Lunedì, 24 Luglio 2017
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Salame di Varzi, manifattura di alto artigianato o prodotto industriale? La sua qualità è ancora all'altezza della sua fama oppure qualcosa si è andato smarrendo tra i meandri della Dop e del suo disciplinare? E, soprattutto, perché non riesce a fare da traino al rilancio economico e turistico della Valle Staffora come tutti si aspetterebbero? La Confraternita Pegaso è un'associazione di amatori del salame varzese con sede a Ponte Nizza, in località Casa Minchino. Sorta spontaneamente nel 2000,  si era posta come obiettivo la promozione del salame prodotto a Varzi e in tutte le colline dell'Oltrepò pavese  secondo le antiche modalità di produzione e stagionatura. In sostanza, il salame "come si faceva una volta". Il presidente della Confraternita è Giorgio Perdoni.

Perdoni, come mai avete deciso di riunirvi in una Confraternita per "difendere" il prodotto? Esistono già organi di tutela ufficiali, come il Consorzio…

"L’idea ci è venuta nel lontano 2000, quando attorno ad un tavolo con un gruppo di amici intenditori ed appassionati del salame di Varzi, stavamo degustando un buon salame con un bicchiere di bonarda. Le osservazioni che facemmo in quell’occasione erano rivolte soprattutto al salame che avevamo sul tavolo, che pur essendo di ottima qualità, non rispecchiava quello dei nostri ricordi d’infanzia, quello per intenderci che il contadino riservava ai portatori dei sacchi colmi di grano durante la festa della trebbiatura e naturalmente alla merenda di noi bambini".

Vi definite "Accademici del salame". Siete soltanto amatori o anche produttori?

"Produciamo solo per autoconsumo e non per la vendita. Siamo soprattutto dei consumatori di salame e ci aspettiamo di mangiare un prodotto di altissima qualità, che rispetti gli standard a cui ci siamo abituati nel corso di anni di produzione sì di nicchia ma di altissimo livello, quello stesso livello che ha reso il salame di Varzi un prodotto di eccellenza e di fama mondiale".

In passato ci sono state delle incomprensioni tra voi e il Consorzio Tutela proprio sulla qualità del prodotto. Qual è a vostra posizione?

"Noi non vogliamo fare polemica, ci limitiamo a raccogliere la voce dei consumatori, che spesso lamentano una qualità non più eccelsa e per così dire altalenante nel prodotto".

Come mai secondo voi il Salame di Varzi non è più quello di una volta?

"A nostro avviso il primo problema è proprio il disciplinare che regola la Dop, che non è sufficientemente restrittivo. E’ quasi una fotocopia di quelli che regolano la produzione di numerosi altri salumi italiani e non è adatto a garantire gli standard di qualità richiesti da un salame che deve invece essere di eccellenza assoluta. Venendo a mancare questo di conseguenza il prodotto oscilla troppo in qualità e non è uniforme come invece dovrebbe essere".

Quali aspetti il disciplinare non regola in maniera sufficientemente precisa?

"Si parte dalla materia prima per arrivare alla stagionatura passando per l’impiego delle parti del maiale. Ad esempio nel disciplinare non è specificato che per la realizzazione del salame di Varzi si dovrebbero impiegare anche le parti nobili dell’animale come guancia, spalla, prosciutto, pezzi di pancetta. Poi a nostro avviso un buon salame andrebbe stagionato almeno 100 giorni, e andrebbe prodotto con animali di almeno 1 anno di vita e del peso di almeno 220 chili. Oggi si vendono salami troppo giovani".

Voi come producete il vostro?

"Lo facciamo a mano, senza utilizzare tecnologie come quella dell’insaccamento sottovuoto. Lo facciamo come si faceva una volta, come lo producevano i nostri nonni. A nostro avviso sarebbe utile che ci fosse anche una scuola, non solo rivolta ai produttori ma anche a tutti gli appassionati e interessati, su come produrre e stagionare il salame".

Quanto salame producete per vostro uso?

"Una ventina di quintali all’anno".

Un po' pochi però per una commercializzazione a livello mondiale, non crede?

"Non pensiamo che l’utilizzo di macchinari sia sbagliato a prescindere, riteniamo però che la differenza tra un prodotto interamente artigianale e quello commercializzato oggi, anche se prodotto industrialmente, dovrebbe e potrebbe essere molto ridotta. La chiave è sempre il disciplinare".

Quale sarebbe il giusto costo per un salame d’eccellenza?

"Almeno 30-32 euro al chilo. Oggi si trova a molto meno. L’eccellenza deve avere un prezzo adeguato e non è vero che non ci sarebbe mercato, se consideriamo che una famiglia media consuma 3-4 chili di salame all’anno non credo proprio che pochi euro di differenza possano disincentivare il consumo se il prodotto è di qualità assoluta. Stiamo parlando del Salame di Varzi, un prodotto che potrebbe facilmente finire anche sulla tavola del presidente degli Stati Uniti, tanto per dire". 

Sulla provenienza dei maiali cosa ci dice? Sulle colline del varzese non ci sono allevamenti…Crede sia importante ai fini della resa del prodotto? 

 

"A livello qualitativo non è indispensabile che il salame per essere buono venga da Varzi, ma che sia allevato bene. Il disciplinare impone che la bestia che si macella provenga da Lombardia, Emilia Romagna o Piemonte, ma non specifica però dove queste bestie debbano essere nate. Va detto che non esiste nel varzese una razza autoctona, oggi si usano per lo più i maiali di razza Large White, di origine inglese, e nulla di male c’è in questo, anche se sarebbe meglio per l’economia locale se si allevasse anche in loco”. 

 

Il vicepresidente del Consorzio Tutela, Ezio Garabello, sullo scorso numero del nostro giornale aveva invitato tutti i produttori a consorziarsi per contribuire, per così dire “dall’interno” alla crescita del prodotto. Molti però non lo fanno, continuando a produrre al di fuori del marchio Dop. Come mai secondo lei?

 

“A mio avviso proprio perché c’è l’impressione che questo disciplinare non tuteli il vero prodotto artigianale e che, di conseguenza, quello con il marchio Dop sia un salame che alla fine valga meno”. 

 

In fatto di marketing territoriale l’Oltrepò lascia molto a desiderare. Come si spiega ad esempio la mancanza di una grande Fiera del Salame nella capitale mondiale del prodotto?

 

“Manca collaborazione e coordinazione tra gli enti e i produttori. Viviamo in un territorio con tanti piccoli campanili in cui si fa fatica a fare fronte comune. Viviamo anche in un periodo storico in cui si fa molta fatica a trovare soldi pubblici per finanziare certi progetti indiscutibilmente dispendiosi. Però il primo problema resta l’incapacità, da parte di tutti gli attori, di collaborare positivamente". 

 

Perché non vi consorziate e non commercializzate il vostro salame?

 

"Se avessimo voluto diventare produttori ‘ufficiali’ lo avremmo già fatto e ci saremmo magari anche iscritti al Consorzio. Ognuno però sceglie la sua strada nella vita, noi siamo amatori del buon salame e la nostra volontà è tutt’al più di essere un riferimento per i produttori".

 

"Egregio Direttore, nelle settimane scorse è stata data la notizia che Gerry Scotti è diventato viticoltore in Oltrepo in collaborazione con una nota cantina della Valle Versa. Personalmente ho letto la notizia con grande piacere, convinto che più persone famose frequentano il nostro Oltrepo meglio è. Molte zone d’Italia sono diventate famose ed "alla moda" perché frequentate da personaggi noti al pubblico. Mi sono detto ben venga Gerry Scotti, male certamente non farà. Purtroppo ho letto su diversi pagine social critiche a questa bella, a mio modesto avviso, operazione d’immagine. La maggior parte delle critiche è arrivata da persone che si occupano di vino. La critica in diversi modi e da diverse persone fatta si può riassumere così: "Il vino è una cosa seria e deve essere fatto da chi lo sa fare!".  A me questa critica ed altre similari, mi sembra fuori luogo, soprattutto alla luce del fatto che in molti casi, come riportano le cronache, purtroppo, non è che alcuni il vino in Oltrepò lo producano  seriamente. Poi che Gerry Scotti sappia fare bene o male il vino non lo so, vedremo. In Oltrepò ci sono molti che producono ottimo vino e altri che producono vino che magari ottimo non è. Certamente il vino che commercializzerà Scotti, anche se magari non eccelso, farà conoscere l'Oltrepo più di tanti altri vini oltrepadani non eccelsi, commercializzati da dei signor nessuno."

Marco Brandolini Stradella

 

Un problema di salute, fortunatamente di contenuta importanza, obbliga il mio amico Claudio alle cure ospedaliere, ed a qualche giorno di convalescenza. Durante una visita, veniamo rapiti dai ricordi... Come quando, ad esempio, tanti anni fa in Costa Azzurra, decimate le risorse finanziarie tra vari divertissement, richiedemmo alla reception dell'Hotel cosa significasse la voce in fattura, nel tentativo di limarla, "Peignoir": la gentile signorina ci disse che era l'enorme quantità di accappatoi utilizzati durante il soggiorno, tra camera, mare e piscine! O quando al termine di una colazione in compagnia dell'amico Raffaello Gelli, rampollo del più famoso padre Licio, consigliandoci di investire su Porsche, Ferrari e Rolex, lo rassicurammo che lo avremmo fatto subito al rientro in Italia. Ci invitò allora in tempo reale con lui ad un'Asta privata a Beaulieu: Claudio, invece di seguirmi sulla mia Bmw, preferì di gran lunga la Rolls Royce Corniche Silver Shadow Cabriolet bianca di Raffello, con autista. Arrivati di fronte alla sede dell'Asta, due automobili in fianco tamponarono. L'amico "Bomba" saltò a piè pari la portiera dell'incantevole Rolls, distribuendo biglietti da visita della sua carrozzeria vogherese! Raffaello, stupito, mi chiese spiegazione dell'avvenuto, ed io, serenamente, lo rassicurai sull'entità della portata nazionale del brand di carrozzerie facente capo a Claudio, non ricordo esattamente se alludendo ad un centinaio di negozi. Finimmo seduti nel Salone Imperiale del Palazzo d'Asta, partecipando su invito di Raffaello alla gara per due mitragliatrici risalenti al secondo conflitto mondiale, una italiana ed una giapponese, ed aggiudicandocele per svariate decine di migliaia di euro, traducendo ad oggi il valore in franchi francesi... ovviamente, all'arrivo del commesso, indicandogli Raffaello come ottimo pagatore !!!

 

Sono Maurizio Senna e Lorena Zaffani i vincitori del 7° LessiniaSport. La gara organizzata dal Rally Club Valpantena ha mostrato un livello agonistico senza precedenti con ben 120 equipaggi al via. Senna e Zaffai, su Volkswagen Golf GTI, con 28 penalità e una media inferiore a 3, hanno conquistato una bellissima vittoria, inseguita per molte edizioni e sempre sfuggita per poco.

Al secondo posto, dopo aver tenuto la testa della corsa per una buona parte, Pietro Iula e William Cocconcelli (Porsche 911 SC/Team Bassano), che hanno chiuso a sole 2 penalità di distacco. Buono nel complesso le prove fornite dagli equipaggi pavesi in gara con i colori di Parco Chiuso Rally Club di Zavattarello, Fabio Fronti e Roberto Ruggeri (A112 Abarth) hanno conquistato il 20° posto assoluto ed il terzo di Raggruppamento, mentre Vernetti-Roveda (Mini Cooper),sono quinti e i portacolori del VCCC Casteggio, Uderzio-Bagnoli (Opel Manta) sono sesti. Altro podio importante nel quinto raggruppamento per gli oltrepadani Domenico Mombelli e Marco Leoncini che con l’Opel Manta PCRC agguantano il terzo posto.  Chiudono invece al 9° posto nell’affollato raggruppamento 6, Domenico e Barbara Gregorelli (A112)PCRC.

 

Crescono i ristoranti quest'anno che a Pasqua non serviranno piatti a base di agnello e capretto (1 su 4). Lo segnala la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe). Ampio spazio, aggiunge la Federazione, sarà dato anche a menù a filiera corta e con prodotti biologici (40%). Per il pranzo di domenica 16 aprile si prevedono 3,7 milioni di clienti, in aumento dell'1,5% sul 2016. Circa il 45% delle persone che pranzeranno fuori casa sono turisti, principalmente italiani.

Il mercato mondiale dei personal computer ha chiuso il primo trimestre con consegne in calo del 2,4% a 62,2 milioni di unità. Lo si legge nei dati preliminari stilati dagli analisti di Gartner, secondo cui il mercato è sceso sotto il 63 milioni di pezzi per la prima volta dal 2007.

Stando agli esperti, il comparto aziendale ha mostrato una crescita modesta, annullata però dalla domanda in calo degli utenti consumer. Tra i costruttori, Lenovo è al primo posto con 12,4 milioni di pc venduti e una market share del 19,9%, seguita da Hp a 12,1 milioni (19,5%) e a distanza da Dell (9,3 milioni, 15%). Fuori dal podio Asus, unica azienda tra le prime cinque a perdere terreno, con consegne in calo del 14% a 4,5 milioni di unità e quota giù di un punto al 7,3%. In quinta posizione Apple, con 4,2 milioni di Mac (6,8%).

Le previsioni di Gartner contrastano con quelle degli analisti di Idc, che vedono una lieve crescita. Per questi ultimi, che dal settore dei pc escludono i dispositivi convertibili di fascia alta come i Surface Pro di Microsoft, nel primo trimestre le consegne si sono attestate a 60,3 milioni di unità, con una crescita dello 0,6% che rappresenta il primo risultato positivo dal primo trimestre del 2012.

 

Per abbattere le liste d'attesa, in Lombardia sarà presto possibile effettuare le vaccinazioni dei bambini e degli adolescenti per il meningococco B anche dal proprio pediatra. E' ciò che l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha stabilito in un incontro coi pediatri del sindacato Simpef, come riferisce una nota. "I pediatri del Simpef - afferma Gallera - saranno al fianco della Regione per effettuare le vaccinazioni in copagamento per il menigococco B. Nel corso dell'incontro abbiamo condiviso questa decisione che, entro breve tempo, sarà definita nell'ambito della trattativa che prevede la collaborazione, sempre per le coperture vaccinali in co-pagamento del meningococco B, dei medici di Medicina generale". "Se questo percorso si rivelerà virtuoso ed efficiente - aggiunge l'assessore - potremo pensare in futuro di estendere l'intervento dei pediatri anche per gli altri tipi di vaccinazione".

Il cinese Li Yonghong è formalmente diventato il nuovo proprietario del Milan, che passa di mano dopo 31 anni di gestione da parte di Silvio Berlusconi. È infatti andato a buon fine il closing con la Fininvest che, a fronte del versamento con cui è stato completato il pagamento, ha ceduto il 99,93% delle azioni alla società veicolo lussemburghese Rossoneri Sport Investment Lux, creata ad hoc dall’investitore cinese. “Ringrazio Berlusconi e Fininvest per la fiducia, e i tifosi per la pazienza: da oggi costruiamo il futuro”, così Li Yonghong in una nota saluta il mondo rossonero da neo proprietario del club.

Milan ufficiale closing, il comunicato Fininvest-Rossoneri Sport Investment Lux

“Fininvest ha oggi finalizzato la cessione alla Rossoneri Sport Investment Lux dell’intera partecipazione, pari al 99,93%, detenuta nell’AC Milan”, si legge nel comunicato ufficiale rilasciato da Fininvest. La finalizzazione odierna dà piena esecuzione al contratto di compravendita firmato dall’amministratore delegato di Fininvest, Danilo Pellegrino, e da David Han Li, rappresentante di Rossoneri Sport Investment Lux, il 5 agosto 2016 e rinnovato il 24 marzo scorso. Gli estremi dell’accordo – prosegue la nota – sono quelli resi noti a suo tempo e prevedono una valutazione complessiva dell’AC Milan pari a 740 milioni di Euro, comprensivi di una situazione debitoria stimata al 30 giugno 2016, come da intese fra le parti, in circa 220 milioni di Euro. A quanto incassato da Fininvest si aggiungono 90 milioni di Euro a titolo di rimborso dei versamenti in conto capitale eseguiti dalla stessa Fininvest a favore del Milan dal 1° luglio 2016 ad oggi. Gli acquirenti hanno confermato l’impegno a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di AC Milan. Nella giornata di domani, venerdì 14 aprile, l’Assemblea dei Soci dell’AC Milan riunita in prima convocazione provvederà, fra l’altro, a deliberare in ordine alla nomina dei nuovi organi sociali della società“.

 “Quello di sabato sarà il primo derby cinese”, così Adriano Galliani uomo forte del Milan fino a stamattina ha annunciato ai club di A il passaggio di proprietà del club rossonero durante l’ennesima assemblea in via Rosellini per eleggere il rappresentante delle società. L’annuncio è stato seguito da un lungo applauso di tutti i presidenti di Serie A: una standing ovation per sottolineare il ruolo e i meriti di Galliani nell’arco di oltre trent’anni al Milan. Adesso, come è noto, proprio Galliani che lascia il posto di ad a Marco Fassone è tra i papabili per una poltrona da presidente della Lega di Serie A.

 

Quattordici indagati, compresi tre deputati nazionali, due regionali e un cancelliere del tribunale: la procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per le persone coinvolte nell'indagine sulle firme false depositate dal M5S a sostegno delle liste per le amministrative del 2012 nel capoluogo siciliano. I reati contestati, a vario titolo, dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudia Ferrari sono il falso e la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale.
Tra gli indagati, il deputato nazionale Riccardo Nuti, che nel 2012 era candidato sindaco, e le parlamentari Giulia Di Vita e Claudia Mannino. Secondo la procura, Nuti e un gruppo di attivisti come Di Vita, Mannino e Samanta Busalacchi, dopo essersi accorti che per un errore di compilazione le firme raccolte erano inutilizzabili, avrebbero deciso di ricopiarle. A 11 indagati i pm contestano la falsificazione materiale. A Nuti si imputa, invece, l'avere fatto uso delle firme.

Si terrà Mercoledì 19 Aprile alle ore 21 presso il Duomo di Voghera il  concerto “Passio et Resurrectio”, promosso da Marina Azzaretti, assessore alla cultura del comune di Voghera

Il concerto sarà in due parti, la prima intitolata “Passio: iL sogno di Dio” con musiche di Antonio Cericola e testi di Maria Paola Bidone, la seconda parte “Resurrectio”, di Piazzolla, Morricone e Cohen. Si esibiranno il Coro e Orchestra femminile “Le Muse”  

 

 

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