Lunedì, 29 Maggio 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 05 Aprile 2017

 Istruzioni per l'uso a chi sta pensando di cedere alla tentazione colorata dell'uovo di Pasqua: dare libero sfogo alla propria voglia di dolce finendone uno intero in un colpo solo - una 'mission impossible', è vero - è una pessima idea. Significherebbe giocarsi immediatamente quasi tutto il bonus delle calorie giornaliere concesse. E per smaltirlo, ragionando sempre per assurdo, "una donna dovrebbe correre alla velocità di 8 km/h per 3 ore o andare in bicicletta a 16 km/h per 4 ore o nuotare per 3 ore e 40 minuti. Un uomo dovrebbe correre alla stessa velocità per due ore e mezza, andare in bici per 3 ore e nuotare per due e mezzo".

Se non dovesse bastare il tour de force prospettato da Manuela Pastore, dietista dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), a rafforzare l'invito alla moderazione è il duro verdetto delle calorie. "Un uovo medio di 230 grammi - spiega - equivale a circa 1.260 kcal con una percentuale di grassi intorno al 50% e di carboidrati di circa il 40%. Il fabbisogno calorico medio di una donna con vita attiva e peso nella norma è di circa 1.400-1.500 kcal al giorno, quello di un uomo 1.800-2.000 kcal. Mangiare un uovo intero significherebbe soddisfare il 70-80% dei fabbisogni di una persona, con un apporto nutrizionale totalmente squilibrato e ripercussioni sull'apparato digerente non gradevoli. Pertanto è vivamente sconsigliato".

Ma esistono le vie di mezzo, e permettono di concedersi un dignitoso (e salutare) peccato di gola: "La porzione ideale è difficile da stabilire perché dipende dalle condizioni di normopeso o sovrappeso, dai fabbisogni nutrizionali e dallo stile di vita, ma dai 20 ai 40 grammi possono considerarsi ragionevoli soprattutto se utilizzati come spuntino se si conduce una vita attiva", evidenzia l'esperta. Le uova di Pasqua sono proposte in diverse grammature, variabili da 150 a 300 grammi. "Le varianti classiche - elenca Pastore - sono fondente, extra amaro, finissimo al latte e cioccolato bianco ma il mercato ogni anno ne propone di nuove: con frutta secca come nocciole, mandorle, pistacchi, con riso soffiato, al cappuccino o ricoperto di granella o di confetti tipo smarties".

L'apporto calorico quindi varia: 100 grammi di cioccolato "apportano mediamente 500-550 kcal. Le percentuali di grassi e zuccheri semplici variano in base al tipo di cioccolato utilizzato e alle aggiunte di prodotti come latte, riso soffiato, granella e così via". La strategia migliore è quella delle "piccole porzioni quotidiane di cioccolato da utilizzare come fonte energetica per sostenere lo sport, piuttosto che essere obbligati a un tour de force impossibile senza allenamento per smaltire quantità spropositate di cioccolato".

Come tutti gli esperti, anche Pastore si schiera per il fondente, "possibilmente con un'alta percentuale di cacao. In piccole quantità aiuta a mantenere in buona salute le arterie con un effetto benefico sulle loro pareti interne, è infatti ricco di flavonoidi che agiscono come antiossidanti. Aiutano, cioè, a combattere lo stress ossidativo, uno dei principali alleati di numerosi fattori di rischio per il cuore. Perché allora non iniziare già da piccoli?".

 

Il sistema dei ticket sanitari potrebbe essere presto rivoluzionato. E' previsto per domani l'incontro tra le Regioni e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in cui si discuterà dell'eventuale abolizione dei ticket, ovvero delle tasse che il cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie. Era stata proprio la ministra nelle scorse settimane ad annunciare l'intenzione di avviare un confronto con le Regioni sul tema.

"Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa", aveva spiegato Lorenzin, "a cui poi si aggiungono fenomeni come quelli delle liste di attesa e della fuoriuscita dal servizio pubblico". Nell'ambito di una "sana e intelligente spending review sulla sanità" è quindi possibile che i ticket, che attualmente "valgono 3 miliardi circa su 113 miliardi che è il Fondo complessivo sanitario", vengano aboliti. Ma cos'è e come funziona il ticket sanitario?

Il ticket sanitario, introdotto nel 1982, è una tassa che il cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie fornite dallo Stato. Attualmente i ticket riguardano le prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali e analisi di laboratorio), le prestazioni di pronto soccorso, le cure termali e le prestazioni farmaceutiche, solo nelle Regioni che hanno autonomamente deciso di introdurli.

Tuttavia, diverse categorie di pazienti, affetti da particolari tipologie di malattie indicate sul sito del Ministero della Salute insieme alle modalità per richiedere l'esenzione dal ticket, sono sollevate dal versamento di questa quota. Al cittadino può essere riconosciuto il diritto all'esenzione dal ticket anche sulla base di particolari situazioni di reddito associate all'età o alla condizione sociale, o del riconoscimento dello stato di invalidità e in altri casi particolari (gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento dell'HIV).

QUANTO SI PAGA - Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, l'importo dovuto dall'assistito è pari alla somma delle tariffe delle prestazioni contenute nella ricetta, fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta (fatta eccezione per le Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia, che hanno previsto un tetto massimo di 36 euro, della regione Sardegna, che ha fissato il tetto massimo in 46,15 euro e della regione Calabria, che ha fissato il tetto in 45 euro).

Al ticket vanno aggiunte l'eventuale quota di partecipazione introdotta da alcune regioni (Lazio, Campania Molise, Sicilia) e la quota fissa aggiuntiva da 10 euro senza alcuna modifica introdotta da alcune regioni (Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche Abruzzo e Molise).

LE PRESTAZIONI DEL PRONTO SOCCORSO - A partire dall'1 gennaio 2007 la legge prevede, a carico degli assistiti, il pagamento di un ticket di 25 euro per le prestazioni erogate in Pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, classificate con 'codice bianco' (prestazioni non urgenti, paziente in condizioni non critiche) ad eccezione di traumi e avvelenamenti acuti. Il ticket non è previsto per i codici 'rosso' (paziente molto critico), 'giallo' (mediamente critico), 'verde' (poco critico).

In Toscana l'importo massimo previsto è di 50 euro, maggiorato di 10 euro nel caso vengano effettuati accertamenti diagnostici per immagini; nella provincia autonoma di Bolzano un 'codice bianco' può pagare fino a 100 euro. Anche il colore dei codici cambia significato nelle diverse regioni. Per esempio con il codice 'azzurro' la Toscana definisce "i casi non gravi con prestazione sanitaria differibile" e quindi il cittadino è soggetto al pagamento del ticket, mentre in Lombardia il codice 'azzurro' classifica le persone 'fragili' e pertanto non soggette al pagamento del ticket.

Ogni ricetta, inoltre, ha una quota fissa e modulata su alcuni fattori: dal costo della prestazione, al tipo di prestazione, fino alle esenzioni, al reddito familiare e alle condizioni di salute (gravidanza, ad esempio) o sociali. La modulazione della quota può variare tra regione e regione.

L'IMPORTO PER I FARMACI - Dal 2000 è stata abolita, a livello nazionale, ogni forma di partecipazione degli assistiti per l'assistenza farmaceutica; dunque, non è previsto alcun ticket sui farmaci. Le singole regioni, tuttavia, per fare fronte al proprio disavanzo, possono reintrodurre sui farmaci di fascia A (quelli essenziali e per malattie croniche dispensati gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale) specifiche forme di partecipazione alla spesa farmaceutica, che in genere consiste in una quota fissa per ricetta o per confezione.

ESENZIONI - Attualmente il diritto all'esenzione dal ticket sulle prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e sulle altre prestazioni di specialistica ambulatoriale è riconosciuto sulla base di particolari situazioni di reddito associate all'età o alla condizione sociale, in presenza di determinate patologie (croniche o rare) o del riconoscimento dello stato di invalidità. Il cittadino ne ha diritto sulla base di particolari situazioni:

1 - Malattie croniche

Per scoprire quali sono le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dal ticket (e le relative prestazioni alle quali si ha diritto) basta consultare l'elenco aggiornato digitale messo a disposizione dal Ministero.

L'esenzione - spiega il Ministero - deve essere richiesta all'Asl di residenza, esibendo un certificato medico "che attesti la presenza di una o più malattie incluse nel DM 28 maggio 1999, n. 329 e successive modifiche".

2 - Malattie rare

L'esenzione dal ticket sanitario è prevista anche per coloro che sono affetti da malattie rare, ovvero "patologie gravi, invalidanti e spesso prive di terapie specifiche, che presentano una bassa prevalenza, inferiore al limite stabilito a livello europeo di 5 casi su 10.000 abitanti".

Il Ministero sottolinea che l'esenzione "è estesa anche ad indagini volte all'accertamento delle malattie rare ed alle indagini genetiche sui familiari dell'assistito eventualmente necessarie per la diagnosi di malattia rara di origine genetica". Ai fini dell'esenzione il Regolamento individua 284 malattie e 47 gruppi di malattie rare.

3 - Invalidità

Gli invalidi hanno diritto all'esenzione del ticket sanitario per alcune o per tutte le prestazioni specialistiche. Lo stato e il grado di invalidità devono essere verificati dalla competente Commissione medica della Asl di residenza.

4 - Diagnosi precoci di tumori

Oltre alle prestazioni diagnostiche garantite dalle Asl nell’ambito delle campagne di screening, il Servizio sanitario nazionale garantisce l’esecuzione gratuita degli accertamenti per la diagnosi precoce di alcune tipologie di tumori. Le prestazioni per cui non si paga il ticket sono:

- "mammografia, ogni due anni, a favore delle donne in età compresa tra 45 e 69 anni; qualora l’esame mammografico lo richieda sono eseguite gratuitamente anche le prestazioni di secondo livello;

- esame citologico cervico-vaginale (PAP Test), ogni tre anni, a favore delle donne in età compresa tra 25 e 65 anni;

- colonscopia, ogni cinque anni, a favore della popolazione di età superiore a 45 anni".

5 - Gravidanza

Le donne in attesa hanno diritto a eseguire gratuitamente, senza pagare il ticket, alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche utili per tutelare la loro salute e quella del bambino.

L'elenco di queste prestazioni (di cui fanno parte le visite mediche periodiche ostetrico-ginecologiche) è contenuto nel Decreto ministeriale del 10 settembre 1998.

6 - Test Hiv

All'interno delle strutture sanitarie pubbliche il test anti-HIV, "in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus", è anonimo e gratuito.

ESENZIONI PER REDDITO - Anche chi versa in condizioni di difficoltà economica può richiedere l'esenzione dal ticket sanitario. Le categorie esentate sono le seguenti:

- Cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01);

- Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (CODICE E02);

- Titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico (CODICE E03);

- Titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (CODICE E04).

Come fare per ottenere questo tipo di esenzione? Il medico di famiglia o il pediatra, i quali - evidenzia il Ministero - possiedono "la lista degli esenti fornita dal sistema Tessera Sanitaria", al momento della prescrizione verificano, su richiesta dell’assistito, il diritto all’esenzione e lo comunicano all’interessato e riportano "il relativo codice sulla ricetta".

Per quanto riguarda l’esenzione relativa allo stato di disoccupazione (codice E02), in ogni caso questa deve essere autocertificata annualmente dal paziente presso la Asl di appartenenza, che rilascia un apposito certificato.

 

Dalle biciclette elettriche ai contributi per la badante, dai bonus ristrutturazione alle spese sanitarie. Tutti punti chiariti nella 'circolare-guida' dell'Agenzia delle Entrate, stilata in collaborazione con la consulta nazionale dei Caf e presentata oggi a Roma, nella quale vengono date le informazioni corrette, con la massima trasparenza e soprattutto aggiornate sia agli addetti ai lavori che ai contribuenti. Si tratta di un documento definito "omnibus", che contiene tutte le indicazioni su deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta e altri elementi rilevanti per il rilascio del visto di conformità.

Tra le novità, numerosi chiarimenti per i cittadini che si apprestano a presentare il 730 in una delle forme previste. Ad esempio, si legge nel documento, tra le agevolazioni riconosciute alle persone con disabilità per le spese sanitarie compare anche quella relativa all'acquisto di una bicicletta con pedalata assistita, anche se non compresa nel nomenclatore tariffario delle protesi. Per usufruirne, il contribuente dovrà presentare, oltre alla certificazione di invalidità o di handicap, un certificato del medico specialista della Asl che attesti il collegamento tra la bicicletta e le difficoltà motorie.

Sempre per i contribuenti disabili, sarà possibile acquistare con agevolazioni la cucina, con riferimento alle componenti meccaniche, elettroniche o informatiche finalizzate a facilitare il controllo dell'ambiente. La circolare-guida fa il punto anche sui contributi versati alle badanti: possono essere dedotti anche se la persona addetta all'assistenza sia stata assunta tramite un'agenzia interinale e il contribuente li abbia quindi rimborsati all'agenzia stessa. Questo, avverte il documento, a fronte del rilascio di quest'ultima di una idonea certificazione.

Chiarimenti, nella circolare, anche sul fronte dei bonus ristrutturazioni. Come spiega l'Agenzia delle Entrate, istruzioni "ad ampio raggio" vengono date sugli interventi del patrimonio edizioni. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2016, la detrazione spetta anche al convivente more uxorio del proprietario dell'immobile, anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell'immobile da parte del convivente risulta insita, chiarisce l'ente, nella convivenza stessa.

Un ulteriore chiarimento viene dato nel caso in cui l'immobile su cui sono stati effettuati gli interventi agevolati venga ceduto o donato: in mancanza di un accordo specifico nell'atto di trasferimento, la detrazione non utilizzata potrà essere mantenuta in capo al venditore tramite una semplice scrittura privata autenticata, firmata da entrambe le parti, nella quale si dà atto che l'accordo esisteva fin dalla date del rogito.

Altro punto, quello relativo all'obbligo di prescrizione per lo sconto fiscale sulle spese sanitarie. Come spiega l'Agenzia delle Entrate, nell'ottica di semplificare gli adempimenti fiscali per i contribuenti, non è più necessario conservare la prescrizione medica per poter portare in detrazione l'acquisto di medicinali, anche veterinari. Sono inoltre ammesse alla detrazione le spese per i farmaci senza obbligo di prescrizione medica acquistati online da farmacie ed esercizi commerciali autorizzati a vendere a distanza.

Nella circolare viene anche affrontato il tema della detrazione delle spese di istruzione, con sconti che si ampliano. Ad esempio, il 19% per quelle relative alla frequenza scolastica si estende anche ai costi per la mensa e ai servizi integrativi come pre e post scuola o assistenza al pasto. Inoltre, il bonus scatta anche se il servizio è reso tramite il Comune o soggetti terzi rispetto alla scuola.

Via libera, poi, alla detrazione sulle spese per le gite scolastiche, per l'assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa, come ad esempio - si legge nel documento - corsi di lingua o di teatro deliberati dagli organi d'istituto. Infine, rientreranno tra le spese di istruzione universitaria agevolabili, quindi detraibili, quelle sostenute per la frequenza degli istituti tecnici superiori. Per questo stesso motivo, gli studenti degli Its avranno diritto ad usufruire anche della detrazione per canoni di locazione.

Come spiega l'Agenzia dell'Entrate, "il vademecum riporta un elenco di documenti che i contribuenti devono presentare, a seconda delle circostanze, al Caf o al professionista abilitato al fine dell'apposizione del visto di conformità. Una lista cui si atterranno - viene chiarito ancora - anche gli uffici dell'Agenzia che, in sede di controllo documentale, potranno richiedere solo i documenti indicati, fatta eccezione per i casi non previsti. Per offrire la migliore assistenza possibile ai cittadini, e concrete certezze agli intermediari, le istruzioni saranno aggiornate annualmente", conclude l'Agenzia delle Entrate.

 

Sareste disposti a rimanere a letto 60 giorni di fila, senza potervi mai muovere o stirare le gambe? Se la risposta è sì, probabilmente siete i candidati ideali per l'annuncio pubblicato da Medes, l'Istituto di medicina e fisiologia spaziale di Tolosa, Francia, che cerca volontari per uno studio di simulazione di gravità mirato ad analizzare gli effetti antiossidanti e anti infiammatori di un integratore alimentare. Si tratta, in sostanza, di ricreare le condizioni nelle quali vivono gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale.

 L'ingaggio prevede 88 giorni di ospedalizzazione di cui 60 passati a letto e ha l'obiettivo di studiare gli effetti della microgravità, ossia la condizione di assenza di peso negli uomini. La paga è da capogiro: 16mila euro ripartiti in quattro anni. I primi 14 giorni dell'esperimento, si legge sull'annuncio, saranno impiegati alla preparazione dei volontari, che dovranno rimanere a letto per 60 giorni. Infine i restanti 14 giorni saranno dedicati al recupero del riposo forzato. Fuori dal letto non sarà possibile svolgere alcuna attività, come alzarsi per fare uno spuntino o passeggiare.

 Per prendere parte allo studio bisogna rispettare alcuni criteri: essere di sesso maschile, avere un'età compresa tra i 24 e i 45 anni, godere di perfetta salute, non essere fumatori e avere un indice di massa corporea compreso tra 22 e 27. Inoltre bisogna praticare regolarmente un'attività sportiva e non avere allergie alimentari. La seconda fase dello studio (la prima da gennaio ad aprile, sta per chiudersi) si svolgerà da settembre a dicembre 2017. Chiunque fosse disposto a mettersi alla prova può inviare la propria candidatura collegandosi al sito di Medes.

 

I giovani si sa, oggigiorno sono sempre più lontani dalla vita politica, vuoi per scarso interesse, vuoi per mancanza di fiducia: disinformati, distaccati e lontani da ogni tema in ambito politico, sono sicuramente tra i maggiori disertori di cabine elettorali, prediligendo attrazioni di gran lunga più interessanti come gite al mare, partite di calcio, cinema e chi più ne ha più ne metta. Prova ne sono gli ultimi decenni in cui abbiamo assistito ad un cambiamento radicale nell'approccio delle giovani leve a questa materia, a differenza del passato, in particolar modo durante il periodo di boom economico, quando interessarsi di politica era un fatto assolutamente normale.

Ma non facciamo di tutta un'erba un fascio, perché c'è ancora qualcuno che, nonostante tutto, ogni giorno si mette in gioco per il bene della cittadinanza "un po’ per passione e un po’ per senso civico" - racconta Luca Truddaiu, giovanissimo esponente di Azione Democratica - che, a soli vent'anni, e già da due, è parte attiva dell'associazione politica formatasi nell'anno 2015.

Truddaiu, potremo definirla una mosca bianca se vogliamo, infatti è ancora tra i pochi giovani che si avvicina alla vita politica, operando in campo già da diversi anni con la sua squadra per il bene della cittadinanza. Cosa l'ha spinta a compiere questa scelta? Passione, senso del dovere o altro?

"Sì, proprio così. Ormai questo è il secondo anno e spero che questa esperienza continui ancora a lungo. Ho sempre avuto la passione per la politica, oltre che un grande senso civico e, quando si è presentata l'opportunità di partecipare al progetto "Azione Democratica", ho subito pensato che sarebbe stato il modo migliore per mettermi in gioco".

Azione Democratica è da sempre in prima linea su ogni tematica che riguardi l'interesse cittadino. Vi abbiamo visto operare attivamente attraverso tavoli informativi, raccolte firme e anche avanzare diverse proposte circa diverse problematiche, come ad esempio la chiusura dell’asilo, gli eventi, l'area sgambamento. Vuole raccontarci un pò la vostra missione?

"Azione Democratica ha lo scopo di agire e rapportarsi con la politica, unendo buon senso e interesse concreto per la collettività, accantonando i giochi politici che hanno creato diverse situazioni contorte e sconvenienti per i cittadini. Questi ultimi per noi, per me, sono i primi da ascoltare, ma soprattutto a cui pensare".

Come giudica la gestione comunale della città di Stradella?

"Sicuramente la situazione economica attuale per i comuni non è la migliore, ma a Stradella si potrebbe lavorare in maniera migliore, pur tenendo conto dei vincoli economici. Perciò ritengo che le scelte attuate e le posizioni di questa amministrazione non meritino un giudizio positivo. Basti pensare ad alcune decisioni in materia di commercio e viabilità. Mi riferisco alle concessioni nei pressi dell'agglomerato commerciale fra Stradella e Broni ad esempio,  che hanno decentrato clamorosamente le spese degli stradellini e congestionato il traffico per via di mancati adeguamenti infrastrutturali. Alle scelte in termini di eventi, i quali non hanno avuto ancora una svolta e sono circoscritti alle classiche ricorrenze che hanno decisamente 'stufato' per la modalità attuale. La chiusura dell'asilo nido, servizio indicato come priorità in campagna elettorale ma subito liquidato, visti i costi troppo elevati sostenuti dal comune anche su altri fronti. Da qui la necessità di tagli i quali, sicuramente, dovevano e potevano partire da altro. Inoltre, le valutazioni frettolose, hanno portato ad una proroga del contratto di locazione per la struttura di via Pozzobonello e ad una lievitazione dei mutui contratti per l'adeguamento dell'edificio di viale F.lli Cervi. Quello che serve alla nostra città è rinnovamento". 

Quali sono le problematiche maggiori dove a suo avviso bisognerebbe operare con urgenza?

 

"Il commercio ha bisogno di una nuova spinta e qui si dovrebbe partire dalla promozione del territorio. Ciò non deve limitarsi ad eventi spot ma bisogna andare oltre, collaborando strettamente con gli esercenti. Un primo passo sarebbe studiare un calendario ricco di eventi serali e giornalieri, ove le attività possano promuovere la propria merce.  

A loro manca la fiducia nell'amministrazione, ma anche l'attenzione nei propri riguardi. Potenzierei le aree di sosta gratuite con segnalazioni più visibili e libererei il centro dal traffico selvaggio: un altro deterrente per gli acquisti. La sicurezza non viene da meno, in queste ultime settimane si è tornato  a parlare di gravi furti e ciò non è tollerabile.  

Le amministrazioni qui poco possono fare,  tuttavia penso che coinvolgendo maggiormente le forze dell'ordine e stipulando una convenzione per le ore notturne con gli istituti di vigilanza privata, il tutto sotto il controllo della Polizia Locale e di concerto con Prefettura e Questura, una piccola speranza potrebbe esserci".

 

Molti commercianti nei mesi passati hanno dichiarato che Stradella è una città che sta morendo lentamente. Lei cosa pensa di queste affermazioni? 

 

"Sì, sono d'accordo. Io ho la possibilità di girare parecchio per le vie della città, sia di giorno che di sera e, l'impressione, è proprio questa. Il caos, la scarsa promozione, lo scoraggiamento delle botteghe di vicinato e gli investimenti scarsi stanno via via spegnendo il fuoco di una città che, fino a pochi anni fa, godeva di visite, sia dal pavese sia dal piacentino, grazie ai prodotti e alla vivibilità della stessa. Fra il 2015 e il 2016 le attività chiuse sono state otto. ‹‹Stradella città che vive...va››".

 

Come dicevamo poco fa lei è davvero giovanissimo, tuttavia oggigiorno non sono molti i ragazzi che si avvicinano alla cosa pubblica. Secondo lei perchè? La politica dà il giusto spazio ai giovani? E la sua città? 

"La politica è la nostra quotidianità e ci sono molti appassionati che faticano o hanno il timore di esporsi e partecipare attivamente ad essa. Un motivo c'è ed è da ricercare nell'interpretazione attuale della politica (corruzione, scandali, interessi privati).  Questo è un vero repellente per i giovani. L'allontanamento è iniziato parecchi anni fa e ora si sente gravemente, ma l'auspicio è quello che la voglia di far politica, di decidere sul proprio futuro con la propria faccia cresca a pari passo con la consapevolezza della direzione, pessima direzione che il paese ha preso. La consapevolezza nei giovani c'è e spesso spaventa, così come l'intraprendenza e la vivacità con cui si prende questo argomento. Questo alle volte erroneamente preclude la via della politica, soprattutto a livello locale".

 

Avete progetti in cantiere o sogni in animo che vi piacerebbe realizzare?

 

"Azione Democratica è un grande progetto e molte sono le idee, mi piacerebbe che le persone si avvicinassero per capire la nostra realtà che è a tutti gli effetti innovativa. Chiunque può contattarmi direttamente, sui social o per strada per qualsiasi cosa. Insieme si può fare la differenza".

 

Mancano poco meno di 3 anni alle prossime amministrative. Pensa di candidarsi?

 

"Manca tanto, attualmente non ci sto ancora pensando, voglio impegnarmi per costruire una realtà migliore sin da ora. Del doman non v'è certezza".

 

Stretta di Facebook sul "revenge porn", ovvero sulle foto intime di altre persone condivise online senza il permesso dei diretti interessati, per 'vendetta'. La compagnia annuncia nuovi strumenti per la segnalazione di queste immagini e per impedirne la proliferazione sulla sua piattaforma e sulle app di sua proprietà Messenger e Instagram. Una novità importante anche per l'Italia dove i riflettori sul problema si sono accesi in particolare col drammatico caso di Tiziana Cantone, suicida dopo un suo video hard finito in rete.
Su Facebook, spiega la compagnia, sarà possibile segnalare immagini che sembrano condivise senza permesso. Le foto a quel punto saranno riviste da un team che potrà anche decidere di disattivare l'account che le ha pubblicate. Altra novità sul fronte tecnologico: un sistema di "foto-matching", di riconoscimento delle immagini, che aiuterà a contrastare ulteriori tentativi di condivisione dell'immagine su Facebook, Messenger e Instagram.

Ratti tra gli alimenti destinati alla grande distruzione e alla ristorazione, sia nazionale che estera. E' quanto i carabinieri del Nas di Alessandria hanno scoperto in una ditta del settore. L'amministratore unico, un extracomunitario di 25 anni, è stato denunciato per le gravissime condizioni igienico sanitarie.L'autorità sanitaria competente ha sospeso l'attività, sino al ripristino dei prescritti requisiti di legge. Sequestrate 105 tonnellate di alimenti e materie prime di vario genere, per un valore complessivo di oltre 1.200.000 euro, mentre il valore dell'attività commerciale è di circa 2.500.000,00 euro.

 

Il cuneo fiscale è in Italia "di ben 10 punti" superiore a quello che si registra mediamente nel resto d'Europa: il 49% viene infatti prelevato "a titolo di contributi e di imposte". Così la Corte dei Conti nel Rapporto 2017 sulla finanza pubblica, parlando di "limiti e dispersioni" del sistema fiscale italiano. I magistrati contabili evidenziano l'esigenza di ridurre la pressione fiscale sottolineando che "un'esposizione tributaria tanto marcata non aiuta il contrasto all'economia sommersa e la lotta all'evasione".

I difetti del fisco, dal cuneo all'evasione

"Nonostante le incertezze iniziali - rileva d'altra parte la Corte - l'andamento dell'economia italiana sembra aver segnato un'inversione di marcia verso un'espansione meno fragile e più qualitativa". Allo stesso tempo però il sentiero del risanamento finanziario è per l'Italia "più faticoso" rispetto agli altri Paesi europei, anche se "necessario considerato il maggior livello del debito".

Nelle ultime manovre - rileva ancora - il Governo ha previsto un "rilevante contributo" dalle misure di contrasto all'evasione. Tuttavia "le difficoltà di verifica in sede di consuntivo inducono cautela nell'utilizzare tali proventi, per loro natura incerti, per finanziare maggiori spese o riduzioni di entrata certe".

"Il contributo  delle dismissioni - si evidenzia ancora - certamente necessario, potrà difficilmente risultare determinante nel breve-medio periodo. E d'altra parte in un contesto di crescita moderata, riduzioni rapide del debito potrebbero essere eccessivamente costose". Secondo la Corte, "occorre quindi porre il debito su un sentiero discendente, non troppo ripido ma costante, procedendo speditamente alle azioni di riforme strutturali per sostenere la crescita e migliorare, anche sotto questo profilo, le condizioni di sostenibilità della finanza pubblica".

 

"Sono malata, fatemi rimanere qua in Italia così posso curarmi". A febbraio si era presentata personalmente negli uffici della Questura di Rimini Katerina Laktionova, la 27enne russa ritrovata cadavere in una valigia poi gettata in mare dalla madre, disperata dopo averne vegliato per giorni il cadavere, dopo che era morta di stenti. Aveva chiesto di poter rimanere, Katerina, per sconfiggere l'anoressia che l'affliggeva almeno da un paio d'anni. E infatti le era stato rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari e sanitari. Sulle circostanze della sua morte, di chi l'ha abbandonata senza cure e quindi chiusa in una valigia dopo morta, sta indagato la polizia di Stato coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani che ha aperto un fascicolo per dispersione di cadavere e abbandono di incapace.

"In Italia ci sono principi inderogabili a cui chiunque deve sottostare, anche i musulmani, uno di questi è il rispetto della personalità del minore. A questo principio i giudici minorili non vogliono e non possono transigere". Lo afferma Giuseppe Magno, per anni capo del Dipartimento della Giustizia minorile, commentando il caso della ragazzina allontanata dalla famiglia marocchina che la frustava perché vestiva all'occidentale. "Sempre più spesso i giudici minorili si trovano a intervenire in dinamiche familiari che derivano da usi, tradizioni e religioni diverse dalla nostra - spiega Magno - ma la Costituzione e le convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese ci dicono che il rapporto genitori-figli deve essere improntato al rispetto reciproco". "Quindi - prosegue Magno - i genitori musulmani possono volere che la figlia porti il velo, ma se la ragazza non vuole è libera di farlo e non può essere né rapata né frustrata perché lo indossi. Se ciò accade lo Stato italiano la deve tutelare".

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