Giovedì, 21 Settembre 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 19 Aprile 2017

Pochi anni fa il buon Calderoli, allora Ministro, annunciava che avrebbe tagliato 87 mila "sedie" di politici che le occupavano nelle innumerevoli province e nello sterminato numero di comuni italiani.

Tutti i sindaci, dal comune più piccolo di 100 abitanti, al comune più grande, ora si lamentano dei tagli da parte dello stato italiano. I soldi a pioggia non arrivano più e anche in Oltrepo gli amministratori pubblici si lamentano: si lamentano de' che? Ma dove vivono? Non hanno ancora capito che non c'è più "trippa per gatti"?

La realtà dei fatti è una sola, ci sono due cose di troppo in Oltrepo: le buche nelle strade e  gli amministratori pubblici, non tutti ovviamente, ma molti sì.

È evidente che così non si possa andare avanti, con questa enorme spesa pubblica dovuta all’incredibile numero di amministratori pubblici che tra le altre cose, molte sbagliate, hanno fatto assumere un numero spropositato di dipendenti pubblici negli anni '60, '70, '80, '90 e qualcuno anche in seguito… Dipendenti pubblici che garantivano voti a chi li aveva fatti assumere e che in molti casi, purtroppo troppi, avendo molto tempo libero, hanno poi deciso di dedicarsi alla politica, con purtroppo la stessa mentalità.

Anche da amministratori il loro scopo ed il loro motto è stato quello di: "portiamo a casa un po' di soldi per il nostro comune. Poi li spenderemo".

In questo "spenderemo" c'è tutta la miopia di molti amministratori comunali dell'Oltrepo, perché in molti, troppi casi, spendere non è stato investire, ma è stato buttare via. Del resto cosa bisogna pretendere da gente che aveva lo stipendio sicuro, al di là dell'effettivo lavoro svolto presso un ente pubblico? Gente che invece di recarsi al lavoro, dedicava quattro o cinque ore al giorno al proprio comune, anche se questo ero molto, ma molto piccolo e non le necessitava?

Cosa pretendere da gente che si metteva e si mette in malattia per partecipare a tavole rotonde, quadrate, congressi, cabine di regia, simposi ed altre "pistolate" del genere… per discutere del futuro dell'Oltrepo? Amministratori e sindaci oltrepadani che si sono fatti assumere nella pubblica amministrazione dall'allora padrino di turno e che grazie al "tempo libero" che in molti casi la pubblica amministrazione permette, si son dedicati a raccogliere fondi pubblici per progetti, ed uso una parola grossa chiamandoli progetti... fantasiosi e fantasmagorici.

Purtroppo negli anni scorsi e forse ancora oggi i cittadini di alcuni comuni affermano "che brav al nos sindic, varda quanta sold la fai arivà in tal nos comun!" (Che bravo il nostro sindaco, guarda quanti soldi ha fatto arrivare al nostro comune!). Questi cittadini sono gli stessi che dopo due minuti, si chiedono chiacchierando con gli amici del bar perché non ci sono i soldi per riparare le strade o per riparare o costruire un nuovo ponte, per fare un esempio quello della Becca.

Sono gli stessi cittadini che quando sono arrivati i soldi per tracciare i sentieri nel medio e alto Oltrepo erano contenti, peccato che il numero di sentieri vagamente tracciati e ritracciati in Oltrepo Pavese è superiore a tutti i sentieri del Trentino Alto Adige e della Val d'Aosta... ma nonostante il progetto fosse senza capo nè coda erano contenti lo stesso, dei soldi arrivati… ma ora si lamentano delle buche… Sono gli stessi cittadini che si lamentano che Roma è ladrona, quando in realtà è "ladrone" anche l’Oltrepo.

Lo stesso Oltrepo che  ha buttato via i soldi pubblici, soldi di tutti, con lo spandi letame, "foraggiando" con contributi ogni idea, parola grossa in molti casi, che veniva presentata da molti, troppi, amministratori locali, in modo da poter garantire al proprio comune la sua fetta di soldi ed in alcuni casi, anche la sua fetta di appalti…

Soldi dispensati con lo spandi letame, ma un letame che però non ha ingrassato la terra, un letame peggiore del "Al rud ad gugnè, cal fa né mal né be” ( Il letame del maiale che non fa né male né bene), perché mentre il letame suino non apporta pressochè nulla alla fertilità del terreno, i soldi sparsi da molti, non tutti certamente, ma molti certamente sì, amministratori pubblici, hanno fatto male all'Oltrepo ed hanno portato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che portano a lamentele continue da parte di tantissimi cittadini. Soldi pubblici buttati via in progetti senza capo nè coda, da molti, troppi sindaci senza capo nè coda.

Il buon Lorenzo Callegari, sindaco di Casteggio, nelle settimane scorse, ha affermato che bisognerebbe andare verso la fusione dei comuni, che è cosa ben diversa rispetto all'unione. La fusione, almeno teoricamente, dovrebbe pesare sul bilancio pubblico molto meno. Se si riuscisse a farla si potrebbero eliminare tutta una serie di stipendi: sindaci, assessori comunali … assessori de' che? … dipendenti pubblici di comuni che hanno la stessa dimensione di un granello di sabbia.

Insomma la fusione dei comuni potrebbe riuscire là dove il buon Calderoli e il buon Renzi hanno fallito, cioè tagliare molti posti, non tutti chiaramente, ma molti sì, attualmente occupati da sfaccendati del lavoro pubblico, che dall'alto della loro sfaccendataggine pubblica si mettono in lista e diventano purtroppo anche sindaci o assessori.

Gente senza arte nè parte, che forse non ha mai lavorato veramente rischiando i propri soldi o, come si diceva una volta, lavorando sotto padrone. Gente che quando parla si esprime in un politichese farlocco talmente stretto ed incomprensibile, un linguaggio che leggono su wikipedia, perché è da lì che prendono la loro ispirazione… per darsi un tono, un linguaggio dicevamo che i peggiori "peones" politici non usano neanche più a Roma.

La realtà dei fatti è che Callegari, sindaco di Casteggio, ha fatto una proposta economicamente logica, discutile e perfettibile, ma dal punto di vista economico logica. Una proposta difficile da digerire per quei piccoli comuni che non vogliono perdere la loro identità, per certi versi anche giustamente, ma sono quegli stessi piccoli comuni che molto spesso si lamentano del fatto che non ci sono i soldi per riparare le strade e che non ci sono i soldi per garantire i servizi basilari al loro comune.

Sono gli stessi che nel contempo dicono noi non vogliamo scomparire… Ma benedetti ragazzi, o mangia questa minestra o salta questa finestra, il tempo "dla dona ciuca e dal vasè pe" (della moglie ubbriaca e della botte piena) è finito!!

Soldi da Roma o da altre entità amministrative, per mantenere una struttura comunale con segretario, dipendenti, ufficio tecnico, vigili… annessi e connessi, nei prossimi anni e molto probabilmente per sempre non ne arriveranno più.

Bisogna rendersi conto che l'unione dei comuni è un palliativo che permette di risparmiare qualcosa, ma non sufficientemente. La realtà dei fatti è che l’unione dei comuni permette ai sindaci di paesi con un peso demografico ed una portata socio economica vicino allo zero di andare in giro pavoneggiandosi con la fascia tricolore. Fascia tricolore, che visto il bilancio di alcuni di questi comuni, forse è stata comprata con le cambiali.

 

Nulla di nuovo per l'Oltrepo, così come fino a pochi anni fa e forse ancora attualmente  i soldi del governo venivano buttati con lo spandi letame, oggi molti sindaci di fronte alla proposta di Callegari, che è logica e sicuramente perfettibile, incominciano con i distinguo: sì ma, sì però, ma noi, ma voi … Oh benedetti "pistola"!

 

Invece di dire tutte queste sciocchezze rinunciate al vostro emolumento, togliete l'emolumento ai vostri assessori e con i soldi risparmiati, pochi o tanti essi siano,  mettete a posto le buche, tanto per dirne una. Oh benedetti ragazzi invece di buttare soldi in sentieri, opere faraoniche delle quali non se ne vede la fine e che se mai verranno finite sarà l’inizio della fine,  partecipazioni all’expo e cavolate varie, comprate un pulmino nuovo per gli alunni del vostro paese o qualche cosa di utile per il vostro comune!

 

Oh benedetto sindaco dimostra di essere un cittadino con la testa sulle spalle, anzi con il cervello sulle spalle, perché la testa ce l’hanno tutti, il cervello in meno, rinunciando al tuo emolumento visto che lo fai, come dici sempre, per amore e  passione del tuo paese!

 

Con quei soldi che in molti comuni variano dai 20 ai 70 mila euro all’anno, rifai i marciapiedi che in molti casi assomigliano a piste da motocross.

 

Invece di lamentarti che Roma non ti dà i soldi, perchè in questo caso Roma ha ragione a non darteli, tanto li butteresti … dimostra concretamente che il tuo spirito politico è senza nessun interesse economico, dimostra di essere una persona che non è solo capace di dire "che di soldi non ce ne sono, perché ci sono stati i tagli governativi ed amministrativi", dimostralo concretamente rinunciando al tuo emolumento d'amministratore comunale, anche perché molti, sempre di più stanno prendendo coscienza che anche l’emolumento da amministratore comunale, che molti percepiscono, guardando bene… sono anche quelli soldi buttati. Gli oltrepadani devono riflettere perché mancano i soldi per riparare le buche.

 

 

 

  1. Primo piano
  2. Popolari