Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Lunedì, 20 Marzo 2017

L'Italia è il Paese con la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale, e questo nonostante la situazione economica 'in difficoltà'. A sancirlo è la classifica 'Bloomberg Global Health Index' su 163 Paesi. Infatti, un bambino nato in Italia ha una aspettativa di vita di un ottuagenario, mentre in Paesi come il Sierra Leone l'aspettativa di vita è di circa 52 anni. Nella classifica dei Paesi 'più in salute', dopo l'Italia, figurano Islanda, Svizzera, Singapore, Australia. Gli Usa sono al 34/mo Posto.

Se gli italiani sono il popolo 'più sano' e in salute a livello mondiale, il merito è in gran parte della Dieta Mediterranea.  La dieta ricca di verdure ed olio extra vergine di oliva rappresenta infatti un 'toccasana'. Bloomberg cita a questo proposito il parere di Adam Drewnowski, direttore del Center for Public Health Nutrition dell'Università di Washington, secondo il quale è di fondamentale importanza per i consumatori poter avere accesso a a prodotti freschi, frutta e pesce.
   

Mentre l'Italia si conferma tra i Paesi più sviluppati, sottolinea Bloomberg, la sua crescita è stagnante da decadi, la disoccupazione giovanile raggiunge il 40% ed il suo deficit pubblico è tra i più alti al mondo. Nonostante questo, rileva Bloomberg, gli italiani sono molto più in forma di canadesi, americani e inglesi, che presentano tutti livelli più alti di pressione sanguigna e colesterolo, oltre ad essere maggiormente colpiti da disturbi psichiatrici. 

L'Italia, sottolinea inoltre Bloomberg sul suo sito, è anche caratterizzata da un "eccesso di medici", ed a questo proposito si fa riferimento al fatto che uno dei programmi televisivi più longevi e di maggior successo sia la fiction 'Un medico in famiglia', che vede come protagonista appunto un medico. Nella classifica, che considera i primi 50 Paesi maggiormente in salute su un totale di 163, Singapore e Cipro sono i soli Paesi non Ocse a classificarsi nei primi 20 posti; Israele è il Paese al posto più alto in classifica per il Medio Oriente, il Cile per l'America Latina e la Slovenia per l'Europa dell'Est.

 

 In totale sono 44 milioni e 858 mila euro. È’ “la cifra che lo Stato deve alla Regione Lombardia per le prestazioni erogate nel corso degli ultimi anni per l’assistenza sanitaria dei richiedenti asilo in provincia di Milano”. A spiegarlo è il leghista Fabio Rolfi, presidente della commissione Sanità del consiglio regionale lombardo, che torna sul tema della posizione creditoria della Regione nei confronti dello Stato, in occasione dell’approvazione di una delibera di giunta (Determinazione in ordine alla chiusura definitiva delle posizioni creditorie vantate dalle aziende socio-sanitarie territoriali e dagli erogatori privati nei confronti della Prefettura di Milano per prestazioni a stranieri temporaneamente presenti sul territorio nazionale) con cui viene ufficializzata la cifra che riguarda Milano.

 Lo Stato è molto solerte nell’assegnare profughi

 “Questo atto – spiega Rolfi in una nota – rappresenta l’accoglimento di una richiesta della Lega Nord e definisce la cifra che lo Stato deve alla Regione per le prestazioni erogate nel corso degli ultimi anni per l’assistenza sanitaria dei richiedenti asilo in provincia di Milano. Si tratta di un importo davvero notevole, accertato da Ats e Prefettura, che ammonta a 40 milioni e 711 mila euro per gli erogatori pubblici, da sommarsi ad ulteriori 4 milioni e 481 mila euro dovuti agli erogatori privati, per un totale di 44 milioni e 858 mila euro”. “Auspichiamo – incalza Rolfi – che lo Stato, sempre molto solerte quando si tratta di assegnare coattamente gli aspiranti profughi al nostro territorio, dimostri altrettanta rapidità nel saldare i suoi debiti nei confronti della Regione, e quindi dei cittadini lombardi. La Lombardia infatti è stanca di essere il bancomat del Governo romano e desidera poter riutilizzare queste risorse per migliorare ulteriormente il sistema sanitario regionale per chi su questo territorio vive e lavora”. “Questo primo passo, che rappresenta però l’ufficializzazione della cifra dovuta, deve necessariamente essere riproposto in tempi rapidi anche per tutte le altre Ats del territorio lombardo. È fondamentale infatti -conclude- quantificare la cifra complessiva di crediti che la Regione vanta, in modo da poter recuperare queste risorse il prima possibile”.

 

 L’Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo Calvi” di Voghera ha partecipato per la prima volta al torneo svoltosi  il giorno 17 marzo 2017 presso il Golf Country Club di Salice Terme si è svolta la fase provinciale dei campionati studenteschi di scacchi.

 Il Calvi ha partecipato con tre studenti per la categoria juniores (Popa Alexandru, Veronese Lorenzo, El Yaagoubi Jad) e sei per la categoria allievi (Cavagna Mattia, Di Noto Lorenzo, Ghali Youssef, Monai Christopher, Roshi Gabriel, Stanciu Catalin).

 Nonostante il numero di studenti fosse ridotto rispetto a quello delle altre scuole e la maggior parte di essi fosse alle prime armi, l’Istituto si è classificato al secondo posto alle spalle del Liceo Galilei di Voghera.

 L’attività degli scacchi ha riscosso particolare successo e interesse nei ragazzi che si sono esercitati durante le lezioni di Scienze Motorie con la prof.ssa Laura Pedrazzini e il prof. Alessandro Battipaglia.

 Prossimo appuntamento per i novelli scacchisti sarà la fase regionale che si terra a Cormano (MI) il 6 aprile 2017.


 

 


 

 

Il 24 e il 25 marzo prossimi saranno due giornate dense di interessanti iniziative organizzate dalla Biblioteca Civica “Paolo Migliora”

Si parte venerdì 24 marzo con la presentazione, alle ore 21,00 presso la Sala Manifestazioni di Via Indipendenza n, 14, del libro di Andrea Casarini “Ricette della Tradizione”.

Il testo si configura come un vero e proprio ricettario composto dalle ricette di famiglia che l’autore ha meticolosamente raccolto recuperandole dai quaderni di cucina di nonne e bisnonne per poi riproporle in una veste editoriale più accattivante. Le ricette si riferiscono tutte alla cucina tradizionale del nostro territorio, una cucina che può sembrare, a chi poco la conosce, povera e a tratti scontata ma che evidenzia, nelle varie preparazioni, una profonda conoscenza delle proprietà e della stagionalità degli alimenti, una importante cultura gastronomica e una spiccata originalità nell’ imbandire anche la tavola di tutti i giorni.

Introdurrà la serata Laura Disperati, presidente della biblioteca. Discuteranno insieme all’autore: Paola Settimini, giornalista ed editore di “La Spezia Oggi” e “Informazione Indipendente”; Teresio Nardi, fiduciario condotta Slow Food Oltrepò Pavese; Piera Spalla, chef del Ristorante Selvatico di Rivanazzano Terme.

Proseguono anche nel mese di marzo gli incontri del gruppo di lettura. Come è emerso nel corso di queste piacevoli discussioni, l’intenzione è quella di creare, per le persone a cui piace leggere, un’occasione speciale per incontrarsi e scambiare commenti e suggerimenti su libri di ogni tipo. Tutto ciò in un clima allegro e cordiale, ove ognuno possa esprimere liberamente le proprie opinioni e scoprire, magari, nuovi generi e nuovi autori. La condivisione delle letture preferite di ognuno potrà così trasformarsi in un’opportunità più ampia di socializzare e di “fare” cultura.

L’appuntamento è fissato per sabato 25 marzo 2017 alle ore 10,30 presso la Biblioteca Civica “Paolo Migliora” di Rivanazzano Terme in Via Indipendenza n. 14, per discutere e riflettere insieme sul romanzo di Donatella di Pietrantonio “L’arminuta”. Ovviamente l’invito è esteso anche a coloro che non hanno letto il testo proposto ma che fossero interessati ad accogliere o condividere consigli e spunti di lettura.

 La biblioteca ha in calendario anche un appuntamento dedicato ai piccoli lettori con la serie di tre laboratori dal titolo “Magicascienza…in Biblioteca”

 Appuntamento con il primo incontro sabato 25 marzo alle ore 15,00 con il laboratorio dal titolo “In viaggio con 10occhi”. Attraverso le avventure di un piccolo extraterrestre, divertenti esperimenti scientifici e semplici attività da fare insieme, impareremo tante cose sullo spazio ed i pianeti.

Si tratta di un laboratorio di narrazione ed educazione alle scienze a cura di Deborah Maggioncalda, educatrice ambientale e animatrice scientifica.

La partecipazione al laboratorio e gratuita ma e obbligatorio prenotarsi perché ci sono solo 25 posti!

Informazioni e iscrizioni presso la biblioteca:  

0383.91565, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 Oltre 150 studenti presenti venerdì, 17 marzo 2017, al Golf & Country di Salice Terme, per disputarsi i Campionati Studenteschi Provinciali. Dal mattino al pomeriggio, si sono giocati 6 turni di gioco per sei delle 10 categorie, quelle appartenenti alle scuole primarie e medie, mentre si è giocato su 5 turni di gioco per le quattro categorie delle superiori. 

Con 36 squadre, in gara in rappresentanza di 10 istituti scolastici, due istituti hanno fatto razzia: dei 10 titoli in palio quattro (Allievi, Allieve, Juniores maschili e femminili) se li aggiudica il Liceo Galilei di Voghera e tre l'I.C. di Rivanazzano Terme (Ragazzi, Ragazze, Cadette). Due titoli vanno a Vigevano: per le primarie maschili-miste all'IC Vittorio Veneto, titolo che vinse anche due anni orsono, mentre l'IC Anna Botto si riconferma nella serie Cadetti maschile-misto. Il decimo titolo in palio, nella primaria femminile, se lo aggiudica l'IC Corso Cavour di Pavia, alla sua prima partecipazione in questa manifestazione pluridecennale ma che nella nostra provincia si disputa però solo dal 2014. 

Oltre ai sopramenzionati vincitori dei titoli provinciali, altri istituti partecipanti ottengono podi o, comunque, la qualificazione ai Campionati Regionali: il Calvi di Voghera (anch'esso alla sua prima partecipazione), L'ITAS Gallini di Voghera, l'I.C. di Stradella, e l'I.C. di Via Valletta Fogliano Vigevano; mentre risulta primo dei non qualificati nella serie Cadetti il Dante-Plana di Voghera. 

Sebbene abbia mancato la qualificazione nei pulcini, l'IC di Rivanazzano Terme migliora comunque il record lombardo, che esso stesso stabilì lo scorso anno, qualificando cinque squadre ai Campionati Regionali; nell'edizione passata, in cui non esistevano ancora le categorie dei Ragazzi e Ragazze (novità di quest'anno), fece l'en plein con squadre ai Regionali in tutte e le quattro le categorie.  Il Galilei sarà presente nelle quattro categorie delle scuole di II grado. I rimanenti sette istituti della provincia che hanno squadre qualificate, andranno ad ingrossare il numero delle compagini della Provincia di Pavia che cercheranno l'approdo alla finale nazionale. L'anno scorso vi riuscì solo la squadra Cadette dell'IC Rivanazzano (solo la terza volta nella storia per una scuola della Provincia di Pavia) e lo mancarono di poco le Allieve del Galilei che arrivarono terze. Dovuto a un cambio regolamentare, quest'anno anche le terze classificate ai Regionali si qualificheranno ai Nazionali e chissà che a qualcuna di queste ventuno squadre qualificate dalla nostra provincia riesca l'impresa. 

I Campionati Regionali si terranno il 6 aprile a Cormano (MI) e l'Ufficio Scolastico Territoriale organizzerà il trasporto per gli studenti delle scuole secondarie.

 

 Al processo per il delitto di Vasto, in corso di svolgimento con il rito abbreviato e a porte chiuse, presso  la Corte d'Assise di Lanciano, il Pm Giampiero De Florio ed il sostituito Gabriella De Lucia hanno  chiesto la condanna all'ergastolo per Fabio Di Lello, 34 anni, di Vasto (Ch) accusato dell’omicidio volontario premeditato di Italo D’Elisa, 22 anni, avvenuto lo scorso primo febbraio davanti  ad un bar. Di Lello sparò tre colpi di pistola calibro 9 contro la vittima per vendicare l’investimento mortale, avvenuto la scorsa estate, della moglie Roberta Smargiassi. La prossima udienza è in programma  venerdì 24 marzo prossimo.

 

 

Violenza sessuale di gruppo su una quindicenne: il branco torna libero. Per un anno e mezzo saranno messi alla prova: gli undici ragazzi – tutti minorenni residenti tra Pimonte, Gragnano e Vico Equense, in provincia di Napoli – andranno a scuola o al lavoro, poi faranno tutti attività di volontariato, sport e seguiranno un percorso di recupero psicologico.

 

Violenza sessuale, i ragazzi saranno messi alla prova

 

Il tribunale dei Minori di Napoli si è pronunciato stamattina ammettendo le richieste dei difensori dei giovani imputati che sono apparsi tutti pentiti e dispiaciuti per l’episodio. La violenza di gruppo fu ricostruita dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e della stazione di Pimonte, che scoprirono l’orrore custodito in alcuni video e delle chat sui cellulari dei ragazzini. In undici abusarono della quindicennenne nella capanna del presepe di Pimonte, che si trasformò nel luogo degli orrori, tra bullismo, minacce e violenza sessuale.  L’episodio avvenne nel periodo natalizio del 2015 e fu denunciato lo scorso luglio. Come si legge ancora su altri quotidiani, all’udienza ha assistito anche la madre della vittima, mentre la ragazzina non era in aula. La messa in prova terminerà l’8 ottobre 2018, poi i ragazzi torneranno davanti al giudice per valutare l’esito del percorso.

 

Il Sindaco di Portalbera Pierluigi Bruni fa parte dell'amministrazione comunale oramai da 14 anni, prima come vice Sindaco poi per due mandati compreso quello attuale, come Sindaco. Alle ultime elezioni del Giugno scorso era l'unico candidato.

Bruni non c'è a Portalbera una nuova generazione che ha voglia di mettersi in politica e di fare il Sindaco?

"E’ vero faccio l'amministratore da parecchi anni ed è innegabile che è dura per la condizione in cui ci troviamo noi amministratori locali, tra patto di stabilità e tagli di bilancio è sempre più difficoltoso e impegnativo fare questo mestiere che molto spesso si perde tra le grane della burocrazia e della mancanza di fondi. I giovani a Portalbera ci sono e sono giovani molto attivi ed energici, si danno molto da fare anche e soprattutto in ambito sociale.Io già 5 anni fa ho puntato molto sui giovani inserendoli nella mia squadra, ma i giovani hanno poco tempo, devono lavorare e per lavorare devono spostarsi altrove perché qui purtroppo non è rimasto nulla per loro in ambito lavorativo e solo grazie a persone come me che sono in pensione e che hanno 'tempo libero' che i piccoli comuni stanno in piedi. Mi auspico che tra 5 anni qualcuno di questi 'miei ragazzi' s'impegni per fare il Sindaco… Vedremo… Comunque senza Sindaco non rimarremo sicuramente o in un modo o in un altro".

Appena prima delle passate elezioni  lei fece traspirare una certa stanchezza, tant’è che dichiarò al  nostro giornale "Ho chiesto a tutti di sostenermi e di non lasciare la conduzione del Comune tutta sulle mie spalle, sono in municipio praticamente tutti i giorni". A distanza di nove mesi cosa ci può dire?

"Come dicevo prima ho creato un buon gruppo di giovani ma è impensabile che un giovane che deve andare a lavorare magari a Milano se non più lontano possa essere presente quotidianamente. Vede io vengo in Comune tutti i giorni perché credo che un buon Sindaco di un piccolo paese debba essere presente sul territorio e dare la propria disponibilità a tempo pieno, io lo posso fare perché sono in pensione. Un Sindaco oggi si deve occupare del suo Comune a 360° sopperendo anche alla mancanza di dipendenti e di personale a cui delegare, fortunatamente ho due buon assessori che sono presenti e che mi danno una mano, ma torniamo al problema, lo possono fare  perché sono pensionati. Siamo comunque riusciti a trovare un buon compromesso con la mia squadra di lavoro che è quello di riunirci ogni Sabato del mese per fare il punto della situazione, per confrontarci e tenerci tutti aggiornati su ciò che è successo la settimana precedente e sulle decisioni future, è un modo per coinvolgere tutta la squadra e nello stesso tempo mi dà la consapevolezza di non essere solo".

Parlare di grandi progetti in questo contesto economico e con i tagli ai comuni è utopico, far quadrare i conti è già cosa buona. Il comune di Portalbera riesce in questo difficile intento e in che modo?

"Il primo compito come Sindaco di un piccolo paese è far quadrare i conti e mantenere tutti i servizi dati in precedenza, noi ci siamo riusciti e anche per il 2017 riusciremo a mantenere tutti i servizi dati, addirittura con qualcosa in più, quindi possiamo ritenerci soddisfatti. E' vero che in questi anni abbiamo sempre e solo potuto tamponare e non lasciarci andare a 'voli pindarici' su grandi cose ma dobbiamo restare con i piedi per terra" .

Quali sono gli interventi urgenti di cui necessita il paese e di che cifre stiamo parlando?

"Certamente le scuole hanno bisogno di vari ed ingenti interventi di cui noi come comune non possiamo farci carico, abbiamo chiesto i fondi attraverso la partecipazione ai vari bandi ma siamo sempre stati tagliati fuori. Un altro grosso problema è la viabilità, entrambe le strade che congiungono Portalbera a Stradella sono al collasso ed al limite della sopportazione causa il traffico pesante. Parliamo di cifre importanti e di interventi straordinari non alla nostra portata".

 Portalbera  è un paese rivierasco del Po,  tutto l’indotto che in passato arrivava dal fiume ormai non esiste più. Su che cosa si basa principalmente l’indotto economico di Portalbera?

 "Questo è un tasto dolente per il nostro comune, l'agricoltura non esiste più, basta pensare che oggi a Portalbera sono in due gli agricoltori che lavorano a pieno ritmo. Nell’ultimo decennio avevamo un buon numero di artigiani ma anche loro con la recente crisi hanno dovuto o chiudere o spostarsi altrove. Bisogna andare via da Portalbera per trovare lavoro questa è la realtà".

 Nell’ultimo decennio Portalbera ha visto un incremento del numero degli abitanti, passati da 1200 a 1600. Quali sono le motivazioni?

 "E’ un paese vivibile a due passi dalla città, inoltre dato significativo in questi tempi di crisi è che qui il costo dei terreni edificabili e delle case è dimezzato rispetto ai costi di Stradella".

 Se non erro da bilancio avete previsto circa 56.000 euro per le politiche sociali. Come verranno impegnati questi fondi?

 "Quest’anno la spesa supera attualmente i 60mila euro e devo dire con orgoglio che la mia amministrazione ha sempre avuto ed ha un occhio di riguardo al sociale. Abbiamo un servizio di assistenza domiciliare e scolastica che va dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria di secondo grado, aiutiamo le famiglie in difficoltà pagando loro, là dove necessario, le varie utenze e là dove ci sono casi di disabilità che seguiamo anche quando il disabile è diventato maggiorenne. Devo dire che tutta la macchina del sociale funziona bene anche grazie al 'sodalizio' con Broni e con gli altri comuni che fanno parte del piano di zona con i quali c'è massima collaborazione. Inoltre siamo riusciti a contenere la spesa sociale che altrimenti sarebbe stata più elevata anche grazie alla convenzione con la Croce Azzurra che ha a Portalbera una sua base e con la quale abbiamo stipulato una convenzione per trasporti agevolati". 

 La viabilità è una grossa spina nel fianco dell’Oltrepo, Portalbera è a due passi da Stradella e a tre da Pavia ma in entrambi i casi qualche problema logistico c'è. A che punto è la situazione Ponte Becca?

 "Con tutti i comuni al di qua e al di là del Po ci siamo uniti per cercare di dare una svegliata a una regione che sembra dormire su queste problematiche. Quando esisteva ancora la provincia con il Presidente Bosone, erano stati presentati tre, quattro progetti inerenti al ponte ed uno era stato scelto per poter essere sviluppato, poi si è arenato tutto. Hanno in mente più la Broni-Mortara che i nostri ponti! Sono cinque le strutture che, chi per un verso chi per l’altro presentano delle grosse criticità e poi parlano di valorizzare il territorio? Ma se non esistono vie di comunicazioni che possano portare turisti in Oltrepo senza dover 'tribolare' cosa valorizziamo? E’ una situazione tragica".

 Unione dei comuni indispensabile per sopravvivere?

 "Le unioni sono indispensabili e noi a Portalbera è già da parecchi anni che portiamo avanti questo discorso, le unioni vanno incentivate garantendo però un numero sufficiente di personale diversamente sono destinate a scomparire. Vede io sono convinto che i piccoli comuni facciano davvero un buon lavoro nel senso del risparmio e dell’ottimizzare le risorse, i piccoli comuni sono quelli virtuosi che riescono ad accantonare ed avanzare qualche soldo anche attraverso queste unioni. Ad oggi abbiamo in comune con altri paesi la segreteria e l’ufficio tecnico e il Comune di San Cipriano 'ci presta' quattro ore la settimana un suo vigile che però più che dedicarsi a fare il vigile deve fare lo scrivano, ma d’altronde le ore sono poche ed una persona è poca". 

Quante sono attualmente le persone alle dipendenze del Comune e quanto il volontariato è  importante in un piccolo comune alle prese con mancanza di risorse umane e finanziarie? 

"Attualmente il Comune ha tre dipendenti ovviamente insufficienti per cui già da diversi anni abbiamo un accordo con il tribunale per il reinserimento di persone che convertono la loro pena in lavori socialmente utili alla comunità, l’ultimo arrivato ci aiuta nel decoro urbano e nelle piccole manutenzioni ordinarie".

 

 Un tempo il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, dalle prime ore del mattino molte case dei paesi dell’Oltrepo erano invase dal profumo di dorate e invitanti frittelle! Il giorno della festa del papà, infatti, le vere protagoniste erano queste dolci prelibatezze per la gioia di grandi e piccoli. La tradizione  ha origine dalle antichissime celebrazioni che si svolgevano all’inizio della primavera durante le quali  gli antichi accendevano grossi fuochi e consumavano focaccine fritte impastate con acqua e farina di frumento. Oggi si frigge molto meno, si preferisce comprare le frittelle in pasticceria o dal panettiere ma sono sicura che a San Giuseppe  nelle valli oltrepadane si diffonderà ancora il profumo intenso di questi golosissimi dolci!

La ricetta che vi propongo questo mese è una rivisitazione delle frittelle tradizionali, molto leggera e di sicuro effetto per una merenda chic!

Rose alla marmellata di ciliegie

Ingredienti  per 4 persone:

150 g di farina bianca

15 g di burro

1 uovo intero

qualche cucchiaio di grappa

un pizzico di sale

strutto o olio di semi di arachide  per friggere

qualche cucchiaio di marmellata di ciliegie

zucchero a velo

Come si preparano:

In una terrina mescoliamo la farina  con il burro morbido, l’uovo e un pizzico di sale. Lavoriamo  energicamente aggiungendo qualche cucchiaio di grappa fino ad ottenere un impasto sodo che avvolgeremo nella pellicola e lasceremo riposare per mezz’ora. Ricaviamo dalla pasta  una sfoglia molto sottile  usando o il mattarello oppure la comodissima macchina per sfoglia. Ci servono ora tre formine per biscotti rotonde  di dimensioni crescenti. Tagliamo per ogni rosa un cerchio più grande, uno medio e uno piccolo. Spennelliamo  leggermente con acqua il centro del primo disco e posizioniamo sopra il secondo , spennelliamo con acqua il centro del secondo disco e adagiamo il terzo. Premiamo bene il punto centrale  con il dito  e con una rotella pratichiamo delle incisioni dall’esterno verso il centro per creare i petali.

In un pentolino con i bordi alti sciogliamo lo strutto e friggiamo le rose una alla volta tenendole ben immerse con il manico di un cucchiaio nel punto centrale. In questo modo i petali friggendo si gonfieranno formando la corolla delle nostre rose.

Quando saranno  ben dorate, le scoliamo su carta per fritti, mettiamo al centro della corolla un cucchiaino di marmellata, spolverizziamo con zucchero a velo  e le nostre bellissime rose sono pronte da servire..

 

Introdurre l'Avvocato Agostino Guardamagna non è facile, è come scrivere la prefazione di un libro importante di cui non sei tu l'autore e rischi o di dimenticarti qualcosa di importante o di soffermarti su un qualcosa di ininfluente. A me piace definirlo come il titolo di uno dei suoi libri "La vespa togata".

Togata perché Agostino Guardamagna è stato un avvocato di successo con tanto di medaglia d'oro dell'ordine di Milano, una lunga carriera la sua iniziata nella Milano degli anni 50 e vespa,  sia per il suo essere pungente, sia per il suo essere eclettico  e "svolazzante", passando da un interesse all'altro, da una passione all'altra: avvocato, scrittore, pubblicista, amante del buon vino e del buon cibo,  ritornato in Oltrepo dove è stato giudice di pace in quel di Voghera per un decennio,  ora trova come li definisce lui dei "quotidiani passatempi terapeutici come rimedi contro le paturnie dell' età".

Mi chiede cosa voglio sapere da lui. Vorrei sapere cosa ne pensa una persona autorevole, intelligente, brillante, che ha vissuto e vive una vita piena di interessi prima fuori dall'Oltrepo, ora in quel di Retorbido, sulle tematiche "rognose" del nostro territorio.

Oltrepo e turismo. Un turismo quello oltrepadano che sembra non decollare…

"Per fortuna che non è decollato, l'Oltrepo è Oltrepo proprio perchè non è decollato il turismo, quel turismo che negli anni passati sulla scia di quegli entusiasmi che favorirono lo sviluppo edilizio  ha rovinato paesaggi, spiagge e vegetazione, se così fosse successo non avremmo più il nostro amato Oltrepo. Ricordo sempre le parole del mio grande amico Mario Resca con le quali mi raccontava che una cosa terribile era stata fatta in Oltrepo, l'auditorium di Fortunago. A questo scempio, rispondo che manca una scuola in Italia e quindi anche in Oltrepo che abiliti una persona a fare il Sindaco, manca il divieto a chi non ha studiato urbanistica di fare l'amministratore locale. Studiando il gusto si affina anche per chi non è "portato" . E' pur vero che se decollasse ora forse sarebbe il momento buono ora siamo più attenti, la sensibilità è aumentata e di cose brutte se ne fanno sempre meno. Un altro cruccio dell'Oltrepo è la decadenza delle strutture ricettive, mentre per i ristoranti la scelta è ampia e anche di buon livello, non ci sono alberghi attraenti e degni di chiamarsi tali. So che esistono gli agriturismi, un tessuto che a dire il vero conosco poco, ma mi ha colpito un mio caro amico di Parigi che venutomi a trovare sapeva e conosceva un agriturismo di Santa Maria della Versa ed è voluto andare lì a tutti i costi. Ecco questa è una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere, molto probabilmente l'agriturismo e non parlo di ristorazione ma di ricettività  è una formula vincente, forse più per lo straniero che per noi del luogo". 

Oltrepo e vino. Ultimamente se ne è parlato molto e purtroppo non in positivo, questi scandali hanno compromesso l'immagine dell'Oltrepo e cosa manca a noi oltrepadani per renderci vincenti nel settore vinicolo?

 

"Certamente sì ci ha danneggiato a livello di immagine però tante volte dagli scossoni viene fuori qualcosa di positivo. Lei mi chiede cosa manca all'Oltrepo e io le rispondo dicendole che basterebbe andare in Borgogna per capire cosa manca a noi. In Borgogna  promuovono il vino del vicino per promuovere se stessi, noi abbiamo il prodotto ma non questa capacità fatta di cultura e tradizioni del saper vivere con il vicino, dell'amare il vicino. In Oltrepo questo è impensabile, esiste un'invidia cattiva che caratterizza i rapporti, abbiamo un istinto atavico del contadino che difende il podere ma non sa come difenderlo bene.  E' un fatto di cultura mettere i problemi in termini di soluzione e lo capirono tempo fa quando gli uomini si unirono in cooperative, a Retorbido esisteva il Teatro Sociale e la Cantina Sociale ora non c'è più nulla e credo anche per mia esperienza lavorativa di poter affermare che i problemi di vicinato sono gli unici problemi  irrisolvibili, quando due vicini litigano,  l'unica soluzione è vendere la casa ed andarsene".

 

La Versa. E' recente la notizia dell’acquisizione della cantina da parte di Terre d’Oltrepo per il 70% e per il 30% della cantina Cavit.  Come vede l'arrivo di una cantina "straniera"?

 

"Il fatto che un’azienda trentina, la Cavit sia entrata nel management non è che di buon auspicio perché tutto ciò che arriva dal Trentino è cosa buona. Voglio raccontarle un aneddoto per spiegarle il perché di questa mia affermazione: con l’ex Procuratore generale di Trento, mio caro amico andammo tempo fa in Sicilia, ospiti di un feudo che fa parte di un fondo trentino per la produzione di vino rosso. I trentini che non hanno una grossa esportazione di vino rosso in America hanno visto e capito che l'unico vino rosso di successo oltre oceano era il Nero d'Avola e così  hanno acquistato un fondo in Sicilia, dove se c'è una pianta potata male sanno chi l’ha potata. Questo per dirle che se noi ci attacchiamo al carro dei trentini ben venga, meglio di quello dei bresciani".

 

Salame di Varzi: da sempre la diatriba è produrre meno e produrre meglio. Qual è la sua visione?

 

"Senza la qualità è impensabile  proporre ora un prodotto, il consumatore  se ne accorge  e la qualità paga sempre. E' ovvio che sarebbe  meglio farne tanto e bene, ci riescono ovunque  tranne che in Oltrepo dove vige la supremazia del 'lo so fare buono solo io', poi stesso identico discorso fatto per il vino, l'amore per il vicino, l'essere uniti e fare rete".

 

Oltrepo e Pirolisi . Qual è la sua posizione?

 

"Retorbido che sembra per certi versi come tanti altri nostri paesi, un paese che dorma in realtà ha dimostrato di avere un volontariato straordinariamente efficiente, il Comitato no Pirolisi ne è un ottimo esempio, dimostrando una capacità vitale notevole, straordinaria che ha smosso quel senso civico che va ben oltre la pirolisi. Leggo sempre una frase che è stata apposta qui in Retorbido ‘cittadini e non sudditi’, una magnifica,  rivoluzionaria. Detto questo sul tema pirolisi avrei diverse cose da dire, prima però vorrei leggere i pareri dei cinque tecnici con le rispettive perizie e seguire tutta la vicenda legata ai ricorsi che la Società sta portando avanti, quindi non è ancora il momento".

 

A 10 km abbiamo la raffineria di Sanazzaro. Non crede che i vari comitati dovrebbero mobilitarsi anche su quel fronte oppure il problema che si pone va al di là della salute pubblica ed è il fatto che dà lavoro a 400 famiglie?

 

"I comitati intanto per loro natura sono su un progetto solo, finito il progetto finisce il comitato. Non esiste un comitato permanente, detto questo è probabile che la motivazione sia proprio questa,  il problema del lavoro è un grosso problema e dover mettere di fronte famiglie che fanno la fame e la salute pubblica è grave, la saluta pubblica dovrebbe venire prima però...".

 

Ciclismo e Oltrepo. Lei ne è un appassionato e ai tempi le Terme di Salice puntarono molto sul turismo  derivante dal ciclismo. Pensa che l'Oltrepo può e deve puntare sul turismo derivante dal ciclismo?

 

"E' un rilancio impossibile, il ciclismo in Italia non esiste più, non esiste più una squadra di ciclismo di alto livello in mani italiane. Sono scappati tutti quelli che per passione avevano la loro squadra ciclistica, Lampre, Liquigas… E' mancato e manca quello spirito imprenditoriale che sa gestire il fenomeno curando i conti. E' inutile illudersi, non sono le iniziative sporadiche che rilanciano il ciclismo e il turismo che ne deriva, ma il sapere ragionare con spirito e cultura imprenditoriale a lungo termine".

 

Untitled-1

  1. Primo piano
  2. Popolari