Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Marzo 2017

 Si chiamano Pfas, sono sostanze fluorurate usate per rendere impermeabili al grasso e all'acqua gli imballaggi per alimenti, dal contenitore dell'hamburger ai cartoni della pizza. L'autorità per la sicurezza alimentare in Danimarca ha posto limiti stringenti, ma nel resto d'Europa li ingeriamo senza regole, perché sono ovunque.

I test di laboratorio che Altroconsumo ha condotto per l'Italia con altre quattro associazioni indipendenti europee, Danish Consumer Council (Danimarca), DECO (Portogallo), OCU (Spagna) e Test-Achats (Belgio) hanno documentato la presenza di queste sostanze nei contenitori alimentari utilizzati in fast food e pizzerie.

Dalle analisi in laboratorio di 65 campioni di imballaggi alimentari (13 di provenienza italiana), risulta che i composti fluorurati sono intenzionalmente usati per il trattamento delle superfici degli imballaggi in carta e cartone. Il tenore in fluoro organico eccede in 63 campioni su 65 il valore limite raccomandato dall'Autorità Danese per la sicurezza alimentare, all'avanguardia sulla tutela della salute dei consumatori.

Sono state rinvenute sostanze a rischio in metà dei campioni esaminati. Alcune di queste sono nell'Elenco europeo delle sostanze estremamente problematiche (Substances of Very High Concern), come il PFOA, composto chimico che riduce la fertilità e danneggia il feto.

"È urgente la necessità di intervenire, anche nei processi e nelle filiere produttive industriali - scrive Altroconsumo in una nota -: esistono già in commercio imballaggi alternativi più sicuri, che potrebbero essere adottati dal sistema"

La rimozione del crocefisso del seggio elettorale è in linea con la Costituzione, non è censurabile. Lo stabilisce una sentenza del giudice civile del tribunale di Modena, Paolo Siracusano, su un fatto all'interno di una scuola di Sassuolo nel 2008, come ha scritto la Gazzetta di Modena, ripresa da Repubblica.
    Un esponente Lega Nord aveva fatto denuncia: una scrutatrice avrebbe insistito col presidente di seggio (peraltro suo figlio), affinché rimuovesse il crocefisso. La ricostruzione risultò infondata (i carabinieri accertarono che il crocifisso non c'era nemmeno prima) ma il giudice è comunque entrato nel merito: "L'imparzialità della funzione di pubblico ufficiale - scrive - è strettamente correlata alla neutralità dei luoghi deputati alla formazione del processo decisionale nelle competizioni elettorali che non sopporta esclusivismi e condizionamenti sia pure indirettamente indotti dal carattere evocativo, cioè rappresentativo del contenuto di fede, che ogni immagine religiosa simboleggia".

Nel 2015 sono state oltre 227mila le denunce di infortunio sul lavoro pervenute all'Inail che hanno riguardato le donne nelle tre gestioni principali (industria e servizi, agricoltura e per conto dello Stato), in calo del 4,6% rispetto al 2014. Le denunce con esito mortale delle lavoratrici sono state 110, lo stesso numero registrato nel 2014. E' quanto emerge dall'analisi condotta dall'Inail alla vigilia dell'8 marzo, che conferma la rilevanza per le donne del "rischio strada", registrando la quota maggiore di infortuni avvenuti nel tragitto casa-lavoro-casa.

Considerando invece il quinquennio tra il 2011 e il 2015, le denunce di infortunio delle lavoratrici risultano in calo del 16,3%: una flessione, evidenzia lo stesso Istituto, però "decisamente più contenuta" di quella registrata per gli infortuni degli uomini (-25%). I dati provvisori del 2016 fanno registrare un aumento dello 0,7% dei casi nel complesso (da circa 633 a 637 mila), più marcato però per le donne (+1,4%) rispetto agli uomini (+0,3%).

 

Come andare al cinema, restando comodamente sdraiati in camera a casa propria. L'azienda polacca 'iNyx Bed' ha progettato un letto che si trasforma in una sala, dove poter vedere il film in alta definizione senza dover uscire, ma anche navigare sul web.

Il gioiellino della tecnologia è dotato di luci regolabili, che simulano una notte stellata, tendine, suono impeccabile, schermo ai piedi del letto e di un proiettore sulla testiera.

Il costo? Poco più 4.700 euro, ma gli ideatori sperano di poterlo abbassare in futuro. Per la produzione però bisognerà aspettare: l'impresa ha infatti lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma Indiegogo.

 

 Lo scorso week end, sul circuito del Sele  di Battipaglia (SA),  alla prima gara degli Internazionali d'italia  Supermoto categoria  onroad, il vogherese  Matteo Traversa in sella alla Yamaha  Extreme Team  ha dominato l'intera giornata di gara

 Dopo  la Pole Position della mattina ottenuta in condizioni climatiche ideali, Traversa  è rimasto davanti a tutti  anche in  entrambe le  Manche corse  in regime di gara bagnata e con una lingua d'asfalto con poco grip.

 Grande entusiasmo  per il 22enne vogherese che ha avuto altresì il merito di riportare i pneumatici Dunlop, dopo due anni di assenza dalle corse, alla vittoria.

 Prossimo appuntamento il 26 marzo  a Ottobiano.

 

Il direttore generale della struttura complessa di Chirurgia oncologica addominale dell'Istituto tumori, avrebbe "garantito in modo sistematico" alle società gestite dalla moglie  "l'aggiudicazione di una serie di forniture di prodotti medicinali per la "Fondazione G. Pascale", di Napoli e, richiedendone l'acquisto mediante procedura negoziale diretta senza ricorrere ad alcuna gara di appalto".

E' quanto emerso dalle indagini della Procura di Napoli, culminate oggi nell'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip nei confronti di 6 persone, tra le quali il direttore generale Izzo e la moglie Di Capua.

Izzo avrebbe dichiarato falsamente che taluni dispositivi medicali necessari per la cura dei tumori al fegato "erano urgenti, infungibili e di esclusiva produzione di alcune aziende" tra le quali la Hs e la Led, i cui prodotti, spiega il procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, "erano forniti dalle società Gimed srl e Gdc Medicali srl, gestite dalla moglie". Il valore complessivo delle commesse aggiudicate in tal modo a partire dal 2012 alle società riconducibili a Izzo e alla moglie ammonta ad oltre 1,9 milioni di euro.

 

In arrivo uno sciopero generale per l'intera giornata dell'8 marzo indetto dai sindacati di base in tutti i settori pubblici e privati "a favore del miglioramento delle condizioni di vita generali e delle donne". Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati Slai Cobas per il sindacato di classe, Cobas, Usb, Sial-Cobas, Usi-Ait, Sgb, Adl Cobas, Usi e Cub Sanità in concomitanza con la 'festa della donna' e avrà una durata di 24 ore.

Tale sciopero si inserisce all'interno di una mobilitazione più ampia promossa a livello globale dal 'Movimento Internazionale delle donne' cui parteciperanno milioni di donne di 40 paesi del mondo. In Italia lo scioperò coinvolgerà anche il trasporto pubblico locale, aereo e ferroviario con possibili disagi per i passeggeri. Vediamo, nel dettaglio, tutte le informazioni utili per chi deve mettersi in viaggio nella giornata dell'8 marzo.

SCIOPERO DEL TRASPORTO FERROVIARIO

FS - Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane aderisce allo sciopero dalle ore 00.00 alle ore 21.00 di mercoledì 8 marzo 2017. I treni regionali potranno subire ritardi, cancellazioni o variazioni mentre le Frecce circoleranno regolarmente. Sarà inoltre garantito il collegamento tra Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino con il servizio 'Leonardo Express' o con autobus sostitutivi. E' possibile consultare il programma di circolazione (e relative modifiche) dei treni a lunga percorrenza sul sito trenitalia.com.

ITALO - Anche Italo parteciperà allo sciopero nazionale e, al fine di diminuire i disagi per i viaggiatori, ha pubblicato sul proprio sito la lista dei treni garantiti.

TRENORD - Il servizio Regionale, Suburbano, Aeroportuale, così come la lunga percorrenza di Trenord, potrebbero subire ritardi, variazioni e/o cancellazioni. Verranno comunque rispettate le fasce orarie di garanzia 6.00 - 9.00 / 18.00 - 21.00 e viaggeranno i treni inseriti nella lista dei ''Servizi Minimi Garantiti' disponibile sul sito trenord.it

I collegamenti aeroportuali 'Milano Cadorna/Milano Centrale - Malpensa Aeroporto' e 'Malpensa Aeroporto - Bellinzona', in caso di non effettuazione dei treni, potranno essere sostituiti da autobus Point-to-Point [Senza fermate intermedie] per le sole tratte 'Luino - Malpensa Aeroporto' e 'Malpensa Aeroporto - Milano Cadorna'.

SCIOPERO TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

 ATM - Anche l'azienda del trasporto pubblico milanese Atm aderirà allo sciopero nazionale. A Milano l'agitazione è prevista dalle 8,45 alle 15,00 e dalle 18,00 al termine del servizio. 

SCIOPERO TRASPORTO AEREO 

Lo sciopero generale dell'8 marzo coinvolgerà anche i trasporti aerei dalla mezzanotte di martedì 7 marzo alle 23.59 di mercoledì. Saranno previste delle fasce orarie di tutela in cui gli aerei viaggeranno sicuramente: dalle ore 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21. E' possibile consultare l'elenco dei voli garantiti sul sito dell'Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac).

 

 Spesso, quando si ha a che fare con le multe stradali, si sente anche parlare di responsabile in solido, generalmente il proprietario dell'auto. La legge individua infatti, oltre al trasgressore alla guida dell’auto (che ha quindi materialmente violato il codice della strada), un altro soggetto tenuto a pagare la contravvenzione insieme al primo.

 Il responsabile in solido è appunto la persona a cui le autorità possono chiedere il pagamento integrale della multa, in alternativa al trasgressore e a prescindere da qualsiasi ordine di preventiva escussione. In buona sostanza, l’amministrazione non ha l’obbligo di agire prima nei confronti di uno dei due e poi verso l’altro, ma può: notificare la multa sia al trasgressore che, contemporaneamente, al responsabile in solido; in caso di mancato pagamento da parte di uno dei due, può agire con un pignoramento o un fermo auto tanto nei confronti del trasgressore quanto del responsabile in solido. Lo può peraltro fare sia contemporaneamente che prima nei confronti dell’uno e poi, in caso di esito negativo, dell’altro. Non ha l’obbligo di agire prima verso un soggetto in particolare.

Di norma, il responsabile in solido di una multa è il proprietario dell’auto quando questo è un soggetto diverso dal conducente-trasgressore. Si pensi al caso del padre che presta l’auto al figlio: se quest’ultimo compie un eccesso di velocità rilevato con autovelox, la multa arriva prima al genitore, in quanto risulta titolare del mezzo dai pubblici registri; la polizia gli intima di indicare il nome dell’effettivo conducente entro 60 giorni e, alla sua dichiarazione, scatta la responsabilità anche del figlio per il pagamento della multa. I punti dalla patente, però, vengono tolti solo all’effettivo conducente.

Al posto del proprietario dell’auto, il responsabile in solido di una multa può essere:

l’usufruttuario dell’auto;

l’acquirente con patto di riservato dominio (in buona sostanza colui che paga a rate);

chi ha l’auto in leasing (la legge parla di 'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria').

Nel caso in cui la violazione del codice della strada viene commessa da un minorenne, la responsabilità è sempre e solo dei genitori, i quali hanno l’obbligo di sorveglianza sul figlio. Sono quindi il padre e la madre a dover pagare la multa per conto del figlio, a meno che non dimostrino di 'non aver potuto impedire il fatto', ossia che l’auto sia stata messa in circolazione contro la loro volontà, una prova difficilissima da dare (il fatto di aver preso le chiavi di nascosto non è sufficiente se non accompagnata dalla dimostrazione che tali chiavi erano state riposte in un luogo nascosto e sicuro). Gli eredi non sono mai responsabili delle multe stradali del parente defunto. Difatti le obbligazioni nascenti da violazione del codice della strada non si trasmettono per successione. Gli eredi possono chiedere lo sgravio delle sanzioni all’ente emittente anche se è stata loro notificata già la cartella esattoriale.

 

Il Parlamento ungherese ha approvato una legge che prevede la detenzione per tutti i richiedenti asilo, inclusi i bambini, entrati nel Paese fino alla decisione definitiva sulle loro domande d'asilo. Lo riferiscono i media internazionali. I migranti saranno rinchiusi in campi di confine con la Serbia e la Croazia. La decisione è stata criticata dall'Onu, secondo cui la legge viola il diritto internazionale, e ha suscitato grandi preoccupazioni nelle associazioni che si battono per la tutela dei diritti umani. In base alla nuova legge, tutti i richiedenti asilo che entrano in Ungheria, insieme a quelli attualmente nel Paese, saranno arrestati o trasferiti nei campi container. Non potranno spostarsi da una parte all'altra dell'Ungheria o lasciare il Paese mentre le loro domande vengono esaminate, a meno che non ritornino verso la frontiera con la Serbia. "In futuro, i migranti illegali dovranno attendere il verdetto sulla loro richiesta di asilo in zone designate di transito alla frontiera", spiega la legge, pubblicata sul sito internet del Parlamento ungherese. Secondo il primo ministro Viktor Orban, la nuova norma - approvata a larga maggioranza dai deputati - è in risposta ai recenti attacchi terroristici in Europa compiuti dai migranti. La nuova norma "viola gli impegni dell'Ungheria nel rispetto del diritto internazionale e le norme dell'Unione europea", ha dichiarato la portavoce dell'Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr), Cécile Pouilly, ribadendo che questa misura "avrà terribili effetti psicologici e fisici su donne, bambini e uomini che già fuggono da grandi sofferenze". La stretta dell'Ungheria sui migranti arriva nello stesso giorno in cui la Corte Ue ha decretato, con una sentenza destinata a far discutere, che gli Stati membri non sono obbligati a concedere visti umanitari. "Gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell'Unione, a concedere un visto umanitario alle persone che intendono recarsi nel loro territorio con l'intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale", ha dichiarato la Corte Ue, precisando che "il diritto dell'Unione stabilisce unicamente le procedure e i requisiti per il rilascio dei visti di transito o per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri della durata massima di 90 giorni". La sentenza riguarda il caso di una coppia siriana e dei tre figli che il 12 ottobre 2016 ha presentato domande di visti umanitari presso l'ambasciata del Belgio a Beirut (Libano), prima di fare ritorno in Siria il giorno seguente. Le domande erano finalizzate a ottenere visti con validità territoriale limitata, sulla base del codice dei visti dell'Ue, per consentire loro di lasciare la città assediata di Aleppo e presentare una domanda d'asilo in Belgio. Nella richiesta si insisteva sul degrado della situazione della sicurezza in Siria in generale e ad Aleppo in particolare, e sulla circostanza che, appartenendo alla confessione cristiana ortodossa, la famiglia rischiava di essere oggetto di persecuzione a causa delle loro credenze religiose. Il 18 ottobre 2016 l'Office des étrangers (Ufficio per gli stranieri del Belgio) aveva respinto le domande ritenendo che, richiedendo un visto con validità territoriale limitata al fine di presentare una domanda d'asilo in Belgio, la famiglia siriana avesse l'intenzione di restare in Belgio per un periodo superiore a 90 giorni, il che è in contrasto con il codice dei visti dell'Ue. Inoltre, l'Office aveva fatto presente che autorizzare il rilascio di un visto di ingresso alla famiglia affinché potesse presentare una domanda d'asilo in Belgio equivaleva a consentirle di presentare una domanda di asilo presso una sede diplomatica. La famiglia siriana aveva contestato questa decisione ribadendo che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) prevedono un obbligo positivo per gli Stati membri di garantire il diritto all'asilo. La concessione di una protezione internazionale sarebbe l'unico mezzo per evitare il rischio di violazione del divieto della tortura e di pene o trattamenti inumani o degradanti. In tale contesto, il Conseil du Contentieux des Étrangers ha deciso, in via d'urgenza, di rivolgersi alla Corte di giustizia. Nella sua sentenza, la Corte precisa che "consentire a cittadini di paesi terzi di presentare domande di visto finalizzate ad ottenere il beneficio di una protezione internazionale nello Stato membro di loro scelta lederebbe l'impianto generale del sistema istituito dall'Unione per determinare lo Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale".

 

 "Oggi non cambiamo nulla, la fabbrica produce bene. Certo la futura Panda non la faremo lì, non la faremo in Italia. Con tutto il rispetto Pomigliano sa fare di meglio". Le parole dell'Ad di Sergio Marchionne, dal salone dell'auto di Ginevra, indicano la decisione di spostare altrove la produzione della Panda. Il cambiamento è previsto per il 2019-2020. Marchionne ha anche commentato l'operazione Psa-Opel, parlando di "un buon accordo, un passo nella giusta direzione, bisogna trovare il modo di ridurre i costi di produzione". Quindi, il manager ha riferito che non ha parlato "con nessuno di Gm" su questo accordo. Marchionne resta convinto che "mettere insieme tutti questi business è fondamentale, senza dimensione finiremo per avere margini sempre pi bassi e non sarà possibile avere business sano e produttivo". Quanto alle possibili trattative per un'intesa, ha evidenziato: "Non chiudo mai nessuna porta, anche se è impossibile chiudere la porta con General Motors perché non si è mai aperta. Potrei riprovare e bussare a una porta qualsiasi e lo farei se fosse giusto per il business.

 

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