Lunedì, 24 Luglio 2017
Articoli filtrati per data: Domenica, 16 Aprile 2017

 La nuova legge che regolamenta la responsabilità medica è entrata ufficialmente in vigore il primo aprile 2017, la cosiddetta Legge Gelli. Questa prende il nome dal suo relatore, on. Federico Gelli, ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale come Legge n. 24/17. La legge Gelli porta con sè diversi cambiamenti per quello che concerne la responsabilità del personale sanitario e delle strutture ospedaliere in caso di malasanità. Ecco i principali cambiamenti che sono entrati in vigore.

 Per cominciare, la responsabilità penale vede una nuova fattispecie di “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” (art. 590 sexies c.p.). Questa nuova norma prevede che, in caso di omicidio o lesioni colpose commessi durante l’esercizio della professione sanitaria, il medico non sarà punibile se si è attenuto alle raccomandazioni delle linee guida per la procedura in questione. Questo vuol dire che, se un medico dovesse provocare la morte o delle gravi lesioni a un paziente durante il suo operato, egli non sarà ritenuto colpevole se si sarà attenuto alle linee guida del Ministero della Salute per le procedure da lui effettuate.

 Per quello che concerne invece la responsabilità civile, sono state introdotte delle differenze tra la responsabilità del personale sanitario e quella della struttura sanitaria. Per quest’ultima non vi sono grandi differenze rispetto alla precedente legge (Balduzzi), infatti gli ospedali sono sempre ritenuti responsabili secondo il rapporto contrattuale che si instaura tra la struttura sanitaria e il paziente.

 Invece alla responsabilità dei medici sono stati apportati dei cambiamenti sostanziali. Innanzitutto è stato ribaltato “onere della prova”. Questo vuol dire che, per un sospetto caso di malasanità, non sarà più il medico a dover dimostrare di aver agito in modo corretto, ma sarà il paziente a dover portare le prove che il medico non ha agito rispettando le procedure corrette.

Inoltre i tempi di prescrizione sono sensibilmente cambiati, se infatti prima vi erano 10 anni di tempo per poter far valere i propri diritti, ora ve ne sono solo 5. I tempi di prescrizione si sono quindi dimezzati.

 'Oltre 300.000 giovani sotto i diciotto anni, invece di studiare, chattare, giocare alla playstation sono impegnati in guerre in qualche parte del mondo secondo quanto riporta l'agenzia svedese di 'Save the Children'.

 Un numero inquietante soprattutto se si aggiunge che, quasi la metà delle persone uccise in guerra dagli anni 90, sono bambini.

  I video di questi giorni di padri che seppelliscono i propri figli o dove molti piccoli sono in agonia alla ricerca di respiro, sovrastano colpevolmente le inutili richieste dei governi per individuare di chi siano o meno le colpe.

 La riflessione non nasce solo oggi, nel giorno della pace, ma ogni volta che qualche kamikaze si fa esplodere tra la gente ( come ieri ad Aleppo ) o ancora quando qualche dittatore fuori di testa come Bashar-al Assad usa agenti chimici gassando 90 persone di cui un terzo bambini.

 O quando un trentenne nordcoreano, unto da chi non si sa, affama il suo popolo per riempirsi di armi e missili.

 O ancora quando il numero uno della più forte potenza al mondo decide, in un nano secondo, di lanciare missili e bombe senza un minimo di pensiero sulle possibili conseguenze.

 Solo in Siria, per una guerra di potere e religione sono morti, in cinque anni, ben 14000 bambini.

 E in Africa , Asia, Europa e nelle Americhe la musica purtroppo non cambia. Circa 20 milioni di bambini sono stati strappati dalle loro famiglie a causa dei molti conflitti.

 Molti altri milioni sono rimasti feriti e disabili per mine antiuomo.

 E fra i bambini le bambine sono  fra le più vulnerabili usate, attraverso la violenza sessuale, come armi di guerra.

 Ed allora, quando ancora oggi i venti di guerra si fanno sentire sempre più forti, non bisogna perdere la speranza nella diplomazia e nella ragionevolezza.

 Le prove muscolari di Donald Trump, le parate sulle piazze di Kim Jong Un , riempite da poveri burattini marcianti con il passo dell'oca, o le guerre in nome della religione o del potere di Vladimir Putin o di Bahar-al Assad o di Isis portano solo ad una grande miseria, ad una progressiva distruzione dell'umanità e  soprattutto alla morte di chi ognuno di noi ha sempre voluto e desiderato, i nostri figli.

 

Il sindaco di Montebello della Battaglia Andrea Mariani dice no all’idea di fusione con Casteggio paventata dal sindaco "vicino" Callegari e mette in cantiere investimenti su raccolta differenziata e potenziamento della videosorveglianza. Mariani, in carica dal 2014, si rallegra di non avere avuto troppi "grattacapi" in questi anni di mandato.

"Il paese è tranquillo e offre ai suoi cittadini una qualità della vita medio alta. Abbiamo un po’ di tutto, storia, servizi, cultura". In questo quadro da isola felice (e la bellezza delle colline su cui troneggia sicuramente rafforzano questa impressione) mancava ancora un caposaldo della "modernità": una raccolta differenziata che potesse definirsi al passo coi tempi, ma soprattutto in linea con le normative vigenti che impongono delle precise percentuali di riciclaggio.

Sindaco, cosa ne pensa dell'idea lanciata dal sindaco di Casteggio Lorenzo Callegari di fondere Casteggio con i piccoli comuni limitrofi, come Verreto? Perché Montebello non è interessata?

"Il sindaco Callegari ha parlato di questa proposta anche con noi, ma è un’ipotesi che al momento non prendiamo in considerazione. Abbiamo avviato un percorso di gestione associata dei servizi con Codevilla, Torrazza Coste e Retorbido, per cui la priorità ora è seguire questo percorso. Noi siamo disponibili a collaborazioni di ogni tipo con i comuni limitrofi Casteggio in primis, ma la fusione per ora non interessa Montebello, che è una realtà di 1.700 abitanti con le sue peculiarità e un’identità storica ben precisa".

Parliamo di raccolta differenziata. Per legge gli Enti locali dovrebbero arrivare alla cifra del 65%. In Provincia di Pavia però il servizio stenta a decollare. A Montebello a che punto siamo?

"Al momento siamo appena al di sopra del 40%, abbiamo un unico centro multiraccolta nelle vicinanze del centro sportivo, non abbiamo l’umido e il verde c’è solo in questo centro".

In che modo interverrete per migliorare il servizio?

"Nel corso dell’anno introdurremo in paese i cassonetti marroni per la raccolta differenziata dell’umido e andremo a potenziare la raccolta del verde che adesso è solo al centro multiraccolta. I nuovi cassonetti andranno ad affiancarsi a quelli già esistenti per vetro, carta e plastica che saranno raddoppiati, anzi di più. Attualmente in punti strategici del Comune esistono 6-7 postazioni con i cassonetti colorati. Entro la fine del 2017 queste postazioni diventeranno una quindicina. Ci sarà una gara pubblica per l’affidamento del servizio e ci auguriamo che, nel rispetto dei tempi burocratici, possa entrare in funzione per l’autunno-inverno in modo da farci raggiungere il 65% di differenziazione richiesto dalle normative". 

Non avete considerato l’ipotesi di orientarvi verso il porta a porta?

 

"L’abbiamo pensato e ci ervavamo anche interessati chiedendo un preventivo ad una ditta, ma abbiamo preferito le isole ecologiche. Il porta a porta avrebbe aumentato i costi del 60-70%, soldi in più che avremmo dovuto prendere dalle tasche dei nostri cittadini attraverso la Tari, a fronte di un servizio che, prima di poter entrare a regime, richiede una fase di adattamento non facile. Non siamo abituati e prima di raggiungere l’efficienza, si attraverserebbe una fase quantomeno difficile. Inoltre va detto che partiamo da una buona base, un 43-44% di differenziata costruito sull’attuale sistema di raccolta con isole ecologiche. Abbiamo calcolato di poter raggiungere il 65% in tempi ragionevoli, ma con una proiezione basata sull’attuale gestione del servizio".

 

Parliamo di sicurezza. Tra le pieghe del bilancio che state per approvare c’è l’introduzione di telecamere per la rilevazione delle infrazioni al codice della strada…

 

"L’idea è quella di dotare il semaforo che dalla provinciale immette al centro del paese tramite via Roma di una videocamera che sanzioni non solo chi passa col rosso, ma anche chi ha la revisione auto scaduta, e che funga anche, in qualche modo, da ‘occhio’  in grado di registrare chi entra ed esce dal paese. L’altro problema che abbiamo è quello della velocità in entrata e uscita dalle due direttrici che immettono in centro chi proviene dalla statale. In particolare, lungo via Rimembranza e via Mazza la polizia locale effettuerà per un periodo di tempo dei controlli con l’autovelox in modo da fare da deterrente per la velocità. Abbiamo preferito questa soluzione al posizionamento degli speed check. L’altra alternativa, che arriverà però più avanti, dopo il rifacimento del manto stradale, è la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati".

 

Si sono disputate le prime due gare del Campionato Italiano  Rally, due rally iconici nel panorama rallystico italiano, il "Ciocco" ed il "Sanremo". Al Rally del Ciocco e Valle del Serchio, prova d’apertura del Campionato Italiano Rally 2017 il successo  è andato a Simone Campedelli, con Pietro Ometto alle note e la Ford Fiesta R5 BRC Per quanto riguarda i piloti oltrepadani va segnalata la buona prestazione di Riccardo Canzian e Matteo Nobili in gara con la Clio R3T, risaliti al terzo posto (dopo un errore nello stage d’apertura), nella Classifica CIR 2 ruote motrici della prima tappa vinta da Pollara 2.Gilardoni a 36.3, 3.Canzian a 3.11.3, 4.Villa a 3.23.6. Nella seconda tappa della gara toscana, il pilota di Broni si migliora chiudendo al secondo posto.

Classifica CIR 2 ruote motrici 2.tappa: 1.Gilardoni 2.Canzian a 8.0, 3.Pollara a 13.5, 4.Villa a 3.51.9. Silvia Gallotti, alle note del piacentino Andrea Mazzocchi sulla Peugeot 208 R2, ha chiuso in diciannovesima posizione e quarta di classe gara 1 e al 18° posto e 6° di classe gara 2. Poca fortuna per Ghezzi-Benenti, al via con la Fiesta

R5 i quali, dopo aver chiuso gara 1 al 23° posto assoluto e 11° di classe, sono stati costretti al ritiro in gara 2. Poca soddisfazione per Daniele Mangiarotti, subito fermo in gara 1 con la 124 Abarth di Minchella. Al Rallye di Sanremo, seconda prova del campionato , hanno trionfato  Paolo Andreucci, con 9 scudetti tricolori al suo attivo, che sembra non bastino a sedare la sua fame di vittoria ed Anna Andreussi al volante della Peugeot 208 T16 R5.

Venendo alle categorie che interessano i concorrenti oltrepadani, nel Campionato Italiano Due Ruote Motrici vittoria per Kevin Gilardoni, Renault Clio R3T, a lungo in lotta con il driver di Broni Riccardo Canzian. La Classifica CIR 2 ruote motrici ha visto sotto la bandiera a scacchi transitare nell’ordine Canzian, Gilardoni a 22.6 e Pollara a 44.6. Qui, i pavesi Canzian-Nobili hanno fatto scintille che con il calare della notte si notano ancora meglio.

Annullano i 4” che fino a quel punto li separavano dal diretto avversario Gilardoni e con un gran ritmo staccano l’italo-svizzero, fa segnare il 7° tempo assoluto sulla penultima Prova in programma, la più lunga, di 33 Km e balzando al comando della classifica 2RM e di classe. Sull’ultima prova di 10 km, il pavese mette altri 5 secondi portando il suo vantaggio a 23” e all’ottavo posto nella classifica assoluta. Bene anche il piacentino Mazzocchi, con la pavese Silvia Gallotti alle note sulla Peugeot 208 Vti, undicesimi assoluti (decimi se si considera che Paddon non prende punti per la classifica tricolore) e secondi di classe RC4, secondi nel CIR Junior e primi nel Trofeo Peugeot 208 Top. In gara 2 nel CIR due Ruote Motrici, Canzian paga a caro prezzo un piccolo svarione.
Chiude al terzo posto preceduto da Pollara e da Gilardoni che vince e riprende il comando del Trofeo Renault Clio R3 Top davanti al pilota di Broni. La Rivanazzanese Silvia Gallotti alle note di Andrea Mazzocchi chiude invece al quarto posto nella speciale classifica CIR Junior e seconda nel computo finale delle due tappe nel Trofeo Peugeot

208 Top. Qui, il ventiduenne piacentino e la rivanazzanese risultano i più veloci in 4 delle 6 prove speciali di giornata, salendo così al primo posto e lo ha conservato sino al via dell’ultima prova speciale.

 

Un gruppo di cinque teppisti ha malmenato un disabile in un parco di Mestre, scaraventandolo a terra e buttando poi la carrozzina in un laghetto. E' avvenuto tre giorni fa, e sull'episodio sta indagando la polizia. La vittima, soccorsa e portata all'ospedale per accertamenti, è risultata già nota alle forze dell'ordine; si tratta di un cittadino serbo di 29 anni, per le cui intemperanze e minacce gli operatori dei servizi sociali hanno dovuto chiamare più polizia e carabinieri. L'ultimo episodio sarebbe avvenuto poche ore prima dell'aggressione dei teppisti. L'uomo, costretto a spostarsi in carrozzina perchè privo di un arto, si era presentato nella sede dei servizi sociali di Villa Querini cospargendo l'ingresso di benzina e minacciando di appiccare il fuoco se non fosse stato ascoltato; aveva anche cercato di danneggiare alcune auto in sosta. Resta da stabilire se tra questo episodio e la grave aggressione vi sia qualche collegamento.

Un uomo ha ucciso la scorsa notte un paziente nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Legnago, nel veronese, e si è scagliato con delle forbici contro medici e infermieri, due dei quali sono rimasti leggermente feriti nel tentativo di disarmarlo. Alla fine l'omicida, un polacco che era stato ricoverato poco prima per atti di autolesionismo, è stato bloccato e arrestato dai carabinieri

E' morto a 84 anni, a Roma, Gianni Boncompagni. Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932, è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.

Lo annunciano  le figlie Claudia, Paola e Barbara: "Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n'è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile".

Dopo aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni '60 e '70 con Bandiera gialla e Alto gradimento, complice l'amico di sempre Arbore, nel 1977 Boncompagni debutta in tv con Discoring. Poi arriva Pronto, Raffaella? (1984), condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato pigmalione e fidanzato decennale, di Pronto, chi gioca? (1985), condotto da Enrica Bonaccorti e poi realizza tre edizioni di Domenica in. Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin's e soprattutto Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini che diventa l'idolo dei teenager.

Tornato alla Rai, nel 1996-97 firma due edizioni di Macao (la prima con Alba Parietti, poi esclusa), la cui seconda edizione chiude per bassi ascolti. Ugualmente sfortunata l'esperienza di Crociera. Nel 2002 il rilancio con il Chiambretti c'è di Piero Chiambretti, tra informazione e varietà, poi tra il 2007 e il 2008 dirige e conduce Bombay su La7. Papà della tv leggera, intelligente e imprevedibile, Boncompagni firma hit musicali come Ragazzo triste' di Patty Pravo e 'Il mondo', successo mondiale lanciato nel 1965 da Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carra', da 'Tuca tuca' a 'Tanti auguri' a 'A far l'amore comincia tu'.

Baudo, ha segnato la storia di radio e tv - "Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv", dice affranto Pippo Baudo apprendendo la notizia della scomparsa di "un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv - ricorda Baudo - ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. E' stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni". Boncompagni, sottolinea ancora Baudo, "è stato un talento multiforme, sempre spiritoso, ironico e autoironico. Negli ultimi tempi aveva scoperto il fascino della musica classica, aveva una discografia ricchissima, ascoltava von Karajan seguendolo su uno schermo gigante. La tv di oggi non gli interessava più, non la guardava, non era nelle sue corde".

Costanzo, uomo di grande intelligenza e ironia - "Nel ricordo di Gianni Boncompagni, penso agli anni trascorsi insieme lavorando in radio, alla sua intelligenza e alla sua ironia". E' l'omaggio di Maurizio Costanzo all'autore e conduttore scomparso.

 

Non soltanto uova di Pasqua. Il cioccolato italiano piace tutto l’anno e fa aumentare il numero dei produttori artigiani e le nostre esportazioni. Lo rivela un rapporto di Confartigianato secondo il quale la passione per il ‘cibo degli dei’ ha contagiato gli italiani che in un anno spendono 67 euro a famiglia in prodotti a base di cacao, per un valore complessivo di 1,7 miliardi. Ma il nostro cioccolato ha visto anche un boom di vendite all’estero: tra il 2015 e il 2016 le esportazioni made in Italy sono cresciute del 3,9% e hanno raggiunto il valore di 1,5 miliardi di euro. In testa ai Paesi più golosi di cioccolato italiano c’è l’Arabia Saudita che nel 2016 ha acquistato addirittura il 35,5% di cioccolato in più rispetto all’anno precedente, per un valore di 44,5 milioni di euro.

Al secondo posto l’Australia dove il nostro export vale 37,9 milioni ed è aumentato del 33,2%, seguita dalla Germania (+26,4%), da Israele (+22,4%) e Stati Uniti (+19,6%). Ma il Paese che, in assoluto, acquista la maggiore quantità di prodotti di cioccolato italiani è la Francia dove nel 2016 il valore del nostro export ha raggiunto la quota di 259,1 milioni di euro. “Se i nostri prodotti di cioccolato piacciono tanto in Italia e nel mondo – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – il merito è dei produttori artigiani. Qualità della materia prima e rigorose regole di lavorazione fanno del cioccolato artigiano una specialità sempre più apprezzata.Che siano uova di Pasqua o altre prelibatezze, la qualità del vero prodotto artigiano si distingue nell’etichetta e si gusta con il palato".

Secondo la rilevazione di Confartigianato, i cioccolatieri artigiani, specializzati esclusivamente nella lavorazione del cacao e nella produzione di prelibatezze al cioccolato, sono un piccolo esercito di 390 imprese, aumentate del 2,1% tra il 2015 e il 2016. Nella classifica regionale, in testa c’è la Campania con 69 produttori artigiani, seguita dal Piemonte (64), e dalla Sardegna (32). A livello provinciale, la ‘capitale’ del cioccolato artigiano è Torino che vanta 37 produttori. Seguono Avellino con 28 imprese e Nuoro con 19 cioccolatieri artigiani.

"Gli automobilisti che in queste ore si sono messi in viaggio su strade e autostrade per trascorrere fuori casa le feste di Pasqua e Pasquetta devono  mettere in conto una 'stangata' da complessivi 156 milioni di euro sui rifornimenti di carburante". E' quanto denuncia il Codacons, che calcola la maggiore spesa a carico degli italiani che decidono di partire in auto in occasione delle feste.

"Oggi ai distributori di carburanti si registrano rincari record dei listini, con il gasolio che costa in media il 15,3% in più rispetto ad aprile 2016. Per la benzina i prezzi sono mediamente più alti dell’11,1% su base annua. Tradotto in soldoni, significa che per un pieno di diesel si spendono oggi quasi 9,5 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2016, per le benzina 7,9 euro in più a pieno", calcola l'associazione. 

"Considerato il numero di italiani che in queste ore si sono messi  in viaggio in automobile per trascorrere le feste di Pasqua fuori casa o per gite fuori porta a Pasquetta, la stangata è servita: 156 milioni di euro di maggiore spesa solo per il carburante rispetto alla Pasqua del 2016. Ciò è causato sia dai listini alla pompa che puntualmente salgono in occasione delle partenze delle famiglie, sia dall’eccessiva tassazione che vige sui carburanti in Italia e che rappresenta il 70% del costo di ogni litro di benzina acquistato dagli automobilisti", conclude il Codacons.

 

Continua senza sosta anche a Pasqua, nelle terre di confine tra il bolognese e il ferrarese, la caccia a Norbert Feher alias Igor Vaclavic, il killer serbo ricercato per gli omicidi del barista Davide Fabbri, ucciso la sera dell'1 aprile a Riccardina di Budrio durante un tentativo di rapina, e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri, assassinato una settimana dopo nella zona di Portomaggiore mentre era impegnato con un collega della polizia provinciale in un servizio anti-bracconaggio.
Sono centinaia le forze dell'ordine impegnate quotidianamente nell'immensa area boschiva (40 km quadrati) tra le oasi di Campotto e Marmorta. "Lasceremo questo spiegamento di forze sul territorio finché non lo avremo trovato", ha detto ieri - rispondendo anche alla preoccupazione degli abitanti - il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, intervenuto a nome del Governo ai funerali di Verri a Ospital Monacale. Gli investigatori lavorano anche sulle celle telefoniche e sui possibili appoggi del killer.

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