Sabato, 29 Aprile 2017
Articoli filtrati per data: Giovedì, 02 Marzo 2017

 “Banda ad piciu” espressione oltrepadana che di solito viene esclamata scuotendo la testa con rassegnazione, come dire “niente da fare, questi proprio non ci riescono, nè a capire nè a fare”. Si adatta perfettamente alla lunga storia della sinistra italiana, che ha sempre, regolarmente, sprecato in scissioni le poche occasioni che ha avuto. Passiamole in rassegna, per evitare di tranciare giudizi in generale.

 Cominciamo con l’epoca giolittiana, in cui dopo la ottusa e feroce repressione dei ministri e generali di re Umberto (buono, quello…) ci si apriva a successive riforme elettorali, cooperative, mutualistiche, abitative, tutte fieramente contrastate da una parte dai conservatori e dall’altra, a sinistra, dai rivoluzionari permanenti e dai sindacalisti rivoluzionari, i quali, capeggiati dall’arruffapopoli Mussolini, davano del traditore a tutti…

 Dopo la guerra, le prime elezioni a suffragio universale danno due terzi della Camera a socialisti e cattolici: il primo che diceva che forse era il caso di vedere la possibilità e i termini di una alleanza di scopo, veniva sputacchiato dai suoi a destra come a sinistra. I cattolici non si scindevano, i socialisti si. Tra loro, i più buffi furono i comunisti, che avrebbero potuto prendere la maggioranza del PSI da cui era uscito Matteotti, alleandosi col verboso Serrati pronto a tutto, ma preferirono essere pochi ma buoni.. e anche essere derisi direttamente da Lenin e Trotzky.

Alle elezioni della Costituente, i socialisti presero più parlamentari dei comunisti : ma mentre calava la cortina di ferro decisero di allearsi in lista unica con i comunisti che con il gioco delle preferenze li polverizzarono: il blocco perse le elezioni, ma i comunisti ne uscirono con un forte aumento di parlamentari. Quella di Saragat fu l’unica scissione in cui gli scissionisti avevano ragione: se Nenni lo avesse seguito, sarebbe stato il centro- sinistra a gestire la ricostruzione.

La dc, invece, governò per quasi 50 anni anche se divisa in correnti alternate, che però, per antica sapienza ecclesiastica, sapevano di essere le une indispensabili alle altre, e nessuno veniva mai messo con le spalle al muro.

I socialisti invece quando cominciarono a avvicinarsi al centro sinistra, e quando il rapporto Krusciov e la repressione d’Ungheria chiarirono le idee a tuti, furono tormentati dal gruppo bene organizzato dei carristi, che con una scissione indebolirono le potenzialità riformatrici dei primi governi di centro sinistra, ma per una sola stagione intercettarono il voto della contestazione giovanile, di cui avevano capito ben poco.

Il disegno del PD partito della nazione fu subito rifiutato a Pesaro da una componente veterocomunista che sparì nel nulla: adesso che l’Italia potrebbe essere governata da Grillo e Salvini, gli altri veterocomunisti residui cercano di dare la spinta finale per arrivare a questo bel risultato. Forse pensano a una riscossa guidata da D’Alema, uno dei personaggi più antipatici della storia della sinistra italiana….e non capiscono che la gente ha sempre meno voglia di andare a votare, per cui dopo la bella prodezza di una scissione non ci andranno quelli di sinistra, vinceranno Grillo e Salvini e gli scissionisti mangio probabilmente non superanno lo sbarramento.

 Quanto costa realizzare la pizza a casa? Conviene davvero? Secondo un'elaborazione realizzata da Napoli Pizza Village, che torna dal 17 al 25 giugno sul Lungomare Caracciolo di Napoli, è più conveniente uscire a mangiare una buona pizza. Infatti, il prezzo medio di una pizza realizzata in casa è di circa 8,73 euro (escluse le bevande) se si considera il tempo impiegato per realizzare e far riposare l'impasto (circa 4 ore), l'acqua, la corrente elettrica e le materie prime utilizzate. Il prezzo medio di un menu base con una Margherita e una bevanda è invece di circa 9,22 euro nella maggior parte delle città italiane considerate ma a Napoli si scende a 6,73 euro, in assoluto la città più conveniente, seguita da Palermo con 7,53 euro, Vercelli con 7,69 euro e Cagliari con 7,75 euro. La città con le pizzerie più care è invece Varese, dove per gustare una pizza si spende fino a 11,58 euro. Osservando la classifica, le prime 20 Province con il prezzo più basso si trovano al centro nord Italia: Livorno si classifica quinta con 8,04 euro, seguita da Rovigo con 8,09 euro, Belluno con 8,15 euro, Brescia con 8,23 euro, Alessandria con 8,27 euro, Ascoli Piceno con 8,34 euro, Udine 8,42 euro, Verona con 8,61 euro e Rimini con 8,84 euro.

 

 Sviluppato e testato con successo un 'cerotto elettronico' contro l'emicrania: si applica sul braccio e riduce l'intensità dell'attacco, mandando una stimolazione elettrica percettibile, ma del tutto indolore al cervello.

 La stimolazione, ha spiegato  David Yarnitsky della Technion Faculty of Medicine ad Haifa, Israele, "attiva un centro nervoso alla base del cervello che induce l'inibizione del dolore in tutto il corpo, effetto chiamato 'modulazione condizionata del dolore'".

 Lo studio, che ha coinvolto 71 pazienti con emicranie frequenti, è stato pubblicato sulla rivista Neurology.

Il cerotto è wireless e viene comandato con una app da telefonino. La stimolazione va attivata non appena inizia l'attacco di emicrania e comunque entro 20 minuti dall'inizio dello stesso. Gli esperti hanno mostrato che più è intensa la stimolazione e prima viene applicata, migliore è la riduzione di dolore e durata dell'attacco emicranico. Lo studio dimostra che la stimolazione è altrettanto efficace rispetto alle terapie farmacologiche classiche per l'emicrania.

Il prossimo passo, conclude l'autore del lavoro, sarà testare il cerotto in un trial più grande e multicentrico su quasi 200 pazienti.

 

 Musica che pompa a tutto volume dagli altoparlanti dell'auto? Fate molta attenzione, perché se l'audio è davvero troppo alto, tanto da infastidire chi vi circonda, state commettendo un reato. Si tratta infatti di disturbo della quiete pubblica, reato che riguarda - ricorda l'articolo n°659 del Codice Penale - "chiunque mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici" e punibile "con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 309 euro".

 Non esattamente uno scherzo, quindi, che recentemente è costato più di uno spavento a un automobilista siciliano fin troppo amante della musica altissima in macchina e salvo dalla condanna "solo grazie all'oblazione (pagamento volontario di una somma, ndr.), che ha scelto come strada per veder dichiarata l'estinzione del reato di cui all'articolo 659 c.p. con riferimento al quale era stato portato in giudizio". Al guidatore rumoroso, inoltre, è stato anche sequestrato lo stereo oggetto della discordia.

 "L'uomo, peraltro , ha dovuto patire qualche pena aggiuntiva per riavere indietro il suo stereo, tanto da doversi rivolgere addirittura alla Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 10024/2017, gli ha dato ragione. In particolare, chiedendo di essere ammesso all'oblazione il ricorrente aveva espressamente domandato la restituzione dell'impianto confiscato, stante il proprio stato di incensuratezza, senza però essere accontentato".

 Una situazione risolta ancora una volta dalla Cassazione che, invece, "ha precisato che, anche a prescindere dalla richiesta, nel caso di specie i provvedimenti ablatori hanno riguardato un bene del quale il ricorrente, all'epoca indagato, aveva sia la proprietà che la materiale disponibilità, mentre il procedimento penale instauratosi a suo carico è stato definito, come visto, con sentenza di estinzione del reato per oblazione. In assenza di una sentenza di condanna, quindi, non poteva essere disposta alcuna confisca, considerato che l'ipotesi in analisi non rientra tra quelle per le quali la confisca è obbligatoria e si può quindi prescindere dall'eventuale condanna".

 

 Alzare la cornetta e ordinare un hamburger da McDonald's seduti comodamente sul divano di casa. Un sogno per molti clienti del colosso del fast food a stelle e strisce, che presto diventerà realtà. McDonald's ha annunciato nei giorni scorsi l'introduzione del servizio di consegna a domicilio, un'iniziativa che ha come obiettivo quello di arginare il calo dei consumatori negli oltre 14mila ristoranti presenti negli Stati Uniti.

 Stando a quanto scrive 'Crain's', ordini e pagamenti potranno essere fatti tramite dispositivi mobili. Un servizio rivoluzionario per l'azienda guidata da Steve Easterbrook, che mira a riportare nei suoi ristoranti gli oltre 500 milioni di clienti che dal 2012 hanno preferito aziende rivali. La catena di fast food ha iniziato a testare la consegna a domicilio a gennaio con UberEats in Florida e ha detto di volersi espandere entro l'anno in altri mercati.

 Circa il 75 per cento dei clienti dei principali mercati, ha rilevato il gruppo, vive entro cinque chilometri da un ristorante McDonald's. Il vicepresidente di McDonald's, Lucy Brady ha detto che la catena intende ampliare e introdurre la consegna a domicilio "rapidamente". "Ci stiamo concentrando sui cambiamenti che hanno un grande vantaggio per la maggior parte dei clienti nel breve termine" ha detto Brady. Entro la fine dell'anno, 2.500 ristoranti McDonald's adotteranno la consegna a domicilio, un processo che si completerà entro la fine 2020.

 

 Chi ha iniziato una nuova convivenza non ha più diritto all'assegno di mantenimento. Lo ha stabilito la VI sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 4649 dello scorso 22 febbraio. In primo luogo il Tribunale di Avezzano, disponendo la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto tra S. G. e R. A., aveva posto "a carico di quest'ultimo l'obbligo di corrispondere" all'ex moglie un assegno mensile di 250 euro.

 L'uomo ha poi deciso di impugnare la sentenza di primo grado ma si è visto respingere il ricorso dalla Corte d'Appello dell'Aquila. Alla fine però la Cassazione si è pronunciata a favore dell'ex marito, poiché il giudice d'Appello non aveva "tenuto conto della situazione attuale della R., la quale ha intrapreso una nuova convivenza" che esclude "la corresponsione dell'assegno a carico dell'odierno ricorrente".

 "In caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio - si legge nella sentenza - il parametro dell'adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, costituita da uno stabile modello di vita in comune, con la nascita di figli ed il trasferimento del nuovo nucleo in una abitazione messa a disposizione dal convivente".

Da ciò, conclude la Suprema Corte, "consegue la cessazione del diritto all'assegno divorzile, a carico dell'altro coniuge".

 

 Qualche mese fa, sulle colonne di 'Business of Fashion', il direttore di casting James Scully aveva posto un ultimatum: se avesse continuato ad assistere a casi di bullismo, crudeltà e discriminazione nell'industria del modeling, avrebbe pubblicamente fatto i nomi dei colpevoli sui social media. E così è stato, lunedì scorso, quando il casting director ha riferito di un incidente spiacevole avvenuto a Rue de Sèvres, Parigi, nel quartier generale di Balenciaga.

 I suoi colleghi Maida Gregori Boina e Rami Fernandes hanno chiuso a chiave oltre 150 modelle nelle scale di servizio, dove hanno atteso per tre ore, al buio e senza finestre, che i due direttori di casting tornassero dal pranzo. La denuncia di Scully è arrivata tramite un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, ed è rimbalzata sui media, ricevendo migliaia di condivisioni e commenti, tra i quali spiccano quelli di top model del calibro di Carolyn Murphy e Joan Smalls, che hanno espresso il proprio disappunto.

"Fedele alla mia promessa a #bofvoices - scrive Scully nel suo post-denuncia - che sarei stato una voce per tutte le modelle, gli agenti o tutti coloro che vedono le cose andare per il verso sbagliato in quest settore, mi è dispiaciuto arrivare a Parigi e scoprire che i soliti noti continuano con i loro trucchetti. Mi ha turbato sapere da un certo numero di ragazze che al casting di Balenciaga, Maida e Ramy hanno lasciato più di 150 ragazze ad aspettare in una tromba delle scale dicendo loro che avrebbero dovuto restare chiuse lì oltre 3 ore. Come è loro consuetudine, hanno chiuso la porta e sono andati a pranzo spegnendo le luci, lasciando le ragazze sole. L'unica fonte di luce erano i loro telefonini".

Il direttore di casting ha fermamente stigmatizzato il comportamento dei suoi colleghi, precisando che l'incidente di Balenciaga è solo la punta dell'iceberg di un settore, quello del modeling, stretto da anni nella morsa di abusi e ricatti. "Non solo è un gesto sadico e crudele - rimarca ancora Scully - ma anche pericoloso: un paio di ragazze sono rimaste traumatizzate. Molte di loro ha chiesto di essere cancellate dalla sfilata di Balenciaga così come da Hermès ed Elie Saab, perché si rifiutano di essere trattate come animali. Balenciaga fa parte di Kering, è una società pubblica e queste maison devono sapere con quali persone hanno a che fare, prima di fargli causa. (...) E' inconcepibile che queste persone non abbiano alcun riguardo per la vita e i sentimenti di queste ragazze, soprattutto visto che molte di loro non hanno neanche compiuto 18 anni. Se un atteggiamento simile andrà avanti sarà una settimana lunga e fredda a Parigi. Questo è l'unico modo per dar sì che avvenga un cambiamento. Incoraggio tutti a condividere questo post".

A stretto giro di posta, è arrivata la risposta della griffe ammiraglia del colosso del lusso Kering, che in una nota ha fatto sapere di aver licenziato i due casting director sottolineando che l'azienda sta facendo "cambiamenti radicali nelle procedure di casting, tra cui la sospensione del rapporto di lavoro con l'attuale agenzia di casting" e di aver inviato "scuse per iscritto alle modelle" vittime di questa spiacevole situazione.

 

 "Gentile Direttore, svolgo da anni attività sociale in una società di calcio dell’Oltrepo, nello specifico seguo le squadre e i ragazzi nel loro percorso di scuola calcio cercando di insegnare loro educazione Sportiva. Nella società mi rendo utile anche per migliorare la gestione di un attività piena di difficoltà e penso che tutte le persone, che gratuitamente, aiutano a sopravvivere la nostra realtà, svolgano un ruolo importante dal punto di vista Sociale.

In questi anni di crisi economica molte attività lavorative hanno dovuto rinunciare alla sponsorizzazione annua che tanto ci aiutava, molte persone non hanno potuto pagare la retta mensile per la perdita del lavoro, le conseguenze le abbiamo sentite in maniera significativa e alla fine dell’anno dobbiamo fare salti mortali per far quadrare i conti economici. La struttura intanto ha bisogno di manutenzione e lavori di ogni genere, ma sempre di più ci si trova in difficoltà per arginare i problemi che ogni giorno dobbiamo affrontare, la caldaia che si rompe, il pulmino che di tanto in tanto si ferma, la macchina del caffè che sbotta, la lavatrice che va in pensione e via via una lunga lista di “sfiga”.

A volte mi chiedo se ne vale la pena continuare in questo modo, le persone che operano all’interno della società hanno comunque una propria vita privata, lavorativa, problemi personali da risolvere, nessun altro ci aiuta in questa attività, le utenze ora sono a nostro carico che regolarmente paghiamo e sempre di più ci sentiamo abbandonati da chi potrebbe aiutarci. Ci si sente soli e abbandonati.

Ma basta entrare all’interno della struttura e sentire la caciara dei ragazzi all’interno degli spogliatoi, basta vedere i loro occhi quando si allenano sul campo, respirare la loro gioia… allora ti torna la voglia di rimboccarti le maniche e lavorare, lavorare……. ne vale la pena."

 

 A ogni cambio di stagione i patiti di moda (e non solo) drizzano le antenne per capire quale sarà il colore caratterizzante del periodo. Il passaggio successivo è lo studio dell’outfit, con tutti gli abbinamenti possibili. Se volete delle dritte veloci e sicure, la redazione di WeGirls viene in vostro soccorso con un articolo dettagliato sul colore della primavera 2017

Dopo il successo, in positivo e negativo, che ha avuto l’outfit della nuova First Lady americana, pare proprio che il baby blue, sia diventato il colore della Primavera 2017.

I colori pastello sono quelli che più piacciono, e che più vengono indossati, nel periodo primaverile. Rosa cipria, verde chiaro, giallo paglierino e per l’appunto, il tanto decantato e amato baby blue.

L’outfit di Melania Trump, vestita in Ralph Lauren, ha proprio ispirato il trend della prossima stagione. Un colore sobrio, elegante, classico ma anche molto particolare, se indossato in maniera corretta.

Se date uno sguardo su internet, vedrete come i vari shop online sono pieni di capi d’abbigliamento in queste tonalità. L’azzurro baby è davvero molto apprezzato e amato un po’ da tutti.

Lo si può indossare per un outfit casual di giorno o di pomeriggio, oppure dare dei cenni di colore, con gli accessori, per un outfit serale. E’ un colore basic, facilmente abbinabile con altri colori più accesi, oppure con colori “classici”.

Attualmente ci sono davvero moltissimi capi d’abbigliamento, accessori e scarpe di questo colore. In qualsiasi negozio andiate, o qualsiasi sito visitiate, il colore del momento è il baby blue!

 

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