Mercoledì, 28 Giugno 2017
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Il Sindaco di Portalbera Pierluigi Bruni fa parte dell'amministrazione comunale oramai da 14 anni, prima come vice Sindaco poi per due mandati compreso quello attuale, come Sindaco. Alle ultime elezioni del Giugno scorso era l'unico candidato.

Bruni non c'è a Portalbera una nuova generazione che ha voglia di mettersi in politica e di fare il Sindaco?

"E’ vero faccio l'amministratore da parecchi anni ed è innegabile che è dura per la condizione in cui ci troviamo noi amministratori locali, tra patto di stabilità e tagli di bilancio è sempre più difficoltoso e impegnativo fare questo mestiere che molto spesso si perde tra le grane della burocrazia e della mancanza di fondi. I giovani a Portalbera ci sono e sono giovani molto attivi ed energici, si danno molto da fare anche e soprattutto in ambito sociale.Io già 5 anni fa ho puntato molto sui giovani inserendoli nella mia squadra, ma i giovani hanno poco tempo, devono lavorare e per lavorare devono spostarsi altrove perché qui purtroppo non è rimasto nulla per loro in ambito lavorativo e solo grazie a persone come me che sono in pensione e che hanno 'tempo libero' che i piccoli comuni stanno in piedi. Mi auspico che tra 5 anni qualcuno di questi 'miei ragazzi' s'impegni per fare il Sindaco… Vedremo… Comunque senza Sindaco non rimarremo sicuramente o in un modo o in un altro".

Appena prima delle passate elezioni  lei fece traspirare una certa stanchezza, tant’è che dichiarò al  nostro giornale "Ho chiesto a tutti di sostenermi e di non lasciare la conduzione del Comune tutta sulle mie spalle, sono in municipio praticamente tutti i giorni". A distanza di nove mesi cosa ci può dire?

"Come dicevo prima ho creato un buon gruppo di giovani ma è impensabile che un giovane che deve andare a lavorare magari a Milano se non più lontano possa essere presente quotidianamente. Vede io vengo in Comune tutti i giorni perché credo che un buon Sindaco di un piccolo paese debba essere presente sul territorio e dare la propria disponibilità a tempo pieno, io lo posso fare perché sono in pensione. Un Sindaco oggi si deve occupare del suo Comune a 360° sopperendo anche alla mancanza di dipendenti e di personale a cui delegare, fortunatamente ho due buon assessori che sono presenti e che mi danno una mano, ma torniamo al problema, lo possono fare  perché sono pensionati. Siamo comunque riusciti a trovare un buon compromesso con la mia squadra di lavoro che è quello di riunirci ogni Sabato del mese per fare il punto della situazione, per confrontarci e tenerci tutti aggiornati su ciò che è successo la settimana precedente e sulle decisioni future, è un modo per coinvolgere tutta la squadra e nello stesso tempo mi dà la consapevolezza di non essere solo".

Parlare di grandi progetti in questo contesto economico e con i tagli ai comuni è utopico, far quadrare i conti è già cosa buona. Il comune di Portalbera riesce in questo difficile intento e in che modo?

"Il primo compito come Sindaco di un piccolo paese è far quadrare i conti e mantenere tutti i servizi dati in precedenza, noi ci siamo riusciti e anche per il 2017 riusciremo a mantenere tutti i servizi dati, addirittura con qualcosa in più, quindi possiamo ritenerci soddisfatti. E' vero che in questi anni abbiamo sempre e solo potuto tamponare e non lasciarci andare a 'voli pindarici' su grandi cose ma dobbiamo restare con i piedi per terra" .

Quali sono gli interventi urgenti di cui necessita il paese e di che cifre stiamo parlando?

"Certamente le scuole hanno bisogno di vari ed ingenti interventi di cui noi come comune non possiamo farci carico, abbiamo chiesto i fondi attraverso la partecipazione ai vari bandi ma siamo sempre stati tagliati fuori. Un altro grosso problema è la viabilità, entrambe le strade che congiungono Portalbera a Stradella sono al collasso ed al limite della sopportazione causa il traffico pesante. Parliamo di cifre importanti e di interventi straordinari non alla nostra portata".

 Portalbera  è un paese rivierasco del Po,  tutto l’indotto che in passato arrivava dal fiume ormai non esiste più. Su che cosa si basa principalmente l’indotto economico di Portalbera?

 "Questo è un tasto dolente per il nostro comune, l'agricoltura non esiste più, basta pensare che oggi a Portalbera sono in due gli agricoltori che lavorano a pieno ritmo. Nell’ultimo decennio avevamo un buon numero di artigiani ma anche loro con la recente crisi hanno dovuto o chiudere o spostarsi altrove. Bisogna andare via da Portalbera per trovare lavoro questa è la realtà".

 Nell’ultimo decennio Portalbera ha visto un incremento del numero degli abitanti, passati da 1200 a 1600. Quali sono le motivazioni?

 "E’ un paese vivibile a due passi dalla città, inoltre dato significativo in questi tempi di crisi è che qui il costo dei terreni edificabili e delle case è dimezzato rispetto ai costi di Stradella".

 Se non erro da bilancio avete previsto circa 56.000 euro per le politiche sociali. Come verranno impegnati questi fondi?

 "Quest’anno la spesa supera attualmente i 60mila euro e devo dire con orgoglio che la mia amministrazione ha sempre avuto ed ha un occhio di riguardo al sociale. Abbiamo un servizio di assistenza domiciliare e scolastica che va dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria di secondo grado, aiutiamo le famiglie in difficoltà pagando loro, là dove necessario, le varie utenze e là dove ci sono casi di disabilità che seguiamo anche quando il disabile è diventato maggiorenne. Devo dire che tutta la macchina del sociale funziona bene anche grazie al 'sodalizio' con Broni e con gli altri comuni che fanno parte del piano di zona con i quali c'è massima collaborazione. Inoltre siamo riusciti a contenere la spesa sociale che altrimenti sarebbe stata più elevata anche grazie alla convenzione con la Croce Azzurra che ha a Portalbera una sua base e con la quale abbiamo stipulato una convenzione per trasporti agevolati". 

 La viabilità è una grossa spina nel fianco dell’Oltrepo, Portalbera è a due passi da Stradella e a tre da Pavia ma in entrambi i casi qualche problema logistico c'è. A che punto è la situazione Ponte Becca?

 "Con tutti i comuni al di qua e al di là del Po ci siamo uniti per cercare di dare una svegliata a una regione che sembra dormire su queste problematiche. Quando esisteva ancora la provincia con il Presidente Bosone, erano stati presentati tre, quattro progetti inerenti al ponte ed uno era stato scelto per poter essere sviluppato, poi si è arenato tutto. Hanno in mente più la Broni-Mortara che i nostri ponti! Sono cinque le strutture che, chi per un verso chi per l’altro presentano delle grosse criticità e poi parlano di valorizzare il territorio? Ma se non esistono vie di comunicazioni che possano portare turisti in Oltrepo senza dover 'tribolare' cosa valorizziamo? E’ una situazione tragica".

 Unione dei comuni indispensabile per sopravvivere?

 "Le unioni sono indispensabili e noi a Portalbera è già da parecchi anni che portiamo avanti questo discorso, le unioni vanno incentivate garantendo però un numero sufficiente di personale diversamente sono destinate a scomparire. Vede io sono convinto che i piccoli comuni facciano davvero un buon lavoro nel senso del risparmio e dell’ottimizzare le risorse, i piccoli comuni sono quelli virtuosi che riescono ad accantonare ed avanzare qualche soldo anche attraverso queste unioni. Ad oggi abbiamo in comune con altri paesi la segreteria e l’ufficio tecnico e il Comune di San Cipriano 'ci presta' quattro ore la settimana un suo vigile che però più che dedicarsi a fare il vigile deve fare lo scrivano, ma d’altronde le ore sono poche ed una persona è poca". 

Quante sono attualmente le persone alle dipendenze del Comune e quanto il volontariato è  importante in un piccolo comune alle prese con mancanza di risorse umane e finanziarie? 

"Attualmente il Comune ha tre dipendenti ovviamente insufficienti per cui già da diversi anni abbiamo un accordo con il tribunale per il reinserimento di persone che convertono la loro pena in lavori socialmente utili alla comunità, l’ultimo arrivato ci aiuta nel decoro urbano e nelle piccole manutenzioni ordinarie".

 

Introdurre l'Avvocato Agostino Guardamagna non è facile, è come scrivere la prefazione di un libro importante di cui non sei tu l'autore e rischi o di dimenticarti qualcosa di importante o di soffermarti su un qualcosa di ininfluente. A me piace definirlo come il titolo di uno dei suoi libri "La vespa togata".

Togata perché Agostino Guardamagna è stato un avvocato di successo con tanto di medaglia d'oro dell'ordine di Milano, una lunga carriera la sua iniziata nella Milano degli anni 50 e vespa,  sia per il suo essere pungente, sia per il suo essere eclettico  e "svolazzante", passando da un interesse all'altro, da una passione all'altra: avvocato, scrittore, pubblicista, amante del buon vino e del buon cibo,  ritornato in Oltrepo dove è stato giudice di pace in quel di Voghera per un decennio,  ora trova come li definisce lui dei "quotidiani passatempi terapeutici come rimedi contro le paturnie dell' età".

Mi chiede cosa voglio sapere da lui. Vorrei sapere cosa ne pensa una persona autorevole, intelligente, brillante, che ha vissuto e vive una vita piena di interessi prima fuori dall'Oltrepo, ora in quel di Retorbido, sulle tematiche "rognose" del nostro territorio.

Oltrepo e turismo. Un turismo quello oltrepadano che sembra non decollare…

"Per fortuna che non è decollato, l'Oltrepo è Oltrepo proprio perchè non è decollato il turismo, quel turismo che negli anni passati sulla scia di quegli entusiasmi che favorirono lo sviluppo edilizio  ha rovinato paesaggi, spiagge e vegetazione, se così fosse successo non avremmo più il nostro amato Oltrepo. Ricordo sempre le parole del mio grande amico Mario Resca con le quali mi raccontava che una cosa terribile era stata fatta in Oltrepo, l'auditorium di Fortunago. A questo scempio, rispondo che manca una scuola in Italia e quindi anche in Oltrepo che abiliti una persona a fare il Sindaco, manca il divieto a chi non ha studiato urbanistica di fare l'amministratore locale. Studiando il gusto si affina anche per chi non è "portato" . E' pur vero che se decollasse ora forse sarebbe il momento buono ora siamo più attenti, la sensibilità è aumentata e di cose brutte se ne fanno sempre meno. Un altro cruccio dell'Oltrepo è la decadenza delle strutture ricettive, mentre per i ristoranti la scelta è ampia e anche di buon livello, non ci sono alberghi attraenti e degni di chiamarsi tali. So che esistono gli agriturismi, un tessuto che a dire il vero conosco poco, ma mi ha colpito un mio caro amico di Parigi che venutomi a trovare sapeva e conosceva un agriturismo di Santa Maria della Versa ed è voluto andare lì a tutti i costi. Ecco questa è una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere, molto probabilmente l'agriturismo e non parlo di ristorazione ma di ricettività  è una formula vincente, forse più per lo straniero che per noi del luogo". 

Oltrepo e vino. Ultimamente se ne è parlato molto e purtroppo non in positivo, questi scandali hanno compromesso l'immagine dell'Oltrepo e cosa manca a noi oltrepadani per renderci vincenti nel settore vinicolo?

 

"Certamente sì ci ha danneggiato a livello di immagine però tante volte dagli scossoni viene fuori qualcosa di positivo. Lei mi chiede cosa manca all'Oltrepo e io le rispondo dicendole che basterebbe andare in Borgogna per capire cosa manca a noi. In Borgogna  promuovono il vino del vicino per promuovere se stessi, noi abbiamo il prodotto ma non questa capacità fatta di cultura e tradizioni del saper vivere con il vicino, dell'amare il vicino. In Oltrepo questo è impensabile, esiste un'invidia cattiva che caratterizza i rapporti, abbiamo un istinto atavico del contadino che difende il podere ma non sa come difenderlo bene.  E' un fatto di cultura mettere i problemi in termini di soluzione e lo capirono tempo fa quando gli uomini si unirono in cooperative, a Retorbido esisteva il Teatro Sociale e la Cantina Sociale ora non c'è più nulla e credo anche per mia esperienza lavorativa di poter affermare che i problemi di vicinato sono gli unici problemi  irrisolvibili, quando due vicini litigano,  l'unica soluzione è vendere la casa ed andarsene".

 

La Versa. E' recente la notizia dell’acquisizione della cantina da parte di Terre d’Oltrepo per il 70% e per il 30% della cantina Cavit.  Come vede l'arrivo di una cantina "straniera"?

 

"Il fatto che un’azienda trentina, la Cavit sia entrata nel management non è che di buon auspicio perché tutto ciò che arriva dal Trentino è cosa buona. Voglio raccontarle un aneddoto per spiegarle il perché di questa mia affermazione: con l’ex Procuratore generale di Trento, mio caro amico andammo tempo fa in Sicilia, ospiti di un feudo che fa parte di un fondo trentino per la produzione di vino rosso. I trentini che non hanno una grossa esportazione di vino rosso in America hanno visto e capito che l'unico vino rosso di successo oltre oceano era il Nero d'Avola e così  hanno acquistato un fondo in Sicilia, dove se c'è una pianta potata male sanno chi l’ha potata. Questo per dirle che se noi ci attacchiamo al carro dei trentini ben venga, meglio di quello dei bresciani".

 

Salame di Varzi: da sempre la diatriba è produrre meno e produrre meglio. Qual è la sua visione?

 

"Senza la qualità è impensabile  proporre ora un prodotto, il consumatore  se ne accorge  e la qualità paga sempre. E' ovvio che sarebbe  meglio farne tanto e bene, ci riescono ovunque  tranne che in Oltrepo dove vige la supremazia del 'lo so fare buono solo io', poi stesso identico discorso fatto per il vino, l'amore per il vicino, l'essere uniti e fare rete".

 

Oltrepo e Pirolisi . Qual è la sua posizione?

 

"Retorbido che sembra per certi versi come tanti altri nostri paesi, un paese che dorma in realtà ha dimostrato di avere un volontariato straordinariamente efficiente, il Comitato no Pirolisi ne è un ottimo esempio, dimostrando una capacità vitale notevole, straordinaria che ha smosso quel senso civico che va ben oltre la pirolisi. Leggo sempre una frase che è stata apposta qui in Retorbido ‘cittadini e non sudditi’, una magnifica,  rivoluzionaria. Detto questo sul tema pirolisi avrei diverse cose da dire, prima però vorrei leggere i pareri dei cinque tecnici con le rispettive perizie e seguire tutta la vicenda legata ai ricorsi che la Società sta portando avanti, quindi non è ancora il momento".

 

A 10 km abbiamo la raffineria di Sanazzaro. Non crede che i vari comitati dovrebbero mobilitarsi anche su quel fronte oppure il problema che si pone va al di là della salute pubblica ed è il fatto che dà lavoro a 400 famiglie?

 

"I comitati intanto per loro natura sono su un progetto solo, finito il progetto finisce il comitato. Non esiste un comitato permanente, detto questo è probabile che la motivazione sia proprio questa,  il problema del lavoro è un grosso problema e dover mettere di fronte famiglie che fanno la fame e la salute pubblica è grave, la saluta pubblica dovrebbe venire prima però...".

 

Ciclismo e Oltrepo. Lei ne è un appassionato e ai tempi le Terme di Salice puntarono molto sul turismo  derivante dal ciclismo. Pensa che l'Oltrepo può e deve puntare sul turismo derivante dal ciclismo?

 

"E' un rilancio impossibile, il ciclismo in Italia non esiste più, non esiste più una squadra di ciclismo di alto livello in mani italiane. Sono scappati tutti quelli che per passione avevano la loro squadra ciclistica, Lampre, Liquigas… E' mancato e manca quello spirito imprenditoriale che sa gestire il fenomeno curando i conti. E' inutile illudersi, non sono le iniziative sporadiche che rilanciano il ciclismo e il turismo che ne deriva, ma il sapere ragionare con spirito e cultura imprenditoriale a lungo termine".

 

Nel 2016 il numero dei bambini non nati ha raggiunto le dimensioni di una città come Monza, mai così alto secondo l'ultimo rapporto Istat sulla popolazione e anche per il Population Division del Department of Economics and Social Affairsdell'Onu gli italiani "sono un gruppo etnico in via di estinzione". La fecondità è scesa a 1,34 figli per donna, ma si deve considerare che le straniere fanno 1,95 figli e le italiane 1,27. Il rapporto fra nascite e decessi in Italia è negativo dal 1990 e l'ultima revisione aggiornata delle previsioni per la crescita - in base al rapporto del “World Population Prospect: the 2015 Revisione” parla di una popolazione ferma. In un'Italia in cui il segno meno per quanto riguarda le nascite sembra essere molto diffuso, la città di Bolzano fa eccezione. Qui la popolazione è aumentata dell’1,4% e in media le donne hanno 1,78 figli ciascuna. Un dato in controtendenza reso possibile dagli aiuti degli enti locali  che nella provincia di Bolzano sono aumentati da 37mila a 47mila e grazie ai fondi passati da 45 milioni a 73 milioni di euro. I bambini da zero a tre anni ricevono un assegno che, dal 2013, vale 200 euro al mese. Non è per i ricchi, ma per chi non supera gli 80mila euro all’anno di reddito netto, "pari però al 90% delle famiglie", spiega l’assessore provinciale Waltraud Deeg. L’importo si cumula con un assegno regionale più elastico sull’età e ha in media un valore di 110 euro mensili, e, col bonus nazionale, da 80.

 

Chiedeva sesso in cambio di un ruolo da titolare in squadra. Ruota intorno al mondo del calcio giovanile l'operazione della polizia postale di Torino che ha arrestato un allenatore 20enne, ora ai domiciliari. In carcere è invece finito un allenatore 50enne che sfruttava il collega più giovane per collezionare materiale pedopornografico. Obbligo di firma per un arbitro, che con la scusa di massaggi tonificanti tentava approcci sessuali. Pedopornografia e violenza sessuale le accuse a vario titolo nei loro confronti. L'indagine, coordinata dalla Procura di Torino e durata quasi un anno. A far scattare gli accertamenti è stata la denuncia per violenza sessuale dei genitori di un sedicenne con la passione del pallone. Una quindicina le vittime che hanno confermato i sospetti della polizia. L'inchiesta è ancora in corso.

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