Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Giovedì, 09 Marzo 2017

Mai accettare 'l'ultimo appuntamento' con l'ex, è il più pericoloso e spesso quello fatale. Maria Carla Bocchino, responsabile della sezione donne e minori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, lo ripete come un mantra. Si occupa da anni di donne maltrattate, abusate, violentate, spesso dal partner, ed è convinta che, in particolare, la legge sullo stalking, aiuti ma, dice: "molto c'è ancora da fare". Sono passate solo poche ore dall'8 marzo e il bollettino di guerra dei femminicidi segnala già nuovi casi. "Le donne spesso sono convinte di riuscire a gestire la separazione, pensano di poter convincere l'uomo ad accettare la fine di una storia - racconta - ma in molti casi non è così". "Anche le più razionali si lasciano coinvolgere emotivamente, hanno difficoltà a riconoscere l'uomo violento - spiega - e non danno peso ad atteggiamenti che dovrebbero essere invece un campanello d'allarme". "Un esempio? Il comportamento dell'uomo nei confronti degli animali di casa. L'insofferenza, il fastidio nei loro confronti, la trascuratezza, sono segni di una natura potenzialmente violenta". Dunque, "le donne vanno aiutate a capire il pericolo e a difendersi".

"Penso ad esempio - aggiunge - all'importante lavoro fatto in collaborazione con i medici dei pronto soccorso per riconoscere quando una donna, per paura, nasconde la violenza, dichiarando di essere caduta dalle scale". "In genere l'uomo che l'ha picchiata è lì fuori, l'ha accompagnata in ospedale e per questo è difficile che lei abbia il coraggio di denunciarlo. Il compito diventa dei medici e nostro". Una storia emblematica è rimasta nel cuore e nella mente di Mara Carla Bocchino "quella di una donna potentina - racconta - che avevamo pensato di riuscire ad aiutare. Ci aveva avvertito che il suo compagno era violento, la picchiava. Poi, accettò l'ultimo appuntamento e non ci avvertì. Da quell'incontro non è mai tornata".

 Un altro fronte su cui lavorare sono i bambini "perchè - aggiunge - da grandi non reiterino atteggiamenti violenti appresi in famiglia". E, infine, c'è l'uomo violento, l'abusante. "Per loro - sottolinea - servirebbe rendere obbligatorio, come corollario ad ogni sanzione, un percorso di recupero per evitare almeno le recidive". "Esistono già - avverte Maria Carla Bocchino - dei centri per uomini maltrattanti, specie al centro-nord ma sono tutti affidati al volontariato e andrebbero invece sostenuti e incrementati". "Non è una garanzia che l'uomo non torni ad abusare o maltrattare - aggiunge - ma è almeno si comincia a lavorare su di lui e con lui".

 

Michela Poggi, coordinatrice di distretto per la caccia ai daini e ai caprioli nell'ATC 5, una zona che va dal comune di Godiasco-Salice Terme fino al comune di Brallo di Pregola. Sono iniziati i controlli sui capi presenti in ATC per poter stilare il piano di abbattimento annuale. I selecontrollori si ritroveranno per diverse uscite come da calendario fruibile sul sito web dell'ATC.

La possibilità di poter partecipare a queste operazioni è allargata anche ai non cacciatori. Per la prima volta dopo quasi un secolo il cacciatore torna ad essere la guida per tutti coloro che amano vivere la natura documentandola con le fotografie o con prese di visione diretta. È la stessa esperienza che fecero i grandi naturalisti del '700 e dell'800 che nelle loro escursioni in giro per il pianeta erano sempre accompagnati dai cacciatori locali.

Si è aperta la stagione dei controlli, come è stata la prima uscita?

"A fine febbraio sono iniziati i censimenti degli ungulati nella parte alta dell’ATC 5  nei Distretti: D6 – Menconico-Romagnese, D7 – Brallo, D8 - Santa Margherita Staffora. Io faccio parte del D6 e ne sono il Coordinatore. In questi Distretti dove la superfice è per la maggior parte boschiva si effettua il tipo di censimento detto “conte dirette in bosco” (non si possono contare gli animali nei campi) e la prima uscita è stata positiva. Non ho ancora i dati definitivi che devono essere elaborati dai naturalisti professionisti che ci supportano. Dalle schede di rilevamento ho notato un buon numero di avvistamenti di caprioli, alcuni cinghiali e anche qualche daino". 

Chi può partecipare?

 

"Ai censimenti  partecipano i selecontrollori (sono cacciatori che hanno frequentato un corso specifico ed hanno ottenuto un'abilitazione per la caccia di selezione e il censimento degli ungulati), in affiancamento possono partecipare anche gli amanti della natura, chi desidera fotografare ed osservare animali selvatici nel loro ambiente naturale".

 

Come si calcola una popolazione di selvatici attraverso gli avvistamenti?

 

"Come ho anticipato il calcolo viene effettuato dai tecnici faunistici ed è complicato, si deve tener conto della superficie censita con gli avvistamenti e rapportarla alla superficie utile cacciabile del Distretto, ai capi abbattuti nell'anno precedente, ai capi investiti dalle macchine ed altre variabili".

 

Le popolazioni di daini e caprioli sono in crescita?

 

"La popolazione dei caprioli in questi ultimi anni è aumentata molto mentre i daini contati nel Distretto non sono tanti non essendo territoriali come i caprioli si spostano anche di molti chilometri ed è difficile definirne l'aumentata presenza".

 

Come si svolge la caccia?

 

"La caccia di selezione è, per la maggior parte, una caccia individuale. Il selecontrollore dopo aver effettuato i censimenti viene ammesso in una graduatoria del Distretto, acquisisce il diritto di accesso al prelievo dei capi e gli vengono consegnati i contrassegni numerati inamovibili (fascette). Il Coordinatore di Distretto assegna una zona e il cacciatore prima dell'apertura della stagione venatoria esce parecchie volte per conoscere il territorio e per individuare i capi che gli sono stati assegnati. In genere si parte al mattino quando è ancora buio per recarsi nella zona di avvistamento e si aspetta di solito due ore dopo il sorgere del sole. Se non si trova il capo assegnato si ritorna al pomeriggio due o tre ore prima del calar del sole. Si va avanti così a volte per giorni prima d'incontrare l'animale assegnato. Quando si è abbattuto l'animale si appone la fascetta al tendine di achille dell'arto posteriore  e si porta al centro di controllo del Distretto dove è presente un biometrista che esegue i necessari rilevamenti biometrici e sanitari per redigere il verbale di abbattimento".

 

Gli agricoltori lamentano gravi distruzioni dei raccolti e dei boschi da parte degli ungulati come se ne esce?

 

"Purtroppo questa è una realtà in quanto i caprioli ed i daini oltre all’erba, grano, orzo e insalata sono ghiotti delle gemme tenere delle piante e delle viti. Ciò fa si che nei boschi e nelle vigne viene rallentata la crescita arborea. L’ATC e le associazioni degli agricoltori mettono a disposizione dei dissuasori per chi coltiva gli ortaggi, i frutti e per le vigne ma è impossibile posizionarli dappertutto. In alcune zone della pianura su richiesta degli agricoltori viene utilizzato l'art. 41 della legge regionale sulla caccia  che consente d'intervenire con prelievi fuori stagione dei selvatici".

 

Quali sono i periodi di apertura alla caccia di selezione?

 

"La caccia di selezione inizia a Giugno e termina a metà Dicembre con una chiusura per il periodo riproduttivo dal 15 Luglio al 15 di Agosto". 

 

Fra tutti i tipi di caccia quella agli ungulati con fucili a canna rigata è la più sportiva, un cacciatore, un capo, un colpo, ci sono molti appassionati?

 

"Da alcuni anni i selecontrollori sono in costante aumento, è un tipo di attività venatoria che ti impegna praticamente tutto l'anno al di là che tu esca per fare i controlli o per fare le conte, hai motivo di stare nell'ambiente che più ami, la natura". 

 

C'è un turismo venatorio legato a questo tipo di caccia?

 

"Certo, il selecontrollore inizia a febbraio con i censimenti poi c'è la ricerca del capo assegnatogli e da Giugno a Dicembre la caccia. Come ho detto precedentemente ci si alza alle 4/5 del mattino  si rientra alle 9/10 di sera, chi  non abita in zona si ferma per forza di cose a mangiare e a dormire".

 

Diamo un pò di numeri, quanti capi di ungulati per specie sono stati abbattuti nel 2016?

 

"Purtroppo non ho ancora i dati ufficiali dei capi abbattuti nel 2016 ma a mio parere i piani di abbattimento degli ungulati sono stati rispettati, dovremmo essere in linea con gli anni passati con un abbattimento dell 80-90% della quota assegnata".

 

Come si è avvicinata a questo tipo di caccia?

 

"Fin da giovane mi piaceva la natura, i cani e gli animali selvatici. Mio padre era un cacciatore, quando mi sono fidanzata ho trovato una famiglia di cacciatori che mi ha incoraggiato e sostenuto in questa passione. Ho preso il porto d'armi per uso venatorio e ho praticato quasi tutte le caccie. Dopo aver partecipato a diversi corsi fatti dalla Provincia di Pavia (Capo Caccia squadra Cinghiale, Selecontrollore, Biometrista, Accompagnatore) mi sono appassionata alla caccia di selezione e da quando hanno concesso alla nostra ATC  di effettuare i prelievi sugli ungulati ho optato per questo tipo di attività venatoria".

 

Che tipo di attrezzatura si usa?

 

"Per la caccia di selezione ai caprioli o ai daini vengono usate carabine a canna rigata bolt action, i monocanna rigati kipplauf e dove è permessa la caccia vagante i combinati. Sono necessari una buona ottica, un cannocchiale per lunghe distanze, un telemetro, un treppiede, un coltello affilato, e uno zaino da caccia". 

 

Come tradizione la caccia agli ungulati è diffusa in tutto il nord Europa e negli Stati Uniti, la consiglierebbe a chi si avvicina per la prima volta all'arte venatoria? 

 

"Non sono d’accordo con il perdere le caccie tradizionali ma purtroppo sono convinta che per il futuro, causa lo spopolamento delle nostre zone montane, dove il maggior numero dei campi che erano lavorati adesso sono incolti, la lepre, la pernice ed il fagiano non trovano più l'abitat idoneo, pertanto la caccia di selezione può essere una soluzione e la consiglierei a tutti coloro che intendono intraprendere l’attività venatoria. Mia figlia ha 19 anni, l'anno scorso ha preso il porto d'armi uso caccia e quest’anno frequenterà i corsi per la caccia al cinghiale, i corsi  da selecontrollore e biometrista. Prima di diventare un cacciatore il selecontrollore diventa un profondo conoscitore della natura".

 

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Michele Rossetti, interviene in merito a svendite che vanno affrontate con strumenti nuovi: "E' ora di dare un giro di vite al meccanismo dei controlli presso i punti vendita. Per noi tutela significa marchiare tutta la DOC con la fascetta di Stato, restringere la zona d'imbottigliamento e vinificazione, ridurre le rese dell'IGT e intensificare i controlli chiedendo ai produttori di avere il massimo senso di responsabilità. Questo abbiamo scritto, dopo un anno e mezzo di lavoro, sulle bozze dei nuovi disciplinari". Non finisce qui. Rossetti annuncia che sta per essere siglato un protocollo d'intesa aggiuntivo a salvaguardia dei produttori tutelati dal Consorzio: "L'innalzarsi dei fenomeni di 'taglio prezzo' in grande distribuzione e discount, oltre alle osservazioni pervenute alla mia attenzione in merito agli standard scarsi di alcune etichette di vini a denominazione, hanno indotto il Consorzio a chiedere un giro di vite a Icqrf. E' già sulla scrivania del direttore la bozza di un'intesa finalizzata a circoscrivere fenomeni lesivi dell'immagine dei nostri produttori".

Rossetti ricorda: "Sul nostro sito web, alla voce  'Consorzio', c'è il link che dà accesso a una pagina dalla quale chiunque ha la possibilità di farci pervenire segnalazioni che, una volta vagliate, vengono immediatamente girate agli organismi di controllo competenti. La complessità e la dimensione del mondo produttivo oltrepadano sono ragguardevoli e dunque abbiamo sempre chiesto collaborazione a tutti".

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese riassume le modalità con cui si svolgono i controlli, così come definito ogni anno attraverso il piano autorizzato dal Mipaaf secondo i crismi di legge: "All'ente certificatore, Valoritalia, spettano i controlli e l'iter che va dalla vigna alla vinificazione passando per la certificazione a DOC/DOCG di ciascun vino. Noi siamo responsabili della vigilanza di mercato, ovvero dei controlli a campione presso piccola, media e grande distribuzione. Quest'anno saranno estesi anche ai siti di e-commerce. Tali verifiche sono svolte da un esperto tecnico agronomo, secondo una procedura scandita dalla normativa vigente. Ogni anno inviamo svariate segnalazioni a Icqrf che si traducono in verifiche e sanzioni, anche molto pesanti. Per noi è normale amministrazione, ma ora serve dare un segnale aggiuntivo".

 

 Oltre alla famiglia e al lavoro, tre erano le sue altre grandi passioni: la fotografia, la montagna e i rally, questi ultimi li ha scoperti seguendo l'amico e reporter Lorenzo Delucchi, con il quale per anni ha solcato le prove speciali più affascinanti dei rally noti e meno noti, ma che reputava tutti importanti in eguale misura, immortalando le prodezze di grandi campioni del volante e di tanti "pilotini" che, come lui, vivevano la grande avventura del Rally. I suoi 55 anni mai raggiunti, l’amore e la dedizione per la moglie Giuliana e i figli Gloria e Federico, addosso tanta voglia di vivere e di fare e, in corpo, ancora tanto affetto e generosità da donare.

 Massimo Sala ha lasciato tutto questo, perdendo purtroppo lo scatto fondamentale nella corsa più importante della sua vita. Il tutto è avvenuto nel più profondo silenzio sotto una candida nevicata che ai primi di febbraio, ha coperto con il suo manto la dimora in cui, a San Giovanni Piumesana, piccola frazione a ridosso di Godiasco, ha lottato sino all’ultimo con dignità, tra il dolore composto dei suoi cari, l’affetto della sua gente e dei suoi tanti amici delle 4 ruote che non l’hanno voluto lasciare solo in quell’ultimo viaggio. Troppo piccola la chiesa di San Giovanni per accogliere tutti. Sul sagrato, in mostra, mute, quiete e tristi, alcune di quelle vetture da rally che Massimo ha tanto amato e inseguito per anni con il suo teleobiettivo, tanto da farlo diventare uno dei più importanti fotoreporter della rivista Racing & Drivers. Erano lì, fredde e immobili come sculture marmoree sepolcrali, sul cofano l'ultimo messaggio di saluto: "Passeranno giorni, mesi, anni, ma il ricordo di una persona speciale come te, rimarrà sempre nei nostri cuori…Ciao Massimo".

 Attorno ad esse, i piloti che apprezzavano in Massimo, tra le tante cose, la sua stupenda simpatia e disponibilità.

 Quel giorno il mondo si è fermato per un istante, sembrava quasi volesse cadere nell’abisso del nulla. Per un attimo si è smarrito ogni riferimento reale, la mente si è messa a correre nelle vie del passato quasi a catturare, per fissarle nel tempo, quelle immagini di chi ha camminato nello stesso mondo fianco a fianco. Massimo se né andato lasciando un vuoto incolmabile per i suoi cari, ma anche per gli amici che dal mondo dei rally lo piangono. A loro, e non solo, mancherà la sua generosità, la sua serietà e dedizione in tutto ciò che faceva. L'Automobilismo non lo dimentica.

 

Crescere divertendosi questa è la formula adottata da Mauro Pelagalli,  direttore organizzativo dell'FBC Casteggio Calcio, settore giovanile. Da ben sette anni ricopre questo ruolo a cui dedica tempo professionalità e tanto entusiasmo. 

Nel settore giovanile dell'FBC Casteggio Calcio ci sono tutte le squadre, dalla scuola calcio agli allevi, 200 tra bambini e ragazzi suddivisi in: 3 Squadre di Pulcini, 2 Squadre di Esordienti, 2 Squadre di Giovanisssimi e 2 Squadre di Allievi. Questi sono i numeri del nutrito settore giovanile dell'FBC Casteggio Calcio, che con la prima squadra milita nel campionato di Promozione. Questa Società, nata sette anni fa nel 2009, è partita dalla terza categoria e con un immenso lavoro di professionalità e di cuore è arrivata in Promozione e così negli anni, in parallelo, si sono raggiunti numeri e traguardi importanti anche nel settore giovanile. 

Pelegalli quali sono le maggiori difficoltà nello svolgimento del suo lavoro?

"Di difficoltà ce ne sono e tante, ad esempio reperire i campi per gli allenamenti, anche se fortunatamente abbiamo trovato la disponibilità  del campo comunale di Casatisma. Altra difficoltà spesso e volentieri è trovare la disponibilità volontaria e gratuita dei genitori; è concepibile, non sempre per motivi di lavoro si può prendere questo impegno, che se preso, deve essere costante".

Qual è la percentuale dei ragazzi che dal settore giovanile riescono poi ad esordire nella prima squadra?

"Quest'anno ad esempio sono sei i ragazzi  che sono saliti in prima squadra e per noi è un gran successo". 

Nella sua carriera ha mai portato qualcuno dei suoi ragazzi a giocare a livello professionista?

"Spero possa succedere, per ora siamo ancora troppo giovani per certi traguardi".

Cosa ne pensa del "fenomeno" calcio mercato nel settore giovanile che porta un ragazzino ad indossare la maglia che gli conviene di più?

"Purtroppo succede. Noi come società cerchiamo di dare una buona preparazione, con allenatori qualificati,  poi dipende molto dall'ambizione del ragazzo e dei suoi genitori". 

E' successo che qualche altra squadra oltrepadana "vi portasse via" qualcuno dei vostri ragazzi?

"Succede, fa parte del calcio".

Cosa chiede ai "suoi" allenatori e ai "suoi" bambini?

"Allenare ed educare i giovani al gioco è una miscela fatta di tecniche, tattiche educative, psicologiche e comunicative in base all'età a cui ci si rivolge. Ai nostri allenatori la società chiede questo tipo di professionalità. I ragazzi devono crescere imparando il rispetto delle regole del vivere insieme, a condividere, il rispetto verso gli adulti, gli avversari e i compagni. Devono divertirsi, impegnandosi  e condividendo regole e gioie, uscendo dalla fase di egocentrismo che caratterizza  i ragazzi in questa fase pre e adolescenziale".

 

Per risparmiare sulle bollette della luce molto spesso basta solo mettere in pratica alcuni piccoli ma importanti accorgimenti. Come spiega l'Unione Nazionale Consumatori, per risparmiare energia elettrica è infatti prima di tutto fondamentale il comportamento consapevole di chi abita in casa, non sempre cosciente di quanti kilowattora vengono registrati dal contatore. Per questo, l'Unc ha stilato una lista salva-risparmi per ogni elettrodomestico fra i più comunemente utilizzati. Dalla tv al frigorifero, passando per lavatrici, forno e scaldabagno, ecco i consigli per un uso consapevole dell'elettricità:

FERRO DA STIRO - Un ferro da stiro - avverte l'Unione Nazionale Consumatori - può avere una potenza di 1 kW oppure di 1,5 kW: nel primo caso, la potenza assorbita, cioè il consumo segnato dal contatore, sarà di 1 kW per ogni ora in cui si adopera l’apparecchio (1 kWh), nel secondo caso di 1,5 kW ogni ora di accensione (1,5 kWh). Se un ferro da stiro funziona contemporaneamente a un forno elettrico che ha una potenza di 2,5 kW, è probabile che il contatore non regga il carico e, quindi, l’interruttore si abbasserà automaticamente interrompendo il flusso di corrente. Comunque, per accertarsi di quant'è il consumo di un elettrodomestico, basta leggere la targhetta che i trova su ogni apparecchio che ne indica la potenza, oppure il libretto di istruzioni. A volte l'indicazione è in watt (W), che corrisponde a un millesimo di kilowatt (kW). LAVATRICE - Normalmente le lavatrici consumano intorno ai 2 kWh, per ogni ciclo di lavaggio. Per risparmiare energia - consiglia l'Unc - è bene utilizzare la lavatrice solo a pieno carico, altrimenti servirsi del tasto mezzo carico. Occorre anche separare il bucato in base al tipo di tessuto e di sporco e scegliere correttamente il programma. Per la biancheria non molto sporca, evitare il prelavaggio: in questo modo si risparmieranno energia, acqua e detersivo. Preferire i programmi di lavaggio a temperature non elevate. Lavare a 90° solo biancheria veramente molto sporca e molto resistente: questa temperatura, infatti, comporta elevati consumi di acqua, di detersivo e di energia elettrica (per alzare la temperatura dell'acqua). LAVASTOVIGLIE - Come le lavatrici, anche le lavastoviglie consumano sempre intorno ai 2 kWh. Per risparmiare elettricità - consigliano gli esperti dell'Unc - evitare quindi di utilizzare la macchina per poche stoviglie ed escludere dal programma la fase di asciugatura: aprendo lo sportello e lasciando circolare l'aria si ottengono gli stessi risultati consumando il 45 per cento in meno di elettricità. Riservare il ciclo intensivo solo a carichi con pentole, padelle e pirofile particolarmente sporche. ILLUMINAZIONE - Ovviamente il consumo dipende dalla quantità e dal tipo di lampade utilizzate. E' bene preferire le lampadine a risparmio energetico, (fluorescenti compatte). Costano di più, ma durano anche 8 volte più delle normali lampadine a incandescenza e, soprattutto, consumano fino al 70 per cento in meno. Lo stesso vale per i cosiddetti neon, che però sono adatti solo in determinati ambienti. Le lampadine alogene hanno una durata superiore rispetto alle tradizionali lampadine, ma per il tipo di luce che emanano sono più adatte a illuminare punti ben precisi, perché altrimenti perdono il 20 per cento di luminosità. Negli ambienti in cui si ha bisogno della massima illuminazione - continuano gli esperti -, sostituire i comuni interruttori con i regolatori di intensità luminosa. Esistono anche interruttori automatici che azionano l'illuminazione solo in presenza di persone, per poi interromperla a passaggio avvenuto. In generale, ricordare anche che una lampadina da 100 watt illumina quanto 6 lampadine da 25 watt, ma queste consumano il 50 per cento in più. Meglio allora un lampadario unico, al centro della stanza e con una sola lampadina. Si consiglia anche di tinteggiare le pareti con colori chiari, che riflettono la luce. TV - Questi apparecchi, stima l'Unc, consumano intorno ai 0,2 kWh per ogni ora di utilizzo. E' bene collocare il televisore su un piano ben stabile e in modo da lasciare uno spazio di almeno 10 centimetri tra la parete e il retro dell'apparecchio, per permetterne l'aerazione. Evitare la posizione di stand-by, almeno là dove si può. Lo stesso vale per gli hi-fi. FRIGORIFERO - Questi elettrodomestici consumano intorno a 0,25 kWh per ogni ora di utilizzo. Per evitare una bolletta 'stellare', l'Unc consiglia di collocare il frigo nel punto più fresco della cucina, lontano da fonti di calore, facendo attenzione a lasciare uno spazio di almeno 10 centimetri tra la parete e il retro dell’apparecchio, in modo che sia ben aerato. Si consiglia di riporre i cibi nel frigo ordinatamente e solo dopo che si siano raffreddati, per evitare la formazione di brina sulle pareti. Regolare il termostato su posizioni intermedie: posizioni più fredde fanno aumentare i consumi del 10/15 per cento. Ma non solo. Un altro consiglio utile riguarda l'aprire il minimo indispensabile la porta del frigo ma, soprattutto, fare in modo di tenerla aperta il meno possibile per evitare la dispersione del freddo e, conseguentemente, lo spreco di energia. Occorre inoltre verificare periodicamente il buono stato delle guarnizioni della porta e sbrinare il frigo prima che lo strato di ghiaccio interno superi i 5 millimetri: la brina fa aumentare il consumo. Almeno una volta all'anno - consigliano ancora dall'Unc - per meglio conservare l’efficienza dell'apparecchio e impedire l'aumento di consumi, pulire le serpentine del condensatore. FORNO - Il forno elettrico, stima l'Unione Nazionale Consumatori, consuma intorno ai 2,3 kWh per ogni ora in cui rimane acceso. Durante la cottura bisogna aprire lo sportello il minimo indispensabile e spegnere il forno poco prima che la cottura sia completa, per sfruttare il calore residuo. Pulire accuratamente il forno ogni volta che viene utilizzato. SCALDABAGNO - Il consumo dello scaldabagno dipende dal tipo di apparecchio, ma normalmente si aggira intorno a 1-1,5 kWh per ogni ora in cui rimane acceso. Per risparmiare energia, consiglia ancora l'Unc, è bene regolare il termostato a 45°C in estate e a 60°C in inverno. Gli esperti consigliano inoltre di installare l'apparecchio vicino al punto di utilizzo per evitare inutili dispersioni del calore dell'acqua calda attraverso lunghe tubazioni. Infine, bisogna fare verificare e pulire periodicamente la serpentina per eliminare i depositi calcarei, che riducono la trasmissione del calore aumentando i consumi. ASPIRAPOLVERE - Questo apparecchio consuma circa 2 kWh per ogni ora di utilizzo. Come spiega l'Unc, non è conveniente lasciare acceso l'aspirapolvere a vuoto, quindi prima di iniziare ad aspirare è bene mettere in ordine l'ambiente per rendere più agevole e veloce la pulizia. Se l'aspirapolvere è di quelli a vapore (che hanno un consumo maggiore rispetto a quelli tradizionali e che necessitano di un certo tempo per il riscaldamento), gli esperti consigliano di cercare di dedicarsi a questo compito quando tutta la casa è in ordine e pronta per essere vaporizzata. Sempre nel caso di aspirapolvere a vapore, fare attenzione alla manutenzione: il grande nemico - concludono gli esperti - è il calcare.

Il Senato ha dato il via libera al disegno di legge delega per il contrasto alla povertà, che introduce il reddito di inclusione. La norma farà partire il Piano nazionale contro la povertà, che quest'anno potrà contare su risorse pari a 1,6 miliardi che diventeranno 1,8 miliardi negli anni successivi. Ma cos'è il reddito di inclusione e chi può beneficiarne? Il reddito di inclusione, detto anche Rei, è una misura varata per assicurare il sostegno economico in modo progressivo a tutte le famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta, a partire dei nuclei con bambini. Oggi si stima che le famiglie che vivono in tale condizione siano circa 400mila unità, pari a un milione e 770mila individui. La delega prevede anche il riordino di altre prestazioni assistenziali come la vecchia carta sociale per minori e l'assegno di disoccupazione Asdi, in modo tale da ridistribuire le risorse a disposizione per allargare ulteriormente la platea dei beneficiari. Il reddito di inclusione andrà a sostituire il Sia (Sostegno per l'inclusione attiva), una misura nazionale di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un beneficio economico, condizionata all'adesione a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, in favore delle famiglie in condizioni di fragilità sociale e disagio economico. Oggi il Sia ammonta a 400 euro al mese, ma l'importo per il reddito di inclusione potrebbe aumentare. A caratterizzare il disagio economico si dovrebbe considerare un Isee inferiore o uguale a 3.000 euro, oltre all'assenza di altri trattamenti economici rilevanti. Ogni nucleo familiare riceverà mensilmente la somma necessaria a colmare la differenza tra la soglia di povertà e il proprio reddito disponibile. L'importo del 'bonus' erogato verrà calcolato in base al numero dei componenti del nucleo familiare rispettando il principio guida del provvedimento: raggiungere un livello di vita "minimamente accettabile". Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni l'approvazione della legge delega sulla povertà è vero e proprio "passo avanti", come ha commentato il premier sul proprio account Twitter: "Approvata la legge sulla povertà - scrive Gentiloni - Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Impegno sociale priorità del Governo".

 

Nike ha creato per le atlete musulmane il regalo che aspettavano da anni: il velo per lo sport, un hijab in materiale super tecnico, traspirante e modellabile. "Pro hijab" - questo il nome - arriverà sul mercato all'inizio del prossimo anno ed è il risultato di un anno di lavoro che ha visto il colosso dell'abbigliamento sportivo collaborare con atlete musulmane del calibro della pattinatrice Zahra Lari o di Amna Al Haddad, campionessa olimpica di sollevamento pesi degli Emirati arabi. Durante una visita nel laboratorio Nike in Oregon, la sportiva aveva confidato di sentirsi a suo agio con un solo hijab e che per questo motivo è costretta a lavarlo tutte le notti durante le gare.  L'hijab sportivo risponde a un'esigenza a lungo trascurata: le atlete musulmane sono costrette a indossare i capi tradizionali in cotone, tessuto che trattiene il sudore e l'umidità. L'hijab di Nike è traspirante, leggero e si può stringere a seconda delle necessità. Chi fa pattinaggio artistico, ad esempio, deve indossarlo molto stretto per evitare che si sposti durante le piroette. Dettaglio prettamente estetico, sarà disponibile in tre colori: nero, grigio e ossidiana. Pro-Hijab è nato da una richiesta delle atlete di ideare un capo che permettesse loro di lavorare meglio", ha spiegato ad al Arabiya Megan Saalfeld, portavoce di Nike. Con questa iniziativa, il colosso americano auspica di 'convertire' sempre più musulmane nelle discipline sportive. In Paesi come il Regno Unito, la percentuale di donne musulmane nello sport è molto bassa proprio a causa di una scarsa offerta di abbigliamento sportivo adeguato. Mentre Zahra Lari ha annunciato il lancio di Pro-hijab con un entusiastico post su Instagram, dicendosi orgogliosa di aver fatto parte del progetto, altri utenti accusano il brand di non aver fatto nulla di così rivoluzionario. "Prima ancora di Nike "altre case di abbigliamento sportivo avevano offerto una versione sportiva dell'hijab, come CapstersResporton-Hijab e Friniggi"

Spesso, quando la cena è già in tavola, ci si sente dire che quel piatto è lo stesso mangiato a pranzo alla mensa scolastica, cosa spiacevole,  a nessuno piace mangiare la stessa cosa due volte nello stesso giorno. Proprio per evitare 'incidenti' del genere una mamma che abita a Perugia, ha pensato a Scuolamenu, una app immediata, gratis e personalizzabile (con una foto del bimbo) che ti dice in tempo reale cosa ha mangiato a scuola tuo figlio. L'idea c'era e, lavorando per la Micra Software & Services, azienda che realizza software su misura, è riuscita a sviluppare il suo progetto. Disponibile per Android e Ios, su Scuolamenu trovi ciò che i bambini mangiano per tutta la settimana. Tutto è iniziato inserendo un solo menù, quello dell'Istituto comprensivo Perugia 7, che si è 'prestato'. Un'idea senza dubbio vincente, soprattutto per la sua semplicità. Questa non è infatti l'unica app del genere ma il suo pregio è prima di tutto quello di essere davvero alla portata di tutti: basta infatti scegliere la città e la scuola che frequentano i nostri figli, e il gioco è fatto. Inoltre, grazie al passaparola, ci si trovano istituti di tutta Italia: "Al Centro-Nord questa applicazione è diffusa, meno al Sud invece". Ma come si fa a inserire una scuola nella app? "Faccio tutto da sola, sono io che inserisco i menù - sottolinea la mamma - sul sito scuolamenu.it c'è una mail a cui chiunque può inviare il link istituzionale della refezione scolastica del comune di riferimento, perché sia affidabile, che verrà aggiunto agli altri".

Su 4 milioni di famiglie potenzialmente beneficiarie ne hanno usufruito, almeno una volta, circa 2 milioni, eppure, chi ha un reddito basso può accedere al bonus sociale per elettricità e gas, e avere così una riduzione sui costi delle bollette. Si tratta di uno sconto sulla bolletta, introdotto dal governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico con la collaborazione dei comuni, e che assicura un risparmio sulla spesa per l'energia alle famiglie in condizione di disagio economico e fisico e alle famiglie numerose. Il bonus è previsto per le famiglie con ISEE non superiore a 8.107,5 euro o per famiglie numerose (con più di 3 figli a carico) con ISEE non superiore a 20mila euro. Ogni nucleo famigliare che abbia i requisiti può richiedere per disagio economico sia il bonus per la fornitura elettrica che per la fornitura gas. Se invece in casa vive un soggetto in gravi condizioni di salute e che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico, la famiglia può richiedere anche questa agevolazione. Per presentare la domanda occorre recarsi presso il comune di residenza o presso un altro ente designato dal comune, come il Caf o le comunità montane, servendosi degli appositi moduli. Per presentare la domanda occorre avere un documento di identità, l'eventuale allegato di delega (se la domanda è presentata da un delegato e non dall'intestatario della fornitura), il modulo compilato (anche se si richiede un solo bonus è sufficiente compilare i riquadri relativi alla sola fornitura, elettrica o gas, per la quale si sta facendo la domanda di agevolazione), l'attestazione ISEE in corso di validità, l'allegato con i componenti del nucleo ISEE, e l'allegato per il riconoscimento di famiglia numerosa, se l'ISEE è superiore a 8.107,5 euro (ma entro i 20mila euro). Inoltre, è necessario avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura, come il codice POD, composto da lettere e numeri, che inizia con IT e che identifica in modo certo il punto fisico in cui l'energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente finale e la potenza impegnata o disponibile della fornitura. Chi volesse richiedere sia il bonus elettrico sia quello del gas per disagio economico, può utilizzare un unico modulo, allegando i documenti necessari da consegnare in comune o al Caf. Il valore del bonus dipende dal numero di componenti della famiglia anagrafica ed è aggiornato annualmente dall'Autorità. Per l'anno 2017, si legge sul sito 'www.bonusenergia.anci.it', sono stati fissati nuovi valori. Se la famiglia è composta da 1-2 componenti il bonus ammonta a 112 euro, se la numerosità familiare è di 3-4 componenti la somma sale a 137 euro, mentre per una famiglia composta da oltre 4 componenti sono disponibili 165 euro. L'importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un'unica soluzione, ma suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. Ogni bolletta riporta una parte del bonus proporzionale al periodo cui la bolletta fa riferimento. Quando il bonus viene concesso, in bolletta viene inserita un'apposita comunicazione. Quando il bonus è in corso di erogazione, sono evidenziati nella bolletta, nella sezione 'totale servizi di rete - quota fissa', sia l'avvenuta ammissione alla compensazione, sia il dettaglio dell'importo relativo all'applicazione del bonus. Per il disagio economico il bonus è riconosciuto per 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, occorre rinnovare la richiesta di ammissione presentando apposita domanda. In caso di variazioni su famiglia, reddito e residenza, queste possono essere comunicate al sistema al momento del rinnovo. Se durante i 12 mesi di agevolazione, cambia ad esempio il numero dei componenti familiari o la situazione reddituale e patrimoniale del cittadino, queste possono essere recepite solo al momento del rinnovo della domanda di ammissione al bonus. Solo in caso di cambio di residenza durante il periodo in cui è già attivo il bonus elettrico, il cittadino deve recarsi presso il nuovo comune (Caf) di residenza presentando il modulo di variazione residenza. Il bonus viene così trasferito in continuità sul nuovo contratto di fornitura elettrica (che deve essere attivo) fino alla scadenza originaria del diritto.

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