Lunedì, 24 Luglio 2017
Articoli filtrati per data: Lunedì, 17 Aprile 2017

La Parrocchia del Blues prosegue la sua ‘missione’ ospitando il  27 aprile ore 21,30,  nella chiesa di Santa Reparata e San Siro di Godiasco (PV) "Reverend and The Lady", al secolo Alessandra Cecala al contrabbasso e alla voce, e Mauro Ferrarese a voce, chitarra resofonica e dodici corde e banjo.

 Il repertorio dei due artisti è composto da pezzi originali e da una selezione eterogenea di musica popolare nata tra gli anni '20 e gli anni '40 nel sud degli Stati Uniti. Si va dal country blues più "urbano" delle cantanti dell'epoca, alle ballad, agli spiritual, alla musica "old time".  Tra le altre cose, Alessandra e Mauro hanno fatto parte del gruppo "Red Wine Serenaders" insieme a Veronica Sbergia e Max De Bernardi, che come sappiamo sono ‘amici del cuore’ de La Parrocchia del Blues. 

Ospiti di riguardo della serata del 27 saranno Max Prandi e Beppe "Harmonica Slim" Semeraro. Max è il blues in persona. Oggi, per quanto all'apice di una gloriosa carriera artistica, lo si può trovare indifferentemente sui palchi dei teatri, nei pub o sui marciapiedi cittadini in veste di busker. Beppe non è  certamente da meno e lo si può senz’altro considerare come uno dei migliori armonicisti italiani. 

Il due dei Reverend and The Lady con il supporto di Prandi e Semeraro danno la certezza di un’altra serata da ricordare

 

Fortunato Ladu, un pastore sardo originario di Desulo (in provincia di Nuoro) con azienda nella zona del Medio Campidano, ha affidato al deputato Francesco Sanna una lettera da recapitare alla presidente della Camera Laura Boldrini, che nei giorni scorsi ha adottato a distanza due pecorelle chiedendo la fine della macellazione degli agnelli in occasione della Pasqua.

Boldrini ha anche ‘ospitato’ i due animali a Montecitorio, insieme a rappresentanti di associazioni animaliste, chiedendo di «alimentare il rispetto per gli animali», affinché vengano considerati «come esseri viventi che soffrono». Sui social la presidente della Camera ha spiegato: «Ho deciso di adottarle a distanza un gesto utile a salvare la vita a questi animali. Per lo stesso motivo l’Enpa ha lanciato una petizione, che ha già raccolto 35mila firme, con la quale si chiede la fine della macellazione degli agnelli in occasione della Pasqua».

 Il pastore sardo le ha risposto sottolineando quanto gli agnelli siano importanti per il sostentamento della sua e di altre numerose famiglie. Si legge oggi sul quotidiano L’Unione Sarda:

“È grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi. A loro, gentile Presidente, ho insegnato il rispetto verso tutte le culture, tutte le abitudini di vita, sessuali e alimentari nonché religiose”.

E ancora: “Ho insegnato loro che le istituzioni sono imparziali e difendono il cittadino e lo accompagnano nella loro vita sociale. Mai avrei pensato che proprio in un periodo nero per la pastorizia sarda, Lei dall’alto del suo ruolo istituzionale, potesse danneggiare la mia attività di pastore sardo con affermazioni e azioni tendenti a salvare due agnelli dalle grinfie del terrore”.

Certamente la Boldrini saprà, è il monito di Ladu, “che la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta”.

Sanna ha spiegato che proporrà a Boldrini un incontro con il pastore, che si dice «profondamente deluso e preoccupato» per il futuro della sua terra. «Mi piacerebbe raccontarle – ha scritto Ladu rivolgendosi alla presidente della Camera – direttamente questo nostro lavoro».

 

Il giorno di Pasqua è festivo. Per tanti, ma non per tutti. Da un’analisi effettuata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, riferita al 2016, è emerso che sono 4,7 milioni gli italiani che lavorano di domenica. E una buona parte di questi sarà in negozio, in fabbrica o in ufficio anche il giorno di Pasqua. Dei 4,7 milioni di lavoratori, 3,4 risultano essere lavoratori dipendenti mentre gli altri 1,3 sono autonomi (come artigiani, commercianti, esercenti, ambulanti, agricoltori).

QUANTI ITALIANI AL LAVORO DI DOMENICA

Dall’analisi emerge che è impiegato di domenica un lavoratore dipendente su 5, ma registrano una frequenza maggiore gli autonomi: quasi uno su 4. Il settore dove la presenza al lavoro di domenica è più elevata è quello degli alberghi e dei ristoranti, con 688.300 lavoratori dipendenti coinvolti, che incidono sul totale degli occupati dipendenti del settore per il 68,3%. Seguono il commercio (579mila occupati pari al 29,6% del totale), la pubblica amministrazione (con 329.100 dipendenti, pari al 25,9%), la sanità (con 686.300 lavoratori, pari al 23%) e i trasporti (con 215.600 unità, pari al 22,7% del totale).

 

Da mercoledì in Italia arriva l'obbligo di inserire nelle etichette di tutte le confezioni dei prodotti lattiero-caseari l'origine della materia prima. Uno strumento che consente al consumatore di scegliere, senza più inganni, la provenienza di latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento ha completato il suo iter in Europa e in Italia e si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. ''E' una svolta storica che permetterà di inaugurare un rapporto più trasparente e sicuro tra allevatori, produttori e consumatori'', commenta con l'ANSA il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, impegnato affinché questo modello si affermi a livello europeo. Passando ai fatti, da dopodomani le etichette di tutte le confezioni di latte e prodotti lattiero-caseari devono indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura ''ORIGINE DEL LATTE: ITALIA''.

Drastica diminuzione delle temperature su tutto il Nord Italia, Oltrepò Pavese compreso. La Sala operativa della Protezione civile della Regione ha emesso un avviso di moderata criticità (codice arancione) per rischio vento forte su buona parte delle province lombarde. Nel corso delle prossime ore un fronte di aria fredda di origine artica si addosserà all'arco alpino, provocando l'attivazione di moderati o forti venti specialmente sui rilievi e sui settori di pianura occidentali. Nel corso della notte è previsto un rinforzo della ventilazione settentrionale sui rilievi prealpini occidentali, con ulteriore intensificazione nel corso della mattinata. Le ore successive vedranno un aumento della ventilazione su gran parte della nostra regione, con particolari riferimento a rilievi, valli e zone di pianura centrali e occidentali. Brusco abbassamento delle temperature, con le minime che si abbassano mediamente di una decina di gradi

Un aliante decollato dal campo volo di Novi Ligure (Alessandria) è precipitato oggi nel torrente Staffora, in località Casa Galeotti a Bagnaria. L'abilità del pilota, un uomo di 42 anni, ha impedito che l'incidente potesse avere gravi conseguenze. L'uomo non ha riportato conseguenze, a parte qualche lieve contusione. Sul posto sono subito intervenuti il 118 e i vigili del fuoco: questi ultimi stanno conducendo accertamenti per stabilire le cause dell'incidente.

"E' ormai chiaro che l'immigrazione clandestina è organizzata e finanziata per questo motivo abbiamo deciso di denunciare il Governo, il presidente del Consiglio, i ministri e i comandanti della Marina e della Guardia Costiera, per favoreggiamento": lo ha spiegato il leader della Lega Nord Matteo Salvini parlando a Milano a un gazebo del suo partito. "E' al lavoro un pool di avvocati che ringrazio - ha aggiunto il segretario -. Ovviamente mi riferisco ai vertici e non certo ai militari che obbediscono agli ordini".

Messa su prenotazione, Pasqua compresa. Accade alle Vignole, piccolissima isoletta della laguna di Venezia retta dalla parrocchia di Sant'Erasmo. A decidere da alcuni mesi di celebrare la messa solo su richiesta dei residenti, in tutto una quarantina di persone, è stato il parroco, don Mario Sgorlon. Così al portone d'ingresso campeggia da mesi la scritta "La messa è sospesa per mancanza di fedeli". L'accordo è che il sacerdote celebra la funzione se qualche parrocchiano glielo chiede.

E' stata una Pasqua fortunata per la nota edicola di Domenico Lo Giudice a Godiasco, dove è stato vinto sabato un milione di euro tondo tondo.

Il Superenalotto aveva messo in palio per sabato, giorno della vigilia di Pasqua, trenta premi da un milione di euro. Ad ogni schedina del Superenalotto era abbinato un codice di una decina di numeri. Il codice di una schedina giocata nell’edicola di Godiasco è risultato vincente.

La clamorosa vincita si è concretizzata attraverso un’estrazione speciale del Superenalotto, denominata ‘Pasqua Milionaria’. In sostanza, oltre all’estrazione normale, nel concorso di sabato sera, trattandosi di un particolare tipo di giocata istituita in occasione appunto delle festività Pasquali, tutti coloro che nelle ultime cinque settimane avevano giocato al Superenalotto con Superstar, partecipavano ad una lotteria consistente nell’estrazione di trenta premi dell’importo di un milione di euro ciascuno. Già nella mattinata del giorno di Pasqua la notizia ha cominciato a diffondersi a Godiasco scatenando la caccia al Paperon de Paperoni di turno.

Considerando però che la stragrande maggioranza dei clienti dell’edicola Lo Giudice risiedono a Godiasco e paesi limitrofi, non c’è da escludere che ad essere baciato dalla dea bendata possa prorpio essere una persona del posto, che si sospetta possa essere un signora che avrebbe cambiato la vita da questa fortunata vincita

 

Nel quadro di valutazione della giustizia in ambito europeo (Valutazione 2017), il primo dato a emergere è la necessità di sistemi giudiziari più efficaci. La Commissione europea, dopo un'attenta e scrupolosa analisi della giustizia, mette a confronto l'efficienza, la qualità e l'indipendenza dei sistemi giudiziari di tutti gli Stati membri dell'UE. L'obiettivo è indicare alle autorità nazionali la via per migliorare l'efficacia dei sistemi giudiziari. L'analisi svolta esamina vari aspetti tra cui anche la facilità di accesso dei cittadini alla giustizia e i canali da essi utilizzati per presentare reclami nei confronti di imprese. Per la prima volta, inoltre, riporta la lunghezza dei procedimenti penali relativi ai reati connessi al riciclaggio di denaro sporco.

Da quanto si è potuto leggere, il testo è pubblicato in lingua inglese, nella valutazione emerge l'importanza dell'efficacia dei sistemi giudiziari e la sua essenzialità per favorire la fiducia dei cittadini e un ambiente più propizio alle imprese e agli investimenti all'interno del mercato europeo e internazionale. Nell'articolato è facile desumere la necessità per gli Stati membri di riforme della giustizia che rispettino lo Stato di diritto e l'indipendenza del potere giudiziario.

A parere dello scrivente, si tratta di principi di fondamentale importanza affinché sia i cittadini sia le imprese possano godere pienamente dei loro diritti. Un sistema giudiziario indipendente ed efficiente è uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia. Le criticità emerse non sono poche. Uno dei settori da rafforzare al più presto riguarda la lotta contro il riciclaggio di denaro.

La durata dei procedimenti per i reati connessi al riciclaggio di denaro ha una durata che va da sei mesi a quasi tre anni. L'Italia è assieme a Cipro, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia uno dei Paesi che presenta problemi sia nella lotta al riciclaggio sia nella durata dei relativi processi penali. Un altro aspetto degno di sottolineatura è l'uso ancora limitato degli strumenti informatici in alcuni Paesi. La metà degli Stati membri utilizza ampiamente gli strumenti informatici per la comunicazione tra giudici e avvocati, in più della metà dei paesi dell'UE l'uso della firma elettronica rimane molto limitato. Anche i nuovi dati sull'uso delle tecnologie informatiche da parte degli avvocati per comunicare con i tribunali evidenziano l'importanza dei sistemi di comunicazione elettronica per il buon funzionamento dell'apparato giudiziario.

Purtroppo anche in questo contesto l'Italia non è tra gli Stati membri virtuosi. Nel nostro Paese, a differenza di altri Stati come la Germania, l'Olanda, la Francia, la percezione dei cittadini per quanto riguarda l'indipendenza della magistratura peggiora rispetto ai dati precedenti (2015/16). Tra i motivi principali una mancanza d'indipendenza dei tribunali e dei giudici, il più ricorrente riguarda le interferenze o le pressioni da parte del governo e dei politici. Negli Stati membri economicamente più evoluti, sono in vigore norme che fissano limiti temporali o scadenze per evitare una durata eccessiva dei procedimenti giudiziari. L'Italia anche in tal contesto non dispone ancora di norme che vadano in questa direzione.

I Paesi che allo stato degli atti presentano maggiori criticità sono: Belgio, Bulgaria, Spagna, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia. In Italia il quadro di valutazione comprende il contenzioso civile, commerciale e amministrativo, nonché il processo penale. Le nostre criticità riguardano la durata dei procedimenti, il tasso di ricambio e il numero di cause pendenti. Settori che hanno bisogno di riforme sono il gratuito patrocinio, le spese di giudizio, la formazione, il monitoraggio delle attività dei tribunali, il bilancio e le risorse umane. Occorre assolutamente incidere, e al più presto, sull'indipendenza della magistratura e sulle garanzie per i giudici. Questi sono solo alcuni settori più critici ma per migliorare concretamente l'efficienza dei sistemi giudiziari nazionali occorrerà anche un serio coordinamento delle politiche giudiziarie in ambito europeo. Non dimentichiamoci che il Consiglio europeo ha rivolto raccomandazioni specifiche in quest'ambito a sei Stati membri e tra essi vi è il nostro Paese (Bulgaria, Croazia, Italia, Cipro, Portogallo e Slovacchia). Di conseguenza, occorre rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare seriamente per la riforma della Giustizia nel nostro Paese.

 

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