Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Sabato, 18 Marzo 2017

 A causa della crisi, in molti si rivolgono ai discount, ma vi siete mai chiesti perché questi prodotti costano poco e soprattutto da dove vengono? Leggendo l’elenco che vi abbiamo preparato, rimarrete davvero stupiti!

 Prima Colazione:

 Caffè

 Miscela di caffè macinato per macchina espresso

 Caffè Bellarom “Crema” – 250gr – prodotto da Jacobs Kaffee (gruppo Kraft)

 Cereali

 Master Crumble – Musli croccante con pezzetti di cioccolata e nocciole – Prodotto in Belgio

 Choco Rice – Riso soffiato ricoperto con cioccolato – Prodotto in Germania

 Biscotti

 I biscotti Realforno Lidl sono prodotti da Balocco nello stabilimento di Fossano (CN)

 I biscotti Realforno Fior di cioccolato sono i Gocciolotti della Balocco

 I biscotti Novellini del marchio Realforno sono prodotti da Balocco nello stabilimento di Fossano (CN)

 I Savoiardi Lidl sono prodotti da Vicenzi

 Gli amaretti Realforno lidl sono prodotti da Vicenzi

 I Frollini economici BoJoy sono prodotti da Unibread (Reggio Emilia) nello stabilimento di Pierantonio (PG) …ex IDU/IDP PISELLI

 I frollini dorati di Dolfi e Colombini sono prodotti dalla Colussi nello stabilimento di Petrignano d’Assisi(PG)

 I biscotti Petit Realforno Lidl sono prodotti dalla Colussi nello stabilimento di Petrignano d’Assisi (PG).

 Cantuccini del marchio Realforno e Italiamo sono prodotti da Asolo Dolce s.r.l. nello stabilimento di Rignano sull’Arno (FI)

Le Sfogliatine glassate del marchio Realforno e Italiamo sono prodotti da Asolo Dolce s.r.l. nello stabilimento di Rignano sull’Arno (FI)

Biscotti marchio NEO sono prodotti dalla Deemah – United Food Industries Corporation Ltd. Co.

I biscotti Realforno Frivolini sono prodotti da Grif s.r.l. Via Nazionale 2/1 Laghetti di Egna, BZ (prodotto e confezionato in Spagna)

I biscotti Realforno Fior di Integrale sono prodotti da Balocco nello stabilimento di Fossano (CN)

Merendine

I croissant alla crema e vuoti con lo zucchero Nastrecce Lidl sono prodotti da FBF Gruppo Bauli

I Plumcake allo yogurt Nastrecce sono prodotti da MisterDay (Gruppo Vicenzi),nello stabilimento di Nusco (AV).

Le Ciambelle di pasta margherita Nastrecce sono prodotte da MisterDay (Gruppo Vicenzi),nello stabilimento di Nusco (AV).

I panini al latte Nastrecce sono prodotti nello stabilimento dei panini al latte Morato.

I croissant al cacao nastrecce sono prodotte da FBF gruppo Motta -Bauli nello stabilimento di s. Martino Buonalbergo (VR).

Le merendine ORANCHOC farcite all’arancia sono prodotte da BALCONI SPA – INDUSTRIA DOLCIARIAs

Via XX Settembre, 5120014 NERVIANO (MI) tel.: 0331580270

Fette biscottate

Le fette biscottate a marchio Certossa sono prodotte da Newlat

Prodotti solubili

 Il The al limone e alla pesca sono prodotti nello stesso stabilimento della Ristora

 L’effervescente digestivo granulare solubile é prodotto da Crastan

 Farine:

 Farina di grano tenero tipo 00 Castello prodotta in Italia nello stabilimento di Grandi Molini Italiani di Coriano Veronese (VR).

 Riso e pasta:

 Riso

 Il riso Carosio Lidl è prodotto da Curti

 Il riso Robigna (sacchetto da 2 kg) é prodotto da Scotti

 Pasta

 La pasta marchio Italiamo trafilata al bronzo è prodotta da Pastificio Liguori Via dei Pastai 50 Gragnano (NA)

 La pasta a marchio Combino è attualmente prodotta da Pasta Zara S.p.A. negli stabilimenti di Riese Pio X (TV) o Muggia (TS) o Rovato (BS)

 La pasta fresca Nonna Mia é prodotta da Armando De Angelis Via Olanda, 2 – 37069 VILLAFRANCA (Verona)

 La pasta secca a marchio De Luxe è prodotta da Pastificio Taralloro, Sammichele di Bari

 La pasta di semola di grano duro Deluxe (Linguine, Tagliolini, …) e’ prodotta da Pastificio Artigianale Valle Scrivia- Montoggio(Ge)

 Gnocchi e tortellini

 Gnocchi di Patate “Taverna Giuseppe” – Produttore: Grandi Pastai Italiani – Via S.Orsola, 2/A – 42015 – Correggio (RE)

 Tortellini Danieli – Produttore: Malgara Chiari & Forti (ex PAF) – Stabilimento in località Campagnole di Borghetto – Avio (TN)

 Tortelloni al Prosciutto “Taverna Giuseppe” – 1000gr – Produttore: Raviolificio Bertani – Strada Provinciale, 56 Km 8,815 – Sesto ed Uniti (CR)

 Olio aceto e condimenti:

 Maionese in tubo 150 ml Vita D’or prodotta da RIGHETTI ALIMENTARI che produce la Maionese TUSCE’-PRIMALBA, Via Maestri del lavoro, 21 37059 Zevio – VR

 Primadonna= Bertolli/Carapelli

 Olio extravergine di oliva Italiano 100% italiano imbottigliato FI004 Fiorentini Firenze S.p.A. Tavernelle Val di Pesa (FI)

 Aceto

 Aceto di Vino Bianco Winarom – 1lt – Produttore: Acetificio Mengazzoli – Levata di Curtatone (MN)

 Aceto di Mele Winarom – 0.5lt – Produttore: Acetificio Galletti – San Daniele Po (CR)

 Aceto Balsamico di Modena “Aceto Balsamico del Duca” – 250ml – Produttore: Grosoli – Spilamberto (MO)

 Condimenti

 Cipolle borretane sott’olio, marca Baresa. Prodotte in via c. Battisti 1059, Monsummano Terme (Pistoia). Corrisponde allo stabilimento dei Fratelli Polli

 Pesto alla genovese marca Baresa, prodotte a Monsummano Terme da Fratelli Polli

 Crema di zucca marca DeLuxe. Prodotte in Vicolo F. Baracca 1, San Martino di Lupari (PD). Corrisponde allo stabilimento Simens.

 Patè di olive taggiasche marca DeLuxe. Prodotte in Via Molini 1, Diano San Pietro (IM). Corrisponde allo stabilimento Frantoio Venturino.

 Battuto di olive leccino marca DeLuxe. Prodotte in C.da Saude, Reino (BN). Corrisponde allo stabilimento La Reinese s.r.l.

 Salsa di pomodoro polpa fine,”ITALIAMO”,prodotto da Industrie Alimentari S.R.L nello stabilimento Incoronata zona ASI Foggia, corrisponde a Conserve alimentari Futuragri

 Pomodorini secchi “ITALIAMO”, prodotti da Noberasco.

 Sugo alla calabrese “ITALIAMO” prodotto da Althea S.p.A stabilimento di Parma o di Acerra

 Sale

 Il sale fino/grosso Chante Sel è prodotto in Italia da ATISALE S.p.A. Margherita di Savoia (FG)

 Bevande:

 Succhi di frutta

 Il pompelmo SiTi è prodotto da Spumador

 Il succo di frutta Vitafit (tropical cocktail) è prodotto da Parmalat

 Il succo di limone Vitafit (Lemon) è prodotto da Polenghi

 Birre

 La birra Finkbrau in bottiglia di vetro Lidl è prodotta nello stabilimento Castello Pedavena (ex Moretti)

 Le birre GrafenWalder(Pils,Weissbier,Strong) sono prodotte dalla Birreria Lindenbrauerei Unna (Oetker Group)

 La birra Perlenbacher Premium Pils è prodotta in Germania da Mauritius Brauerei (Dinkelacker Schwaben Bräu – InBev)

 La birra artiginale IPA eDark sono prodotte dal birrificio Amarcord

 Alcolici

 La “Grappa dei Colli” è prodotta da Bonollo

 Analcolici

 L’aperitivo rosso “Freeway” (tipo Sanbitter) e’ prodotto da Spumador nello stabilimento di Sulmona.

 Thè

 Thé Lord Nelson “Black Tea” – 50×1.75gr – Lidl Stiftung & Co. KG Stiftsbergstr,1 D-74167 Neckarsulm

 Pane e prodotti da forno:

 I grissini Certossa linea Lidl sono prodotti da GrissinBon

 Le bruschette “Certossa” sono prodotte da Morato

 I crackers Certossa della Lidl sono prodotti dalla Crich di Zenson di Piave

 La Piadina fresca Italiamo è prodotta da ARTIGIANPIADA Via G. Pascoli, 20-20/A – 47853 – Cerasolo Ausa (RN) ITALY ARTIGIANPIADA

 La “Piada Sfogliata Classica” è prodotta da Commerciale Europa S.r.l., via del Mercato, 67 – Modena nello stabilimento di via Massarenti 35-37 – Modena

 Le Schiacciatine Certossa sono prodotte da Bottoli – Via Siena 18 Mantova

 I Tarallucci Deluxe sono prodotti da Cara Nonna – Via L. Cannelonga Zona PIP, 71016 San Severo (FG)

 Carni e affettati:

 Parte dei Wurstel Lidl sono prodotti da Beretta (Wuber)

 Parte dei Wurstel Lidl (250g pollo e tacchino) sono prodotti dalla Tre Valli

 Quasi tutti gli affettati DAL SALUMIERE (a fette, in vaschetta) sono prodotti da Grandi Salumifici Italiani (Casa Modena)

 La bresaola Fresca Fetta Lidl è prodotta da Beretta

 La bresaola DAL SALUMIERE è prodotta da Del Zoppo

 Il salame cacciatore di Lidl è prodotto dai Fratelli BERETTA

 Il prosciutto cotto Light è prodotto dal Salumificio F.lli Riva

 La coppa fresca fetta Lidl è prodotta dal Salumificio San Carlo di Ziano Piacentino.

 Salsicce suinelli prodotte a Piazzale Veronesi 1 – San Martino Buon Albergo; AIA gruppo Veronesi

 Prosciutto SALUMEO di Lidl fino a pochi giorni fa era confezionato da Brendolan service srl (in Friuli)

 Provoletta Primo Prato prodotto in Italia da M&C nello stabilimento di zona ASI, loc. Pascarola – Civano (NA)

 Petto di pollo Dulano prodotto da Kemper (H. Kemper GmbH & Co KG – Hauptstraße 2 – 49638 Nortrup – Bassa Sassonia)

 La porchetta è prodotta dal salumificio Fratelli BERETTA

 Surgelati:

 Molti dei gelati in vendita al Lidl a marchio Gelatelli sono prodotti da Eskim ossia Algida

 Gelato tartufo classico prodotto da Sammontana

 Piselli fini surgelati in vendita al Lidl prodotti da Industrie Rolli Alimentari

 Le Pizze Taverna Giuseppe sono prodotte da Mantua surgelati S.p.a.

 Prodotti Stagionali:

 Il Burro al caviale “Deluxe” Lidl è prodotto da GOLDAL S.r.l. Via M. Pasubio, 112 – 25014 Castenedolo (BS)

Il Burro al salmone affumicato “Deluxe” Lidl è prodotto da GOLDAL S.r.l. Via M. Pasubio, 112 – 25014 Castenedolo (BS)

Il Burro al tartufo “Deluxe” Lidl è prodotto da GOLDAL S.r.l. Via M. Pasubio, 112 – 25014 Castenedolo (BS)

La Salsa con tartufo “Deluxe” Lidl è prodotta da Nord salse S.r.l. Via Rossana, 7 – 12026 Piasco (CN)

La Salsa agli scampi “Deluxe” Lidl è prodotta da Nord salse S.r.l. Via Rossana, 7 – 12026 Piasco (CN)

Le foglie di vite ripiene Vine leaves Eridanous sono prodotte per lidl in Grecia

Il Pandoro Favorina, scatola di cartone, è prodotto da Bauli.

Whole Duck Deluxe – Anatra ripiena con Mela e Mandarino – prodotta da SK Meat-Vertriebs GmbH Germania

Latte e derivati:

Il parmigiano reggiano Antichi Maestri è prodotto da Virgilio

Le mozzarelle di bufala Lidl sono prodotti da Francia e dalla Mandara

La mozzarella Merivio “Solo Latte Italiano” è prodotta da GRANAROLO spa (Ex LATBRI Latticini Italia), via San Giovanni Bosco 37/39 – Usmate (MI)

La ricotta Lidl a 55 cent è prodotta da Francia Latticini

Il gorgonzola dolce Merivo è prodotto da Igor

Il latte fresco Microfiltrato Latteria è prodotto da Padania srl a Casalmaggiore (CR)

 Il robiolino Lidl è prodotto da Bustaffa

 la besciamella Milbona è prodotta da Sterilgarda

 Gli yogurt Latteria Magro e Intero da 150 gr sono prodotti da Latte Montagna Alto Adige (Mila) Via Innsbruck 43, 39100 Bolzano

 Il latte ad alta digeribilità Latteria è prodotto da Mila

 Il mascarpone della Merivo è prodotto dalla Sterilgarda

 Lo yogurt Italiamo è prodotto da Latt. Soc. Merano, stabilimento di Via della Cava,5 Merano (BZ), azienda che produce anche i prodotti caseari della marca omonima (Merano)

 Lo stracchino allo Yogurt “Merivio” – Produttore: Vanchiaredo SpA – Via Ippolito Nievo, 31 – 33079 – Ramuscello di Sesto al Reghena (PN) (azienda friulana che certifica i suoi prodotti come regionali)

 Il Taleggio DOP Merivio è prodotto da Arrigoni, Pagazzano Bergamo, che certifica che i suoi formaggi sono prodotti con latte locale.

 La Crescenza Merivio – Produttore: Venchiaredo SpA – Via Ippolito Nievo, 31 – 33079 – Ramuscello di Sesto al Reghena (PN) (Il latte è friulano da filiera controllata)

 Il Tomino Piemontese a marchio Primo Prato è prodotto dal caseificio Pugliese Conrado di Lauriano (TO)

 Asiago Pressato DOP “Italiamo” – 400gr – Produttore: Latterie Venete SpA – via Bassanese, 2 – 31050 – Vedelago (TV)]

 Montasio DOP “Italiamo” – 300gr – Produttore: Latterie Venete SpA – via Bassanese, 2 – 31050 – Vedelago (TV)]

 Panna da Cucina “LATTERIA” – Produttore: PARMALAT – Stabilimento di Via Milano, 1 – 43044 Collecchio(PR)

 Panna da Montare “LATTERIA” – Produttore: PARMALAT – Stabilimento di Via Milano, 1 – 43044 Collecchio(PR)

 Il latte di soia BIO Biotrend è prodotto da Abafoods – Via Cà Mignola Nuova 1775, Badia Polesine (RO)

 Patatine e pop-corn: 

 Le patatine Pandal Lidl sono prodotte da Amica chips

 Le patatine Dorita sono prodotte da Amica chips

 Detersivi per piatti e lavastoviglie:

 Detersivo Liquido Lavapiatti W5 – 500ml – Lidl Italia – Arcole (VR)

 Pastiglie (Tab) per Lavastoviglie W5 Classic 60x18gr – Lidl Italia – Arcole (VR)

 Frutta e verdura:

 Le arance Navel sono prodotte da Di Palma Donato e Figli srl – CONVERSANO (BA) ITALY DiPalma. La buccia è EDIBILE

 I kiwi c2 sono prodotti da Frutta c2 S.p.A. ● Via Dossi Prabiano 24 ● 37069 Rosegaferro di Villafranca (Verona)Fruttac2

 Cioccolato e dolciumi:

La cioccolata Italiamo è prodotta da La Suissa Via Serravalle, 99 15061 Arquata Scrivia (AL)

 Carta Igienica, Pannolini e cura personale

 Il dentifricio Dentalux Complex 3 (Mint Fresh) è prodotto in Germania da DENTAL-Kosmetik GmbH & Co. KG di Dresda

source - ioleggoletichetta

 

 Si è concluso giovedi scorso, con la visita istituzionale dell'Assessore alla Famiglia Simona Virgilio, il laboratorio tenuto dagli alunni, dalle insegnanti e dai genitori dell'istituto scolastico Gavina di Voghera.

 Il laboratorio, dal titolo "Movimento e mani creative", è stato seguito da alunni e genitori, che hanno creato giochi con materiale di recupero. Giovedi scorso c'è stato l'ultimo appuntamento con il laboratorio, che aveva preso il via all'inizio dell'anno scolastico.

 "E' un modo per consentire anche ai genitori di prendere parte alla vita attiva della scuola - sottolinea la responsabile del progetto, Pinuccia Fortunato - In questo modo anche le famiglie, insieme ai figli, sono parte attiva delle attività della scuola".

 "La mia visita - commenta l'assessore Virgilio - Non è stata solo istituzionale, perchè ho soprattutto voluto far sentire la vicinanza del Comune alle scuole, alle famiglie ed agli insegnanti, che lavorano tutto l'anno per l'educazione formativa dei piccoli alunni".

 

 "Un consorzio agricolo per valorizzare i prodotti locali e una società che gestisca la promozione turistica". La sfida per ottenere i finanziamenti legati al progetto Aree Interne è alle porte e il consigliere di minoranza del Brallo di Pregola Paolo Tornari presenta le proposte che la minoranza ha messo sul tavolo, ma che l'amministrazione non ha preso in considerazione. Il suo attacco alla giunta però non si ferma qui. Nel mirino finiscono la questione dello sportello bancomat assente in paese, la gestione del parco astronomico Ezio Mognaschi e la Riserva Naturale del Lesima.

 Tornari partiamo dal presente. Il progetto Aree Interne prevede 25 milioni di euro pronti a piovere sull’Oltrepò montano, che però dovrà saper fare fronte comune e presentare progetti sostenibili. Voi della minoranza avete dato il vostro contributo?

 "Noi abbiamo messo sul tavolo le nostre proposte: Creazione di un Consorzio agricolo con aree d’azione la pastorizia di diverso genere mucca-capra-pecora (ricordiamoci che abbiamo il presidio Slow Food della vacca Varzese e che le nostre radici sono nella pastorizia e nell’agricoltura) e la coltivazione agricola, in primis della patata, ma anche di grani e di frutta antica. Avremmo un territorio curato nei pascoli e nei boschi, anche attraverso il Consorzio boschivo, e la possibilità di avere una filiera corta di prodotti alimentari, creando posti di lavoro. La villeggiatura è stato il modello turistico sul quale si è sviluppato, si è affermato ed ha prosperato il nostro territorio. Questo modello è ormai obsoleto. Il nostro turismo ora è da mordi e fuggi. Dobbiamo quindi creare le prerogative che possano esaltare ciò. Uno di esse può essere una serie attrazioni uniche dal tema 'Natura ed Adrenalina', quali ad esempio il volo a fune, la pista da bob 4 stagioni, il parco avventura. Possiamo creare una società di gestione e di sviluppo di tutte queste attrazioni, creando una sorta di parco divertimenti esteso a tutto il territorio comunale. Ci giochiamo gran parte se non tutto il nostro futuro. La posta in gioco è altissima, serve un'amministrazione lucida con le idee chiare che sappia muoversi in fretta". 

Facciamo un salto indietro. Ci sono state alcune polemiche mesi fa in merito alla costituzione della Riserva Naturale del Lesima costituzione e alle limitazioni imposte. Può spiegarci cosa è accaduto? In che modo si è evoluta la situazione?

 "Le polemiche sorte in merito alla sua costituzione erano due, la prima riguarda la mancata informazione alla popolazione di aver iniziato un iter che ha portato alla sua nascita; infatti nel mese di febbraio 2016, casualmente, navigando sul sito di Regione Lombardia in cerca di una delibera, sono venuto a conoscenza dell’istituzione della riserva. Leggendo tra le righe la seconda doccia gelata. Ogni riserva che si rispetta ha ovviamente dei divieti. La seconda polemica infatti era stata fatta proprio su alcuni di essi in quanto ritenuti assurdi".

 Non credete che la Riserva possa essere una risorsa importante?

 "Abbiamo fondati dubbi che questo possa essere una risorsa fondamentale. Però potrebbe aiutare nelle valutazioni conoscere una volta per tutte la realtà. Cioè, la tempistica di adozione dell'area protetta, il regolamento ad essa associato, l'ente gestore (fondamentale che sia il Comune) ed altro ancora. L’Amministrazione ha il dovere di informare la popolazione".

 In che modo vorreste che venisse gestita questa riserva?

 "Visto che ormai si tratta di realtà, allora prendiamo contatti con chi gestisce già parchi ed aree naturali come Lega Ambiente, WWF Italia per instaurare un confronto e magari rapporti di collaborazione. Se abbiamo una riserva naturale, allora valorizziamola al meglio".

 Parliamo dell'osservatorio astronomico. Siete stati piuttosto critici riguardo alla sua gestione…

 "Il vice sindaco Fabio Tagliani afferma che tale area appartiene di diritto ai migliori punti di osservazione del cielo stellato di tutto il pianeta. In attesa di ricevere la conferma da illustri esperti del settore, prendendo per buono il parere del vice sindaco (peraltro Membro dell'Associazione che gestisce attualmente il parco astronomico), vogliamo fare due considerazioni. La prima, avere una proprietà di eccellenza mondiale dà la possibilità al Comune di concederla in gestione a prezzi e a condizioni appropriate, non certo a costo zero come oggi accade. Altrimenti, cadiamo nel danno erariale. La seconda, proprio perché zona unica al mondo nel suo genere, impone al Comune di profondere il massimo sforzo per lo sviluppo della stessa".

 In che modo si potrebbe farlo secondo voi?

 "Si potrebbe iniziare con la creazione di parcheggi (magari rendendo accessibile quello accanto al cimitero di Colleri), di nuove infrastrutture per l'osservazione della volta celeste, di rapporti con le migliori facoltà universitarie di astrofisica e con le scuole della nostra provincia e di quelle delle province confinanti, ma non solo. Insomma, fare in modo che un'eccellenza regalataci dalla Natura non vada dispersa, rimanendo un luogo di nicchia, visto con sfiducia, come oggi invece appare".

 Passando allo sportello bancomat, possiamo dire che la sua assenza in paese è un disservizio significativo, soprattutto se si punta sul turismo. Come mai non è ancora attivo?

 "La vicenda è chiara: il Comune, nella persona dell'attuale sindaco, aveva rinunciato al ricorso al TAR contro la chiusura a giorni alterni dello sportello Poste Italiane, ricevendo in cambio la promessa dell’installazione di un punto bancomat. Risultato: lo sportello ha ridotto i giorni di apertura da circa due anni ed il bancomat non c'è. Il Sindaco aveva affermato che era pronto a scrivere al Capo di Governo (all'epoca Renzi) e al Presidente della Repubblica Mattarella. Al di là delle missive, peraltro almeno una non più inviabile, vorremmo sapere a che punto è la vicenda. Lo sportello è fondamentale".

 

 Per chi ama la musica dal vivo e frequenta i locali d'Oltrepo, quello della Granadilla Band è un nome che suona familiare. Il suo leader e frontman, Andrea Pasquali, ci racconta quasi vent'anni di storia di una delle cover band più longeve della zona.

 Andrea partiamo dall'inizio. Come è nata la passione per la musica?

 "Sono cresciuto in una famiglia di musicisti, mio padre Tino, cantante, e mio fratello Davide, pianista. Ho iniziato a studiare teoria e solfeggio all’età di 7 anni. All’età di 9 suonavo il sax nella banda del mio paese. Ho continuato gli studi sul sax fino ai 16 anni, quando ho scoperto di avere una buona attitudine per il canto e fino a circa 18 anni ho cercato di unire le due cose nelle prime esperienze di live, ma mi sono presto reso conto che le due cose non andavano molto d’accordo".

 Quando ha iniziato a suonare dal vivo?

 "Intorno ai 19 anni, ho iniziato a cantare con mio fratello Davide Pasquali nel duo S-Tour-Dee. Qualche anno e molte serate dopo e’ arrivato il nostro incontro con i fratelli Antonio e Beppe Giardina e Lallo Tanzi. Nacque così, nel 1998, la Granadilla band. Anzi, la Granadilla PARTY Band. Il party è stato eliminato quando è diventato talmente comune da essere abusato anche da chi non ne aveva le caratteristiche. Anche questo è differenziarsi dalla massa".

 Con la Granadilla ha iniziato nel 1998. Com'era la scena musicale ai tempi?

 "Incredibile. I locali erano un’infinità. La gente cercava il live, amava ascoltare la musica suonata dal vivo. Ogni locale, dal più piccolo, al più grande, cercava di fare serate. C’era un  bacino d’utenza enorme. Era difficile trovare serate per accontentare tutti i locali".

 Oggi invece?

 "Ora è cambiato tutto... la crisi ha messo in ginocchio e poi fatto chiudere parecchi locali. La gente esce meno. Tendenzialmente solo nei fine settimana e la concorrenza è spietata, sia tra i locali che tra le band per accaparrarsi il pubblico. Ora è fondamentale capire cosa piace alla gente. Se allora bastava avere un buon sound e una buona esecuzione, ora, non basta più".

 Parliamo della Granadilla. Com'è nata la band?

 "Io e mio fratello Davide eravamo a suonare in un locale di Salice Terme e durante la pausa ci si avvicina Antonio Giardina chiedendoci se ci andava di formare una band perché (testuali parole): 'insieme siete una  macchietta e uscirebbe una band di quelle forti'. La settimana dopo eravamo in sala prove. Due settimane dopo avevamo una scaletta. Tre settimane dopo facevamo la serata zero proprio a Salice. Da lì è partita l’avventura".

 Suonate insieme da quasi vent'anni. Qual è il segreto per continuare così tanto senza stufarsi facendo cover? Intendo dire, chi fa musica propria fa nuovi dischi, voi cambiate spesso scaletta? 

 "Riguardo alla longevità è semplice: rispetto e amicizia. La scaletta anche se non sembra è cambiata spesso e parecchio: agli inizi eravamo molto più orientati verso il rock, poi ci siamo adeguati spostandoci, prima, verso il pop e, poi, verso la dance. Mantenendo comunque una linea identificativa. Abbiamo parti della scaletta che resistono da anni, anche nostro malgrado, perché quando abbiamo provato a sostituirle, la serata non ingranava. I veri cambiamenti importanti nella scaletta sono arrivati quando mio fratello Davide ha dovuto, suo malgrado, abbandonare la band per trasferirsi a Londra, perché ho dovuto farmi carico della totalità dello spettacolo, che fino a quel momento era diviso tra noi. Sono passati tanti musicisti da lì in poi. E ognuno di loro ha dato un contributo essenziale. Vorrei ringraziarli pubblicamente: Mario Rossi, Vittorio Porzio, Miles Santoro, Michele Carabelli, Mauro Mangiarotti, Gibi Sacchi, Fabio Milo MIlani e Matteo La Mantia".

 Fare della musica una professione è oggigiorno sempre più difficile. Ha mai tentato di fare solo il musicista?

 "C'è stato un periodo in cui ho avuto la possibilità di scegliere se fare il musicista di professione o meno...diciamo pure la necessità, visto che ero sul palco 7 giorni su 7 e di giorno lavoravo in fabbrica e iniziava ad essere un po' dura. Alla fine ho scelto di ridurre le serate e garantirmi uno stipendio, che, dal lato economico, si è rivelata una scelta giusta viste le difficoltà attuali nell’ambiente musicale. Dal lato personale, mi ha lasciato un enorme amaro in bocca: il palco è la mia dimensione più congeniale, il luogo dove mi sento veramente me stesso, dove posso permettermi di esprimere le mie emozioni in maniera costruttiva".

 Voghera e l'Oltrepo in generale hanno un gran numero di talenti ma l'impressione è sempre che questo territorio non sappia o non voglia esserne orgoglioso. E' d’accordo?

 "Voghera e Oltrepo hanno indubbiamente sfornato e continuano a sfornare grandi talenti. Forse è vero che il territorio non li sa apprezzare e valorizzare, ma credo sia un male comune a tutte le zone. Io arrivo dalla Lomellina e la situazione è la stessa. Come si dice: nemo propheta in patria... A meno che non diventi veramente famoso. Allora lì potresti scoprire di essere originario di almeno dieci comuni diversi! Fa parte del gioco e tutti ce ne facciamo una ragione. Pensandoci bene, forse, non è poi così un male...insomma... è una cosa che ti impedisce di fossilizzarti in una sola realtà, spingendoti a confrontarti, in realtà diverse, con persone più brave di te. Magari anche ricevendo rifiuti e legnate. La nostra vita e’ un confronto continuo. Non avessimo la costanza ci saremmo fermati al primo pentagramma da solfeggiare".

 Un pregio e un difetto della scena musicale oltrepadana?

 "Il pregio è l’attitudine dei gestori a non comportarsi come freddi managers da multinazionale, ma da collaboratori. Il difetto forse la rivalità esagerata tra i vari musicisti che, a volte, crea vere e proprie faide, quando sarebbe più sensata e produttiva per tutti una collaborazione. Insomma, un giro di band che si spinge a vicenda sarebbe sicuramente un toccasana per la scena musicale, perché creerebbe movimento di gente e farebbe lavorare i locali che, di conseguenza, farebbero più serate di live"

 Il locale della zona a cui è più affezionato e il più bello di tutti quelli che hai vissuto negli anni?

 "Il locale al quale sono più affezionato in Oltrepo è sicuramente il Cowboys guest Ranch, anche perché ci canto da quando ha aperto. Ormai e’ un rapporto non solo di lavoro, ma anche di amicizia. Il più bello...direi il Morrissy’s di Pavia, che ormai non esiste più da anni, ma è  il locale in cui sono cresciuto di più a livello umano. Era uno di quei posti dove si diventava tutti amici. Purtroppo uno dei gestori, Giampy, ci ha lasciato troppo presto. A tal proposito, il 25 maggio, al Cowboys guest ranch, ci sarà la festa in suo ricordo. A dieci anni dalla sua scomparsa, riuniremo tutti i musicisti e le persone che lo conoscevano per ricreare l’atmosfera del Morrissy’s".

 Lei è un ottimo interprete, ma ha mai tentato progetti di musica originale?

 "Musica mia? Ho provato ma ho capito subito che non era la mia strada. Scrivevo e mi sembrava roba buona. Poi riascoltando non mi piaceva quello che sentivo, per cui ho rinunciato. Per quanto riguarda la musica originale, ho provato con un brano molto valido, Funky, del mio attuale batterista Andrea Dallavalle ma, facendo cover, risulta spesso difficile trovare un posto nella scaletta per inserirla senza fermare il flusso di divertimento del pubblico. Per cui finisce spesso per fare la parte della cenerentola senza avere il risalto che merita. Ed è un peccato".

 Può spiegare in poche parole cos’è per lei la passione per la musica?

 "Saltare notti di sonno perché tornavo da suonare alle 5 e alle 8 ero in fabbrica dove mi davano del tossico perché sapevano che la sera prima ero a suonare e non avevo dormito. Per cui, per loro, potevo stare in piedi solo perché ero in preda a chissà quale sostanza. Forse non avevano mai conosciuto la vera passione... Non ho mai provato niente di psicotropo in vita mia perché ne sono terrorizzato! Ad oggi, per me, fare musica, significa provare ancora l’eccitazione che precede la serata e la soddisfazione di vedere la gente che a fine serata se ne va felice e soddisfatta".

C’è ancora un sogno irrealizzato nel cassetto?

"Non ho grandi pretese: Poter continuare a fare ciò che amo di più: cantare e far divertire il pubblico. con gli attuali membri della Granadilla Band: Gege Picollo, Mirco Degrandis e Andrea Dallavalle. Musicisti immensi, grandi professionisti, ma soprattutto amici. Amicizia. Ecco il segreto della longevità"..

 

 Marco Oliva, attore e direttore artistico milanese. Risale al 2004 la decisione di smorzare i ritmi frenetici del capoluogo lombardo trasferendosi a Montesegale, portando con sè la sua creatività ed esperienza artica, qualità che si sono concretizzate nella fondazione dell'associazione culturale Oltreunpò, con l'intento di offrire occasioni di aggregazione attraverso la cultura teatrale. Cultura teatrale che insieme al senso di appartenenza e all'amore per l'Oltrepò ha contribuito a scongiurare la minaccia inceneritore.

 Qual è la mission dell'associazione Oltreunpò?

 "La promozione del teatro e di tutto quello che attraverso di esso si riesce a creare, dalla produzione di spettacoli di repertorio all'impegno civile, come Oltrepossiamo 1 e  Oltrepossiamo 2. Corsi di recitazione per avvicinare le persone al teatro, ma anche  formare attori professionisti, sia in Oltrepo, con corsi a Voghera, sia a Milano, dove abbiamo un centro studi per attori".

 Cosa l'ha portata ad abbandonare Milano per l'Oltrepo? Come ben saprà esiste un detto "Chi volta al cu a Milan, al volta al cu al pan...".

 "Quello che mi ha portato in Oltrepo è stato lo scoprire che esiste un giardino incontaminato a così pochi km dalla città. Un posto che mi permette, da una parte di  mantenere il mio lavoro in città, dall’altra di poter creare una famiglia in un luogo circondato dalla natura, per me un valore aggiunto notevole".

 Fin da subito è stato uno dei membri più attivi del Comitato "No Inceneritore". Com’è stato coinvolto in questa avventura che visti gli esiti si è rilevata un'avventura straordinaria?

 "Stavo lavorando ad un altro progetto, ma quando ho sentito che il territorio che ho scelto per la mia famiglia rischiava di essere minacciato, come per tutti gli artisti mi è nato qualcosa, dalla pancia, e dovevo trovare il modo di concretizzarlo. Mi sono così avvicinato al Comitato e ho seguito tutta l’attività e motivato da questo insieme di cose ho creato la drammaturgia dello spettacolo Oltrepassiamo 1 e 2, attraverso cui ho raccontato quelli che erano i rischi e la visione talmente assurda, anche dal punto di vista politico, della questione".

 Il Comitato ha avuto il grande pregio di non essere mai stato politicizzato, anche se i vari politici locali, a turno, hanno tentato di cavalcare l'onda. A suo giudizio qual è il problema dei politici oltrepadani?

 "Ho sentito la distanza della politica dai problemi concreti, una sorta di imbarazzo nell'affrontarli. Probabilmente non era chiaro per loro all’inizio il tornaconto di tutta questa faccenda. La politica s’interroga troppo e non agisce o agisce in ritardo, dovrebbe invece essere attenta e pronta. Nel momento in cui si percepisce un rischio, non deve essere la comunità a mobilitarsi per prima, ma è il politico che deve attivarsi mostrando quello che è il pericolo per il territorio e per chi lo abita. Quello che è successo è stata una debolezza della politica locale che si è mossa con troppa timidezza o addirittura in ritardo" .

 Per molti la partecipazione di così tante persone in Oltrepo è stata una piacevole sorpresa. Forse non si sono mai visti gli oltrepadani così uniti. L'obbiettivo del Comitato è stato raggiunto, disperdere questo patrimonio in termini di coesione è un peccato. Qual è il futuro degli uomini del Comitato a suo parere?

 "Continuare questa attività. Abbiamo difeso il territorio da un pericolo, ora dobbiamo lavorare per la promozione dell'Oltrepo e dire una serie di sì che fanno bene alla vita e all’economia del nostro territorio. L'energia del Comitato ha portato a un cambiamento,  qualcosa si è mosso e la politica deve prenderne atto e rendersene conto".

 La vostra battaglia contro la pirolisi si crede ragionevolmente vinta, ma ci sono altre "bombe chimiche" , ad esempio la raffineria di Sanazzaro, presenti in Oltrepo o nell’immediato circondario. Il divenire del Comitato sarà una lotta contro queste "bombe chimiche" esistenti?

 "La mia idea personale è che il Comitato deve contemplare due aspetti, a mio avviso importanti: il primo è quello di cui si parlava prima, cioè valorizzazione e promozione del territorio, il secondo deve essere una continua difesa dell’ambiente. I confini dei territori sono labili e gli inquinanti viaggiano, i nostri occhi devono guardare a cosa sta accadendo intorno a noi e dobbiamo dare il nostro supporto ai vari comitati e Sindaci, perché esistono molti amministratori locali virtuosi".

 Molti dicono che il perchè del pericolo pirolisi scongiurato è, in parte, da attribuire ai pochi posti di lavori "in ballo". La vicina Raffineria di Sanazzaro conta molti più posti di lavoro, quindi iniziare una battaglia per migliorare le capacità tecnologiche anti inquinamento della raffineria avrebbe la stessa partecipazione popolare vista per la battaglia condotta contro la pirolisi?

 "Non credo. Per quanto riguarda il nostro territorio è vero che i posti erano pochi, ma la gente ha percepito non solo il pericolo ambientale ma anche il pericolo economico. Il comitato è stato capace nella comunicazione di smontare da un punto di vista tecnico quella grande menzogna raccontata a favore della pirolisi. Per quanto riguarda Sanazzaro dobbiamo ragionare su due grossi comuni che sono nati e cresciuti intorno all’impianto. Oggi non si può fare una battaglia contro la raffineria, ma dobbiamo focalizzarci  per ottenere una maggiore sicurezza. Se ci sono esplosioni continue  vuol dire che l’impianto non è più sicuro, esistono oggi tecnologie all’avanguardia che possono abbattere gli inquinanti immessi nell’aria".

 Ruolo fondamentale di cui lei parlava non è più essere contro ma essere a favore, a favore del territorio e delle sue tipicità. Quale può essere il ruolo del Comitato nella valorizzazione delle due tipicità oltrepadane quali il salame di Varzi e il vino?

 "Al salame e al vino bisogna affiancare tante altre peculiarità del territorio e non solo di prodotti enogastronomici, il Comitato deve diventare una sorta di associazione e interessarsi di tante più cose e spingere sulle particolarità. Le faccio un esempio: l’Oltrepo è uno territorio poco illuminato e questo favorisce una miglior osservazione del cielo, ecco quando un territorio fa delle scelte precise come in questo di caso di essere 'più buio' e se questa particolarità viene venduta, usiamo questo termine volgare, al di fuori del territorio, questa richiama l’attenzione sulle scelte virtuose e coraggiose del territorio stesso. A questo punto si possono mettere in evidenza tutte le altre particolarità della nostra zona. Il salame e il vino sono eccellenze e se attorno a loro possiamo far emergere altre particolarità diventa quel valore che fa dell'Oltrepo un altro territorio".

 Pensa che il Comitato riesca a coinvolgere così tanta gente anche per azioni a favore e non contro?

 "Credo di sì perchè ci sono i presupposti per cambiare la cultura del nostro territorio, io ci credo".

 Ritorniamo a lei in veste di direttore artistico. Quale sarà il suo prossimo step?

 "Intanto Oltrepossiamo 2, una comunità che partecipa, con il secondo spettacolo è diventata una vera e propria comunità, sta girando tutta la provincia a sostegno dei vari comitati e implicitamente a sostegno della valorizzazione dell’Oltrepo, a cui  stanno aderendo molti Sindaci della provincia in sostegno ad altri problemi come quello del ponte della Becca. Impegno duplice di difesa e di valorizzazione, dove si dice no ad una bruttura si sta dicendo implicitamente un sì a qualcos’altro. Un prossimo nuovo spettacolo potrebbe essere un parlare di tanti sì, sì ad un territorio che offre tantissimo".

 Tornerebbe a vivere a Milano?

 "No assolutamente no, quando metti le radici in un luogo e lo scegli, la tua difesa di quel territorio diventa molto forte perché lo hai scelto consapevolmente. Gli oltrepadani credo che dopo questa minaccia si siano resi conto di come difendere il proprio territorio e le proprie radici. Preservare le proprie tradizioni vuol dire anche rinnovarle".

 

 Tra novembre 2009 e dicembre 2016 sono state 147.431 le famiglie che hanno potuto sospendere il pagamento delle rate dei mutui per un debito residuo pari a 14,8 miliardi di euro e una maggior liquidità messa a disposizione delle famiglie stesse pari a 829 milioni di euro. Lo comunica l’Abi analizzando i dati delle principali iniziative che negli anni hanno visto coinvolti settore bancario, interlocutori pubblici e associazioni dei consumatori in una larga e puntuale collaborazione.

 "Le banche - sottolinea l'Abi - sono fortemente impegnate a rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita, confermando innovative capacità di intervento a favore delle famiglie sul versante della sostenibilità delle rate".

 In particolare, le iniziative riguardano la sospensione dei pagamenti delle rate di mutuo (misura del Piano famiglia 2009-2013); il Fondo del Mef di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa, operativo dal 2010; la sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie (Accordo Abi-Associazioni dei Consumatori operativo dal 2015).

 Tutte iniziative che rientrano nel più generale progetto “CREDIamoCI”: impegno comune di Abi e Associazioni dei consumatori a fronte dell’attuale contesto economico e normativo Ue. Un programma di lavoro su tre principali ambiti: accesso al credito, sostegno alle famiglie in difficoltà e consapevolezza dei consumatori.

 Accanto a ciò, nel quadro generale delle priorità per la crescita rientra la capacità delle banche di accompagnare la fase di rilancio del mercato immobiliare, con il risultato di un aumento dell’1,9%, a gennaio 2017, dell’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie rispetto a gennaio 2016.

 

 Era stato sottratto, nei giorni scorsi, a un tentativo di linciaggio da parte di alcuni migranti che lo avevano riconosciuto come uno dei responsabili di torture, sevizie e stupri avvenuti in Libia in una safe house dove i migranti venivano privati della libertà personale prima di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane. Il 20enne ghanese, sbarcato a Lampedusa il 5 marzo scorso, è stato arrestato dalla polizia di Agrigento.

Il giovane è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla tratta, di sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre che per i singoli reati, realizzati in concorso con altri trafficanti. I migranti, ascoltati dai poliziotti della squadra mobile agrigentina, hanno riferito di essere stati torturati anche in diretta telefonica con i propri parenti, ai quali veniva richiesto il pagamento di un riscatto per mettere fine alle sofferenze dei loro cari.

I pubblici ministeri Calogero Ferrara e Giorgia Spiri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi, hanno emesso, lo scorso 14 marzo, un provvedimento di fermo, che è stato eseguito dai poliziotti agrigentini e convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano.

L'AGGHIACCIANTE RACCONTO DELLE VITTIME - "Ricordo con veemenza le torture subite da tutti i miei carcerieri e, in maniera particolare, quelle che mi furono inflitte dal ghanese 'Fanti' che era quello che, in maniera spregiudicata e imperterrita, picchiava più degli altri carcerieri". Inizia così il racconto di Vadro, nigeriano di 21 anni, una delle vittime del ghanese arrestato.

 "Ogni volta che dovevo telefonare a casa - racconta la vittima - Fanti mi legava e mi faceva sdraiare per terra con i piedi in sospensione e, così immobilizzato, mi colpiva ripetutamente e violentemente con un tubo di gomma in tutte le parti del corpo e in special modo nelle piante dei piedi, tanto da rendermi quasi impossibile la deambulazione".

"Ho anche assistito ad analoghe torture poste da Fanti ad altri migranti - racconta ancora l'uomo - Ho, inoltre, visto trattamenti anche peggiori, come le torture esplicitate mediante utilizzo di cavi alimentati con la corrente elettrica. Tale trattamento, però, veniva riservato ai migranti ritenuti ribelli".

Ma non solo torture. La vittima-testimone racconta agli inquirenti della Questura di Agrigento, guidata da Mario Finocchiaro, che ci sono stati anche degli omicidi nel 'ghetto di Ali', come veniva chiamato il luogo in cui erano rinchiusi. Per uscire dovevano pagare una cifra chiesta dai torturatori. "Durante la mia permanenza - spiega il testimone - ho sentito che l'uomo che si faceva chiamare 'Rambo' ha ucciso un migrante. So che mio cugino e altri hanno provato a scappare e che sono stati ripresi e ridotti in fin di vita, a causa delle sevizie cui sono stati sottoposti. Temo che anche lui sia stato ucciso". Alcune volte, per intimorire i migranti, i loro torturatori usavano anche le armi. "Sparavano in aria per farci intimorire", raccontano.

Un altro migrante, Victory, giovane nigeriano, anche lui vittima di 'Fanti', sentito dai pm Gery Ferrara e Giorgia Spiri, racconta della casa-ghetto: "Eravamo in mezzo al deserto, era una grande struttura, recintata con dei grossi e alti muri in pietra, che era costantemente vigilata da diverse persone, di varie etnie, armate di fucili e pistole". E parlando di Fanti, l'arrestato, racconta: "Era uno che spesso, in modo sistematico, picchiava e torturava noi migranti. Fanti era membro di questa organizzazione di trafficanti al cui vertice c'era Ali, il libico".

Anche Victory ha dovuto pagare dei soldi per essere rilasciato e proseguire la sua rotta verso l'Italia. "Ogni giorno telefonavano alla mia famiglia - racconta tra le lacrime - e mentre avanzavano a mio fratello le loro richieste estorsive, consistenti nella richiesta di denaro, mi torturavano e mi seviziavano, in maniera tale da fargli sentire le mie urla strazianti. Dopo cinque mesi di lunga prigionia e sistematiche violenze subite, mio fratello gli fece pervenire 200mila cfa a fronte delle 300mila richieste".

L'ODISSEA PRIMA DI PARTIRE PER L'ITALIA - La traversata dalla Libia alle coste siciliane, che spesso si trasforma in tragedia, è soltanto l'ultima tappa di un viaggio lungo, lunghissimo per i migranti che vogliono approdare in Europa. La conferma arriva dai racconti dei testimoni ascoltati dai pm. Viaggi che possono durare anche anni. Come racconta Mohamed, un ragazzo della Costa d'avorio, tra le vittime di 'Fanti'. "Sono partito dalla Costa d'Avorio nel giugno 2015 - dice agli investigatori - Con l'intento di raggiungere l'Europa ho intrapreso il viaggio che mi ha portato ad attraversare il Mali e il Burkina Faso, sino alla città di Agades in Niger. Ad Agades ho contattato un membro dell'organizzazione di trafficanti, i quali dietro il corrispettivo di 150 mila Fefa mi promettevano di trasportarmi fino alla città libica di Sabah".

 E qui inizia l'odissea di Mohamed: "Giunti a Sabah io e altri migranti fummo sequestrati da un libico di nome Ali che ci rinchiuse in un grande casolare, recintato da alti muri in pietra, vigilato dai suoi associati armati. Alì ci costrinse a contattare i nostri familiari, al fine di costringerli a versare un riscatto in cambio della liberazione". Mohamed rimase sequestrato per circa due mesi. "In quel periodo fui più volte torturato - racconta ancora sotto choc - al fine di convincere i miei familiari a versare il riscatto preteso. Porto ancora addosso i segni delle violenze subite, in particolare delle ustioni dovute all'acqua bollente che mi veniva versata addosso".

 

 Nel primo pomeriggio di  giovedì 16 marzo 2017, oltre una cinquantina di impavidi ciclisti, in sella alle loro biciclette centenarie, ha fatto tappa all’azienda agricola Gualdana presso Campoferro per un momento di ristoro e di svago. L’azienda, nota per la produzione di farro e per i prodotti agricoli di qualità, è stata infatti scelta dagli organizzatori della Gran Corsa di Primavera come una delle tappe più significative della rievocazione storica della Milano Sanremo di biciclette.

 E’ stata l’occasione per i partecipanti, provenienti da tutta Italia e dall’estero di visitare le belle auto d’epoca esposte sull’aia della tenuta.

 “Siamo molto contenti di aver accolto i partecipanti a questa gara, così dura e affascinante” ha dichiarato il conte Giuseppe Cavagna, presidente Confagricoltura della provincia di Pavia e padrone di casa “e li aspettiamo anche in futuro, con più calma, per gustare i nostri prodotti ed ammirare la nostra splendida provincia”.

Ad attenderli a Le Corti della Gualdana Alida Battistella, assessore al turismo del Comune di Voghera, e  numerosi appassionati. La corsa è poi proseguita alla volta di Tortona e di li, nei giorni a seguire, sino a Sanremo.

 

 Ritorna la Commedia Dialettale Varzese con due spettacoli in programma per Sabato 08 aprile alle ore 20.45 e Domenica 09 aprile alle ore 15.00, presso il Salone della Casa di Riposo "Fondazione San Germano Onlus" in Via Repetti, 12 a Varzi.

 La Compagnia Teatrale Amatoriale di Varzi Viva, con la regia di Fiorenza Lanfranchi, porterà in scena lo spettacolo dal titolo  "MǼI PÈRDLA CHE TRUVÒLA" .

 La fonte ispiratrice della vicenda è la memoria degli emigranti varzesi, partiti su piroscafi, nei primi anni del Novecento, verso le Americhe, in cerca di fortuna. Alcuni, negli anni '60, ormai anziani, tornarono nel loro paese natio per un breve periodo di vacanza, a rivedere parenti, amici e a dimostrare d'aver avuto successo.

La vicenda si svolge negli anni '60 nella Trattoria Unione, contrada Fèra, dove è arrivata da New York la sorella del proprietario: un felice ritorno, che ha in serbo però qualche sorpresa...

L'evento è organizzato dall'Associazione Culturale Varzi Viva con il patrocinio del Comune di Varzi e della Fondazione San Germano Onlus.

 È possibile acquistare i biglietti in prevendita presso la CARTOLERIA DEGLIALBERTI SILVANA - Via Pietro MAZZA, 7 Varzi- TEL. 0383-52690 a partire da oggi, sabato 18 marzo, oppure  presso la BIGLIETTERIA DEL TEATRO solo in caso di posti ancora disponibili. (I posti sono numerati: posto unico prezzo euro 12,00 - per i soci 2017 di varzi viva il costo del biglietto è di 10 euro).

 

 

 Dal 19 al 21 marzo torna a Dusseldorf l’appuntamento con ProWein, la fiera internazionale del vino di qualità più importante d’Europa. Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e il Distretto del Vino saranno presenti, insieme, al padiglione 15 stand F01. Una bella rappresentativa per una zona che ha voglia di aprirsi e internazionalizzarsi, per dare valore ai suoi pregiati vini e spumanti al fine di raggiungere nuovi posizionamenti di mercato. L’Oltrepò Pavese vedrà le aziende protagoniste in uno stand aperto, d’immagine, con una grande fotografia che aprirà una finestra sul terroir vitivinicolo più importante della Lombardia, patria del Pinot nero e della spumantistica, oltre che di altri grandi vini di qualità.

 A ProWein Consorzio e Distretto daranno anche vita a un’azione mirata a favorire l’enoturismo e l’incoming sul territorio. Media partner sarà la prestigiosa rivista Vinum (il magazine internazionale di settore più autorevole in Germania e Svizzera), che parlerà del territorio nel suo speciale dedicato a ProWein e che ospiterà all’interno del suo spazio wine tasting, nel padiglione 12 stand C39, quello della Germania, il più visitato, due degustazioni tecniche guidate condotte dal wine writer Christian Eder: la prima dedicata al Metodo Classico e al Metodo Martinotti d’Oltrepò (domenica dalle 12.15); la seconda incentrata sul Pinot nero in rosso (lunedì dalle 16.30).

Il presidente del Consorzio, Michele Rossetti, osserva: «Dobbiamo internazionalizzare vini e territorio un po’ per scelta e un po’ per necessità. I dati nazionali fotografano un’Italia che beve sempre meno e che fatica a vendere a valore. Il vino italiano di qualità ha bisogno di diversificazione, di target e di mercati. L’Oltrepò ha un’intera gamma da far fruttare oltre confine, partendo dal diventare un brand nazionale riconoscibile e distintivo». Il presidente del Distretto del Vino, Fabiano Giorgi, sottolinea che per i produttori di filiera ProWein rappresenta una passerella strategica: «E’ una fiera pensata per il business e i nostri produttori di filiera hanno bisogno di generare contatti per dare a vini e spumanti i giusti sbocchi. La nostra è una terra che ha una storia e un profilo qualitativo da far conoscere. Si sono persi molti anni, ora è il momento di recuperare terreno». Queste le aziende che saranno protagoniste a Dusseldorf: Bertè e Cordini, Ca’ di Frara, Cantine di Mezzaluna, Castello di Luzzano, Fiamberti, Giorgi F.lli, Losito e Guarini, Marchese Adorno, Quaquarini, Riccardi Luigi-Morabassa, Tenuta Mazzolino e Travaglino.

source - vinoltrepo

 

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