Sabato, 29 Aprile 2017
Articoli filtrati per data: Sabato, 04 Marzo 2017

 "Gli accertamenti fin qui espletati hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri, sui fatti (poi) di competenza di questa Procura, sono state oggetto di ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione". E' quanto affermato in una nota dalla Procura di Roma su caso Consip.

 "Per una esigenza di chiarezza - prosegue il comunicato - la Procura di Roma ha pertanto revocato al Nucleo operativo ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo investigativo di Roma dell'Arma dei Carabinieri".

 

Richiamato un lotto di salami a causa di possibili non conformità microbiologiche: è il Fatto Alimentare a dare notizia del richiamo, specificando qual è il lotto interessato.

L’avviso è stato pubblicato sulla nuova pagina web del Ministero della salute dedicata alle allerta alimentari.

Si tratta dei Salamini Italiani alla cacciatora D.o.p. della marca La Bottega del gusto – Eurospin in confezione da 160 grammi. Il lotto richiamato è esclusivamente il numero 09-04-2017, che corrisponde anche alla data di scadenza.

A produrre il salume per Eurospin è l’azienda Bortolotti Salumi s.r.l. di Cene (Bg). L’azienda invita i consumatori che avessero acquistato i salami del lotto oggetto dell’allerta, a non utilizzarli e a restituire le confezioni eventualmente acquistate al punto vendita per il rimborso.

 

 E' stato trovato al centro di una strada tra le auto che sfrecciavano, mentre attendeva il passaggio di un mezzo pesate sotto al quale gettarsi per porre fine alla sua vita. La polizia lo ha salvato, facendolo desistere dal suo proposito. E' finita così la disavventura di un uomo di 82 anni, tratto in salvo ieri dagli agenti di una volante in via Vigentina, a Pavia.

L'allarme è stato dato intorno alle 17 da alcuni automobilisti che, vedendo l'anziano in mezzo alla carreggiata, hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Gli agenti sono quindi intervenuti posizionando l'auto in modo da bloccare il traffico in entrambi i sensi di marcia e raggiungendo l'uomo che è stato poi portato in salvo.

Ai poliziotti, l'uomo ha raccontato di essersi recato sul posto con l'intenzione di togliersi la vita. Una volta raggiunta la destinazione, ha gettato il bastone da passeggio lungo la strada e si è portato al centro della carreggiata, in attesa di un mezzo pesante sotto al quale gettarsi. Accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale San Matteo, è stato successivamente raggiunto dal figlio al quale è stato affidato.

 

Il ponte della Becca è un ponte della provincia di Pavia, costruito tra il 1910 e il 1912 sulla confluenza tra i fiumi Ticino e Po. Parzialmente distrutto dai bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale nel 1944, fu ripristinato nelle parti danneggiate e riaperto al traffico nel 1950.

Il ponte ha struttura tubolare con pareti reticolari a doppie diagonali. La strada che lo attraversa è la Strada statale 617 Bronese, che percorre la tratta Broni-Pavia. È lungo in totale 1,081 km.

La necessità di trasportare a Pavia e nel resto della Lombardia l'uva proveniente dall'Oltrepò Pavese aveva fatto istituire nella località dove attualmente sorge il ponte dapprima un sistema di traghetti e successivamente un ponte di barche; i ponti di barche risultavano però inadeguati a garantire il passaggio durante le piene dei due grandi fiumi, che ogni due o tre anni avvenivano proprio durante il periodo di commercio dell'uva.

Nel 1881, fu istituito un primo comitato che tentò inutilmente di promuovere la costruzione di un ponte stabile alla Becca, dopo lo scioglimento del quale nel 1885 fu istituito un secondo comitato che nel corso del tempo promosse la redazione di una serie di progetti, uno dei quali fu richiesto a una delle principali imprese attiva nel settore delle costruzioni metalliche, la Società Nazionale Officine di Savigliano (1892). Solo nel 1902, però, il Consiglio provinciale redasse un piano finanziario per l'opera e nel 1904 si costituì un consorzio tra i comuni interessati, che in seguito affidò la costruzione alla Società Larini Nathan di Milano (che nel 1911 cambiò nome in Società Nathan e Uboldi). Il progetto definitivo risale al 1909 e nel 1910 iniziarono i lavori che furono completati nel 1912; l'inaugurazione dell'opera avvenne il 7 luglio 1912 alla presenza di Vittorio Emanuele di Savoia, Conte di Torino e cugino del re.

Parzialmente distrutto dai bombardamenti degli Alleati durante la seconda guerra mondiale nel 1944, la ricostruzione delle parti distrutte o danneggiate fu completata nel 1950 ad opera della Società Nazionale Officine di Savigliano che riprese e seguì il progetto originario della Società Larini Nathan.

Alla fine del lato pavese del ponte è sorto, a partire dagli anni 1990, un complesso turistico estivo la cui finalità è lo sviluppo della navigazione fluviale. A causa delle frequenti esondazioni da parte dei due fiumi, che spesso sommergono completamente la zona durante la stagione fredda, l'unica attività consentita alla base del fiume è proprio quella basata sulla navigazione. Peraltro, i due fiumi non sono balneabili, a causa dei gorghi che tendono a formarsi proprio in prossimità dei plinti del ponte e dell'inquinamento delle acque.

Il 28 novembre 2010 viene rilevato un cedimento di 4 centimetri di un giunto della struttura: a seguito di questo il ponte fu dichiarato non carrabile e quindi chiuso al traffico. Tale è rimasto fino al 30 dicembre dello stesso anno, quando il transito è stato riaperto ai soli mezzi più leggeri di 35 quintali (trasporti pubblici esclusi), a seguito di una parziale ristrutturazione.

Il 17 marzo 2011 si ha un nuovo incidente: durante un periodo di piena del Po, crolla improvvisamente il pilone 9 del ponte, che viene perciò dichiarato nuovamente inagibile e quindi chiuso ancora al traffico veicolare[5]. Dopo aver riparato il pilone e anche provveduto all'installazione di barriere limitatrici di larghezza in cemento con sbarre per impedire fisicamente il transito al traffico pesante, dato che i precedenti divieti erano stati continuamente infranti, il ponte viene nuovamente riaperto al solo traffico leggero a senso unico alternato.

Tra il 6 e 7 giugno 2011 vengono eseguiti dei rilievi sul letto del fiume, per determinare quanto fosse profonda la probabile buca che ha causato il cedimento e il conseguente crollo del pilone 9. I dati ottenuti affermano che la buca che ha provocato il crollo del pilone 9 si sta allargando ed è arrivata a minacciare anche la base del pilone 8. Infatti il pilone 8 è sporgente in modo anomalo: penetra nel fondo per soli 2 metri, mentre gli altri piloni sono a 11 metri. Altri lavori sono stati effettuati nel corso del 2011.

A oggi il ponte è transitabile dai soli veicoli inferiori ai 35 quintali, è stato ripristinato il doppio senso di circolazione e sono state installate nuove barriere limitatrici in larghezza in calcestruzzo.

 

È selfie-mania nelle cucine italiane: quasi uno su tre, il 30%, si fotografa accanto ai piatti che sta consumando o preparando, tanto che l’attività ai fornelli si è guadagnata il primato di argomento più gettonato per gli scambi virtuali. A rivelarlo è una indagine Coldiretti/Ixé che fa luce anche su alcuni aspetti sociologici della tendenza-cibo.

Le ragioni di tanto successo

Dallo studio emerge, da un lato, che per gli italiani la cucina è una attività gratificante come non lo era mai stata prima dal dopoguerra a oggi e, dall’altro, che il cibo viene considerato un importante momento di socializzazione, che si traduce in vere proprie sfide del gusto a colpi di immagini dell’ultima prelibatezza sfornata o del piatto curioso ordinato in vacanza. Una novità, questo ritorno alla passione per la cucina, che per Coldiretti coinvolge concretamente ben il 69% degli italiani e che si va affermando soprattutto nelle giovani generazioni, con una partecipazione maschile senza precedenti.

Il cibo è l’argomento più cliccato in rete

Ben il 25% degli italiani, stima ancora la confederazione, partecipa a community, chat, blog dedicati al cibo, che si rivela come argomento più cliccato in rete. Il web, d’altra parte, annota ancora il rapporto, è diventato anche un luogo di confronto per le scelte con il 53% degli italiani che almeno qualche volta lo ha utilizzato per paragonare prezzi o raccogliere informazioni sulla qualità dei prodotti alimentari.

 

 Il comitato organizzativo di “Scopri verde”, che si svolgerà domani, domenica 5 marzo,  per creare attenzione e partecipazione e per documentare lo stato delle nostre strade, ha indetto il progetto #rifiutomatto2017,  chiedendo di fotografare il rifiuto più strano trovato durante la giornata è postarlo sulla pagina “scopriVerde” con il suo ashtag : #rifiutomatto2017

Tutto il materiale digitale che si riesce a creare, piccoli video o foto, devono essere fatti pervenire come messaggio privato alla pagina fb “ScopriVerde”. A fine giornata verrà realizzato un video che racconta l'avventura verde dei partecipanti

Gli organizzatori aspettano tutti alle 8.30 di domani, domenica 5, per iniziare a fare la differenza

Il programma è doppio, e permette a grandi e piccoli di aderire.

I più piccoli saranno attesi per le 10 accompagnati da adulti responsabili presso:

RIVANAZZANO TERME - parco Brugnatelli

RETORBIDO -  parco giochi retro scuola (per i bambini più piccoli)

"Le casette" per i più grandi

CODEVILLA - parco giochi di fianco alla scuola dell'infanzia.

Ricordate di portare guantini  adatti a proteggere le loro mani

Per gli adulti ritrovo alle 8.30 per partire a ripulire le strade extraurbane (Bressana - Salice)

RIVANAZZANO TERME - presso circolo Enars

RETORBIDO - presso infopoint del Comitato

CODEVILLA - presso farmacia.

Abbigliamento adeguato e guanti sono necessari e sono raccomandati, chi vuole può portare anche un po' di sacchi neri.

Visto il successo degli anni scorsi, domani gli organizzatori si aspettano molti partecipanti  ed è possibile  fare davvero un buon lavoro e pulire le strade che ogni giorno ci portano a casa

In caso di pioggia la giornata “ Scopri vede” è  rimandata al 19 marzo.

 

 

 

 Quando il testamento privilegia… il cucciolo di casa, intendendo per cucciolo non l’ultimo nato di una grande famiglia, ma il suo congiunto a quattro – o due – zampe che dir si voglia. Già, proprio così: cane, gatto, criceto o canarino che sia, depositare a un notaio le ultime volontà testamentarie a favore di animali o cause sociali è un tema sempre più sentito dagli italiani: e i dati in merito parlano chiaro…

 Quando per testamento eredita l’animale di casa

 Stando a quanto rilevato in indagini sociologiche e studi di settore, negli ultimi 10 anni sarebbe stato registrato un incremento del 10% del numero di lasciti disposti in favore di Onlus. Tra questi, a donare sarebbero soprattutto le donne, oltre il 60%, e nella metà dei casi il valore del lascito non supererebbe i 20.000 euro. Ma attenzione, avverte la Lav, il testamento è sempre una questione delicata: meglio informarsi per tempo e fare chiarezza sul futuro dei nostri beni e dei nostri cari, compresi, appunto, quelli a quattro zampe. In Italia, infatti, a differenza di altri Paesi, gli animali, non possono essere nominati eredi diretti, con il rischio di essere assegnati in eredità a qualcuno che non li curi come vorremmo, ma che li eredità e gestisce solo per secondi fini.

 Come e perché a ereditare può essere un cucciolo

 Il testamento, allora, è lo strumento che ci consente di scongiurare questo rischio, facendo sì che i nostri animali ne vengano indirettamente beneficiati, designando come erede diretto una persona fisica o giuridica (associazione o fondazione) di nostra fiducia, che amministri l’eredità e assicuri che l’animale venga accudito e curato in base alle nostre specifiche disposizioni. Per chiarire qualsiasi dubbio ed esaminare aspetti pratici della controversa questione, allora, la Lav sta organizzando una serie di incontri. Il prossimo, nello specifico, realizzato con il patrocinio di Asign (Associazione italiana giovani notai) e con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato, si terrà l’11 marzo a Brescia, e avrà per titolo dal titolo “Fare testamento-perché e come lasciare un segno”. A seguire, poi, sono previsto in agenda anche gli incontri del 6 maggio a Vicenza e del 7 maggio a Venezia.

 

Ora le solite anime belle si scandalizzeranno. La fiducia nella classe politica tocca i minimi storici tra giovani europei. È quanto emerge dai risultati del progetto della European Broadcasting Union (Ebu)  Generation What? Europe, che ha rivelato le opinioni di persone fra i 18 ed i 34 anni in Europa su una serie di temi chiave che  interessano le loro vite, fra cui la politica, l’immigrazione,  l’identità nazionale e le speranze per il futuro.

Ciò che colpisce sono le dimensioni, gigantesche di questa ondata di sfiducia. Il 90% dei giovani  intervistati crede che alcuni o tutti i politici siano  corrotti. Il più alto tasso di sfiducia nella politica si registra in  Italia (94%), Grecia (92%) e Francia (92%). Le cose vanno meglio, ma non di molto, nei Paesi Bassi e in Germania: qui il 62% e 63% dice di  non avere fiducia nel sistema politico.

In questa ricerca c’è però un dato interessante:  il 69% dei giovani  vuole votare e gli intervistati non si dicono contenti se privati della possibilità di esprimere la propria preferenza  elettorale. Questo significa che la sfiducia non si rivolge contro la politica in quanto tale, ma contro il suo attuale assetto e contro le “politiche” svolte. Ma questo significa anche che c’è un grande spazio per una proposta politica rinnovata. Non solo nella proposta, ma anche nello stile.

 

Nuovi risultati a favore dell'utilizzo del sensibilissimo olfatto dei cani per individuare precocemente i tumori. Secondo i test preliminari realizzati dall'Istituto Curie, in Francia, questa strategia ha un'efficacia del 100%. Le prove realizzate su 130 donne, avvalendosi di due cani appositamente addestrati per 'sentire il cancro al seno', hanno dato ottimi risultati. Conferme che permetteranno di avviare uno studio clinico nel quadro delle ricerche finanziate dall'istituto.

Al progetto, denominato Kdog, parteciperanno 4 cani addestrati a 'cercare' l'odore della malattia su fazzoletti impregnati del sudore delle pazienti o su tessuti prelevati allo scopo. Le donne coinvolte saranno mille e la sperimentazione sarà realizzata tra il 2018 e il 2021. "L'obiettivo di questo studio - ha spiegato la ricercatrice Aurélie Thuleau, impegnata nel progetto Kdog - è determinare se la riuscita del protocollo è indipendente dalla razza del cane e dal suo addestratore".

Gli scienziati sperano di mettere a punto un test semplice e poco costoso da poter utilizzare soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove gli strumenti diagnostici spesso mancano. Sperimentazioni sui 'cani scova-tumori' sono in corso oggi in diversi Paesi, in particolare in Usa e Israele, ma anche in Italia.

 

 Le tasse e i contributi previdenziali si 'mangiano' lo stipendio dei lavoratori che costano all'azienda quasi il doppio. A tornare sul peso eccessivo del cuneo fiscale e contributivo dei lavoratori è una simulazione della Cgia di Mestre che ha esaminato la composizione delle buste paga di 2 lavoratori dipendenti entrambi occupati nel settore metalmeccanico dell’industria. Su una busta paga di 1.350 euro, infatti, il cuneo incide sul costo del lavoro per il 41,5% con un gap tra costo e retribuzione di 979 euro, mentre su un salario di 1700 euro schizza al 46,8% con una forbice tra costi e salario di 1.503 euro.

In particolare, dice ancora la Cgia, un operaio con uno stipendio mensile netto di poco superiore ai 1.350 euro al suo titolare costa un po' meno del doppio: 2.357 euro. Questo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda (1.791 euro) e dal prelievo contributivo a carico dell'imprenditore (566 euro). Il cuneo fiscale (dato dalla differenza tra il costo per l'azienda e la retribuzione netta) è pari a 979 euro che incide sul costo del lavoro per il 41,5 per cento.

Il secondo caso, invece, prosegue la simulazione, si riferisce a un impiegato con una busta paga netta di poco superiore a 1.700 euro. In questa ipotesi, il datore di lavoro deve farsi carico di un costo di oltre 3.200 euro; importo, quest'ultimo, quasi doppio rispetto allo stipendio erogato. Questa cifra è composta dalla retribuzione mensile lorda (2.483 euro) a cui si aggiungono i contributi mensili versati dal titolare dell'azienda (729 euro). Il cuneo fiscale (dato dalla differenza tra il costo per l'azienda e la retribuzione netta) è di 1.503 euro che incide sul costo del lavoro per il 46,8 per cento.

Negli ultimi anni, comunque, annota ancora la Cgia di Mestre, la situazione è un po' migliorata. E anche se quasi 1 milione di persone su 11,9 milioni che hanno beneficiato degli 80 euro nel 2015 è stato costretto a restituirli interamente, l'introduzione del bonus Renzi e il taglio dell'Irap avvenuto nel 2015 sul costo del lavoro ai dipendenti assunti con un contratto a tempo indeterminato hanno garantito una riduzione del carico fiscale di circa 14 miliardi di euro.

Inoltre, prosegue l'analisi della Cgia di Mestre, sebbene la metà dei 9 miliardi di euro annui che servono per coprire la spesa del bonus Renzi sia finita nelle tasche di dipendenti che vivono in famiglie con redditi medio-alti, è altrettanto vero che secondo un'indagine realizzata dalla Banca d'Italia il 90% delle famiglie percettrici di questa agevolazione hanno dichiarato di averla spesa e di aver destinato il restante 10% per cento al risparmio e al rimborso di debiti. In altre parole, nonostante la metà dei destinatari non fosse costituita da lavoratori a basso reddito, buona parte di questo bonus "è stato speso per gli acquisti, a dimostrazione che se si rendono più pesanti le buste paga la gente torna a spendere e a far ripartire i consumi interni che, ricordiamo, sono la componente più importante del Pil nazionale", si legge ancora. ''Oltre a tagliare l'Irpef è necessario intervenire anche sulla riduzione del prelievo in capo al datore di lavoro che in Italia è tra i più elevati d'Europa", commenta il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo ricordando come secondo l'Ocse tra gli oltre 30 paesi più industrializzati del mondo solo Francia, Repubblica Ceca ed Estonia hanno un carico contributivo per dipendente superiore al nostro.

"Una situazione che ci impone non tanto di tagliare l'aliquota previdenziale che, in un sistema ormai contributivo, danneggerebbe i lavoratori, ma di proseguire con maggiore determinazione nella riduzione delle tasse sulle imprese'', conclude. Tra gli interventi anche "incentivare la diffusione del welfare aziendale come forma di beneficio economico'', come chiede il segretario Cgia Renato Mason.

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