Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 15 Marzo 2017

Fortunago è un piccolo borgo dalle probabili origini celtiche annoverato, oltre che per la bellezza architettonica, per i meravigliosi scorci panoramici: fa parte della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese e dell’Associazione ANCI "I borghi più belli d’Italia".

Il paese di Fortunago è sempre stato un esempio del vivere in armonia col territorio, nel rispetto dell'ambiente e nella valorizzazione del patrimonio storico.

Il centro del borgo vive in un'atmosfera di antico splendore perfettamente conservato grazie ai continui interventi di ristrutturazione e manutenzione. L'attento e funzionale recupero architettonico nel rispetto delle forme e dei materiali originari ha sempre voluto che alluminio e materiali plastici fossero banditi, dando spazio solo alla pietra, al cotto e al legno.  Le case sono arroccate sul pendio ripido di un colle, con la chiesa ed il palazzo del comune che dominano dall'alto. Sulle stradine pavimentate in porfido, strette e chiuse tra antichi muri, si affacciano caratteristiche case in sasso con davanzali, logge, balconi e giardini fioriti che mantengono inalterato il tipico aspetto medievale.

L'attenzione alla cura degli spazi pubblici si nota nella manutenzione del verde e nel gusto dell’arredo urbano perfettamente coerenti con il contesto. Questo paese adagiato sulle colline dell’Oltrepò Pavese è un perfetto esempio di equilibrio e buon gusto tra modernità e tradizione. Alcuni giorni fa decisi di accompagnare un amico curioso di visitarlo e scelsi il percorso passante da Godiasco, facendo una via più tortuosa, ma più panoramica. Optai per quell'itinerario perché sapevo che l’impatto visivo sarebbe stato molto più emozionante arrivando da quella parte. Commisi un errore. All'ultimo tornante prima dell’apertura visiva sul colle, non trovammo quello scorcio di borgo dipinto nel bosco, ma uno scudo di cemento e pietra. Rallentai incredula: riconobbi, sporgendomi dal finestrino, la Chiesa di San Giorgio che si trova nel punto più alto del colle, occupato dal centro storico del paese. Ero arrivata a Fortunago, ma di quel quadro vivo nella mia memoria rimaneva ora una tela squarciata con un profondo taglio trasversale. Facemmo il nostro giro turistico, percorrendo il percorso più esterno per poi arrivare in cima alla piazza. Il colosso di cemento era ben visibile da ogni scorcio.

In apparenza al primo impatto laterale sembra una chiesa moderna con tetto a falda unica spiovente e una torre/campanile in mattoni affiancata a un volume in pietra; girandogli attorno si presenta la facciata di ingresso con un colossale portale moderno in mattoni, aperture tonde e finestre ad arco soprastanti che nulla hanno a che vedere con l’imponenza di un ingresso simile, già di per sé fuori luogo; nel terzo lato più lungo sono in evidenza un insieme di volumi completamente discordanti tra loro: uno alto, chiuso in pietra con delle aperture quadrate nella parte alta e tetto piano, il centrale intonacato con il solito tetto spiovente e un altro volume simile alla casa di un cascinale di pianura con il tetto a doppia falda. Nel retro l'ultimo "stile" usato è ancora un blocco di pietra con una grande taglio centrale in legno. Il tutto architettonicamente non ha alcuna armonia di stile e di volumi e l’impatto estetico sul paesaggio è terrificante.

Mi sorge spontanea una domanda: per quale motivo, come e quando iniziò la costruzione di tale orrore ancora oggi cantiere aperto (per altro durante il sopralluogo non trovai il cartello di cantiere che la legge impone obbligatoriamente). Nonostante la ricerca di documentazione, ad oggi gli interrogativi sono molti.

In base a varie fonti consultate ho appreso che il "mostro" doveva essere un centro polifunzionale comprendente un teatro (Teatro della Torre Antica) con circa 500 posti per ospitare spettacoli teatrali e anche convegni nell’ambito del circuito turistico dell’Oltrepò, una struttura che sarebbe diventata sede di una enoteca permanente per i vini della zona (Enoltrepò) e un Auditorium, al piano terreno, con piazzetta ciottolata e piantumata destinato a feste ed eventi culturali, sociali, espositivi, per la valorizzazione delle produzioni agricole locali e di promozione del territorio. Il ritorno economico, previsto per arginare lo spopolamento delle zone marginali, si sarebbe stimato attraverso la creazione di lavoro, indotto ed eventi di alto richiamo culturale. Progettato da uno staff di quattro architetti, la struttura si sarebbe dovuta adattare alla realtà del borgo e alle caratteristiche degli altri edifici in pietra locale. Il 14 agosto 2009 fu inaugurata la posa della prima pietra del nuovo Teatro Auditorium alla presenza del sindaco Pier Achille Lanfranchi. Dopo i milioni di euro stanziati da Regione Lombardia (1,5 milioni) e Fondazione Cariplo (1 milione), il comune di Fortunago ottenne altri 996 mila euro dal Ministero delle Infrastrutture per il completamento dell'Auditorium. L'intenzione del Sindaco era quella di dare in gestione la struttura ad una fondazione alla quale sarebbero state chiamate a partecipare Regione, Provincia, Camera di Commercio, ente montano e fondazioni bancarie.

I lavori sarebbero dovuti terminare entro la fine del 2015. Così dichiarava il sindaco: "… abbiamo valutato gli scenari che abbiamo davanti, soprattutto i programmi futuri che ci porteranno ad avere una vetrina internazionale anche con l'accordo preso di recente con il Comune di Milano per Expo 2015…".

Expo è passata davanti ai nostri occhi, così come i 3 milioni e mezzo di euro e i sette anni e mezzo di tempo a disposizione: Fortunago ha ancora un cantiere aperto, non ha l'Auditorium, non ha il teatro della Torre Antica, non ha lo spazio espositivo Enoltrepò, non ha posti di lavoro in più, ma di una cosa sono certa: nulla ripagherà il danno paesaggistico causato al borgo di Fortunago.

Il film di Paolo Virzì "Il capitale umano", girato a Fortunago, aveva fra i suoi personaggi un cinico e competitivo magnate, "forgiato con la tempra di chi ha abbattuto ettari di bosco per costruire un impero economico, inno del malcostume e del cattivo gusto": che fosse un lontano presagio?

 

Brutta avventura per un ragazzo di 17 anni che questa mattina intorno alle 9.30 si è visto suo malgrado protagonista di un’aggressione da parte di un uomo che sembrerebbe di origini extracomunitarie.

Lo studente, che abitualmente percorre il tratto di strada che dalla sua abitazione conduce all’istituto D’Annunzio situato proprio di fronte ai giardini di Piazza San Bovo, questa mattina mentre attraversava Via XX Settembre in direzione della piazza, luogo tristemente conosciuto per i bivacchi e le scorribande di ubriachi, si è visto sferrare un pugno alla testa, all’improvviso, nessuna discussione e nessun litigio.

L’uomo che quanto riferisce il ragazzo era palesemente ubriaco è poi fuggito dileguandosi.

Il ragazzo giunto a scuola visibilmente scosso ha raccontato l’accaduto agli insegnati e da lì la decisione di sporgere denuncia.

 

 

La partenza della II° Edizione “Miglior Pro Loco e Associazione dell’Oltrepo Pavese” ha riscosso un incredibile successo. 31.254 voti solo nel primo mese con un icremento di quasi 12.000 voti rispetto alla precedente edizione. Guida la prima tornata di votazioni G.A.P Pro Loco Portalbera con 512 voti seguita dalla Pro Loco di Rovescala che dista dalla capolista solo per un voto. A chiudere il podio è la Pro Loco di Pietragavina con 504 voti. Solo un centinaio di voti separano, per ora, la prima posizione dall’ultima. Il concorso è appena iniziato, considerato la poca disparità e il numero di voti che stanno arrivando, tutte le Pro Loco o Associazioni possono puntare alla vittoria. Dal 10 al 31 Marzo (seconda tornata di votazioni) sarà possibile votare sul nostro sito la Pro Loco o Associazione dell’Oltrepo preferita.§
Link per la votazione di Marzo:
http://www.ilperiodiconews.it/homepage/eventi/item/9972-ii-edizione-concorso-miglior-associazione-e-pro-loco-dell-oltrepo-2017.html

CLASSIFICA FEBBRAIO

PRO LOCO

VOTI 
G.A.P. PRO LOCO PORTALBERA 512
PRO LOCO ROVESCALA 511
PRO LOCO SANTA MARIA DELLA VERSA 504
PRO LOCO PIETRAGAVINA 503
PRO LOCO ZAVATTARELLO 503
CIRCOLO AMICI DI CHIUSANI & RAGAZZI DEL PORTICO ROCCA SUSELLA 501
PRO LOCO CASEI GEROLA 499
PRO LOCO SANTA JULITA SANTA GIULETTA 497
PRO LOCO AMICI DI PONTE CRENNA 495
PRO LOCO CLASTIDIUM CASTEGGIO 494
ASSOCIAZIONE VARZI VIVA 494
ASSOCIAZIONE QUELLI DI BOSMENSO 489
PRO LOCO TORRICELLA VERZATE 487
ASSOCIAZIONE PRESEPE E PASSIONE ZAVATTARELLO 485
ASSOCIAZIONE SPINO FIORITO CODEVILLA 485
NUOVA PRO LOCO VARZI 481
PRO LOCO BRESSANA BOTTARONE 479
PRO LOCO VAL DI NIZZA 477
PRO LOCO VOLPARA 475
SOMS PRO LOCO VERRETTO 374
ASSOCIAZIONE A TUTTA VARZI 471
ASSOCIAZIONE MAGAZZINO DEI RICORDI ZAVATTARELLO 468
PRO LOCO BAGNARIA 467
PRO LOCO CALVIGNANO 465
PRO LOCO FORTUNAGO 463
PRO LOCO MONTU BECCARIA 461
PRO LOCO MOTALDESE MONTALTO PAVESE 461
PRO LOCO PROMOLTREPO STRADELLA 458
PRO LOCO REA 455
ASSOCIAZIONE AMICI DI POGGIO FERRATO 453
ASSOCIAZIONE COMPAGNIA TEATRALE G74 OLIVA GESSI 453
ASSOCIAZIONE LE CAMPANELLE DI SAN COLOMBANO ZAVATTARELLO 449
ASSOCIAZIONE MUMBEL MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA 447
NUOVA PRO LOCO BRONI 447
PRO LOCO BOSNASCO 442
PRO LOCO BRALLO DI PREGOLA 441
PRO LOCO CASATISMA 439
PRO LOCO CECIMA 437
PRO LOCO CERVESINA 435
PRO LOCO MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA 433
PRO LOCO PANCARANA 431
PRO LOCO PIETRA DE' GIORGI 429
PRO LOCO PINAROLO PO 427
PRO LOCO PONTE NIZZA 425
PRO LOCO RETORBIDO 423
PRO LOCO SAN CIPRIANO PO 421
PRO LOCO SANTA MARGHERITA STAFFORA 419
ASSOCIAZIONE THOMAS ARRIVATI BARBIANELLO 417
ASSOCIAZIONE CIRCOLO PONTI ARTE BRALLO DI PREGOLA 415
ASSOCIAZIONE CODIBUGNOLO GODIASCO SALICE TERME 413
ASSOCIAZIONE CULTURALE MORNICOLOSA 411
ASSOCIAZIONE OLTRE LA VALLE BORGO PRIOLO 409
ASSOCIAZIONE PROMONTESCANO 409
CIRCOLO ANSPI SILVIA DE FILIPPI OLIVA GESSI 409
NUOVA PRO LOCO LUNGAVILLA 403
OCCASIONI DI FESTA RIVANAZZANO TERME 399
PRO LOCO BORGORATTO MORMOROLO 399
PRO LOCO CANNETO PAVESE 398
PRO LOCO CASANOVA LONATI 395
PRO LOCO CASTANA 392
PRO LOCO CASTELLETTO DI BRANDUZZO 391
PRO LOCO CIGOGNOLA 388
PRO LOCO CODEVILLA 387
PRO LOCO CORNALE E BASTIDA 385
PRO LOCO DON LUIGI BARACCO DI SAN GIOVANNI - GODIASCO 383
PRO LOCO CORVINO SAN QUIRICO 381
PRO LOCO LA NUOVA TORRE 2009 TORRAZZA COSTE 381
PRO LOCO LIRIO 381
PRO LOCO MENCONICO 381
PRO LOCO MEZZANINO 381
PRO LOCO MONTESEGALE 381

Link per la votazione di Marzo:
http://www.ilperiodiconews.it/homepage/eventi/item/9972-ii-edizione-concorso-miglior-associazione-e-pro-loco-dell-oltrepo-2017.html

A Casteggio infiamma la polemica intorno alla cessione del campetto da calcio "Venco", che l’amministrazione guidata da Lorenzo Callegari intende cedere per evitare un esborso di quasi 3 milioni di euro di affitti mai pagati per la struttura di viale Montebello. Una struttura fatta costruire in seguito ad un accordo-convenzione siglato tra l’amministrazione Manfra e una società immobiliare, che la realizzò creando una palazzina in più dove il comune avrebbe insediato delle nuove scuole professionali, il tutto in cambio di una rinuncia agli oneri di urbanizzazione.

Un progetto che l'amministrazione Callegari, susseguita a quella Manfra, una volta insediatasi lasciò cadere. Era il 2009 e da allora ad oggi quella convenzione ha portato grane in seno al Comune. L’immobiliarista chiede i canoni mai pagati, l’amministrazione sta perdendo i ricorsi al Tar e rischia seriamente di dover sborsare. Per l’ex squadra Manfra la colpa sarebbe di un capriccio di Callegari, per l’attuale sindaco si trattava di un progetto "poco trasparente", al punto che anche un esposto alla Procura venne presentato alcuni anni fa.

Sindaco Callegari, com'è la faccenda? Perché una volta insediati non portaste avanti il progetto Manfra sul polo di viale Montebello?

"Innanzitutto quella convenzione tra la vecchia amministrazione e l’immobiliare fu sottoscritta appena due giorni prima che noi entrassimo in carica e venne firmata dal segretario comunale. Secondo noi poi in quell’accordo c’erano diverse difformità e cose poco trasparenti che avevamo subito segnalato alla Procura della Corte dei Conti. Poi, quando fu detto in consiglio comunale che quell’operazione non sarebbe costata niente al Comune non era assolutamente vero, a quanto ci è risultato dopo le prime verifiche non esiteva neppure la copertura finanziaria per cui quel contratto non poteva essere sottoscritto".

 L'amministrazione Manfra aveva affermato che la copertura finanziaria era garantita dall’accordo siglato con amministrazione provinciale, istituto professionale Santa Chiara e attraverso la vendita di palazzo Battanoli…

 "Ah sì? Perché allora quando siamo saliti in carica e abbiamo parlato con la Provincia (all'epoca il presidente era Bosone) ci hanno risposto che loro di soldi per quel progetto non ne avrebbero messi e così anche l’Istituo Santa Chiara, che anzi ci fece presente che se loro avessero messo a disposizione i professori quelli li avremmo dovuti pagare noi? A quel punto per noi si configurava una spesa di 216mila euro più le spese all’anno da pagare per 10 anni, in tutto circa 300mila euro annui. Una cifra folle, non si poteva certo pensare di impegnare il comune in quel modo”.

 Il Tar però già nel 2014 aveva rigettato il vostro riscorso e dichiarato legittima quell’operazione…

 "Lo so, secondo noi però non lo era e tant’è che anche la procura della Corte dei Conti era stata informata attraverso un esposto. Per quanto riguarda il Tar siamo in Cassazione per cui non è ancora finita. Se però saremo soccombenti anche nell’ultimo grado di giudizio dovremo pagare i canoni di affitto arretrati".

 Di quanto si parla quindi?

 "Circa 2 milioni e 800mila euro, cifra corrispondente agli affitti per tutti e 10 gli anni della convenzione. In attesa che prima o poi anche la Procura della Corte dei conti ci dica la sua".

 Dove prenderete quei soldi?

 "O dall’innalzamento sostanziale delle tasse, cosa che non vogliamo visto che sono quattro anni che non le tocchiamo, oppure dando alla compagnia immobiliare cui dobbiamo quella cifra un’altra area di simile o eguale valore…"

 Cioè il campetto Venco?

 "Esattamente".

 Perché avete variato la destinazione della zona a commerciale?

 "Semplice: per far acquisire valore all’area, altrimenti l’immobiliare che se ne farebbe di un campetto da calcio?".

 Se acquisiste l’area di viale Montebello cosa ci fareste?

 "Il primo pensiero va alle scuole elementari che sono degli anni 40, fatiscenti e necessiterebbero di opere di manutenzione per circa un milione di euro. Sarebbe quindi funzionale trasferire le elementari nella nuova sede, visto che ha anche una palestra che oggi le elementari non hanno. Ci tengo però a precisare che prima di procedere con questo tipo di operazioni chiederemo il parere della Corte dei Conti".

 Intorno alla cessione del Venco c’è però una raccolta firme di persone scontente arrivata quasi a quota 700...

 "Allora, premetto che a noi dispiace sacrificare il Venco, e che faremmo a meno di tutta questa bega, ma non possiamo farci nulla perché il problema esiste. Detto ciò quella raccolta firme è un'operazione portata avanti dall'opposizione per fare un po' di casino. Innanzitutto sono firme senza valore giuridico perché non riportano la carta di identità, poi fossero anche mille rappresenterebbero una piccola parte della popolazione. I restanti 5.500 cittadini sono con me".

 Vi siete impegnati a cedere il Venco una volta che avrete trovato un’area dove realizzare un campetto alternativo. Avete già idea di dove farlo? Perché altrimenti i tempi dell’operazione potrebbero allungarsi molto…

 "C’è un terreno di fianco, è una vita che cerchiamo di ottenerlo ma il proprietario non ne aveva mai voluto sapere. Oggi sembra aver cambiato idea e potrebbe cedercelo, speriamo, per un prezzo di favore. La soluzione ideale che chiuderebbe il cerchio".

 Su palazzo Battanoli invece cosa ci dice? Sempre l’amministrazione Manfra lo aveva venduto per 800mila euro, voi lo avete ricomprato per la metà. Come spiega questa operazione?

 "Su Palazzo Battanoli l’amministrazione Manfra fece un accordo con la medesima ditta immobiliare che avrebbe, in cambio dell’ottenimento del palazzo, fatto dei lavori aggiuntivi al plesso di viale Montebello per circa 350-400mila euro. Visto che quei lavori non vennero mai eseguiti, abbiamo scomputato la cifra del valore totale e ci siamo riportati a casa palazzo Battanoli barattandolo per la medesima cifra. Si tratta comunque di soldi virtuali, nessuno ha tirato fuori un euro. Tenendo conto che era stato ‘venduto’ per un valore nominale di 750mila e che lo abbiamo ricomprato per poco più della metà, con un plusvalore di circa 300 mila euro, direi che non si è trattato di un cattivo affare, no?".

 Diversi ex esponenti dell’amministrazione Manfra hanno visto nel "taglio" al loro progetto sul polo di viale Montebello un suo capriccio, una ripicca. Cosa risponde?

 "Una ripicca? Contro un'amministrazione che avevo in prima persona contribuito a far eleggere? A voler vedere non sono io quello che, una volta insediato, ha abbandonato i progetti della precedente amministrazione: proprio a proposito di palazzo Battanoli, nel 2004 la mia amministrazine aveva ottenuto un fondo perduto regionale da 234mila euro e accendendo un mutuo avrebbe potuto finanziare tranquillamente la ristrutturazione, ma a Manfra non interessava. Avevo anche portato a casa 500mila euro per finanziare la funivia per il Pistornile, poi sempre Manfra preferì realizzare le rotonde di via Vittorio Veneto. Le ripicche le lascio a loro, io non sono così piccolo. Semplicemente il progetto di viale Montebello non stava in piedi e per noi era folle proseguire. Oggi dobbiamo risolvere noi una grana creata da loro".

 

Sabato 1 aprile 2017 torna una nuova edizione di "I Misteri del Castello". L'evento dedicato al personaggio più conosciuto del Castello Dal Verme di Zavattarello giunge ormai alla settima edizione.

Il Tour del Mistero è un'esperienza emozionale, uno spettacolo teatrale, un percorso attraverso il tempo e lo spazio, al confine tra suggestione e realtà.

E sarà difficile distinguere tra le due: chiusi in un antico castello, separati dal mondo esterno, in un luogo dove passato e presente si fondono, accompagnati da personaggi usciti dal Medioevo che si mescolano ad altri del nostro presente.

Bisogna fare attenzione: come sosteneva Hemingway, è facilissimo reagire con freddezza alle cose durante il giorno, ma di notte è tutto un altro discorso.

In un luogo così carico di emozioni, accompagnati dai protagonisti dei racconti più misteriosi, può diventare difficile distinguere tra suggestione e realtà. Per questo vi consigliamo di seguire il percorso tracciato e avventurarvi in questo viaggio con la mente aperta e pronti alle sorprese.

 

 L'Istat rivede al rialzo il dato definitivo sull'inflazione nel mese di febbraio. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra infatti un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,6% nei confronti di febbraio 2016 (la stima preliminare era +1,5%) dal +1,0% di gennaio.

Confermati dall'Istituto di statistica anche i rialzi a febbraio per il carrello della spesa. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell'1,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (era +1,9% a gennaio).

Inflazione, cos'è e come si calcola

L'accelerazione di febbraio, sottolinea l'Istat, è legata principalmente all'accelerazione della crescita dei prezzi delle componenti più volatili, ossia gli 'Alimentari non lavorati' (+8,8%, era +5,3 a gennaio) e i 'Beni energetici non regolamentati' (+12,1 da +9,0% del mese precedente). A questa si sommano la dinamica dei prezzi dei 'Servizi relativi ai trasporti' (+2,4%, in accelerazione dal +1,0% di gennaio) e l'attenuazione della flessione di quelli dei 'Beni energetici regolamentati' (-1,6 dal -2,8% del mese precedente).

 Di conseguenza, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di appena un decimo di punto (+0,6% da +0,5 del mese precedente) mentre quella al netto dei soli 'Beni energetici' si porta a +1,3% (da +0,8% di gennaio).

 L'aumento congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo, aggiunge ancora l'Istat, è principalmente dovuto ai rialzi dei prezzi degli 'Alimentari non lavorati' (+3,0%), dei 'Beni energetici regolamentati' e non (rispettivamente +1,1% e +0,5%) e dei 'Servizi relativi ai trasporti' (+1,0%).

 Su base annua, continua l'Istituto di Statistica, la crescita dei prezzi dei beni (+2,0%, da +1,2% di gennaio) segna un'accelerazione più marcata rispetto a quella dei servizi (+0,9 da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a gennaio, il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni si amplia, portandosi a meno 1,1 punti percentuali (da meno 0,5 di gennaio). L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,1% per l'indice generale e +0,1% per la componente di fondo.

 

 Italia prima per numero di tradimenti. A stilare la classifica dei Paesi più 'infedeli' è Incontri-ExtraConiugali.com, il portale dedicato a chi cerca un'avventura al di fuori della coppia. Il sito web ha condotto un sondaggio a livello europeo che vede il Belpaese posizionarsi al primo posto per quanto riguarda la propensione a tradire. Un'inclinazione che dipende in larga misura dalla nazionalità.

Quali sono allora i Paesi dove si tradisce di più? Italia, Spagna e Francia guidano la classifica: oltre la metà della popolazione italiana (58%) e spagnola (53%) ha ammesso di aver tradito almeno una volta il proprio partner. E quasi sullo stesso livello, al terzo posto con il 49%, si collocano sul podio anche i francesi. Il resto della Top 10 è composta da Germania (48%), Belgio (46%), Regno Unito (45%), Austria (42%), Danimarca (39%), Finlandia (37%) e Norvegia (36%).

Il nostro Paese, inoltre, è quello dove l'aumento dei tradimenti rispetto all'anno precedente è maggiore, con un'impennata del 18%. "Il fenomeno, salvo poche eccezioni, è trasversale lungo tutta la Penisola" spiega Alex Fantini, fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com. In testa alla classifica italiana delle città più 'fedeli', invece, si colloca Catania con appena il 9% degli intervistati che si dichiarano propensi a tradire il partner. Hanno una moderata propensione al tradimento anche gli abitanti di Bologna, Cagliari, Padova, Terni e Trapani.

Gli italiani più propensi a tradire il proprio partner sono invece quelli che abitano a Roma (72%), Milano (71%), Napoli (68%), Genova (65%) e Palermo (64%), che sono anche le città con il maggior numero di iscritti al portale di incontri. In merito ai risultati divisi per sesso, la ricerca mette in evidenza che a tradire oggi sono soprattutto le donne (64%), mentre la propensione al tradimento da parte degli uomini si ferma al 52%.

"Sembra proprio che le donne italiane abbiano sempre meno remore ad avere una relazione extraconiugale - commenta Fantini - Un dato che trova conferma anche nel fatto che solo l'8% delle donne che tradisce il partner dichiara di sentirsi poi in colpa". La maggior parte di loro pianifica i loro incontri extraconiugali al mattino (48%) o durante la pausa pranzo (29%).

Ma perché anche le donne tradiscono? "Per il più classico dei motivi - spiega ancora Fantini - uscire dalla routine e dalla noia. Una donna annoiata può facilmente lasciarsi tentare dall'idea di una scappatella". Secondo il sondaggio, per il 45% delle donne è proprio la noia il motivo che spinge a tradire il partner. Al secondo posto si colloca invece la scarsa attenzione dei compagni nei loro confronti (32%) e al terzo l'insoddisfazione per la propria vita sessuale (21%).

 

 Continua la protesta dei commercianti ambulanti che oggi si sono riuniti per l'ennesima volta a Roma per ribadire la loro ferma opposizione alla direttiva Bolkestein, l'atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 che intende favorire la libera circolazione dei servizi e l'abbattimento delle barriere tra i vari Paesi. Ma per quale motivo gli ambulanti sono sul piede di guerra? All'origine della protesta vi è la parte della direttiva che riguarda l'obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali, dunque il punto che prevede la messa a gara di tutte le postazioni sul suolo pubblico.

 Già negli anni scorsi contro tale vincolo si erano scagliati gli imprenditori balneari, preoccupati di perdere le concessioni delle spiagge che, applicando la normativa, sarebbero andate all'asta attraverso gare aperte a tutti con un'evidenza pubblica. Dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia, che ha sanzionato la pratica del rinnovo automatico delle concessioni, il governo ha deciso di intervenire con un disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei ministri alla fine di gennaio sul riordino della normativa sulle concessioni demaniali per spiagge ad uso turistico-ricreativo. Tale normativa, che verrà sottoposta all'esame del Parlamento, dovrà prevedere criteri e modalità di affidamento delle concessioni mediante procedure di selezione.

La protesta dei commercianti da strada è più o meno sulla stessa linea. Gli ambulanti chiedono che il governo intervenga per escludere la categoria dall'obbligo di messa al bando delle concessioni pubbliche previsto dalla direttiva. Non un rinvio quindi, come stabilito dal decreto milleproroghe che proroga di fatto le concessioni in essere e in scadenza entro luglio 2017 fino al 31 dicembre 2018, ma un'esclusione totale della categoria dall'ambito di applicazione della Bolkestein. Gli ambulanti infatti accusano il governo di aver emanato una proroga 'ghigliottina' in quanto prevede che entro la fine dell'anno prossimo gli Enti locali dovranno organizzarsi per il rilascio delle nuove concessioni.

 

Nel nome della lotta agli sprechi, ormai da tempo le date di scadenza indicate sui prodotti si stanno via via 'normalizzando' e prolungando. E sempre più spesso le grandi catene di distribuzione mettono in vendita alimenti vicini al termine di scadenza, raccogliendoli in reparti appositi e applicando un forte sconto per invogliare i consumatori all'acquisto, evitando così di cestinare chili e chili di alimenti ogni mese. Ma cosa succede se il supermercato in cui vi recate abitualmente 'trucca' la scadenza del cibo posticipandone la data? Se non si tratta di una svista occasionale ma di un comportamento reiterato, è bene correre ai ripari.

Se infatti può capitare di ritrovare nel carrello prodotti ormai scaduti da tempo per un errore nel rifornimento degli scaffali (magari non svuotati adeguatamente prima dell'inserimento della nuova merce) e, scontrino alla mano, ottenere un rimborso o un cambio della merce scaduta, truccare sistematicamente la data di scadenza per evitare di buttare gli alimenti è severamente vietato. Cosa fare, quindi, per fermare questa pericolosa pratica? Una lamentela con il direttore del supermercato non basta: in questi casi è doveroso segnalare il caso alla Azienda sanitaria locale di riferimento oppure allertare i Nas. Si tratta infatti di una frode a tutti gli effetti che potrebbe anche danneggiare seriamente la salute dei consumatori interessati.

 

Ennesimo allarme immigrati. In Italia è in arrivo un esercito di 250mila clandestini dalla Libia. Non è un rischio ma la previsione del governo italiano che circola tra i ministri e coinvolge soprattutto il dicastero di Marco Minniti che dovrà occuparsi dell’accoglienza di un nuovo fiume di disperati. È una cifra superiore agli sbarchi degli anni scorsi. Si è sperato che gli accordi del governo con la Libia di Serraj potessero aiutare a limitare le partenze, ma nemmeno l’opera di addestramento della Guardia Costiera libica è bastata per interrompere i flussi.   «Ovviamente la sinistra non intende fare nulla per fermare questa invasione: a loro piace e soprattutto fa comodo alle loro cooperative amiche che lucrano sui disperati – è il commento a caldo di Giorgia Meloni su Facebook. « Noi vogliamo un’Italia capace di difendere i suoi confini, un’Italia sovrana che in Europa vada a chiedere aiuto per un blocco navale immediato al largo delle coste libiche», ha concluso la leader di Fratelli d’Italia invitando a partecipare alla manifestazione “Italia Sovrana in Europa” che si terrà a Roma il  25 marzo al teatro Angelicum in occasione del vertice straordinario Ue per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma.  «Adesso cosa intende fare il governo?», si domanda preoccupato il senatore leghista Roberto Calderoli, «resteremo a guardare mentre ci invadono? Continueremo a spedire le nostre navi in acque territoriali libiche per il consueto “servizio taxi” dalla Libia alla Sicilia? Oppure, finalmente, ci decideremo a fare come Malta e la Spagna ovvero pattugliamenti in mare e respingimenti dei barconi verso i porti di partenza?»,

 

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