Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Venerdì, 17 Marzo 2017

Ci risiamo: per i più superstiziosi questo secondo venerdì 17 di fila che il calendario ci ha riservato è stata un’altra giornata in cui guardarsi le spalle (e incrociare le dita).

Il venerdì 17 per i superstiziosi è un giorno “sfortunato”

Già, perché come noto anche a chi non crede alla cabale e che un gatto nero che attraversi la strada possa portare sfortuna a chi ne incrocia il cammino, venerdì nella tradizione cristiana è il giorno della passione e della morte di Gesù Cristo, mentre il 17m come ricordano molti siti e giornali oggi, è un numero che, nel corso del tempo, ha assunto più di un significato recondito negativo ma, attenzione, solo nel Belpaese. Perché, in effetti, nell’universo anglosassone il giorno nero corrisponde al venerdì 13 – da cui molti film titolati e intitolati alla nefasta data – mentre nel mondo spagnolo e latinoamericano la ricorrenza sfortunata coincide con il martedì 13.

Ecco perché il 17 è un numero finito all’indice

Le origini di questa superstizione ancora molto in voga anche nella razionalissima civiltà moderna risalgono dunque all’antica Grecia, culla di civiltà e – a proposito della fatidica data – anche di qualche credenza popolare mai smentita. Infatti, nell’antichità arcaica per i proseliti del sapere pitagorico il 17 corrispondeva a un numero imperfetto: di più, negativo, in quanto compreso tra il 16 e il 18 considerati – al contrario – numeri pieni e perfetti. In seguito, invece, il 17 sarebbe stato identificato con la sfortuna per ragioni che, uno su tutti l’Impero romano, avrebbe addotto a questioni militari. Come riporta dettagliatamente il sito dell’Agi, infatti, «la battaglia di Teutoburgo è stata combattuta nel 9 d.C. Sul campo i romani si scontrarono contro i germani di Erminio: le legioni 17,18, e 19 furono completamente distrutte. Da quel momento, nella tradizione romana quei numeri furono considerati sinonimo di sventura. Sulle tombe dei defunti poi, spesso si poteva trovare la scritta VIXI: in latino “ho vissuto”, cioè “sono morto”. Quest’ultima è l’anagramma di XVII, 17 in numeri romani».

Il numero 17 dalla Cabala al Lotto

Insomma, davvero questo 17 evoca negatività, e non sembra avere scampo neppure nella stagione delle ragione e della scienza che il secondo millennio ha inaugurato: antichi retaggi storici e mitologici hanno impresso in maniera indelebile al 17 la lettera scarlatta del numero sfortunato. E poco importa che per la Cabala rappresenti un’entità numerica positiva; per noi italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e giocatori, nella smorfia napoletana – il dizionario dei significati simbolici  dei numeri del lotto – il 17 è da sempre il numero che scaramanticamente evoca sfortuna e disgrazia…

 

Continua l’allarme in tutta Italia per l’epidemia di morbillo. In Romania sono già morti diciassette ragazzini. E in Italia è boom di casi in Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana. Tanto da spingere il ministero della Salute a lanciare l’allarme: «C’è un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo. A fronte degli 844 segnalati nel 2016, da inizio 2017 ne sono già stati registrati più di 700, con un incremento di oltre il 230% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi». L’ultimo caso è stato registrato a Firenze. Un altro operatore sanitario si è ammalato di morbillo all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze. È il terzo episodio dall’inizio del mese di marzo che viene diagnosticato nell’ospedale. Questa volta si tratta di un’anestesista che ha contratto la malattia in ambito familiare e che non è al lavoro già dallo scorso martedì. I casi precedenti avevano riguardato una radiologa, che era stata ricoverata nel reparto di malattie infettive, ed un operatrice che lavora nell’area materno infantile. Nel mese di gennaio altri casi, sempre tra gli operatori sanitari, si erano verificati nel presidio Santa Maria Annunziata, a Ponte a Niccheri. Anche per questo terzo caso sono state immediatamente avviate dalla direzione sanitaria ospedaliera le procedure per risalire ai contatti che in tutto, tra operatori sanitari e familiari saranno una cinquantina. «All’interno della struttura ospedaliera – fa sapere il direttore sanitario, Simone Naldini – stiamo promuovendo attivamente la vaccinazione tra tutti gli operatori, in particolare tra i giovani adulti che risultano i più colpiti da queste piccole epidemie». Attualmente i casi segnalati in Toscana sono il triplo di quelli notificati in tutto l’anno 2016.

La virologa: sulla vaccinazione c’è troppa disinformazione

La virologa Ilaria Capua fa sapere che «l’allarme morbillo per il calo delle vaccinazioni è frutto anche della disinformazione che c’è in Italia e in altri Paesi. I vaccini fanno bene e vanno fatti sempre sotto controllo del pediatria. Sono essenziali, ricordo che in Romania sono morti 17 ragazzini colpiti da morbillo. Questa non è una malattia “fastidiosa”, ma può diventare grave e può provocare anche la morte».

Medici, associazioni, cittadini: dopo i dati diffusi dal ministero della Salute, relativi alla recrudescenza di morbillo in Italia, ora si teme fortemente anche per altre malattie che si pensavano debellate da tempo e di cui la vaccinazione eviterebbe il rischio di contagio e diffusione. A partire, proprio dalla Federazione degli Ordini dei medici che, ancora una volta in queste ore hanno dichiarato: «Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente preoccupati: ci aspettiamo un caso di poliomielite o di difterite da un momento all’altro».

L’Ordine dei medici: «Ora temiamo polio e difterite»

Così si è espresso alzando se possibile – dopo i moltissimi casi di meningite dei mesi scorsi e la recrudescenza del morbillo in Italia, dati gli ultimi ricoveri di questi giorni – il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, riunito oggi a Roma, che nel commentare i dati diffusi ieri dal ministero della Salute sul ritorno di una malattia esantematica che si credeva debellata, ha sostenuto: «Impossibile non correlare questo aumento abnorme con il calo delle coperture vaccinali, in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano, contro le evidenze scientifiche consolidate ,di vaccinare i loro figli, mettendo a rischio non solo quei bambini, ma i loro compagni di asilo, scuola, giochi, parenti e tutta la popolazione».

Il monito: basta demonizzare la vaccinazione

Non solo: dopo i genitori, ha osservato sempre la Fnomceo, commette infrazione deontologica anche il medico che sconsiglia il ricorso al vaccino senza un motivo valido. «Anche noi medici dobbiamo farci un serio esame di coscienza: ogni volta che senza una valida controindicazione sconsigliamo la vaccinazione, anche solo non dando noi per primi l’esempio, e ancor più quando sistematicamente svalutiamo questa pratica, giocando sulle paure e sulle emozioni che sono naturali per qualsiasi genitore». «Ci rivolgiamo quindi a tutti i genitori, a tutti i cittadini – ha concluso la Fnomceo – è con loro che vogliamo e dobbiamo ricostruire un’alleanza a tutela della salute di tutti».


 

 

 Sabato 18 marzo 2017 torna la classica del ciclismo di primavera, la mitica Milano-Sanremo. Al via tutti gli specialisti delle corse di un giorno, incluso il vincitore della passata edizione, Arnaud Demare. Saranno 25 le formazioni al via (18 UCI WorldTeams e 7 Wild Card) composte da 8 corridori ciascuna.

 Gli italiani al via sono 63, fra i quali la medaglia Olimpica, Elia Viviani, che ha deciso per le prossime due stagioni di dedicarsi solo alla strada e, in caso di gruppo compatto all'arrivo, potrebbe piazzare la sua ruota davanti a tutti. Fra i velocisti figura anche Sonny Colbrelli, vincitore anni fa sul traguardo di via XX Settembre del giro dell'Appennino. Anche Fabio Felline, dopo il successo nel Laigueglia a inizio anno, potrebbe andare a caccia del bis sulle strade liguri.

 In gruppo non passerà certo inosservata la maglia del campione del Mondo, Peter Sagan, che avrà al suo fianco anche il fratello maggiore Jurai, suo compagno di squadra.

 Tifosi pronti come sempre all'assalto dei tornanti del Turchino per assistere al passaggio della corsa. Di seguito la cronotabella con gli orari dei passaggi nella provincia di Pavia dove dalle 10.20 alle 11. sono previsti disagi per la viabilità perchè le strade resteranno chiuse, per circa 20 minuti  durante il passaggio dei ciclisti, per essere riaperte subito dopo.

 Cronotabella Milano Sanremo

 ORA DI PASSAGGIO                                                         velocità media  40 Km/h              42 Km/h              44 Km/h 

PROVINCIA DI PAVIA 

Certosa di Pavia - Loc. Torre d.Mang.-ss.35                                                10.36                   10.35                   10.34 

Pavia - ss.35-v.Libertà -Ponte                                                                        10.47                   10.46                   10.44 

(Ponte fiume Po - ss.35)                                                                                 11.01                   10.59                   10.57 

Bressana-Bottarone - ss.35                                                                            11.05                   11.03                   11.01 

Casteggio - v.Torino-ss.10                                                                              11.18                   11.15                   11.12 

Montebello della Battaglia - ss.10                                                                11.23                   11.19                   11.16 

Voghera - ss.10-via Emilia-v.F.lli Rosselli                                                     11.35                   11.31                   11.28 

PROVINCIA DI ALESSANDRIA 

Pontecurone - C.so Tortona-v.Emilia                                                           11.48                   11.43                   11.39 

Tortona - ss.10-circ.                                                                                        12.04                   11.58                   11.53 

(Inn. ss.211 : ss.211)                                                                                       12.06                   12.01                   11.56 

Pozzolo Formigaro : v.Roma-ss.211                                                             12.27                   12.20                   12.14 

Novi Ligure - v.Mazzini-v.Isola-v.Campionissimi                                        12.34                   12.26                   12.20 

Ormai a Casteggio non si parla d'altro: l'annuncio della variante PGT in area Venco ha già suscitato non poche polemiche. Nei giorni passati, alcuni esponenti dell'amministrazione e lo stesso Callegari hanno lanciato accuse all'ex amministrazione in merito alla vicenda, dichiarando che se ora si trovano in queste condizioni la causa è da attribuire alle loro scelte. I diretti interessati però non hanno gradito, definendo queste accuse "gratuite",  in quanto le responsabilità – a parer loro – non sono propriamente esatte. L'ex assessore Giorgio Allegrini oggi prende la parola per raccontare una volta per tutte cosa si celi dietro la vicenda.

"Una volta entrata in gioco - ci spiega - l'amministrazione Callegari ha deciso autonomamente di ribaltare tutto quello che era stato portato avanti in precedenza, azzerando quelli che erano i progetti messi in atto da noi, cercando di trovare accordi diversi. Dal 2009 al 2012 hanno tentato di trovare soluzioni alternative a quelle che erano state fatte prima: tre anni di tavoli, dibattiti e, al termine, considerato che tutto il lavoro non aveva portato risultati concreti, han pensato bene di aprire un procedimento in auto tutela, per l’annullamento parziale della convenzione esistente tra costruttore e Comune. Di tutta la convenzione hanno preso solo l'articolo dove era previsto l'accordo sui canoni, pensando di annullarlo in auto tutela attraverso un procedimento interno. Il Comune, anziché emettere questa nota in autotutela, avrebbe potuto rescindere dalla convenzione per interesse pubblico, concordando un indennizzo. Indennizzo che per scelta loro hanno deciso di non pagare".

Veniamo alla tanto discussa sentenza del TAR

"Questa tanto discussa sentenza del TAR in realtà è datata aprile 2014. Ragion per cui mi domando: se questa sentenza fosse stata così discriminante, perchè la tirano fuori solo ora?".

Sono io che chiedo a lei: perché?

"Callegari e la sua equipe sapevano di aver fatto scelte successivamente dimostratesi non propriamente corrette, per questo motivo sapevano di non poter tirare fuori la sentenza subito perché non gli conveniva. Oggi dicono che il TAR li abbia addirittura condannati e accusano la nostra amministrazione, ma il TAR non condanna, solo il Tribunale Civile può condannare. Il TAR non ha posto l'obbligo a Callegari di pagare sanzioni, ha semplicemente detto che essendo nulla quella nota, tutto quello svolto dall’amministrazione Manfra era legittimo, perché da un punto di vista giuridico legale era tutto corretto".

E dunque perché questa cifra esorbitante da saldare?

"All’interno della convenzione operativa sono presenti canoni da pagare, diciamo che più semplicemente hanno sperato che la cosa si risolvesse e, i canoni, nel frattempo, sono aumentati. Sono solo loro che hanno deciso di gestire in questo modo la situazione: pure scelte amministrative".

Perché allora accusare la passata amministrazione a distanza di 8 anni?

"Non lo so. Penso solo che sia ridicolo essere tirati in ballo dopo otto anni. Quello che posso dire è che sono stati loro a gestire il tutto, se hanno portato avanti male un progetto deciso da loro è inutile che oggi vengano ad accusare noi. Dalla sentenza si evince che abbiamo fatto tutto nella legittimità".

Da ex amministratore e cittadino come giudica la scelta della variante PGT?

"Credo che si siano trovati con le spalle al muro e quindi obbligati a scelte impopolari, però potevano pensarci prima. Da un punto di vista amministrativo oggi non me la sento di giudicare la loro scelta. Come cittadino residente sono molto dispiaciuto  e penso ci possano essere sempre delle alternative, lo sbaglio è stato non trovarle prima".

Dicono che quell’area cambierà il suo uso solo nel momento in cui realizzeranno un altro campo

"Se così fosse ben venga, può essere una scelta apprezzabile. Il problema è che parlano di un’area accanto al campo che già ai tempi ipotizzammo di acquisire per dare più spazio ai giovani. Diversi furono i nostri tentativi, ma il proprietario si dichiarò sempre contrario alla vendita. E, se oggi non ha cambiato idea, l’unica alternativa sarà l'esproprio, quindi i tempi non saranno brevissimi".

Concludiamo con Palazzo Battanoli. Ai tempi, l'amministrazione Manfra lo diede in permuta a fronte di importanti interventi al centro sportivo ma Callegari, lo ricomprò…

"Ricordo bene questa permuta, fu per una cifra fra i 700 e gli 800 mila euro. Loro lo ricomprarono per 400 e anche questa è una scelta che non riesco a comprendere. Dopo otto anni, questo palazzo è ancora in disuso, mal tenuto e al momento non esistono progetti ben definiti circa il suo futuro. O lo recuperavano e in poco tempo realizzavano un progetto valido su carta, ma così sembrano solo dei grandi capricci".

 

Per quanto concerne i personaggi che animano le notti oltrepadane, un posto tutto suo il personaggio di questo mese ce l'ha certamente di diritto. Da due decenni, ormai, invade i palcoscenici di costumi e parrucche, canzoni ed imitazioni, cabaret e satira, comicità infantile e volgare, dialetti ed improbabili lingue, tutto sempre sotto l'egida della più grassa e sana risata possibile. Ovviamente lui è  Luca Bergamaschi.

Dunque... ci racconti un po' di lei...

"Sono pavese, classe '67, diplomato geometra".

Ha mai svolto questa professione?

"Si, per sei mesi, prima del servizio di leva in Polizia".

Mi scusi l'interruzione... prego...

"Sono nato in una casa colma d'arte. I miei genitori facevano parte della Compagnia Comica Pavese, una sorta di Compagnia dei Legnanesi; 7 strumentisti come band, recitavano in dialetto, talvolta invertivano i ruoli maschili e femminili con costumi che spesso mia mamma Luisa confezionava apposta e sempre mamma faceva la presentatrice! Le mie zie erano le ballerine, io ero la mascotte. Ho debuttato a 8 anni, rimanendo in Compagnia fino ai 13 anni, quando, insieme ad altri amici dell'Oratorio S. Spirito, abbiamo costituito una compagnia dialettale nostra. Poi le scuole superiori, il diploma, il servizio militare ci hanno allontanati da quel mondo meraviglioso".

Per entrare nel mondo dello spettacolo...

"Per entrare nel mondo dei locali. A 21 anni, terminato il servizio di leva ed i sei mesi da geometra, ho iniziato con massima serietà un lavoro di pubbliche relazioni e presentatore per gli eventi presso Le Rotonde di Garlasco. L'anno dopo, nel 1989, e fino al 1994 ne sono stato direttore".

 Caspita, un decollo in verticale!

 "Mi sono reso conto da subito che era un mondo che sentivo mio, e davo il massimo. Fino al 1994, quando, in tempi brevissimi, intendo qualche settimana, pareva invece andarmi... stretto...".

 Era una fase temporanea...

 "Sì, così almeno si è rivelata in quell'anno, ho comunque lasciato Le Rotonde per tentare la professione di animatore turistico, avendo ricevuto un'offerta per il Villaggio Valtur di Pollina, in Sicilia. Partii ad Aprile e rientrai ad Ottobre. In villaggio, tutti i giorni, dalle 13.30 alle 14.00, subito dopopranzo, tutti gli animatori si riunivano con i clienti che lo desideravano e davano vita ad una mezzora d'improvvisazione di canzoni, servendosi di una chitarra, barzellette, etc. Quella mezzora veniva definita 'La Chitarrata'.".

 Che lei, al rientro da Pollina...

 "No, non subito. Al rientro dall'esperienza del villaggio Valtur ho ricoperto il ruolo di direzione presso Le Rotonde, ma nell'estate '96, desideroso di tentare l'esperimento 'Chitarrata' al di fuori del villaggio, ho cominciato a chiedere ad amici se conoscessero un bravo musicista. Subito mi fu indicato Maurizio Feninno: lo contattai, gli illustrai la situazione e tutte le domeniche dell'estate 1996, facevamo mezzora in piscina a Le Rotonde. Capimmo che si poteva fare".

 Tant'è che lo scorso anno avete festeggiato i 20 anni d'attività, vero?

 "Esatto! Nell'inverno dello stesso anno, dato che Maurizio suonava e cantava tutti i martedì sera all'Ultimo Metrò di Certosa di Pavia, ci accordammo con il titolare per portare avanti il nostro esperimento: e fu un successo! Partiti con 30 clienti, in un mese riempimmo il locale! Nel '97 assunsi l'incarico per un anno di direttore del Titanic, bellissimo locale alle porte di Lugano, in Svizzera, dove lavoravo dal mercoledì alla domenica, quindi mantenendo il martedì sera 'Chitarrata' all'Ultimo Metrò. Stessa cosa nel 1998, lasciato il Titanic e rientrato a Le Rotonde per l'ultimo anno. E poi... solo La Chitarrata!"

 Che ha funzionato e continua a funzionare benissimo...

 "Non possiamo certo lamentarci. Negli ultimi anni abbiamo anche inserito molte cose per bambini in scaletta, come ad esempio Heidi e Violetta, o ultimamente Rovazzi, o ancora, dal Festival di Sanremo, Gabbani e la sua scimmia...".

 Però sappiamo non essere La Chitarrata la sua unica formazione...

 "E' vero. Nel 2010, durante un aperitivo in un noto locale dell'Oltrepo pavese, noto la bravura vocale ed imitativa di un amico, Massimo 'Macio' Gallinati, e gli propongo una collaborazione. Lo spettacolo si chiama Lumax Show, dall'unione dei nostri primi nomi, ed è orientato verso un cabaret stile Fichi d'India con gag d'imitazione fantastiche di famosi cantanti da parte di Macio. Anche il Lumax riscuote grande successo".

 Ed ancora?

 "Ultima collaborazione che è nata è con un altro amico carissimo e bravissimo d.j., Gianluca Trentani, dove alternandoci come vocalist a travestimenti di star dagli anni '70 ad oggi, coinvolgiamo il pubblico in serate di grande divertimento! L'ultimo personaggio che mi sono inventato è Gigi D'agostino, il celebre d.j. Producer, e le devo dire che, in una delle ultime performance, abbiamo terminato con una mezzoretta di selfie con tutti i clienti del locale".

Ha un segreto per continuare a "stare sul pezzo"?

"Più di un segreto: ho un lavoro bellissimo che mi ispira quotidianamente".

Me ne vuole parlare?

"Nel 2006, una sera, partecipando come pubblico, arrivo negli studi Mediaset di Striscia La Notizia, programma che certo non ha bisogno di presentazioni. Sergio, l'animatore di studio, che mi conosce da qualche anno, durante il pre-programma, quando bisogna imbonirsi e coinvolgere il pubblico, mi passa il microfono, invitandomi a sostituirlo. Io accetto di buon grado, faccio qualche manciata di minuti di animazione, e vado a sedermi per assistere alla trasmissione. Terminata la puntata, Sergio torna a chiamarmi, dicendomi che mi vuole presentare i produttori; e durante questi pochi minuti di presentazione reciproca, scopro che proprio il posto di Sergio in studio sarebbe rimasto vacante, avendo lui accettato un incarico. Inutile dire quale fu la mia risposta alla richiesta di sostituirlo".

Ed iniziò questa ormai lunga collaborazione...

"E' l'undicesimo anno, ma ogni sera è come fosse la prima! E' un lavoro fantastico, a contatto con professionisti unici, Greggio, Iachetti, Ficarra, Picone, Michelle Hunziker, e tanti altri, ormai anche diventati amici, negli anni. Il capo degli autori di Striscia, Lorenzo Beccati, è per me più di un mentore e consigliere, così come spessissimo lo è Dario Ballantini, pittore, imitatore ed artista unico! Oppure Mauro Marinello, il regista: un altro amico ed un pazzesco professionista che tutti i giorni mi insegna tantissimo! Vede, al di là poi delle persone e dei ruoli, è proprio  l'aria che si respira che è per me una fucina di idee. Le battute che nascono così, per caso, in studio, io spesso le faccio mie e le esporto nelle mie serate, proprio come l'idea di un nuovo personaggio, provato magari in camerino con Iachetti che mi dice 'Si, fallo! Ti sta a pennello!' o magari 'No Luca, lascia perdere...' e mi suggerisce cambiamenti. E' tutto magico! Adesso, tornati a Cologno da Segrate, abbiamo anche inaugurato il museo di Striscia, dove io faccio il Cicerone, facendolo visitare a svariate comitive: illustro segreti dei personaggi, come il Gabibbo, oppure oggetti di repertorio, come il referto medico del setto nasale di Valerio Staffelli dopo il colpo di microfono da parte di Del Noce, ricorda? Ma non è solo una sterile gita tra memorabilia: è entrare nella filosofia di Striscia, ad esempio, il logo: l'onda che sale a formare un punto interrogativo è la convinzione di Ricci che non c'è una verità assoluta, ed ogni notizia può sempre avere un contraddittorio".

Ci dica qualche curiosità: ad esempio sul Gabibbo...

"Il Gabibbo da 27 anni cela al suo interno Gero Cardarelli, un signore fantastico ormai 74enne! Il Gabibbo non ballerino, però... Il Gabibbo ballerino è animato dal giovane Rocco Gaudimente, con il quale ho iniziato anche a fare alcune serate grazie all'idea di Enzino Iachetti di promuoverci in coppia... Vabbè, ma questa è un'altra storia... La voce storica, da sempre, è proprio del suddetto capo degli autori, Lorenzo Becatti, che però è stonato e non canta, quindi, nelle sigle dove il Gabibbo canta, la voce è quella di… udite, udite: Antonio Ricci!!!".

Quali secondo lei i migliori conduttori ed i peggiori?

"Coppie numeri uno a pari-merito Greggio-Iachetti, Greggio-Hunziker e poi Ficarra-Picone. Non i peggiori ma, negli anni, diciamo i meno a proprio agio, secondo me e spero non me ne vogliano, Leonardo Pieraccioni e Christian De Sica, cinematograficamente, ovviamente, straordinari, ma televisivamente ed in quel ruolo... forse troppo impostati, un po' impacchettati, come si dice in gergo".

Siamo giunti al termine della nostra bellissima chiacchierata, per far rima con "La Chitarrata" : se un giovane con ambizioni in questo settore le dovesse chiedere un consiglio, cosa direbbe?

"Come dicevamo prima della filosofia di Ricci, il dubbio dev'essere sempre il tuo motore, umilmente restare sempre curioso ed argutamente interessato alle migliorie, mai considerare il successo eventuale ma rincorrere subito un'altra idea. Ugualmente importante, fondamentale, in una professione dove sei a pochi centimetri dal pubblico, il massimo rispetto per quest'ultimo! Ed ancora, nessuna paura nel proporsi: può andar male le prime volte, pazienza, insisti! Fai anche spettacoli gratis per farti conoscere, investi su te stesso e sulla tua passione... Non stare mai a guardare ed ancor peggio imitare 'scimiottando' i cosiddetti 'arrivati': sii sempre te stesso, coltiva il tuo talento e migliora la tua tecnica, non importa cosa e come fanno gli altri, anche famosi! Ed in una professione così senza rete come la mia, ad un giovane direi cerca di stare il più vicino possibile al settore, all'ambiente ed a professionisti che fanno bene questo lavoro: non bisogna mai copiare, ma rubare, o almeno tentar di farlo, i segreti del mestiere... beh, non credo ci sia bisogno di dirlo, Besughi !

 

L'immobile dove ha sede l'agenzia delle entrate di Via Savonarola in vendita e il destino della tenenza di Guardia di Finanza in bilico con una dismissione in vista. Voghera rischia di perdere altri importanti uffici pubblici che offrono servizi essenziali ad una popolazione che, se si tiene conto dei 46 Comuni che gravitano attorno al capoluogo, ammontano ad oltre 92.000 persone. Il movimento 5 stelle scende in campo con un'interrogazione che sarà presentata in consiglio comunale.

A parlare è il portavoce del movimento ed ex candidata a sindaco Caterina Grimaldi.

La cose a Voghera rischiano di complicarsi se venissero a mancare altri servizi fondamentali per la popolazione. Com'è oggi la situazione in città?

"La dismissione in oggetto riguarda l’immobile di Via Savonarola ove hanno sede l'Agenzia delle Entrate e l'Agenzia del Territorio, posto in vendita in applicazione del cosiddetto decreto legge ‘Sblocca Italia’. Per mantenere gli uffici a Voghera occorre individuare con urgenza un immobile già dotato dal punto di vista tecnologico e della sicurezza che abbia una superficie corrispondente come minimo a quella attualmente utilizzata pari a circa 4.000 metri quadrati. Altra dismissione prevista a Voghera riguarda la vendita della caserma della Guardia di Finanza di via Scovenna anche se, al momento, la procedura di rescissione del contratto di locazione non è stata ancora attivata. E’ un problema di cui intendiamo discutere con urgenza al più presto attraverso un’interpellanza al consiglio comunale".  

Facciamo un passo indietro. Come esce Voghera dall'anno di commissariamento? 

 

"Ne esce immutata. Il Commissario Prefettizio ha svolto il proprio compito burocratico-istituzionale in linea con la propria funzione. Niente di più niente di meno a parte la questione della raccolta indifferenziata che a nostro avviso è stata imposta e tardiva. Se il commissario e gli amministratori di Asm si fossero attivati a marzo 2016 le cose sarebbero andate diversamente". 

 

Come giudicate la scelta di tornare alle isole ecologiche? Quale sarebbe la soluzione ideale per il M5S?

 

"La giudico una scelta miope e rivolta a sostenere interessi privatistici legati al business degli inceneritori, con costi esorbitanti in termini di salute e di tariffe a carico della collettività e che va in senso contrario rispetto alla legislazione che fissa percentuali di raccolta differenziata minimi e non massimi. La strada da percorrere, come ho già avuto modo di dichiarare, è quella di implementare in tempi brevissimi un modo efficace di raccolta differenziata dei rifiuti urbani mediante il sistema porta a porta con tariffa puntuale, iniziando in parallelo un percorso che vada oltre la raccolta, la differenziazione e il riciclaggio, puntando sulla riduzione nella produzione dei rifiuti che porti la città ad ottenere il riconoscimento di 'Comune Rifiuti Free', ovvero  differenziata oltre il 65%  e meno di 75 Kg di rifiuti pro capite all’anno avviati allo smaltimento. Oggi i Vogheresi avviano allo smaltimento circa 550 kg di rifiuti pro capite annuo, quasi 100 Kg in più rispetto alla media regionale. Risulta pertanto evidente che molto deve essere fatto sul piano della comunicazione, dell’educazione civica e della sensibilizzazione a comportamenti e stili di acquisto sostenibili. Tutto questo richiede una elevata capacità gestionale sia da parte dell’amministrazione comunale sia da parte di Asm". 

 

Parliamo del Movimento. Durante questa sorta di anno sabbatico cosa avete fatto?

 

"Tutto il 2016 è stato un anno molto impegnativo sul piano della politica nazionale, per cui molte delle energie degli attivisti del M5S sono state spese nelle campagne referendarie per il sì contro le trivelle e per il no alle modifiche costituzionali oltre alla raccolta firme contro l’Italicum e contestualmente abbiamo partecipato a tutte le iniziative per scongiurare l’insediamento dell’inceneritore di Retorbido. Malgrado questi importanti impegni, durante il commissariamento abbiamo tenuto alta l’attenzione su tutti i provvedimenti assunti dal commissario Pomponio al punto di essere intervenuti tempestivamente con alcune istanze e osservazioni ed avere ottenuto subito alcuni risultati, come quello della delibera per l’aggiornamento del Piano di Emergenza Comunale (deliberato nel 2010 e mai più aggiornato) e parallelamente avere visto la determinazione di spese per oltre 250 mila euro per l’adeguamento dei sistemi di sicurezza dei sottopassi cittadini a seguito della presentazione di nostre precise istante dopo l’alluvione dell’agosto scorso, o come quello del ridimensionamento di una parte del Piano di Lottizzazione Produttivo di Strada del Frassolo che così come adottato presentava notevoli criticità per la sicurezza del carcere di Voghera. Costante è stata inoltre la nostra attività in tema di scuole e ambiente".

 

Alle ultime elezioni non vi siete schierati in alcun modo. Come giudica il risultato elettorale e il ritorno del sindaco Carlo Barbieri? 

 

"La premessa della domanda è mal posta. Occorre fare chiarezza una volta per tutte: Movimento 5 Stelle non fa alleanze con nessuno e non dà indicazioni di voto. Abbiamo lasciato liberi i nostri sostenitori di votare in base ai programmi presentati dai due schieramenti. La libertà di voto è la massima espressione di democrazia e non abbiamo fatto perdere o vincere nessuno. Per noi il ritorno di Barbieri significa semplicemente ricominciare a lavorare da dove avevamo lasciato, sia in consiglio comunale sia nelle Commissioni".

 

Il centrosinistra ha registrato un notevole aumento dei consensi alle ultime elezioni, un numero che fa pensare a come parecchi voti debbano essere provenuti da un'area non solo legata alla sinistra. Crede che i vostri sostenitori abbiano appoggiato Ghezzi o Barbieri?

 

"Il M5S non controlla il proprio elettorato con uno stile a cui tanti partiti sono abituati, come detto prima, abbiamo lasciato libertà di scelta in base ai programmi. Certamente alcuni avranno votato il centrodestra, altri il centrosinistra, altri si saranno astenuti, ma non siamo in grado di indicarne il numero". 

 

Ha voglia di dirci cosa ha fatto lei?

 

"Non ho alcun problema a dirlo: io mi sono astenuta perché entrambi gli schieramenti - per quel che mi riguarda come portavoce del M5S - rappresentano la vecchia politica nella quale non mi riconosco".

 

Questione urbanistica. Lei in campagna elettorale aveva detto che a Voghera servirebbe una completa revisione del piano cittadino. Al parco Baratta arriverà un Mac Donald's. Voi cosa ne pensate?

 

"Oggi non si deve più parlare di Parco Baratta ma semmai di Lottizzazione Baratta - purtroppo quando si tratta di fare affari destra e sinistra sono compatte - pertanto ciò che arriva su queste aree fa parte di un disegno politico precostituito che nulla ha a che vedere con il miglioramento della qualità della vita dei Vogheresi. 

Con l’insediamento di insegne e manufatti edilizi appartenenti alle solite multinazionali si snatura l’unicità e la storia della citta di Voghera omologandola di fatto alla periferie più degradate". 

 

Quali sono secondo voi i temi caldi per la città ad oggi? Su cosa darete battaglia?

 

"A mio avviso I temi importati per la città sono riassumibili in questi punti: legalità e trasparenza degli atti amministrativi sia dell’amministrazione comunale sia delle Società Partecipate. Corretta gestione del danaro pubblico, applicazione in tempi stretti del sistema di raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale estesa a tutta la città con obiettivo Comune Rifiuti Free. Attuazione di nuove strategie per il lavoro per garantire maggiore e migliore occupazione, azioni innovative di prevenzione e controllo per la sicurezza in città e una revisione del Piano di Governo del Territorio con obiettivo consumo di suolo zero. Saremo costantemente impegnati nel proseguire  il controllo attento e severo di ogni atto Amministrativo che verrà emanato e non ci sottrarremo alla responsabilità di evidenziare e segnalare pubblicamente eventuali irregolarità".

 

In quali settori a vostro dire mancano proposte per la città da parte di questa amministrazione?

 

"Mancano proposte e iniziative innovative per il lavoro, il commercio, il turismo, i giovani, la cultura, l’ambiente urbano, il recupero del patrimonio edilizio dismesso pubblico e privato, la salute e la qualità della vita dei cittadini ed è su questi temi che il Movimento manterrà alta la soglia di attenzione".

 

Un viaggio alla scoperta dei prodotti Tipici d'Oltrepò Pavese e delle Quattro province, il Vino, clip tratta dal DVD "Oltrepò Pavese Territorio Divino", 

Ha picchiato la moglie nella loro abitazione, poi le ha strappato mille euro in contanti per andare a scommetterli alle slot machine. Lì dove i carabinieri, giovedì sera verso le 19 e 30, lo hanno rintracciato, arrestandolo per maltrattamenti e, appunto, rapina.
    In manette è finito un 49enne marocchino, rintracciato all'interno della sala giochi di via Giardini, a Pavullo, con soltanto 300 euro in tasca dei mille sottratti (probabilmente i 700 li aveva già utilizzati per 'sfidare' la dea bendata). Per la donna, una 41enne sua connazionale, prognosi di dieci giorni.
   

 Penso a Laura , che ha 12 anni e, di nascosto dai genitori, va ai giardinetti come le hanno ordinato due ragazzini dodicenni come lei e un tredicenne.

 Si inginocchia.

 Lecca loro i piedi.

 Annega il suo visino dentro una pozzanghera fetida.

 Si umilia per supplicare i tre bulli di non dare ai genitori e ai professori le foto che, ingenuamente, si è scattata davanti allo specchio del bagno, per compiacere il tredicenne di cui era innamorata.

Ce lo ha appena raccontata Massimo Massenzio, su questo sito, la storia insopportabile di Laura.

La sua vita, la sua allegria sono morte su Instagram, dove quelle foto l’hanno trasformata in oggetto di ludibrio.

Si è salvata perché ha trovato il coraggio di parlare.

Ai genitori? No. A una amica più grande, che aveva frequentato a scuola un corso per difendersi dai bulli.

Perché adesso, finalmente, noi adulti (che poi siamo a nostra volta autori o complici divulgatori di massacri sul web) abbiamo stracciato il sipario della omertá che copriva i bulli: sia a scuola che in rete.  

Il Miur ha indetto la Prima Giornata nazionale delle scuole contro bullismo e cyberbullismo , «Un nodo blu». Totti, J-Ax,Mika e tanti personaggi amati dai ragazzi hanno fatto appelli con #NonStiamoZitti, promosso da Telefono Azzurro.

Ma forse la strada per vincere questa guerra, le cui vittime sono sempre più piccole (anche alle elementari, ci sono i bulli), ce le indica la professoressa Germana Golia, che ha guidato un progetto sul tema, e a Massenzio ha detto che bisogna parlarne apertamente con tutti i ragazzi, «perché senza il pubblico, senza un coro che ride o applaude, il bullo non esiste».

Eccolo, il punto.

Il pubblico dei bulli.

Che cresce come una fiumana.

Nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione.

Gli adulti spesso non ne sono consapevoli.

 Tre genitori su quattro, il 67% , non sa cosa sia il «sexting» ( mostrarsi in rete in pose provocanti), mentre un adolescente su 4 ammette di averlo fatto. Sono i dati diffusi al «Safer Internet Day» del 7 febbraio.

 I ragazzi, i bambini persino, hanno a che farci ogni giorno.

 È sulla massa di questo pubblico necessario ai bulli che io credo che si giochi la nostra guerra.

 Il bullo é un ragazzo che si sente inferiore e che sceglie di acquistare prestigio nel gruppo , assumendo il carattere «dominante» che, nel gruppo, identifica il leader: quello forte, quello che fa paura.

 Credo, da mamma e da destinataria di molte lettere di lettori, che il tema cruciale della adolescenza adesso sia, appunto, il Gruppo.

 È il Gruppo la reale «famiglia» di cui i nostri figli cercano disperatamente l approvazione.

 E finchè non sapremo dire loro che il bullo non è un « figo» ma uno «sfigato», credo che non riusciremo a vincere la tragedia del bullismo.

source : lastampa.it

 

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