Sabato, 29 Aprile 2017
Articoli filtrati per data: Martedì, 14 Marzo 2017

 "Sono io che tengo alta la bandiera. Se andiamo avanti così, la Lega non si salverà. La Lega nazionale? Una roba da cogl... Al Sud la gente non dice 'guarda come è cambiata la Lega'. Dirà: 'guarda che casino quando viene la Lega, meglio che se ne resti lassù'. Ma non credo che Salvini vada a Napoli per i voti. Va per l'investitura. Gli han detto che non può candidarsi a premier con un partito territoriale. Così, può dire che la Lega è un partito nazionale''. Lo dice in una intervista al 'Corsera' Umberto Bossi , fondatore della Lega, che critica la manifestazione a Napoli di Matteo Salvini.

 "Mi dispiace che coincidano le analisi di Bossi e di Forza Italia sul fatto che la Lega debba starsene chiusa solo nel suo recinto al Nord. Io tiro dritto per la mia strada perché tanta gente al Nord come al Sud me lo chiede", replica il segretario federale della Lega. "Forse qualcuno ha nostalgia delle cene di Arcore e dei governi dove la Lega era la minoranza con Fini, Alfano e Casini. Io penso che le idee della Lega debbano essere quelle che trainano", ha aggiunto.

 

Tre arresti con l'accusa di violenza sessuale di gruppo, aggravata dall'uso di sostanze narcotiche o stupefacenti e dalla minore età della vittima. E' il risultato di un'operazione di polizia che, a Torino, ha portato alla luce una serie di sedute spiritiche che finivano con stupri di gruppo. In manette un sedicente mago 69enne e due complici, un 73enne e un 19enne, ex fidanzato della vittima.

Ma cosa sono e come nascono le sedute spiritiche? Per saperlo, bisogna tornare a Hydesville (New York) nel 1848, dove due giovani sorelle, Margaret e Kate Fox, 14 e 12 anni, sono costrette in casa a causa delle manie da eremita del padre. "Una sera, mentre la famiglia Fox si preparava per andare a dormire, in casa cominciarono a sentirsi colpi misteriosi, di cui nessuno riusciva a scoprire la provenienza" si legge sul sito del 'Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze' (CICAP).

"I colpi, detti raps, continuarono anche le sere seguenti, impaurendo sempre più la signora Fox, che fin da subito aveva attribuito loro un'origine soprannaturale. Una sera in cui i colpi erano più forti del solito, i genitori si precipitarono nella stanza delle bambine, sentendo Kate pronunciare queste parole: 'Here Mr. Splitfoot, do as I do' ('Ecco signor Piedebiforcuto, fai come me')", prosegue il sito dell'organizzazione nata nel 1989 per promuovere un'indagine scientifica e critica nei confronti di pseudoscienze, paranormale, misteri e insolito.

"La ragazzina schioccò le dita e un numero uguale di colpi arrivò in risposta. Iniziò così il 'dialogo' con lo spirito, che si rivelò capace di rispondere correttamente, tramite i colpi, a tutte le domande che la signora Fox, fortemente impressionata, formulò in quel momento. La notizia si diffuse velocemente: appena due giorni dopo il primo contatto, 500 persone invasero la casa, il giardino e le strade circostanti, desiderose di parlare con lo spirito". In questo modo, prosegue il racconto, ebbe inizio il movimento dello spiritismo da quello che, nel 1888 dopo, Margaret definirà un 'orribile inganno'.

"Penso sia ormai ora che la verità su questo miserabile argomento, lo 'spiritismo', sia rivelata. È un movimento ormai diffuso in tutto il mondo, e a meno che non venga abbattuto presto farà gran male. Io fui la prima in questo campo e ho il diritto di smascherarlo. Mia sorella Kate e io eravamo delle bambine molto piccole quando quest'orribile inganno iniziò [...] (all'inizio era solo) un semplice scherzo per spaventare nostra madre e poi, quando così tanta gente venne per vedere noi bambine, ci spaventammo e continuammo. [...]" continua il racconto riportato dal Cicap.

"I colpi - si legge - sono semplicemente il risultato di un perfetto controllo dei muscoli della gamba, sotto il ginocchio, che controllano i tendini del piede e permettono movimenti delle dita dei piedi e delle ossa delle caviglie che non sono comunemente noti. Un tale controllo perfetto è possibile solo quando un bambino comincia da piccolo e continuamente allena con cura i muscoli che crescono ancora negli anni più avanzati [...] con il controllo dei muscoli del piede, le dita possono essere battute sul pavimento senza alcun movimento percettibile all'occhio [...] questa dunque è la semplice spiegazione del metodo dei colpi e dei rumori".

E così, si sottolinea, "il 'merito' di aver reso Margaret e Kate famose in tutta America si deve all'intraprendente sorella trentacinquenne Leah che, avendo capito subito che le due bambine utilizzavano un trucco per produrre i colpi, fiutò l'affare che poteva fare".

 Costruire il Futuro Onlus di Stradella è un'associazione nata nel 2008, allo scopo di svolgere attività di psicologia scolastica presso le scuole di Stradella prima e, successivamente, anche sul territorio bronese. "Ho iniziato a rilevare una serie di problematiche per le quali non era immediato poter trovare risposta presso le istituzioni competenti – spiega la presidente Laura Forni - per questa ragione ho avvertito l'esigenza di creare un gruppo di persone qualificate, che potesse intervenire tempestivamente a fronte di situazioni di disagio e necessità, in attesa di poter attivare soluzioni stabili ad opera dei servizi pubblici competenti". Una piccola realtà, quella di Costruire il Futuro, composta da solo una trentina di soci volontari che si dividono tra la gestione di eventi per raccolta fondi, supporti a livello economico e interazione con i ragazzi, inoltre, per alcuni dei progetti, l'associazione si avvale anche di una ristretta cerchia di operatori esterni.

 "Costruire il futuro", un nome che racchiude un sé un messaggio profondo e molto importante per i giovani, immagino la scelta di questo appellativo non sia stata casuale…

 "Con il nome Costruire il Futuro abbiamo voluto pensare a due aspetti contemporaneamente: da un lato il desiderio che ogni ragazzo, anche grazie al nostro aiuto, possa costruirsi un buon futuro, dall’altro lato, forse un poco più utopistico, l’idea che lavorando per il benessere dei giovani, dando loro buone basi scolastiche e sociali, si possa concorrere a costruire un futuro migliore anche per la nostra società".

 In che modo opera la vostra associazione?

 "Da sempre operiamo su due fronti: quello di tipo ricreativo-socializzante, con attività di gruppo nel pomeriggio del sabato e quello di tipo educativo-didattico, con attività a livello individuale in contesto scolastico o domiciliare con singoli bambini e ragazzi. L’attività del sabato è nata per dare possibilità ad alcuni bambini e ragazzi che vivevano situazioni di solitudine ed isolamento per svariate ragioni, di sperimentare momenti di incontro e condivisione con altri coetanei". 

 Di cosa vi occupate principalmente?

 "Nei diversi anni sono state proposte attività sportive (pallavolo, basket), laboratori di arte terapia, cucina,  laboratori di ballo. Il gruppo di ragazzi si è andato via via consolidando, ed ora, abbiamo una bella compagnia di una decina di amici che si ritrova tutti i sabati e che, in certi momenti e per periodi più o meno prolungati, accoglie nuovi arrivi".

 Le attività che proponete dove si svolgono?

 "Le attività di tipo educativo-didattico sono varie: ci sono progetti di affiancamento educativo e didattico al domicilio dei bambini o ragazzi, per supportarli in momenti di particolare fragilità. Progetti di inserimento, con nostra figura educativa all’interno di centri estivi, presso i quali i bambini non avrebbero altrimenti potuto partecipare, perché necessitanti di supporto individualizzato. Altre volte i progetti sono stati attivati in contesti scolastici, ad esempio con laboratori individuali o di piccolo gruppo, per offrire un tempestivo intervento in situazioni di difficoltà di apprendimento, in attesa delle effettive prese in carico del Servizio di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza competenti. Tra i vari progetti vi sono poi quelli di affiancamento in contesti scolastici di alunni con disabilità,  con l'ampliamento di ore di assistenza educativa quando quella assegnata dagli  enti competenti non è sufficiente per le esigenze del bambino/ragazzo. Si sono realizzati progetti di affiancamento a ragazzini disabili per la partecipazione a gite scolastiche o esperienze come corsi di nuoto (non li avrebbero altrimenti fatti partecipare perché “non coperti” da una figura in rapporto 1:1). In qualche caso, sebbene non sia prerogativa dell’associazione, siamo intervenuti in casi di emergenza,  a sostenere le spese di alcune famiglie per pagamento dei buoni pasto, per l’acquisto di libri, per il riallacciamento di contatori della luce bloccati". 

In che modo studiate queste vostre progettualità?

 

"Generalmente i progetti vengono elaborati in base alle necessità che rileviamo sul campo, per lo più nel contesto scolastico; a questo punto, messo a fuoco il problema, progettiamo un possibile intervento e lo proponiamo alle famiglie dei bambini/ragazzi".

 

Avete dei sogni in animo?

 

"Abbiamo un sogno nel cassetto che condividiamo con le colleghe dell’Associazione “PASSparTu” di Pavia, per il quale siamo alla ricerca di finanziamenti. Molti dei ragazzi che ruotano attorno alle nostre associazioni hanno terminato il percorso scolastico e sono inattivi, non riuscendo ad inserirsi nel mondo del lavoro. Il nostro sogno è quello di creare un’esperienza pilota per l'apertura di un 'charity shop', secondo il modello anglosassone, per rendere possibile l’inserimento dei nostri ragazzi  in un’attività lavorativa che attribuisca loro un ruolo e un riconoscimento sociale".

 

 “Gentile Direttore, …..Panico. Ho due ospiti che all'improvviso mi comunicano che verranno a trovarmi e che si fermeranno un paio di giorni. Panico perché passata l'euforia del ritrovarsi dopo tanto tempo mi chiedo: dove li  faccio dormire? Inizio a scorrere l'elenco degli hotel in zona: n°1 chiuso per ferie,  n° 2 al completo. Finalmente il n° 3 è libero. Evvai!!!! Ops però c'è un problema: alle 22.00 si chiudono le porte e chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Non va bene. Passiamo al n° 4, appunto quarta scelta… e dopo questa esperienza mi ricordo perfettamente perchè quarta scelta e non prima...Prenoto. Mi raccomando con la Signora che risponde al telefono che la camera verrà da me pagata in quanto sono miei ospiti, do le mie credenziali per eternare la bontà della mia buona fede, se do nome cognome e dove lavoro, in un piccolo paese penso di tranquillizzare chi c'è dall'altra parte. Mi viene risposto che non gli interessa chi sono. Cominciamo bene.

Non tranquilla e comunque sentendomi in difetto, vado direttamente in hotel per pagare. La Signora seduta al di là del bancone mi apostrofa con: "Un attimo". E chi ti ha detto niente mi vien da dire... "Un attimo". Credo che in queste due parole, ci sia tutto ciò che un ristoratore, commerciante, barista etc. etc. non debba mai dire. Taci piuttosto e fingi di essere al telefono con una comitiva di 500 persone, la più grande ed epocale delle prenotazioni che sia mai avvenuta nel tuo hotel.  L'attimo passa ed io pago senza il minimo grazie, prego buon giorno e tanti saluti. Niente. Alternative non ne avevo e molto probabilmente la Signora questo lo aveva capito.  Arrivano i miei ospiti che si sono portati anche il bambino… avviso l'hotel di un letto in più e mi raccomando di non far loro pagare il supplemento,  ma che sarei passata io a pagare. Mi sono fidata, mi aveva visto in carne ed ossa poche ore prima, non ero più una credenziale telefonica. La Signora non si è fidata e smaniosa di quei 20 euro in più che  fanno la differenza li ha chiesti ai miei ospiti. E' vero quei 20 euro fanno la differenza... separano un professionista del settore da chi lo fa per… Il perché rimane un mistero. Il cliente ha sempre ragione è un concetto che ha fatto diventare "grandi" piccoli commercianti nei più svariati settori, nello stesso tempo è passato di moda e ha un non so che di aristocratico che piace poco, ma qui siamo passati da un estremo all'altro, qui manca proprio l'ABC del saper fare il proprio lavoro o semplicemente del sapere relazionarsi. Porca miseria lavori un hotel non fai il casellante in autostrada, anche se un buon giorno e arrivederci non è cosa brutta anche in quel contesto. Ci si lamenta sempre più spesso che qui non c'è niente, che qui non arriva gente,  che le attività attrattive del paese sono finite, tutto vero ma non dimentichiamoci di dire che qui  si sono imbruttite anche le persone… Anche se la Signora probabilmente è sempre stata "brutta", era proprio lei se non ricordo male che si lamentava anche quando di trippa per gatti ce n'era per tutti...”

Lettera Firmata Salice Terme

Circa un mese fa, un gruppo di mamme decide di riunirsi sottoscrivendo un comitato, al fine di affrontare i tanti disagi riscontrati in ambito scolastico e, più in generale, all'interno del comune di Bressana Bottarone. Scopo principale del comitato è quello infatti di sensibilizzare, promuovere iniziative e incontri utili alla tutela e al miglioramento dell'ambiente, della salute, della sicurezza e della qualità di vita di bambini, ragazzi e più in generale di tutta la popolazione bressanese.

E così nasce il "Comitato Benessere Scolastico", costituito da Roberta Antoninetti, Laura Bocchiola, Arianna Dellafiore, Anna Rita Monaco, Barbara Nalin, Erika Olivieri Lemmie e Monica Sacco, quest'ultima neo presidente che, quest'oggi, dedica un’intervista ai nostri cari lettori.

Presidente, ci racconti, quando è nata l'esigenza della nascita del "Comitato Benessere Scolastico"?

"L'esigenza è nata con l’insorgere di ripetuti problemi di tipo sanitario riscontrati nell'ambito scolastico, emersi per caso e, dal nostro punto di vista, affrontati in maniera inadeguata. Certamente il lavoro del nostro Comitato non si limita a questi episodi, infatti, insieme alle mamme fondatrici, andremo ad affrontare tutti i problemi che di volta in volta si verificheranno e che verranno segnalati nelle sedi opportune. E' nostro intento creare momenti di confronto con i vari interlocutori, siano essi la scuola, le istituzioni e così via".

Quali sono le problematiche maggiori che avete riscontrato ad oggi e sulle quali intendete operare in breve tempo?

"Il Comitato è nato da circa un mese, tuttavia stiamo già valutando ed affrontando una serie di tematiche su cui lavorare, come far eseguire la pulizia della palestra con maggiore frequenza e scrupolosità, ad esempio, considerato l'uso scolastico ed extrascolastico a cui la struttura è destinata e tema di confronto durante l’incontro avvenuto con l’assessore Giancarla Mangiarotti. In quella sede, è emerso che i macchinari per la pulizia ci sono ma inutilizzabili in quanto rotti. Abbiamo inoltre chiesto all’amministrazione comunale che venga erogato un maggiore contributo alla scuola per varie necessità, come progetti e iniziative culturali".

Prima della nascita del comitato avete segnalato i problemi di cui parlava precedentemente? Si è risolto qualcosa?

"Personalmente non abbiamo segnalato altri problemi in precedenza, tuttavia il malcontento generale si era già manifestato lo scorso anno con il problema del pasto da casa. Ai tempi, infatti, nacque un Comitato ad hoc, denominato 'pro schisetta' che si era battuto per la libera scelta tra il pasto portato da casa ed il pasto erogato dalla mensa, ottenendo la vittoria del buon senso ed un diritto legittimo per i bambini".

Quali sono le proposte che vorreste avanzare per una scuola migliore sotto ogni punto di vista?

"Ribadirei il fatto che l’amministrazione comunale dovrebbe investire di più sull’istruzione dei ragazzi, attraverso l’erogazione di maggiori contributi alla scuola. Attualmente insegnanti e preside si stanno adoperando al meglio in questa direzione, nonostante i pochi fondi disponibili. A tal proposito abbiamo chiesto al dirigente di inoltrare richieste inerenti le necessità scolastiche e progetti all’amministrazione comunale, in previsione del prossimo bilancio". Sacco conclude sottolineando "Il nostro Comitato è aperto a tutti coloro che intendano dare un contributo positivo al bene sociale di Bressana, vorremmo che la nostra cittadina diventasse migliore, per far vivere i nostri figli e farli crescere in un ambiente più attento, sicuro e sano".

 

La Granfondo del Penice, avrà come scenografica sede di partenza il paese di Zavattarello, noto come la Perla Verde dell’Oltrepò e indicato tra i Borghi più belli d’Italia, collocato alle pendici della rocca che ospita il Castello “Dal Verme”.

La Granfondo, che avrà luogo domenica 4 giugno, proporrà due percorsi: il lungo da 142 chilometri con 3150 metri di dislivello e il medio da 84 chilometri con 2000 metri di dislivello. Partecipare alla manifestazione pavese consentirà quindi di coniugare l’impegno agonistico con un soggiorno in un suggestivo angolo dell’appennino, al confine tra tre regioni, e da secoli crocevia di arte, storia e gastronomia.

 

Borgo Priolo, Calvignano, Casatisma, Corvino San Quirico, Montebello della Battaglia, Oliva Gessi, Robecco Pavese, Verretto, sono questi gli 8 comuni confinanti che Giovedì incontreranno il Sindaco di Casteggio ed a loro è rivolto l’appello di Callegari di valutare insieme la fusione delle municipalità, con l’intento di creare un maxi comune nuovo con tutti i benefici che ne deriverebbero, migliori secondo Callegari, rispetto a quelli rivolti oggi alle singole unità locali. La fusione non è un’unione, ma è un processo più complicato che implica che le singole municipalità scompaiano formalmente a favore di una nuova realtà. Certamente una strada quella della fusione senza ritorno ma che per il Sindaco Callegari sembra essere l’unica percorribile in un clima di forte crisi economica e di fondi che dallo stato arrivano sempre meno e sempre più a singhiozzo, inoltre permetterebbe ai singoli comuni di risparmiare cifre davvero importanti. Sembrerebbe che l’idea piaccia al Sindaco di Casatisma che avrebbe definito lungimirante il Sindaco Callegari, di diverso avviso il Sindaco di Calvignano  a cui l’idea di diventare una piccola frazione di Casteggio non pare piacergli particolarmente.

 

Lunedì prossimo riprenderanno i lavori per la messa in definitiva sicurezza del ponte sullo Staffora.  140 mila euro il costo dell’intervento che prevede la rimozione dei blocchi di cemento per la limitazione del traffico pesante, la riasfaltatura del manto stradale ed il collaudo del ponte oltre che la sistemazione dei blocchi di contenimento dell’acqua all’altezza del campo sportivo ed il consolidamento dell’ultima pila con apposite malte. Due mesi di lavori  per dare normalità ad una situazione che si protrae dal Novembre 2014, mese in cui la piena del torrente Staffora compromise una delle pile del ponte. Non è ancora certa la chiusura del ponte durante i lavori soprattutto quelli di collaudo, così come se le limitazioni al traffico pesante sopra un certo peso rimarranno comunque vigenti anche dopo i lavori.

 

Si spacciavano per 'santoni' e durante le sedute spiritiche, in una mansarda torinese, hanno abusato per mesi di una studentessa, minorenne all'epoca dei fatti. Un sedicente mago di 69 anni e i suoi complici, un uomo di 73 anni e un ragazzo di 19 anni, sono stati arrestati dalla squadra mobile di Torino per stupro di gruppo. Durante le sedute la giovane, che con la sua denuncia ha dato il via alle indagini, è stata narcotizzata e violentata. Le indagini proseguono per stabilire se ci siano altre vittime.

La Maretti Strade srl di Via Retorbido a Voghera ha chiuso. La ditta, specializzata nelle manutenzioni stradali e molto conosciuta in Oltrepo non ha retto alla crisi dell’edilizia e alla diminuzione dei fondi pubblici a scapito di sempre meno appalti. Negli anni d’oro la Maretti Strade vantava  più di quaranta dipendenti disseminati in numerosi cantieri e un impianto all’avanguardia per la produzione di bitume da asfalto, poi da due anni a questa parte la crisi che si sperava di contenere con  gli appalti per lo sgombero della neve e del ghiaccio commissionati da diversi comuni nell’inverno 2015. Con la primavera però tutto da capo, la ripresa tanto attesa non c’è stata e la proprietà non ha potuto far altro che rivolgersi al tribunale chiedendo e ottenendo la procedura di concordato preventivo, era il Luglio 2016. Ora il tribunale di Pavia ne ha decretato il fallimento, i dodici dipendenti per i quali è scattato inevitabilmente il licenziamento attendono il prossimo 5 luglio, data fissata per l’esame dello stato passivo.

 

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