Lunedì, 24 Luglio 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 19 Aprile 2017

Sabato 8 aprile nelle zone del Mezzano, ferrarese, nell'oscurità della notte compare alla vista di tre pattuglie dei carabinieri un vecchio fiorino; uno di quelli degli anni 80, derivati dalla 127. A bordo c'è Igor, il serbo dai tanti alias su cui pende un mandato di cattura internazionale. E' ferito e non certo per merito delle nostre forze dell'ordine ma probabilmente per la precedente colluttazione in cui ha ucciso il barista di Budrio Davide Fabbri, maneggiando un fucile. Si accorge del posto di blocco e decide di forzarlo accelerando. Nessuno dei componenti del posto di bocco oppone resistenza, anzi si scansano. Mettiamoci nei panni di quegli agenti e ricostruiamo la scena. Si tratta di posti molto isolati, scarsamente illuminati; a quell'ora le campagne sono vuote, non c'è pericolo di colpire nessuno. La sproporzione di sei uomini di pattuglia contro uno, ferito, è evidente. Eppure il serbo ha la forza di scendere dall'auto e scappare. Nessuno spara; neppure alle gambe. Igor fa perdere le sue tracce immediatamente. Nessuno lo insegue.

Più tardi il procuratore capo Bruno Chierchi chiarirà la dinamica e il perché di quel gesto. Dice subito che nessun carabiniere ha sparato: "innanzitutto posso escludere che vi siano stati conflitti a fuoco durante la fuga, nessuno ha sparato". "Nessuno ha sparato", continua, "perché non c'erano le condizioni di sicurezza per poterlo fare". In mezzo alla pianura, tra le paludi, con nessuna anima in giro non c'erano le condizioni per sparare? Eppure è proprio così: nessuno gli ha sparato a gambe, piedi, in aria. Niente.

Perché Igor è pericoloso, è armato, dicono. Inutile rischiare di allungare la scia di sangue. Lo ammette lo stesso Chierchi soffermandosi sul fatto che "se i carabinieri non hanno sparato sabato sera è perché si aveva, e si ha, consapevolezza che Igor sa usare le armi in modo micidiale".

"Quello che è successo nel Mezzano con la morte di una guardia ecologica e il ferimento dell'altra lo conferma: Igor è uscito dall'auto sparando, senza dare la minima possibilità di azione ai due agenti che non gli avevano nemmeno chiesto i documenti" conclude.

Così, da allora, da quel momento, è partita la caccia all'uomo più imprendibile d'Italia. Sono stati mobilitati 1000 uomini, reparti speciali dei Cacciatori di Calabria, Tuscania, Gis, Uopi antiterrorismo della Polizia, parà. Gente tosta questa, che ha combattuto in condizioni disumane, nei luoghi più pericolosi al mondo, addestrata ad ogni evenienza. Insomma super uomini contro un altro super uomo (così almeno ci fanno credere). Eppure quella sera sarebbe bastata una o più sventagliate di mitraglietta. Ma non si poteva. Era troppo pericoloso, forse le pallottole avrebbero rimbalzato indietro, avrebbero avuto pure loro paura di Igor. Dopo qualche giorno si pensa all'uso massiccio di cani molecolari. Teniamo presente che fino a ieri sera in quelle zone c'era una siccità spaventosa, per cui le tracce di un ferito sanguinante sarebbero state intercettate subito. Ma nulla. I cani si fermano sempre in riva ai fiumi, non riescono mai a proseguire sull'altra riva, perdono sempre le tracce. Dicono che succede perché Igor si tuffa e riesce a stare ore e ore sott'acqua con una cannuccia di bambù che gli permette di respirare, alla Rambo. E' pericoloso per cui è meglio non avvicinarsi. Uomini con giubbetti antiproiettile, elmetti in kevlar, visori notturni. Non bastano. Troppo pericoloso. Allora ci si affida ai droni. Quattro per la precisione. Sono quelli professionali, militari, con dispositivi sofisticatissimi, agli infrarossi, riescono a percepire il calore umano. Purtroppo, nelle campagne piatte, dove di rado si trova un albero alto uno di loro si schianta proprio contro un albero. Forse era l'unico alto della zona. Meglio non rischiare ancora. Vengono lasciati a terra. Sembra che Igor sia molto esperto nel fabbricarsi armi letali come archi e frecce. Li potrebbe abbattere. Ha tempo però per aggiornare il proprio profilo FB. Di questi tempi è importante, fondamentale. Igor sembra che in realtà si chiami Norbert Feher, 41 anni, nato a Sobonica seconda città del paese serbo. Nel profilo compaiono molti possibili parenti, stesso cognome e soprattutto tanti post condivisi sulla vita delle persone normali. Le feste, i compleanni, l'amore e tanto altro. Informazioni preziose, determinanti per la cattura. Purtroppo ricerche approfondite sulle utenze di cellulare usate per entrare e postare nel profilo, non hanno portato a risultati. Forse è un hacker perfetto, in grado di far perdere qualsiasi traccia. Lo vedete, vero, in mezzo agli acquitrini del basso ferrarese, con un tablet che smanetta? E' pericoloso, meglio non avvicinarsi. Dicono che si nasconda nelle tane delle volpi. Anche loro hanno paura e se la sono data a gambe. Torna in mente quando anni fa due semplici carabinieri delle piccole stazioni dell'Argentano lo stanarono proprio di notte in un nascondiglio e lui disse loro "siete stati fortunati". Oggi non potrebbe più accadere. Oggi non è più l'Igor Vaclavic di allora, è un Norbert Feher, killer spietato, per cui sono stati mobilitati i reparti speciali dei carabinieri del Tuscania.

Si diffonde una voce. E' stata rubata una zattera. Manca una zattera all'appello di un pescatore. Forse, sfruttando la notte è riuscito a prendere il largo, verso il mare. Non è consigliabile chiamare i guardiacoste, forse nemmeno le navi da guerra. E' troppo pericoloso. Si lascia perdere. Iniziano a spuntare dei dubbi. E se ci fosse un mitomane che agisce in contemporanea? Alcune ragazze sembra lo abbiano visto su un treno locale, davanti a loro. Ne sono certe.

Contadini novantenni raccontano che ha capacità di volare usando una particolare mimetica che gli permette di spiccare balzi antigravitazionali. La teoria della relatività viene per la prima volta messa in serio dubbio.

Cherchez la femme. Ecco la nuova pista. Del resto Igor è stato gigolò a Valencia. Potrebbe aggirarsi in giacca e cravatta tra i casolari e trovare appoggio tra le bellezze del posto usando il suo fascino.

La storia per ora si conclude con il solito politico incapace in visita. Si tratta del ministro dell'ambiente. Del resto l'ambiente sembra proprio che copra la fuga del serbo. "Resteremo finchè non lo prenderemo" assicura. Ma non per sempre, dice. Perché i costi iniziano a lievitare.

Sapete cosa vi dico? Che Igor non lo vogliono prendere e non lo vogliono prendere perché nessuno vuole assumersi la responsabilità di questo gesto. Hanno tutti paura di rimanere invischiati in un gioco più grande di loro, anche perché una volta libero, e qualche giudice lo metterebbe quanto prima in libertà (Igor doveva scontare due anni di galera ma l'hanno fatto uscire prima) la farebbe pagare a colui che gli metterà le manette ai polsi. Come dice un giudice di Bologna i delinquenti slavi godono di una particolare impunità in Italia, al contrario di casa loro.

E questo mi sa tanto essere uno di quei casi.

source - affari italiani

 

Ricevere un vitalizio di 3mila euro lordi al mese per aver preso parte a solo 5 sedute dell’Assemblea regionale siciliana. È la storia di Salvatore Caltagirone, imprenditore di Grotte, in provincia di Agrigento, una meteora della politica che ha trascorso poche settimane da deputato all’Ars. Fu candidato per Alleanza Nazionale e risultò primo dei non eletti dopo aver raccolto circa 4.200 voti. Era il 1996. A fine legislatura, nel 2001, subentrò al posto di un collega, Giuseppe Scalia, che nel frattempo era finito alla Camera dei deputati. Trascorse solo due mesi all’assemblea regionale, senza mai prendere la parola in aula.

«Sì, prendo il vitalizio. Lei che farebbe al mio posto? L’eroe nazionale?», dice oggi Caltagirone. L’ex deputato, oggi 70enne, non vede lo scandalo: 

«Non vedo dove sia lo scandalo. In quella legislatura ci furono 12 o tredici candidati subentranti. Io non lo so quanti mesi o anni abbiano trascorso all’Ars, ma tutti oggi hanno una pensione. Lo prevedeva la legge. Che non ho fatto io». Non si segnalò per un particolare attivismo: «Guardi, mi dà fastidio questa considerazione. Ho militato per 50 anni in una destra – dice il deputato-lampo – che ha sempre combattuto la lotta ai privilegi. Lo sa che in una di quelle cinque sedute che mi hanno visto protagonista ho pure contribuito ad approvare una legge che richiedeva una presenza minima di due anni e mezzo per avere il vitalizio?». Quella norma non avrebbe colpito lui, però: «No, certo, le leggi sono retroattive». Appunto: «Io comunque ci provai a essere rieletto». E com’è finita? «Di nuovo fuori di un soffio. Ero come Ancelotti, in quel periodo: sempre secondo».

C'è da poco da ridere, purtroppo, c'è da piangere...per l'Italia 

 

Pochi anni fa il buon Calderoli, allora Ministro, annunciava che avrebbe tagliato 87 mila "sedie" di politici che le occupavano nelle innumerevoli province e nello sterminato numero di comuni italiani.

Tutti i sindaci, dal comune più piccolo di 100 abitanti, al comune più grande, ora si lamentano dei tagli da parte dello stato italiano. I soldi a pioggia non arrivano più e anche in Oltrepo gli amministratori pubblici si lamentano: si lamentano de' che? Ma dove vivono? Non hanno ancora capito che non c'è più "trippa per gatti"?

La realtà dei fatti è una sola, ci sono due cose di troppo in Oltrepo: le buche nelle strade e  gli amministratori pubblici, non tutti ovviamente, ma molti sì.

È evidente che così non si possa andare avanti, con questa enorme spesa pubblica dovuta all’incredibile numero di amministratori pubblici che tra le altre cose, molte sbagliate, hanno fatto assumere un numero spropositato di dipendenti pubblici negli anni '60, '70, '80, '90 e qualcuno anche in seguito… Dipendenti pubblici che garantivano voti a chi li aveva fatti assumere e che in molti casi, purtroppo troppi, avendo molto tempo libero, hanno poi deciso di dedicarsi alla politica, con purtroppo la stessa mentalità.

Anche da amministratori il loro scopo ed il loro motto è stato quello di: "portiamo a casa un po' di soldi per il nostro comune. Poi li spenderemo".

In questo "spenderemo" c'è tutta la miopia di molti amministratori comunali dell'Oltrepo, perché in molti, troppi casi, spendere non è stato investire, ma è stato buttare via. Del resto cosa bisogna pretendere da gente che aveva lo stipendio sicuro, al di là dell'effettivo lavoro svolto presso un ente pubblico? Gente che invece di recarsi al lavoro, dedicava quattro o cinque ore al giorno al proprio comune, anche se questo ero molto, ma molto piccolo e non le necessitava?

Cosa pretendere da gente che si metteva e si mette in malattia per partecipare a tavole rotonde, quadrate, congressi, cabine di regia, simposi ed altre "pistolate" del genere… per discutere del futuro dell'Oltrepo? Amministratori e sindaci oltrepadani che si sono fatti assumere nella pubblica amministrazione dall'allora padrino di turno e che grazie al "tempo libero" che in molti casi la pubblica amministrazione permette, si son dedicati a raccogliere fondi pubblici per progetti, ed uso una parola grossa chiamandoli progetti... fantasiosi e fantasmagorici.

Purtroppo negli anni scorsi e forse ancora oggi i cittadini di alcuni comuni affermano "che brav al nos sindic, varda quanta sold la fai arivà in tal nos comun!" (Che bravo il nostro sindaco, guarda quanti soldi ha fatto arrivare al nostro comune!). Questi cittadini sono gli stessi che dopo due minuti, si chiedono chiacchierando con gli amici del bar perché non ci sono i soldi per riparare le strade o per riparare o costruire un nuovo ponte, per fare un esempio quello della Becca.

Sono gli stessi cittadini che quando sono arrivati i soldi per tracciare i sentieri nel medio e alto Oltrepo erano contenti, peccato che il numero di sentieri vagamente tracciati e ritracciati in Oltrepo Pavese è superiore a tutti i sentieri del Trentino Alto Adige e della Val d'Aosta... ma nonostante il progetto fosse senza capo nè coda erano contenti lo stesso, dei soldi arrivati… ma ora si lamentano delle buche… Sono gli stessi cittadini che si lamentano che Roma è ladrona, quando in realtà è "ladrone" anche l’Oltrepo.

Lo stesso Oltrepo che  ha buttato via i soldi pubblici, soldi di tutti, con lo spandi letame, "foraggiando" con contributi ogni idea, parola grossa in molti casi, che veniva presentata da molti, troppi, amministratori locali, in modo da poter garantire al proprio comune la sua fetta di soldi ed in alcuni casi, anche la sua fetta di appalti…

Soldi dispensati con lo spandi letame, ma un letame che però non ha ingrassato la terra, un letame peggiore del "Al rud ad gugnè, cal fa né mal né be” ( Il letame del maiale che non fa né male né bene), perché mentre il letame suino non apporta pressochè nulla alla fertilità del terreno, i soldi sparsi da molti, non tutti certamente, ma molti certamente sì, amministratori pubblici, hanno fatto male all'Oltrepo ed hanno portato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che portano a lamentele continue da parte di tantissimi cittadini. Soldi pubblici buttati via in progetti senza capo nè coda, da molti, troppi sindaci senza capo nè coda.

Il buon Lorenzo Callegari, sindaco di Casteggio, nelle settimane scorse, ha affermato che bisognerebbe andare verso la fusione dei comuni, che è cosa ben diversa rispetto all'unione. La fusione, almeno teoricamente, dovrebbe pesare sul bilancio pubblico molto meno. Se si riuscisse a farla si potrebbero eliminare tutta una serie di stipendi: sindaci, assessori comunali … assessori de' che? … dipendenti pubblici di comuni che hanno la stessa dimensione di un granello di sabbia.

Insomma la fusione dei comuni potrebbe riuscire là dove il buon Calderoli e il buon Renzi hanno fallito, cioè tagliare molti posti, non tutti chiaramente, ma molti sì, attualmente occupati da sfaccendati del lavoro pubblico, che dall'alto della loro sfaccendataggine pubblica si mettono in lista e diventano purtroppo anche sindaci o assessori.

Gente senza arte nè parte, che forse non ha mai lavorato veramente rischiando i propri soldi o, come si diceva una volta, lavorando sotto padrone. Gente che quando parla si esprime in un politichese farlocco talmente stretto ed incomprensibile, un linguaggio che leggono su wikipedia, perché è da lì che prendono la loro ispirazione… per darsi un tono, un linguaggio dicevamo che i peggiori "peones" politici non usano neanche più a Roma.

La realtà dei fatti è che Callegari, sindaco di Casteggio, ha fatto una proposta economicamente logica, discutile e perfettibile, ma dal punto di vista economico logica. Una proposta difficile da digerire per quei piccoli comuni che non vogliono perdere la loro identità, per certi versi anche giustamente, ma sono quegli stessi piccoli comuni che molto spesso si lamentano del fatto che non ci sono i soldi per riparare le strade e che non ci sono i soldi per garantire i servizi basilari al loro comune.

Sono gli stessi che nel contempo dicono noi non vogliamo scomparire… Ma benedetti ragazzi, o mangia questa minestra o salta questa finestra, il tempo "dla dona ciuca e dal vasè pe" (della moglie ubbriaca e della botte piena) è finito!!

Soldi da Roma o da altre entità amministrative, per mantenere una struttura comunale con segretario, dipendenti, ufficio tecnico, vigili… annessi e connessi, nei prossimi anni e molto probabilmente per sempre non ne arriveranno più.

Bisogna rendersi conto che l'unione dei comuni è un palliativo che permette di risparmiare qualcosa, ma non sufficientemente. La realtà dei fatti è che l’unione dei comuni permette ai sindaci di paesi con un peso demografico ed una portata socio economica vicino allo zero di andare in giro pavoneggiandosi con la fascia tricolore. Fascia tricolore, che visto il bilancio di alcuni di questi comuni, forse è stata comprata con le cambiali.

 

Nulla di nuovo per l'Oltrepo, così come fino a pochi anni fa e forse ancora attualmente  i soldi del governo venivano buttati con lo spandi letame, oggi molti sindaci di fronte alla proposta di Callegari, che è logica e sicuramente perfettibile, incominciano con i distinguo: sì ma, sì però, ma noi, ma voi … Oh benedetti "pistola"!

 

Invece di dire tutte queste sciocchezze rinunciate al vostro emolumento, togliete l'emolumento ai vostri assessori e con i soldi risparmiati, pochi o tanti essi siano,  mettete a posto le buche, tanto per dirne una. Oh benedetti ragazzi invece di buttare soldi in sentieri, opere faraoniche delle quali non se ne vede la fine e che se mai verranno finite sarà l’inizio della fine,  partecipazioni all’expo e cavolate varie, comprate un pulmino nuovo per gli alunni del vostro paese o qualche cosa di utile per il vostro comune!

 

Oh benedetto sindaco dimostra di essere un cittadino con la testa sulle spalle, anzi con il cervello sulle spalle, perché la testa ce l’hanno tutti, il cervello in meno, rinunciando al tuo emolumento visto che lo fai, come dici sempre, per amore e  passione del tuo paese!

 

Con quei soldi che in molti comuni variano dai 20 ai 70 mila euro all’anno, rifai i marciapiedi che in molti casi assomigliano a piste da motocross.

 

Invece di lamentarti che Roma non ti dà i soldi, perchè in questo caso Roma ha ragione a non darteli, tanto li butteresti … dimostra concretamente che il tuo spirito politico è senza nessun interesse economico, dimostra di essere una persona che non è solo capace di dire "che di soldi non ce ne sono, perché ci sono stati i tagli governativi ed amministrativi", dimostralo concretamente rinunciando al tuo emolumento d'amministratore comunale, anche perché molti, sempre di più stanno prendendo coscienza che anche l’emolumento da amministratore comunale, che molti percepiscono, guardando bene… sono anche quelli soldi buttati. Gli oltrepadani devono riflettere perché mancano i soldi per riparare le buche.

 

 

 

Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha portato a Vinitaly una giovane società che si candida a rivoluzionare il modo di comunicare il vino, in particolare verso i "millenials", quei giovani che spesso non hanno una conoscenza approfondita del settore e che vanno raggiunti e conquistati. Matteo Parisi, uno dei giovani che stanno dietro il successo di questa startup, spiega in cosa consiste la missione che il suo gruppo di lavoro si è posta.

Parisi chi siete?

"Siamo una giovane startup che ha l'ambizione di rendere semplice e divertente il mondo del vino, permettendo ad ogni consumatore di trovare facilmente il miglior vino per i suoi personali gusti. Abbiamo creato un sommelier virtuale, in grado di capire i gusti dei nostri utenti, e di suggerire loro il vino ideale. Grazie a noi la scelta del vino giusto diventa semplice ed immediata. Il nostro sommelier è stato testato dal laboratorio di neuromarketing dello IULM, ed abbiamo verificato una elevata accuratezza nelle nostre raccomandazioni. Il nostro sommelier sta evolvendo, e presto sarà dotato di un'avanzata intelligenza artificiale grazie ad una partnership con IBM".

Perchè siete diversi?

"Intendiamo eliminare il gergo tecnico che talvolta è tipico dei sommelier. Inoltre al centro della nostra attenzione ci sono le persone con i loro gusti, il vino è una conseguenza. Per noi il mondo del vino deve essere semplice e divertente, per questo utilizziamo un linguaggio innovativo, che abbina ad ogni tipologia di vino un carattere (ad esempio, per noi i rossi strutturati e tannici sono #saggi, ed il vino #brillante è una bollicina secche e dall'elevata acidità)". 

Cosa avete fato al Vinitaly con lo IULM e il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese?

"Il fine è stato trasmettere l'idea d'innovazione e semplificazione del mondo del vino connessa all'immagine dell'Oltrepò Pavese".

In che questo modo?

"I vini in degustazione dell'Oltrepò Pavese sono stati  preventivamente classificati in 13 categorie, a seconda delle loro caratteristiche organolettiche; display (Ipad e uno schermo collegato a PC) per fare il test Vino à Porter al pubblico che ha visitato  lo stand del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese; abbiamo spiegato delle 13 categorie e raccomandazione del vino ideale agli utenti, che sono potuti andare a richiedere tali vini al banco di degustazione. Inoltre è stato possibile provare il test di Vino à Porter, per arricchire l'esperienza di selezionati visitatori ed il contenuto espositivo del padiglione.

 

In pensione a 64 anni? Se ne discute in Parlamento. E' infatti in corso di esame, presso la Commissione Lavoro, il ddl n°4196  che propone la modifica dell'articolo 24 del decreto legge 201 del 2011, affinché venga estesa anche ai dipendenti del settore privato la possibilità di accedere alla pensione a 64 anni in deroga alla legge Fornero.

Entrando più nel dettaglio, la proposta di legge chiede la sostituzione del comma 15-bis dell'articolo 24 con il seguente:

"15-bis. In via eccezionale, per gli assicurati le cui pensioni sono liquidate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:

a) i lavoratori che abbiano maturato un'anzianità contributiva, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi, di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 e che, senza l'applicazione delle modifiche al regime di accesso al trattamento pensionistico introdotte dal presente decreto, avrebbero maturato entro la medesima data i requisiti per il trattamento pensionistico ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un'età non inferiore a 64 anni;

b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia, oltre che, se più favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a):

1) con un'età non inferiore a 64 anni, qualora abbiano maturato entro il 31 dicembre 2012 un'anzianità contributiva di almeno 20 anni, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi;

2) con 15 anni di contributi, qualora si tratti di lavoratrici rientranti nelle deroghe previste dall'articolo 2, comma 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, che alla medesima data del 31 dicembre 2012 abbiano compiuto un'età non inferiore a 60 anni;

c) nei casi di cui alle lettere a) e b), il trattamento pensionistico decorre dal mese successivo al compimento del sessantaquattresimo anno di età anche qualora la domanda di pensione sia stata presentata successivamente".

Da ieri è possibile accedere al 730 precompilato 2017 . Tante le novità e le detrazioni contenute nel modello, che vanno dai premi di risultato allo school bonus, come indica l'Agenzia delle entrate.

PREMI DI RISULTATO - Da quest'anno ai dipendenti del settore privato cui sono stati corrisposti premi di risultato d'importo non superiore a 2mila euro lordi o nel limite di 2.500 euro lordi (se l'azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro), è riconosciuta una tassazione agevolata. Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione altrimenti si applica un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite.

REGIME SPECIALE PER I LAVORATORI IMPATRIATI - Per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70 per cento del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese.

ASSICURAZIONI A TUTELA DELLE PERSONE CON GRAVE DISABILITA - A decorrere dal periodo d'imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l'importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19 per cento.

EROGAZIONI LIBERALI A TUTELA DELLE PERSONE CON GRAVE DISABILITA - A decorrere dall'anno d'imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20 per cento delle erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100mila euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficenza.

SCHOOL BONUS - Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100mila euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d'istruzione è riconosciuto un credito d'imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo;

CREDITO D'IMPOSTA PER VIDEOSORVEGLIANZA - E' riconosciuto un credito d'imposta per le spese sostenute nel 2016 per la videosorveglianza dirette alla prevenzione di attività criminali.

DETRAZIONE SPESE ARREDO IMMOBILI GIOVANI COPPIE - Alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50 per cento delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l'acquisto di mobili nuovi destinati all'arredo dell'abitazione principale.

DETRAZIONE SPESE PER CANONI DI LEASING PER PRIMA CASA - E' riconosciuta la detrazione del 19 per cento dell'importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l'acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale, ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto avevano un reddito non superiore a 55.000 euro.

DETRAZIONE IVA PAGATA NEL 2016 PER L'ACQUISTO DI ABITAZIONI IN CLASSE ENERGETICA A o B - A chi nel 2016 ha acquistato un'abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50 per cento dell'Iva pagata nel 2016.

DETRAZIONE SPESE PER DISPOSITIVI MULTIMEDIALI - E' riconosciuta la detrazione del 65 per cento delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative.

OTTO PER MILLE ALL'ISTITUTO BUDDISTA ITALIANO SOKA GAKKAI (IBISG) - A decorrere dal periodo d'imposta 2016 è possibile destinare l'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche anche all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG).

UTILIZZO CREDITO DA INTEGRATIVA A FAVORE ULTRANNUALE - Da quest'anno è possibile indicare l'importo del maggior credito o del minor debito, non già chiesto a rimborso, risultante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta successivo.

Queste le scadenze da ricordare: entro il 2 maggio si può accettare, modificare e inviare la dichiarazione precompilata all'Agenzia delle Entrate direttamente tramite l'applicazione web. Il 30 giugno è l'ultimo giorno utile per il versamento di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d'imposta o con modello Redditi. Mentre il 24 luglio è l'ultimo giorno utile per la presentazione del 730 precompilato all'Agenzia delle Entrate direttamente tramite l'applicazione web.

 

Pier Ezio Ghezzi, attuale consigliere di minoranza ed ex candidato sindaco del comune di Voghera, interviene in merito al recupero del Teatro Sociale di Voghera.

"Inizia male, anzi malissimo - scrive Ghezzi - la pianificazione economica del recupero del Teatro Sociale. Abbiamo eseguito una prima analisi sui costi dichiarati dal centro-destra rispetto a quelli ad oggi effettivi.

Le tappe:

1) nel giugno 2015 la giunta ringraziava pubblicamente la ESSELUNGA per la "donazione" di 2.500.000€ da utilizzare per la ristrutturazione (#450 #posti) e dichiarava ai 4 venti che il costo complessivo - di circa 5.000.000€ -, sarebbe stato sostenuto per il 50% dalla Fondazione Cariplo e per il 50% dal supermercato.

2) nel settembre 2015 scopriamo che i 2.500.000 € non erano della ESSELUNGA, ma dei vogheresi che se li vedevano restituiti, con un puro meccanismo finanziario, in una unica soluzione.

3) nel gennaio 2017 la Fondazione Cariplo (con un gesto indubbiamente generoso) ha stanziato 1.400.000€

4) sempre a gennaio ci comunicano che il progetto è di 260 posti e non di 450

6) a febbraio il sindaco dichiara che deve stanziare altri 300.00€, con una variazione del bilancio

7) ad aprile l’ex segretario generale del Piccolo Teatro, in un incontro promosso dal Rotary dichiara che la gestione di esercizio ha un costo annuale di centinaia di migliaia di euro.

8) a fine aprile il Consiglio comunale è chiamato a votare il primo disavanzo” di 300.000€ per poter, forse, iniziare i lavori.

9) il progetto sbandierato per 450 posti ora ne prevede la metà, ed i costi per il suo completamento non sono ancora stati definiti.

Il Teatro Sociale rischia di diventare un pozzo senza fondo per i cittadini. Le stime parlano di circa 5.500.000€ complessivi. Mancano” alla cassa” quasi 2 milioni. Una pianificazione assente e un progetto che asciugherà le casse comunali? Le prospettive sono incerte.

La nostra posizione non è mutata: sì senza remore al progetto del teatro se non affonda il Comune con i costi (come da nostro programma elettorale). È partita come una donazione e sta diventando una operazione da costi non giustificabili?

Se il buongiorno si vede dal mattino siamo già fuori controllo."

 

 

 

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