Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Marzo 2017

Una dottoressa di 60 anni è stata condannata oggi, 6 marzo, a un anno e quattro mesi per truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio. Si tratta della dottoressa che all'alba del 7 marzo 2010 prestava servizio come guardia medica al Distretto Asl di Vaiano, ma che non rispondeva alle chiamate. Fu una residente del paese, esasperata dopo una serie di telefonate senza esito, a chiamare i carabinieri chiedendo loro di andare a dare un'occhiata.

Una pattuglia raggiunse la sede del distretto e trovò sulla porta un cartello con la scritta "Sono fuori per visita urgente". Niente di strano si dissero i carabinieri: può capitare che il medico si assenti per andare a visitare un malato. I militari però deciso di suonare il campanello e dopo una lunga attesa venne ad aprire proprio la dottoressa, allora cinquantatreenne, che non seppe dare una giustificazione accettabile del motivo per cui aveva affisso il cartello, e soprattutto del motivo per cui non rispondesse alle chiamate. Per questo è stata indagata per truffa aggravata e ieri, difesa dagli avvocati Michele Nigro e Giovanni Sicigliano, è stata giudicata colpevole in primo grado dal giudice Angela Fedelino. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna più lieve, un anno e due mesi, ma il giudice ha ritenuta più congrua una condanna a un anno e quattro mesi, con la sospensione condizionale della pena.

Nel corso del processo gli avvocati difensori hanno fatto notare che la dottoressa era alla ventesima ora di servizio e che non si è saputa spiegare perché la donna che poi ha chiamato i carabinieri non fosse riuscita a prendere la linea. La dottoresse nega di aver dormito in servizio e del resto su questo non ci sono testimoni. All'epoca l'Asl la sospese dal servizio senza stipendio e la reintegrò dopo 8 mesi. Al processo penale la stessa Asl ha chiesto un risarcimento di 35.000 euro e il giudice ha concesso una provvisionale di 5.000 euro. La difesa ha preannunciato appello.

 Le donne italiane registrano risultati più brillanti lungo il percorso formativo e in quasi tutti gli indirizzi di studio rispetto ai colleghi maschi, ma sul mercato del lavoro scontano ancora un forte divario in termini non solo occupazionali e contrattuali, ma anche e soprattutto retributivi. L’identikit delle performance formative e professionali delle donne, dalla scuola superiore all’università, fino al mercato del lavoro, arriva dalle indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea. La lettura dei dati conferma un differenziale a favore dei maschi che non diminuisce con il passare del tempo e permane anche quando le donne intraprendono percorsi disciplinari che offrono maggiori chance occupazionali o dove sono storicamente più presenti.

 Il Rapporto 2016 sul Profilo dei diplomati conferma che le donne nel campo della formazione se la cavano meglio dei loro colleghi e questo fin dalla scuola media inferiore, che concludono portando a casa un voto d’esame molto spesso più elevato dei maschi: il 38% delle ragazze contro il 29% dei ragazzi ottiene 9 (su 10) o più. E quando arrivano tra i banchi delle superiori, che siano quelli di un liceo, un tecnico o un professionale, le femmine raggiungono ancora una volta ottimi risultati.

Raggiungono voti più alti: il voto medio di diploma è rispettivamente 78,3 su cento per le ragazze contro 75,2 dei ragazzi, il 39% dedica allo studio e ai compiti a casa più di 15 ore settimanali contro il 16% dei maschi. Compiono, inoltre, più esperienze internazionali: il 41% delle femmine contro il 28% dei maschi, in particolare organizzate dalla scuola. Le ragazze d'altronde intraprendono in maggior misura percorsi formativi linguistici e per questo conseguono anche un maggior numero di attestati (37% contro 28%).

Sono maggiormente impegnate in attività di carattere sociale: il 20% delle ragazze svolge attività di volontariato contro il 14% dei ragazzi. Nel tempo libero intraprendono più attività culturali e non perché devono, ma perché lo vogliono: le svolgono il 55% delle femmine, in larga parte su iniziativa personale, contro il 41% dei loro colleghi. Sono maggiormente interessate a proseguire gli studi soprattutto con l’università: 75% delle ragazze contro il 61% dei ragazzi.

Il Rapporto 2016 sul profilo dei laureati conferma che le donne, nella quasi totalità dei percorsi di studio, continuano ad avere performance più brillanti rispetto ai loro colleghi uomini, sia in termini di regolarità negli studi che di voti. Tra i laureati del 2015, dove è nettamente più elevata la presenza della componente femminile (60%), la quota delle donne che si laureano in corso è superiore a quanto registrato per i loro colleghi, il 48% contro il 44% degli uomini e il voto medio di laurea è uguale a 103,2 su 110 per le prime e a 101,1 per i secondi.

Non solo, le donne si iscrivono all’università più frequentemente spinte da forti motivazioni culturali (36% contro il 30% degli uomini) e hanno svolto più tirocini e stage riconosciuti dal proprio corso di laurea, il 59% contro il 51% dei maschi. Le laureate, inoltre, provengono in misura maggiore da contesti familiari meno favoriti sia dal punto di vista culturale che socio-economico. Così il 26% delle donne ha almeno un genitore laureato contro il 32% dei maschi. Un differenziale che permane considerando anche la classe sociale: il 20% delle donne proviene da una famiglia di estrazione economica elevata contro il 24% dei loro colleghi. Non stupisce, quindi, che tra le donne, più brave ma provenienti da contesti familiari più svantaggiati, sia maggiore la percentuale di chi ha usufruito di borse di studio: il 24% contro il 19% dei maschi.

Il Rapporto mostra che tra i laureati magistrali, a cinque anni dal conseguimento del titolo, le differenze di genere si confermano significative e pari a 10 punti percentuali: lavorano 80 donne e 90 uomini su cento. E a cinque anni dal titolo il lavoro stabile diventa una prerogativa tutta maschile: può contare su un posto sicuro, infatti, il 78% degli occupati e il 67% delle occupate. In particolare, ha un contratto a tempo indeterminato il 48% delle donne rispetto al 58% degli uomini. E' naturale che queste differenze siano legate anche alle diverse scelte professionali maturate da uomini e donne; le seconde, infatti, tendono più frequentemente ad inserirsi nel pubblico impiego e nel mondo dell’insegnamento, notoriamente in difficoltà nel garantire, almeno nel breve periodo, una rapida stabilizzazione contrattuale.

Le differenze di genere si confermano anche dal punto di vista retributivo. Tra i laureati magistrali che a cinque anni lavorano a tempo pieno emerge che il differenziale è pari al 20% a favore dei maschi: 1.624 euro contro 1.354 euro delle colleghe. Se è vero che questo risultato è influenzato da diversi fattori, è altrettanto vero che, a parità di ogni altra condizione, gli uomini guadagnano in media 168 euro netti mensili più delle donne. A ciò si aggiunge che il titolo di laurea è efficace per lavorare più per gli uomini che per le donne: rispettivamente l’88,5% contro l’82,5%.

A ulteriore conferma che ancora oggi le donne fanno più fatica dei loro colleghi a realizzarsi professionalmente, basti pensare che a cinque anni dal titolo magistrale svolge un lavoro ad elevata specializzazione (compresi i legislatori e l’alta dirigenza) il 46% delle donne e il 56% degli uomini. La lettura dei dati conferma che le donne sono più penalizzate sul lavoro se hanno figli. Il forte divario in termini occupazionali, contrattuali e retributivi tra maschi e femmine, infatti, aumenta in presenza di figli.

Il differenziale occupazionale a cinque anni dalla laurea sale addirittura a 28 punti percentuali tra quanti hanno figli: isolando quanti non lavoravano alla laurea, il tasso di occupazione è pari all’88% tra gli uomini, contro il 60% delle laureate. Anche nel confronto tra laureate, chi ha figli risulta penalizzata: a cinque anni dal titolo lavora il 79% delle laureate senza prole e il 60% di quelle con figli (un differenziale di 19 punti percentuali). Tra i laureati con figli il differenziale retributivo sale al 32%, sempre a favore degli uomini (in tal caso si considerano quanti hanno iniziato l’attuale lavoro dopo la laurea e lavorano a tempo pieno): percepiscono 1.754 euro contro i 1.331 delle colleghe.

I vantaggi della componente maschile sono confermati a parità di gruppo disciplinare, a tal punto che le donne pagano un pegno maggiore, soprattutto in termini retributivi, anche quando intraprendono i percorsi formativi che hanno un maggior riscontro sul mercato del lavoro, come i percorsi di ingegneria, professioni sanitarie, economico-statistico o scientifico. Quando intraprendono la strada delle professioni sanitarie, dove si registrano in entrambi i casi risultati brillanti, le differenze tra uomini e donne permangono: nei tassi di occupazione (97% per i maschi e 94% per le femmine), nella stabilità (rispettivamente 96% e 92%) e soprattutto nelle retribuzioni, rispettivamente 1.733 euro mensili netti contro i 1.434.

Anche per chi opta per Ingegneria, non solo restano marcate le differenza a livello di occupazione (lavorano 90 donne su cento e 95 uomini su cento), ma le donne sono più precarie e percepiscono un guadagno mensile netto di gran lunga inferiore a quello dei loro colleghi. Può contare su un posto sicuro il 78,5% delle occupate e l’85% degli occupati e su una retribuzione di 1.588 euro contro i 1.759 degli uomini.

La situazione non cambia neanche quando scelgono un percorso Economico-Statistico o Scientifico: in questo caso non solo restano elevate le differenze occupazionali (rispettivamente 89% contro il 92% dei maschi; 80% contro il 90%), e contrattuali (il 77% contro l’83% sono stabili; 58 contro il 69%), ma anche le retribuzioni sono sempre inferiori: 1.423 euro contro il 1.638 euro e 1.494 contro il 1.810. E nei percorsi dove storicamente la presenza femminile è più marcata come nell’Insegnamento, in ambito Letterario, Psicologico e Linguistico? Anche in questo caso il divario tra femmine e maschi permane.

Così, laddove le differenze a livello retributivo calano come nel Letterario e Insegnamento (1.234 euro mensili netti per donne contro 1.331 euro percepiti dai colleghi; 1.227 contro i 1.304), le donne restano comunque penalizzate: hanno meno chance occupazionali dei loro colleghi (rispettivamente 71% contro il 75%; 77% contro l’87%), e una minore stabilità (48,5% contro il 54%; 66,5% contro il 70%). Se puntano alla strada della Psicologia, gli uomini non solo sono più occupati (87% contro il 78%) ma anche più stabili (78,5% contro il 69%) e percepiscono guadagni superiori (1.435 euro contro 1.190) delle colleghe.

Nel solo indirizzo di studio in cui le donne hanno la meglio dal punto di vista occupazionale rispetto ai loro colleghi, il percorso Linguistico (lavora l’86% delle femmine contro il 79% dei maschi), dove possono contare anche sullo stesso livello di stabilità (in entrambi i casi 54%), le retribuzioni sono di gran lunga a favore dei maschi (1.453 euro contro 1.331). Le donne ottengono voti di laurea leggermente inferiori agli uomini solo nei gruppi Letterario e Insegnamento (differenze sotto il mezzo punto su 110). Le donne risultano meno regolari degli uomini solo nel gruppo Chimico-farmaceutico (-2,5 punti percentuali di laureati in corso). Le donne hanno un background socio-culturale più favorito degli uomini solo nei gruppi Ingegneria e Architettura.

 

 Lavorare paga non sempre quanto si fatica e non sempre rende anche felice. E' per questo che la società americana CareerBliss ha pubblicato una ricerca, condotta su 20mila persone, per stilare una classifica degli impieghi nello stesso tempo più remunerati e interessanti, almeno negli Stati Uniti e che sono quasi tutti nel settore delle nuove tecnologie. Eccoli:

 1) Chief Technology Officer ossia chi ha la responsabilità dell'impiego delle tecnologie in azienda

2) Tecnico delle perforazioni, una figura professionale tipica del settore estrattivo

3) Ingegnere senior

4) Business Development Manager

5) Contabile

6) Ingegnere informatico

7) Manager senior

8) Vicepresidente reparto vendite

9) Product Manager

10) Direttore Information Technologies

 

 

In preda all'alcool durante l'orario di lezione. E' quanto successo ad un'insegnante di un Istituto Superiore, ricoverata sabato mattina in un ospedale della città. La docente 45enne , di Treviso,  si sarebbe presentata in aula ubriaca, in occasione dell'ultima mattinata dedicata alla 'settimana dello sport' organizzata all'interno dell'istituto. "La dipendente scolastica aveva bevuto", spiega il quotidiano locale, "tant'è che il suo comportamento, dettato dallo stato alcolemico alterato, è diventato aggressivo". A quel punto genitori e docenti, presenti all'iniziativa insieme agli studenti, hanno deciso di chiedere l'intervento dell'ambulanza.

 

Una forte scossa di terremoto ha colpito il nord Italia alle 21:12 di stasera. La scossa, di magnitudo 4.4 secondo l’INGV, di magnitudo 4.6 secondo il SED (Servizo simisco svizzero) e di magnitudo 4.7 secondo il CSEM (Centro Sismico Euro/Mediterraneo), si è prodotta in superfice, ad appena 3km di profondità quindi è stata avvertita in modo molto forte nelle aree più vicine all’epicentro, oltre il VI grado della scala Mercalli di risentimento sismico. L’epicentro è stato in Svizzera appena a Nord del confine lombardo dell’Italia. In Italia la scossa è stata distintamente avvertita su gran parte della Lombardia settentrionale e nel Nord del Piemonte: da Milano a Como, da Bergamo a Varese, da Monza a Lecco ,da Baveno a Maccagno, da Sesto San Giovanni a Cinisello Balsamo, da Cernusco sul Naviglio a Valmadrera, da Erba a Bizzarone fino a Buccinasco, Leffe, Zogno, Canzo, Cavallasca, Valsolda, Ballabio, Malgrate, Robbiate, Arcore, Cesano Maderno, Desio, Lazzate, Muggiò, Abbiategrasso, Legnano, Corsico, Vigevano, Chiavenna, Saronno, Sangiano, Brebbia, Inarzo, Malnate, Domodossola, Verbania, Baveno, Oggebbio e persino Bolzano. Nel territorio italiano e in Lombardia, la scossa è stata avvertita con un risentimento sismico compreso tra III e IV grado della scala Mercalli. Il servizio “Hai Sentito il Terremoto” dell’INGV ha già ricevuto, in poco più di 30 minuti, oltre 200 questionari correttamente compilati sulla scossa. Tanta paura nelle zone di montagna, ma fortunatamente, almeno per il momento, non sono segnalati danni ne’ in Italia ne’ in Svizzera, dove la scossa ha fatto tremare in modo significativo i palazzi di Zurigo e del Ticino. Secondo i media locali, la scossa è stata avvertita anche in Austria, Lichtenstein e in parte della Germania.

Sono state una ventina le chiamate giunte alla sala operativa dei vigili del fuoco di Varese per il sisma in Svizzera. Lo comunicano gli stessi pompieri, spiegando che sul territorio provinciale non si registrano danni ne’ richieste di sopralluogo. Nessuna chiamata, invece, e’ arrivata ai vigili del fuoco di Milano.

L’assessore alla Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia, Simona Bordonal ha dichiarato: “alle 21.12 di questa sera e’ stata registrata una scossa di magnitudo 4.4 con epicentro in Svizzera, a 60 chilometri da Zurigo e a 60 chilometri dal confine italiano. La centrale operativa regionale di Protezione civile ha ricevuto segnalazioni dalle province di Bergamo, Lecco, Como, Milano, Varese e Sondrio dove la scossa e’ stata avvertita. Confermo che al momento non si registrano danni a cose e persone“.

 

 Attenzione agli sms inviati all'amante, costituiscono un motivo sufficiente per la separazione con addebito a carico del coniuge. A stabilirlo la Cassazione, che ha confermato una pronuncia della Corte d'appello di Milano che aveva sancito l'addebito della separazione al marito per violazione dell'obbligo di fedeltà dopo la scoperta da parte della moglie di messaggi inequivocabili sul suo cellulare.

"Sarà interessante conoscere motivazioni della sentenza, che sembra quasi andare contro una precedente pronuncia del 2016 con cui la Cassazione stabilì che spiare il cellulare del partner è reato", commenta  l'avvocato civilista e matrimonialista Gaetano Longobardi. A giudizio del legale, "il rispetto della privacy va garantito come principio. E i social network sono sicuramente più pericolosi rispetto agli sms per la stabilità dei matrimoni. I social rimangono 'virtuali' solo all'inizio, spesso servono per organizzare appuntamenti reali".

Per Longobardi "la sentenza è importante perché dà la giusta importanza al tema dell'addebito della separazione, un aspetto molte volte penalizzato, che spesso non viene tenuto nella giusta considerazione perché è quasi annullato dalle richieste reciproche dei partner e quindi non sempre sancito dalla magistratura. Se però la pronuncia vale per gli sms -conclude- a maggior ragione l'addebito dovrebbe valere per le prove fornite dall'attività investigativa sull'infedeltà dei coniugi".

 

 Oltrevini non si è svolta a Settembre 2016 e molto probabilmente non si svolgerà  a Maggio 2017. Oltrevini è stato un grande successo, poi con il passare degli anni, formule espositive non sempre azzeccate ne hanno appannato l’immagine ed il successo. Come per l’altra storica fiera oltrepadana "La Sensia", abbiamo voluto chiedere allo stesso "Mister X" la sua opinione su come immaginerebbe Oltrevini 2018..2019 o quando e se si svolgerà.  Mister x di questo mese è proprietario di un'importante società italiana che gestisce e promuove fiere in Italia e collabora con alcune fiere europee. Abita e vive in Oltrepo pur non essendo oltrepadano.  

Scelta corretta spostare Oltrevini da Settembre a Maggio ?

"A mio giudizio sì, e comunque vedo che quasi tutti i produttori oltrepadani avevano  accolto con favore il cambio di data, e penso che non ci siano più scuse per non partecipare. Chiaramente  il  Distretto Vino Oltrepo Pavese ed il  Consorzio Tutela Vini Oltrepo Pavese dovrebbero fare la loro parte per incentivare i propri associati affinchè partecipino tutti”

Oltrevini solo vino o anche altro?

"Se dovessi organizzarla io, oltre ai produttori di vino inserirei anche i produttori di prodotti alimentari dell'Oltrepo Pavese. Ma solo quelli dell'Oltrepo: salame, formaggio etc, farei un regolamento molto restrittivo sui prodotti da esporre, certamente vieterei che un produttore esponga la porchetta o wurstel, o formaggi di altre zone o regioni, come purtroppo spesso avviene. Solo alimenti prodotti in Oltrepo".

Non è "uscire dal tema" permettere che oltre ai vini ci siano anche altri prodotti?

"Non ci sarebbero altri prodotti, ma si potrebbe creare un’area espositiva gourmet, dove si possano concentrare gli stand espositivi dei prodotti oltrepadani, coinvolgendo anche le varie associazioni, quelle del salame di Varzi, quelle del miele, funghi etc. Un’ area gourmet che voglia essere un Oltrepo in tavola".

Solo prodotti tipici o anche altro?

"Prodotti alimentari dell'Oltrepo, vedo e leggo che si inizia a produrre olio, zafferanno etc, non sono prodotti tipici, ma sono prodotti qui, quindi esponiamoli e promuoviamoli" 

Spazio ristorazione oppure no?

"Certamente sì, con serate a tema, dove in ogni serata, uno chef diverso dell’Oltrep, prepara tre antipasti, tre  primi, tre secondi e tre dolci. In quest’area ristorazione ci dovrebbe essere una lista vini, dove sono presenti tutti i vini scelti da ogni espositore, in base al menù della serata. Certamente non spenderei soldi per far intervenire chef che arrivano da fuori, per avere dei 'testimonial', che risultano fasulli e non coerenti con l'Oltrepo Pavese. Chef che vediamo in televisione, triti e ritriti e che pubblicizzano qualsiasi cosa, dalle patatine ai detersivi. Utilizziamo chef e ristoratori dell’Oltrepo, mettiamo in mostra le capacità  culinarie nostrane".

Altri prodotti che potrebbero essere esposti?

"Solo vini e prodotti alimentari strettamente e rigorosamente dell'Oltrepo. Certamente nessuna esposizione di autovetture, trattori, merletti, pizzi, collanine..." 

Solo esposizione o anche vendita?

"Anche vendita, ogni espositore, sia di vino che di prodotti alimentari, deve per regolamento avere un angolo all’interno del proprio stand, dove vendere tutti i prodotti esposti ad un 'prezzo speciale fiera', deve essere chiaramente un prezzo promozionale per un momento promozionale, così come ci deve essere degustazione, ma sempre a pagamento, per evitare approfittatori, che fanno il giro di tutti gli stand e magari si ubriacano anche".

Convegni, simposi, tavole rotonde...?

"Nessuna, generalmente servono a poco, durante una fiera ancora meno, la fiera è un momento di promozione, non di discussione e confronto, del resto a questi convegni, simposi, etc ci vanno sempre i soliti 4 gatti politici e 4 funzionari di enti para pubblici".

Spazi espositivi per enti o istituzioni?

"Nessuno, premesso che in genere sono spazi espositivi di una tristezza assoluta, ma sono inutili in una fiera di questo tipo, ci sono già molti loro associati, produttori di vino e prodotti alimentari oltrepadani che espongono, cosa serve uno stand di un ente? A zero! A chi interessa? A nessuno! “

Non si rischia di declassare Oltrevini e trasformarlo in una mostra-mercato?

"Premesso che una fiera è una manifestazione in cui si espongono al pubblico dei prodotti, al fine di poterli vendere e pubblicizzare. Quindi che ogni produttore-espositore possa vendere i suoi prodotti è nella normalità delle cose, inoltre se un espositore ha un ricavo economico che gli permette di alleggerire le spese della partecipazione alla fiera o meglio ancora di guadagnarci, è certamente una cosa che non fa male, e poi è un utile incentivo affinchè partecipi gli anni successivi".

Con questa impostazione Oltrevini avrebbe mire e aspirazioni più limitate?

"Siamo seri e concreti Oltevini non potrà mai essere una fiera con velleità nazionali, i momenti espositivi per il vino e per i prodotti alimentari, in Italia e nel mondo sono altri, con una storia, con un'area d’interesse, con un elenco espositori di ben altro spessore. A mio giudizio Oltrevini deve essere un momento di promozione e vendita per radicare i propri prodotti in un’area di 50-60 km, nelle province di Pavia, Alessandria, Piacenza e periferia di Milano Sud. Avere altre velleità, mi sembra azzardato e fuori luogo, bisogna guardare in faccia alla realtà e non fare voli di fantasia".

Ingresso a pagamento o gratuito?

"Assolutamente gratuito, già ci sono difficoltà nel far venire la gente, se poi la fai anche pagare... ne viene poca e sempre meno, poi ci sono pochi visitatori,  gli espositori si lamentano e negli anni successivi  ci saranno, come del resto è già successo sempre meno espositori".

Quanto dovrebbe durare la fiera?

"5 giorni. Con il solo fine settimana, si perde una buona fetta di visitatori, quelli che durante il fine settimana vanno al mare o in montagna e Maggio, è il mese tipico per i primi weekend fuori dall’Oltrepo, e poi si perderebbero molti gestori di bar e ristoranti, che dovrebbero essere i migliori clienti degli espositori, perchè durante il fine settimana i ristoranti e gli esercizi pubblici lavorano di più rispetto i restanti giorni della settimana. Fiera dovrebbe iniziare il Mercoledì con orario dalle ore 18 alle ore 24, proseguire il Giovedì, il Venerdì ed il Sabato sempre dalle ore 18 alle ore 24. Domenica orario continuato dalle 10 alle 24".

Momenti di musica, concerti... ?

"Nessuno, i visitatori devono essere attratti dai prodotti esposti, e non essere distratti da altre cose, poi devono poter parlare con gli espositori, senza ulteriori rumori di sottofondo, già c’è il vocicchio di sottofondo che disturba".

E i grandi "buyer" verrebbero ad un Oltrevini così concepito?

"Perché secondo lei i grandi buyer del settore verrebbero ad Oltrevini con il numero di fiere a carattere nazionale ed internazionale che ci sono nel mondo? Siamo seri, il bacino di utenza di Oltrevini è interprovinciale e popolare".

Quale potrebbe essere il numero di espositori raggiungibile e auspicabile?

"110-120, con 90-100 produttori di vino e 10-20 produttori di prodotti alimentari".

Ed il numero dei visitatori?

"Se fortemente ed efficacemente pubblicizzato nell’area circoscritta che ho citato prima, 20-22 mila persone nell’arco dei 5 giorni, questo dovrebbe essere l’obiettivo per il primo anno"

 LA RUBRICA “MISTER X” È UN’INIZIATIVA EDITORIALE DI ALCUNI DEI PRINCIPALI GIORNALI ANGLOSASSONI, IN PARTICOLARE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, ED È STATA CONCEPITA DA QUESTI GIORNALI COME SPAZIO SUI PIÙ DIVERSI TEMI DELLA VITA SOCIO-ECONOMICO E POLITICA, INTERVISTANDO PERSONAGGI DI PRIMO PIANO DELLA VITA DEI RIPETTIVI PAESI O DELLE RISPETTIVE ZONE DI DIFFUSIONE DEI GIORNALI CHE LA PROPONGONO. L’INIZIATIVA EDITORIALE INTENDE DAR SPAZIO ALL’IDEA CHE I CONCETTI ESPRESSI SIANO PREPONDERANTI RISPETTO ALLA PERSONA CHE LI ESPRIME,  CHIUNQUE ESSA SIA.  IL PERIODICO NEWS HA RITENUTO DI RIPROPORRE ANCHE IN OLTREPÒ PAVESE QUESTA INIZIATIVA. LE PERSONE INTERVISTATE DAL NOSTRO GIORNALE VIVONO O SONO LEGATE ALL’OLTREPÒ PAVESE E RISPONDONO A DOMANDE SUI TEMI CHE LA NOSTRA REDAZIONE RITIENE D’ATTUALITÀ PER L’OLTREPÒ. LE PERSONE INTERVISTATE HANNO DATO L’ASSENSO ALLA COMUNICAZIONE DEL LORO NOME E COGNOME ALLE AUTORITÀ COMPETENTI IN CASO DI DENUNCE PER FRASI O CONCETTI ESPRESSI IN FORMA DIFFAMATORIA NELL'AMBITO DELL'INTERVISTA, ASSUMENDOSI QUINDI LA PATERNITA' DELLE PAROLE E DEI CONCETTI DA LORO ESPRESSI E DA NOI PUBBLICATI.

 

 Domenica 12 marzo alle 16 sul palco del Teatro di Rivanazzano Terme La Famiglia Mirabella, spettacolo comico, satirico, familiare, di genere saltimbanco, visuale, acrobatico, tout publique!

 Sembra una versione contemporanea del circo d’altri tempi, ma la sua vera origine sta nel teatro di strada del xx secolo.

 Energia, giocoleria, mimo, equilibrismi, danza, teatro, musica: ecco le componenti di questo evento unico.

 Sul palco compariranno una bici olandese a tre ruote, monocicli di diverse misure, birilli, palline, danza e cinque personaggi dai vestiti sgargianti, cappelli e gilet: sono Edoardo Mirabella, Elisabetta Cavana e i loro figli, Martin, Matilde e Mael.

 Il ritmo ska della musica trascinerà il pubblico in un’inimitabile e unica atmosfera!

 Nel 2011 lo spettacolo La Famiglia Mirabella ha vinto il Premio Takimiri a Monte San Giusto (MC) e nel 2013 e 2014 sono stati ospiti nella trasmissione televisiva Colorado per Italia1.

 

 Mondo del vino dell'Oltrepò a convegno lunedì 13 marzo alle ore 21 all'Auditorium della Certosa Cantù di Casteggio. Titolo dell'appuntamento «Testo Unico della Vite e del Vino: prospettive per l'Oltrepò vitivinicolo». L'ospite d'onore sarà il relatore della legge, Massimo Fiorio, vice presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. L'appuntamento è organizzato da Comune di Casteggio, Provincia di Pavia, Consorzio Tutela Vini e Distretto del Vino con la collaborazione di Coldiretti Pavia, Confagricoltura Pavia, Cia Pavia, Copagri Pavia, Co.Pro.Vi., Assoenologi e Collegio dei Periti Agrari Pavia.

L'appuntamento aperto a tutti gli interessati e indirizzato in particolare ai professionisti del settore punta ad approfondire le novità introdotte dalla nuova legge che mette a sistema in un unico testo tutta la normativa di riferimento in 90 articoli. Un'operazione di semplificazione che era attesa da anni e che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori. Il testo unico punta a a rafforzare la crescita di un settore che in Italia già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi. In particolare la legge si concentra su un'operazione concreta di semplificazione su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio. Un'unica legge di riferimento per il settore con un impianto chiaro che favorisce i produttori e gli operatori del settore e che porta a uno snellimento burocratico molto importante.

Più certezza del diritto, meno contenziosi e un sistema di controlli migliore per la tutela di un settore chiave per l'agroalimentare italiano. Spazio all'innovazione con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza. Tra le novità apportate dalla riforma è prevista una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti eroici o storici al fine di promuovere interventi di ripristino recupero e salvaguardia di quei vigneti che insistono su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico. Importante innovazione anche nella tutela del prodotto contro la contraffazione. I controlli sulle imprese del settore vitivinicolo confluiscono nel registro unico dei controlli (RUCI), a prescindere se siano o no imprese agricole.

Di tutto questo e molto altro si discuterà lunedì 13 marzo alla Certosa Cantù, in un momento in cui anche l'Oltrepò Pavese è al centro d'importanti riforme relative a disciplinari di produzione e regole di tracciabilità.

 

E’ questo il risultato emerso dalle Indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea: le donne italiane registrano risultati più brillanti lungo il percorso formativo e in quasi tutti gli indirizzi di studio rispetto ai colleghi maschi, ma sul mercato del lavoro scontano ancora un forte divario in termini non solo occupazionali e contrattuali, ma anche e soprattutto retributivi. L'identikit delle performance formative e professionali delle donne, dalla scuola superiore all'università fino al mercato del lavoro, arriva dalle Indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea, i cui risultati sono stati diffusi alla vigilia della festa della donna.  La lettura dei dati conferma un differenziale a favore dei maschi che non diminuisce con il passare del tempo e permane anche quando le donne intraprendono percorsi disciplinari che offrono maggiori chance occupazionali o dove sono storicamente più presenti.

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