Lunedì, 24 Luglio 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 12 Aprile 2017

Le vacanze sono in cima alla lista dei desideri degli italiani, un "bisogno essenziale" tanto che il 76% di loro è disposto a risparmiare su pranzi e cene al ristorante pur di fare un viaggio, il 61%o sulla cultura e il tempo libero e il 35% è pronto a risparmiare anche sul carrello della spesa. È quanto emerge dalla ricerca 'Le intenzioni di viaggio degli italiani per l'estate 2017', realizzata da Coop per il suo portale (www.italiani.coop) e presentata a Milano in occasione del lancio con Viaggi Coop del nuovo piano industriale di Robintur. Il periodo di rilevazione va dal 27 marzo al 3 aprile 2017 su un campione di mille interviste. Nel 2017 sono il 10% in più gli italiani che intendono andare in vacanza nel periodo estivo, rispetto a quelli che lo hanno fatto nel 2016.
Una persona su due ha già prenotato o lo farà a breve (52%), crescono del 28% le intenzioni di viaggio per vacanze itineranti e all'insegna della natura.

Fino al 21 aprile è possibile presentare la domanda per rottamare una o più cartelle di Equitalia, che potranno così essere pagate con sconti su sanzioni e interessi in cinque rate in 14 mesi. Ma conviene veramente usufruire di questa agevolazione? Secondo l'avvocato esperto in fisco Franco Muratori,  la risposta è "no" e ci sono diversi motivi: bisogna essere "attenti a pagare entro la scadenza fissata, altrimenti verrà annullato il rateizzo". Gli sconti "sono più alti per le cartelle più vecchie e queste, spesso, sono andate in prescrizione". Facendo domanda, si rinnoverebbe la pendenza e sarà quindi obbligatorio versare soldi non più dovuti.

Infine, sottolinea l'avvocato, i rischi concreti che Equitalia possa mettere all'asta la casa, ottenere un fermo amministrativo di un'autovettura o trattenere parte di uno stipendio "sono inferiori nella realtà a quanto percepito dalle persone" che hanno pendenze con l'agenzia di riscossione.

Andando per ordine, c'è la questione delle rate. Muratori spiega che converrebbe aderire all'agevolazione solo se si devono importi bassi e solo se si è sicuri di pagare per tempo le rate. "Complessivamente - ricorda il legale che guida lo studio Muratori and Partners - sono 14 mesi, con cinque scadenze, con le prime due non inferiori a un terzo del totale dovuto. Quindi il 60% dovrà essere pagato entro tre mesi". "A fronte di una parola, 'rottamazione', che fa pensare a chissà quale sconti, in realtà questi sono molto contenuti e riguardano solamente le sanzioni e gli interessi di mora. Ci troviamo quindi nella situazione per cui una cartella da 50mila euro viene ridotta di un 10%, massimo 20%".

Il problema è, continua l'avvocato Muratori, che "nel giro di pochissimi mesi bisognerà pagare la maggior parte di questa somma. Chi non paga le cartelle lo fa perché solitamente non ha soldi e non può addirittura sostenere una normale rateizzazione a dieci anni. Mi chiedo come sia possibile, anche se ci fosse un 50% di sconto, che in 14 mesi si possa provvedere al pagamento dell’intera cartella", osserva Muratori che definisce questa agevolazione "un'arma a doppio taglio, che consiglio a pochissimi, solo a chi facendo i conti ha i soldi per pagare".

C'è poi il "paradosso", così lo definisce l'avvocato, del debito prescritto che tornerebbe in vita: "Le cartelle che se rottamate hanno un effettivo risparmio sono quelle più vecchie, vicine al 2000. Nella maggior parte dei casi sono però andate in prescrizione. C'è quindi il paradosso che abbiamo uno sconto più forte solo là dove il debito non è più esistente perché prescritto".

Sulla questione, Muratori chiarisce anche il perché: "Equitalia si basava fino allo scorso autunno sull'assunto che la prescrizione fosse di 10 anni perché veniva riconosciuta un'analogia tra l'emissione di una cartella e una sentenza. A sezioni riunite, però, la Cassazione ha chiarito che la sentenza è una cosa, la cartella è un'altra. Semmai trovo assurdo che servano le sezioni riunite per stabilire un problema così semplice", commenta.

E i rischi di vedere la casa all'asta o una trattenuta di una parte dello stipendio? Ci sono, "ma non sono così reali come in tanti pensano. Spesso si sente parlare di suicidi per motivi del genere, ma non serve arrivare a tanto. Siamo presi d’assalto dall’alba a tarda sera dai clienti. In realtà in molti vorrebbero chiedere la rottamazione anche non avendo soldi. Questo perché nell’immaginario collettivo, Equitalia è un problema terribile che toglie il sonno la notte e che porta centinaia di persone al suicidio. Ma non è così".

"Avere un debito con Equitalia - spiega l'avvocato - non comporta particolari problemi per un cittadino, in quanto non è possibile procedere al pignoramento dell’immobile se il debito non è di almeno 120mila euro ed è necessario che questo immobile non sia l’unico di proprietà della persona e che non venga utilizzato come prima abitazione. In caso di debiti inferiori è possibile che venga iscritta ipoteca, ma nessuno toccherà mai l’immobile".

Anche per quanto riguarda lo stipendio, continua Muratori, "i lavoratori dipendenti che percepiscono fino a 2500 euro al mese di stipendio hanno la possibilità di veder pignorata la retribuzione al massimo del 10%. C’è una piccola incidenza che può creare un disagio, ma tutto sommato è abbastanza limitata. Mentre per quanto riguarda i fermi amministrativi, Equitalia può procedere al fermo, ma spesso questo non viene comunicato e in quel caso difficile potersi adeguare a qualcosa di cui non si è a conoscenza", conclude Franco Muratori.

 

«Grooming e poi richieste di sesso in cambio di ricariche. Stiamo vicino ai nostri ragazzi». È l’avvertimento lanciato a genitori, e non solo, dalla polizia attraverso il profilo Facebook “Una vita da social”. Una pratica, quella del “grooming“, spesso protagonista nelle cronache degli ultimi mesi (da Lecce a Ragusa o Biella).

Ecco che cos’è il grooming

Ma cos’è il “grooming”? Si tratta dell’adescamento sessuale di minori attraverso internet, riporta il sito dell’Accademia della Crusca nella sezione domande e risposte. Pratiche a cui si affiancano anche il “sexting” (dalla fusione di “sex” e “texting”, scrivere messaggi), ovvero l’invio di messaggi, immagini o video a sfondo sessuale o sessualmente espliciti con pc, tablet o smartphone, e il cyberbullying o “bullismo virtuale” (compiuto sul web), inteso come «atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate specialmente in ambienti scolastici o giovanili» (Treccani, Neologismi 2008). «Se riflettiamo sull’esposizione personale implicata dalla rete per chi non è in grado di tutelarsi e sullo schermo offerto nel contempo a chi invece voglia approfittarne – si legge sul sito – comprendiamo facilmente la necessità di capire le parole con cui sono formulati i messaggi» sul web e «a maggior ragione – prosegue – affermiamo la necessità di un traducente per “grooming”». Che, suggerisce l’Accademia della Crusca, andrebbe chiamato “adescamento (di minori in rete)”.

 

Si beve sempre di più, si beve sempre più da “giovani”, anzi da ragazzini. I dati del Report elaborato dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità, presentato oggi a Roma in occasione dell’Alcohol Prevention Day, svelano uno scenario inquietante: il fenomeno dell’alcolismo è nettamente in crescita: sono oltre 35 milioni i consumatori over 11 anni di almeno una bevanda alcolica, che evidenziano come il fenomeno sia più evidente tra gli uomini rispetto alle donne con una evidente crescita dei consumi al di fuori dei pasti. A bere fuori pasto sono soprattutto le donne e i giovani, adolescenti e minorenni. «I nuovi modelli del bere proposti dal marketing e dalle mode sostenute negli anni da strategie di mercato sono una realtà ben evidenziata in tutta Europa. L’Italia è oggi sotto l’effetto dell’onda lunga di abitudini di consumo avviate in realtà nord-europee – commenta Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss che elabora i dati per la Relazione al Parlamento del ministro alla Salute appena pubblicata – Tuttavia, grazie a importanti campagne di sensibilizzazione, si è già incominciata a verificare tra i giovani la sostituzione di queste abitudini con alternative culturali più salutari e socializzanti, ad esempio legate al fitness o al cibo».

Alcolismo, aumentano le ubriacature del fine settimana

In Italia il fenomeno del binge drinking – le ubriacature del fine settimana – ha coinvolto all’incirca l’11% dei consumatori e poco più del 3% delle consumatrici, con oltre 3,7 milioni di “binge drinkers” di età superiore a 11 anni e valori massimi registrati nell’adolescenza e tra i 18-24enni, fascia in cui un maschio su 5 e una femmina su 10 bevono fino all’intossicazione episodica ricorrente. Sono i maschi a superare significativamente le femmine in ogni classe di età, ad eccezione degli adolescenti, dei minori per i quali la forbice si restringe accomunando i pari in termini di rischio; una fascia di popolazione per la quale sarebbe attesa una frequenza pari a zero considerando il divieto, rafforzato dall’ultima normativa di febbraio 2017, che vieta vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto 18 anni. Divieto ampiamente disapplicato e che suggerisce una riflessione sull’esigenza di iniziative a supporto del rispetto della legalità. «Dei circa 6 milioni di consumatori rischiosi di bevande alcoliche, e dei 2,5 milioni di consumatrici a maggior rischio che nel 2015 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica riguardo alle quantità da non superare nel consumo di bevande alcoliche, circa 710 mila seguono modalità di consumo che hanno già procurato un danno all’organismo o un’alcoldipendenza – prosegue Scafato – Si tratta di pazienti che si trovano in necessità di un trattamento che oggi è fornito a poco più di 72 mila alcolisti nei 499 servizi alcologici del Ssn. La sfida – conclude – è intercettare il rischio prima che possa evolvere in danno e alcoldipendenza, e quindi far salire la quota dei pazienti in carico ai servizi che oggi intercettano poco più del 10 % di quanti avrebbero necessità di cure specifiche».

 

Secondo mese di votazioni per la II° Edizione “Miglior Pro Loco e Associazione dell’Oltrepo Pavese”. 70.641 voti sono arrivati alla nostra redazione tra Febbraio e Marzo. Guida la classifica provvisoria la Pro Loco di Rovescala con 1.183 voti che scavalca G.A.P Pro Loco Portalbera (prima nelle votazioni di Marzo) che scende al terzo posto raccogliendo 1.108 voti. A chiudere il podio è la Pro Loco di Santa Maria della Versa che con 1.113 voti si piazza al secondo posto. Il concorso è appena iniziato, considerato la poca disparità e il numero di voti che stanno arrivando, tutte le Pro Loco e Associazioni possono puntare alla vittoria. Dal 10 al 30 Aprile (Terza tornata di votazioni) sarà possibile votare sul nostro sito, la Pro Loco o l’Associazione dell’Oltrepo preferita..

 

 PRO LOCO ROVESCALA

1183

PRO LOCO SANTA MARIA DELLA VERSA

1113

G.A.P. PRO LOCO PORTALBERA

1108

PRO LOCO PIETRAGAVINA

1099

ASSOCIAZIONE MUMBEL MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA

1092

PRO LOCO SANTA JULITA SANTA GIULETTA

1084

CIRCOLO AMICI DI CHIUSANI & RAGAZZI DEL PORTICO ROCCA SUSELLA

1081

PRO LOCO ZAVATTARELLO

1078

ASSOCIAZIONE A TUTTA VARZI

1076

PRO LOCO REA

1072

PRO LOCO CLASTIDIUM CASTEGGIO

1068

ASSOCIAZIONE VARZI VIVA

1068

NUOVA PRO LOCO VARZI

1063

PRO LOCO AMICI DI PONTE CRENNA

1058

ASSOCIAZIONE QUELLI DI BOSMENSO

1057

PRO LOCO CASEI GEROLA

1056

PRO LOCO SAN CIPRIANO PO

1050

PRO LOCO VAL DI NIZZA

1048

ASSOCIAZIONE SPINO FIORITO CODEVILLA

1045

PRO LOCO BRESSANA BOTTARONE

1042

PRO LOCO CANNETO PAVESE

1038

PRO LOCO TORRICELLA VERZATE

1036

ASSOCIAZIONE COMPAGNIA TEATRALE G74 OLIVA GESSI

1033

ASSOCIAZIONE LE CAMPANELLE DI SAN COLOMBANO ZAVATTARELLO

1030

ASSOCIAZIONE MAGAZZINO DEI RICORDI ZAVATTARELLO

1027

ASSOCIAZIONE PRESEPE E PASSIONE ZAVATTARELLO

1024

NUOVA PRO LOCO BRONI

1021

PRO LOCO BOSNASCO

1018

PRO LOCO BRALLO DI PREGOLA

1015

ASSOCIAZIONE PROMONTESCANO

1012

NUOVA PRO LOCO LUNGAVILLA

1009

PRO LOCO MOTALDESE MONTALTO PAVESE

1009

PRO LOCO RETORBIDO

1008

PRO LOCO SANTA MARGHERITA STAFFORA

1000

CIRCOLO ANSPI SILVIA DE FILIPPI OLIVA GESSI

997

PRO LOCO BAGNARIA

994

PRO LOCO MONTU BECCARIA

991

PRO LOCO PONTE NIZZA

988

PRO LOCO VOLPARA

985

SOMS PRO LOCO VERRETTO

982

ASSOCIAZIONE CIRCOLO PONTI ARTE BRALLO DI PREGOLA

979

PRO LOCO CALVIGNANO

976

PRO LOCO CASTANA

973

PRO LOCO FORTUNAGO

970

PRO LOCO PROMOLTREPO STRADELLA

967

 VOTA QUI:
http://www.ilperiodiconews.it/homepage/eventi/item/9972-ii-edizione-concorso-miglior-associazione-e-pro-loco-dell-oltrepo-2017.html

 

 

 

 

Un’aggressione violenta, bestiale, forse causata da un’occhiata di troppo o da qualche chiacchiera di paese. Protagonista un giovane di 18 anni di Lavello, in provincia di Potenza, che è stato violentemente picchiato, con una spranga di ferro di circa ottanta centimetri, da un uomo che serba rancore perché geloso della moglie. Il giovane è ricoverato presso l’ospedale di Melfi, con gravi lesioni anche se non è in pericolo di vita, mentre l’aggressore è stato denunciato per lesioni aggravate e minacce.

Stando alla ricostruzione degli agenti del commissariato di polizia di Melfi, il giovane è stato vittima di una brutale aggressione da parte di un 36enne del posto, mosso dalla gelosia per una presunta relazione sentimentale della moglie con il ragazzo. L’uomo ha affrontato il giovane per strada e lo ha colpito con la spranga in ferro in varie parti del corpo. In ospedale la vittima ha subito l’asportazione della milza, compromessa a seguito dei ripetuti colpi, ed ha riportato anche lesioni multiple ed un trauma facciale. Una vera e propria vendetta in stile malavitoso, che rischiava di costare la vita a un ragazzo forse colpevole di aver corteggiato la donna sbagliata.

 

Nel 2016 su 115 morti in incidenti causati da pirati della strada, i pedoni sono stati 54, pari al 47%. È quanto emerge da una ricerca dell’Asaps, l’Associazione degli amici della polizia stradale, presentata in occasione del convegno “Ti voglio bene. La sicurezza stradale cresce con noi”, organizzato da Safety21, al Salone della Giustizia, in corso a Roma. Nel 2015 su 146 morti da pirateria i pedoni furono 76 (record) pari al 52%, secondo l’Osservatorio Asaps. Nel 2014 su 119 vittime mortali conseguenti sempre ad omissione di soccorso i pedoni furono 46, cioè il 39%. Per quanto riguarda gli incidenti ai bambini, nel 2016 sono state 53 le piccole vittime nella fascia d’età da zero a 13 anni, di queste 16 sono deceduti, ovvero il 30% dei bambini che hanno perso la vita sulla strada. Nel 2015 i bambini della stessa fascia d’età deceduti in incidenti stradali furono 42 di cui 9 piccoli pedoni, pari al 21%. Nettamente peggiore la situazione nel 2014, quando i bambini da zero a 13 anni morti in incidenti della strada furono 65 di cui ben 25 piccoli pedoni, 38% del totale. La pirateria stradale, secondo l’Asaps, rimane un fenomeno altamente preoccupante, ma i dati dell’Osservatorio per il 2016 forniscono una interessante chiave di lettura: con la legge sull’omicidio stradale, in vigore già da 9 mesi, crescono gli episodi di pirati della strada ma calano nettamente i morti, pari a 115 rispetto ai 146 del 2015 (-21,2%). Inoltre, diminuiscono i positivi ad alcol e droga.

I pirati? Quasi sempre uomini, spesso sotto l’effetto di sostanze

Gli episodi significativi con almeno un ferito nell’anno appena trascorso sono stati 1.192 con incremento del 9,6% rispetto alle 1.087 fughe del 2015, i feriti sono stati complessivamente 1.428 con un aumento di 174, +13,9% rispetto ai 1.254 ingressi al pronto soccorso dell’anno precedente. Il numero delle vittime mortali fa invece segnare un netto calo: nel 2016 i morti causati da pirati della strada sono stati 115. I positivi ad alcol e droga fra i pirati individuati sono in calo. Nel 2016 sono stati complessivamente il 15,3%, mentre nel 2015 erano stati il 17,5%. Restringendo poi il focus alle piraterie mortali nel 2016 sono state il 22,6% mentre nel 2015 erano state il 24,7%. L’identikit del pirata? Sempre lo stesso. Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini di età varie, quasi sempre sotto i 50 anni (solo 76 le piratesse, ma sono 19 in più rispetto alle 57 del 2015 e una percentuale dell’11,5% rispetto al 9,3% dell’anno prima) spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità. Hanno rilievo consistente il timore di perdere i punti della patente e lo stesso documento di guida. Significativi anche i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false.

 

Andava in classe con minigonna, stivaletti e borsetta arancione perché non voleva nascondere la sua parte femminile. Così un professore transgender aveva destato subbuglio e polemiche, lo scorso novembre, all’istituto per Geometri Carlo Scarpa di San Donà nel Veneziano. Ai suoi studenti, increduli dinanzi al suo caschetto biondo, aveva chiesto: “Chiamatemi Cloe”.  Il caso, segnalato da un genitore all’assessore all’Istruzione Elena Donazzan, non aveva avuto conseguenze per il trasgressivo docente.

Ora però l’insegnante è stato sospeso perché, oltre al travestimento, sue foto sono apparse in un sito hard in cui si offrivano servizi a pagamento. O almeno così sostiene chi ritiene di avere riconosciuto “Cloe” in quelle immagini. La notizia è stata riportata dal Giornale di Vicenza. E’ ancora Elena Donazzan, cui è giunta la segnalazione, a spiegare: «La segnalazione a me  è pervenuta in forma anonima con l’invio di fotografie oscene. Mi chiedo se non fosse possibile prevenire tale scabrosa situazione, se non si potesse comprendere che quella persona non era esattamente la più indicata ad insegnare».

La scuola mantiene il più stretto riserbo con l’indicazione che il comportamento dell’insegnante fino ad oggi «è sempre stato irreprensibile». «Indirizzerò al ministro dell’Istruzione una riflessione in merito al reclutamento ed alla abilitazione degli insegnanti – ribadisce Donazzan – credo infatti che, unitamente al titolo di studio, alla valutazione sulla capacità didattica, debba esserci anche un giudizio sulla probità e moralità del docente».

 

Andrea "Tigo" Salviotti, il quarantenne pilota di rally godiasco-salicese, pone molte speranze per una grande stagione agonistica 2017. Forte di un'esperienza invidiabile, grazie alla partecipazione ad oltre cento rally in carriera, il popolare "Tigo" ha pianificato e annunciato i rally ai quali parteciperà quest’anno. La prima gara sarà a Cervesina che lo vedrà ai nastri di partenza con una performante Mini Cooper al Motors Rally Show dove le speranze e le possibilità per un ottimo piazzamento sono concrete.

Durante la stagione invernale il pilota ha effettuato alcuni test, utili anche come allenamento, con la Peugeot 207 S200, con la Fiat Punto S1600 e con la Renault Clio S1600. Questi allenamenti/test dimostrano la voglia del Tigo di prepararsi in modo molto professionale a questa stagione. Dopo la gara di Cervesina è prevista la partecipazione a maggio al Rally Day Cremona, quindi a luglio l’appuntamento casalingo al 4 Regioni Storico, che lo vedrà al volante di Fiat Uno Turbo.

A settembre trasferta in montagna, in Val d’Aosta, al Rally des Alpes du Mont Blanc, quindi continuerà la sua avventura alpina partecipando al Rally della Valtellina. Prima della fine dell’anno un altro rally è in fase di definizione e potrebbe essere un rally di importanza nazionale che vedrebbe Salviotti impegnato contro i più bei nomi del rallismo italiano, per la gioia dei suoi numerosi fans. La "passionaccia" del "Tigo" non lo vedrà impegnato solo  come pilota, ma anche come concreto aiuto all’ACI Pavia per organizzare il 4 Regioni Storico, rally che ha la sua base logistica proprio nella sua Salice Terme.

A questo proposito abbiamo voluto chiedere ad Andrea Salviotti quali sono i suoi obbiettivi e le sue speranze per il rally di casa: "il 4 Regioni ha un sapore speciale, perché grazie a questo rally ho iniziato ad avvicinarmi a questa disciplina sportiva. Quest’anno sarò alla partenza con una Fiat Uno Turbo, macchina che potrebbe permettermi di lottare per la vittoria di classe anche se il mio primo obbiettivo, soprattutto in questa gara, è divertirmi e divertire i miei tifosi. Quest’anno il 4 Regioni è un palcoscenico importante non solo per me ma anche per i miei partners pubblicitari, un risultato positivo in questa gara sarebbe per me la ciliegina sulla torta per questa stagione sportiva".

Il 4 Regioni Storico si corre a luglio, ma l’immediatamente prossimo appuntamento è a Cervesina.

"È la prima volta che corro con la Mini Cooper ed è la prima gara dell’anno, per tanto, pur avendo effettuato alcuni test  per allenamentoi durante la stagione invernale, per evidenti ragioni non ho ancora il totale  spirito agonistico, che è dato solamente dalla partecipazione a diversi rally. Sono però ragionevolmente certo di trovare immediatamente un buon feeling con al vettura che avrò a disposizione e un risultato positivo lo ritengo alla mia portata".

 

 "Egregio Direttore, desidero lanciare un appello a favore di tutte le commesse e i commessi dei supermercati affinché godano del diritto di avere la domenica libera per trascorrerla in famiglia. Noi clienti, ma tutti lavoratori quanto loro, dobbiamo difendere lo stesso diritto! Abbiamo tutti i giorni, dal lunedì al sabato fino a tarda ora, la possibilità di recarci a fare la spesa, nessuno quindi può addurre scusanti. I supermercati possono benissimo stare chiusi di domenica non dovendo rispondere ad esigenze così urgenti, come possono essere le emergenze per salute, disastri, interventi vitali o eccezionali! Gli orari dei supermercati sono già molto agevolati per tutti i lavoratori e pure loro i commessi hanno il diritto-dovere di stare con i propri cari, come tutti noi. Che cosa ne fanno del riposo settimanale quando hanno i figli a scuola? Lo Stato deve tutelare l'unità della famiglia. E lo Stato siamo tutti noi. Cerchiamo di essere la loro voce concreta. Non presentandoci ad acquistare i viveri di domenica! Cerchiamo almeno in questo di essere solidali tra di noi. Aiutiamo i nostri concittadini a trascorrere la festa in famiglia, ne hanno il diritto. A nessuno è mai mancato nulla sulla tavola, quando i negozi alimentari erano chiusi di domenica! Qualcuno può contestare questa verità? Cerchiamo di essere meno egoisti e superficiali."

 Maria Grazia Malaspina - Voghera

 

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