di Treviglio nei confronti di un maestro di 60 anni, accusato di maltrattamenti agli alunni della scuola primaria dove insegna nel Bergamasco. Nel provvedimento cautelare il giudice parla di "sistematiche azioni violente e mortificanti poste in essere dal maestro nel corso dell'attività didattica". Gli episodi contestati sono diversi, verificatisi in classe ma anche in occasione di iniziative al di fuori delle mura scolastiche.
E' quello che hanno ricostruito attraverso una lunga indagine i carabinieri. Si parla di strattoni, spinte, calci, pugni e schiaffi su varie parti del corpo, ma anche lancio di gomme e penne in particolare ai danni di un alunno. A tutto questo, si sommavano anche le mortificazioni verbali espresse con insulti vari di natura denigratoria nei confronti degli studenti.

 Oggi si celebra la Domenica delle Palme, la festività religiosa che segna l'inizio della Settimana Santa che si concluderà a Pasqua, il 16 aprile. Ma perché si chiama così? La ricorrenza, detta anche 'Domenica della Passione del Signore', ricorda l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, quando la folla lo accolse al grido di Osanna sventolando rami di palma, simbolo del trionfo del Messia, rifacendosi ad un'antica tradizione ebraica. Per questo motivo, ancora oggi c'è l'usanza di distribuire rametti di ulivo e di palma benedetti durante la liturgia della Domenica delle Palme in segno di pace e prosperità.

 

Si attesta a quota 100,8 miliardi di euro il totale dei debiti riscossi dal fisco nel nuovo millennio. Rispetto al totale delle somme chieste ai contribuenti, pari a 917,8 miliardi, l'incasso si ferma al 11%. In 16 anni, dal 2000, quando la riscossione era affidata a 39 società private, al 2016, ultimo anno di Equitalia, il gettito è più che raddoppiato, passando da una media annua di 2,9 miliardi a 7,8 miliardi. I dati sono contenuti nel dossier presentato da Equitalia in Parlamento.

Il sistema di riscossione ha subito diverse modifiche nel ventunesimo secolo, sempre con l'obiettivo di rendere più efficiente una macchina che produce risultati non soddisfacenti. Fino al 2005 l'attività veniva svolta da 39 soggetti, in prevalenza banche, che operavano nei diversi ambiti territoriali. In questo periodo le entrate partono da 670 milioni di euro del 2000 e arrivano a 3,9 miliardi nel 2005.

L'affidamento della riscossione alle banche ha fatto nascere più di qualche dubbio sull'efficienza del sistema in quanto spesso i clienti erano allo stesso tempo anche contribuenti con dei carichi pendenti. Il 2006 è stato l'anno della transizione dal privato al pubblico, da 39 società a una. O meglio due. Perché la Sicilia ha sempre fatto eccezione, con la sua Equitalia Sicilia. Si è così passati ad incassi che da 6,7 miliardi del 2007 sono aumentati fino a 8,9 miliardi del 2010.

La crisi economica, e le misure introdotte a più riperse dai vari governi a favore dei debitori in difficoltà, hanno bloccato e fatto retrocedere la corsa degli incassi, fino a 7,1 miliardi nel 2013. Poi il trend di crescita è ripreso e, lo scorso anno, si è tornati ai volumi precedenti l'introduzione dei limiti ai poteri di Equitalia, con entrate pari a 8,7 miliardi. Il passaggio dai privati al pubblico ha quindi fatto salire il gettito medio annuo degli ultimi 10 anni a 7,8 miliardi di euro, cioè più del doppio delle somme incassate dai precedenti affidatari.

Nonostante le misure introdotte per allentare la morsa del fisco, la società di riscossione negli anni è diventata il peggior nemico dei contribuenti. Il governo ha quindi deciso di cambiare immagine e dare vita, dal prossimo primo luglio, all'ente pubblico economico Agenzia delle entrate riscossione. Inizia così un nuovo capitolo della saga tra contribuenti e fisco.

 

Untitled-1

  1. Primo piano
  2. Popolari