Sabato, 29 Aprile 2017
Articoli filtrati per data: Venerdì, 10 Marzo 2017

Crescita sprint delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d'origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75cl. Queste le anticipazioni della ricerca sull'andamento del mercato del vino nella Grande distribuzione nel 2016 svolta dall'Iri (Istituto di ricerca italiano) che sarà presentata a Vinitaly a Verona dal 9 al 12 aprile.

Perdura il successo degli spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l'ottimo risultato del 2015. "Si destagionalizzano le vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano - fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di Iri - a conferma che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano".

I vini biologici registrano una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti. Sul podio dei vini più venduti d'Italia si piazzano i tre inattaccabili campioni, nell'ordine: Lambrusco, Chianti, Montepulciano d'Abruzzo. Nero d'Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Muller Thurgau e Gutturnio (Lombardia) crescono in percentuale più del 4%. Tra i vini "emergenti", cioè con una maggiore progressione di vendita a volume Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Passerina (Marche), Valpolicella Ripasso (Veneto). Si conferma la crescita del Pignoletto (Emilia), del Pecorino (Marche/Abruzzo) e della Passerina (Marche), mentre rientrano in classifica il Grillo (Sicilia) e il Cannonau (Sardegna).

Crescita dell'8,2% in volume del Chianti Docg, il top delle denominazioni, che vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro. 

Quello della Grande distribuzione (Gdo) si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro

C'è anche un quadro di Adolf Hitler al museo della Follia curato da Vittorio Sgarbi, che apre domani al Musea di Salò. Il piccolo olio, prestato da un collezionista privato tedesco non era mai stato esposto prima. A livello artistico, secondo Sgarbi, "è una cagata, è un quadro di un disperato, potrebbe essere stato fatto da Kafka, dice molto della sua psiche: qui non si vede la grandezza, qui si vede la miseria". Presentando la mostra, il direttore del Musa, Giordano Bruno Guerri, ha ricordato che Adolf Hitler disse al ambasciatore britannico Neville Henderson "io sono un artista e non un politico, una volta che la questione polacca sarà risolta voglio finire la mia vita come un artista" e "sarebbe stato meglio - ha commentato il direttore del Musa e del Vittoriale - anche se pure come artista non era un granché".

La campagna elettorale è finita, le elezioni sono terminate, Voghera ha un Sindaco. Molti vogheresi affermano che "era ora" perchè una campagna elettorale così estenuante, lunga e dai toni accesi, molto accesi, in alcune occasioni troppo accesi, in un primo momento ha incuriosito la maggioranza dei vogheresi ma alla fine li ha stufati. Sia per chi ha vinto sia per chi ha perso ora è il momento di lavorare con toni ci auguriamo pacati, logici e concreti per il bene di Voghera, una città che ha tante potenzialità ma anche diversi problemi. Abbiamo voluto porre alcune domande ad Alessandra Bazardi segretario del Pd vogherese, la parte politica che ha perso ma che comunque, piaccia o non piaccia rappresenta quasi il 50% dei vogheresi che hanno votato.

Avete perso le elezioni per pochissimo, ma sono state perse. Un dubbio c'è in molti vogheresi: tutte le forze e gli uomini del Pd hanno appoggiato fattivamente la candidatura di Ghezzi oppure qualcuno non ha sudato le famose "sette camicie" per aiutare Ghezzi?

"Ci è stata offerta un'occasione irripetibile: dovremo tutti dare il massimo e arrivare alla fine della campagna elettorale stremati senza risparmiarci, per non avere nulla di cui pentirci. Questo dissi quando fu ufficiale la ripetizione del ballottaggio. E così è stato. Banchetti tra la gente a rispondere alle domande scomode, volantinaggi del programma a temperature polari, raccolte firme e riunioni nei quartieri per ascoltare i reali problemi e non soltanto chiedere voti. Una campagna elettorale sul campo, fatta di proposte concrete e non promesse, progetti e non poltrone. Tante idee ma pochi soldi. Almeno per quanto ci riguarda. Non è bastato. A volte purtroppo si preferisce credere alle promesse o scegliere la strada più facile e comoda, come nel caso del ritorno dei cassonetti. Però non posso lamentarmi di nessuno, mai il PD cittadino si è dimostrato così compatto e determinato, anzi colgo l'occasione per ringraziare tutti, da Pier Ezio Ghezzi che è andato casa per casa a parlare con la gente come un sindaco deve fare, ai nostri parlamentari e istituzionali che ci hanno fatto sempre sentire il loro appoggio sul territorio con presenza e supporto politico, dal gruppo della segreteria che ha dettato i tempi e organizzato gli eventi al direttivo che ha sposato le scelte politiche proposte. Dalla Lista Civica Ghezzi a nuovi alleati Italia del Rispetto e Partito Liberale con cui abbiamo creato un attivissimo comitato elettorale e trovato subito una sintonia perfetta. E infine un grazie a tutti gli iscritti e simpatizzanti, alcuni di loro, oltre 100, ci hanno messo la faccia in un manifesto che è diventato il simbolo della nostra comunicazione. Ma soprattutto grazie ai 7792 vogheresi che ci hanno votato".  

L'astensionismo è stato quasi del 50%. A suo giudizio i vogheresi che non sono andati a votare hanno penalizzato a livello di risultato finale più Barbieri o Ghezzi? 

 

"L'astensionismo ha sicuramente danneggiato Ghezzi. Chi non è andato a votare è perché non era contento di come la città era amministrata, ma facendo così ha aiutato Barbieri a rivincere e ha contribuito alla conferma di una giunta fotocopia della precedente per altri tre anni di probabile immobilismo deleterio per la città. Ahimè significa anche che noi non siamo stati abbastanza bravi da convincere alcuni movimenti politici ed elettori a trovare il coraggio per cambiare la città, cambiare modo di fare politica, cambiare metodi e persone. E da qui dobbiamo ripartire per arrivare pronti al prossimo appuntamento nel 2020.  A questo si aggiunge un altro punto su cui riflettere, le oltre 500 schede tra nulle e bianche. Ne sarebbero bastate 220…Il dato politico inoppugnabile che queste amministrative ci hanno lasciato e di cui il sindaco uscente e ora riconfermato deve prendere atto è che oltre ad avere metà città che si è astenuta, la metà dei votanti ha preferito il suo avversario. E quindi significa che oltre ai naturali elettori di sinistra, qualcuno della coalizione compatta del centro destra (da Forza Italia a Fratelli d’Italia e Lega e gran parte della Lista Torriani) ha preferito votare un candidato PD nonostante la diversa ideologia politica. Barbieri più che scoprire chi sia stato, dovrebbe capire perché lo ha fatto". 

 

La campagna elettorale è stata dura, muro contro muro, ognuno delle due parti ha accusato l'altra di aver trasceso. Ritiene che si debbano ora, a campagna elettorale finita, abbassare i toni? E il PD cosa farà in tal senso?

 

"Io sono sempre stata e sono per il rispetto degli avversari e ho cercato di non scendere in polemica. Se l'ho fatto è solo perché spesso il mio partito è stato tirato in ballo dal centrodestra con insinuazioni fuori luogo, quindi replicare non è stato alimentare una polemica ma un dovere in qualità di segretario. Sicuramente i toni tra Barbieri e Ghezzi sono stati accesi, direi non tanto nella prima fase della campagna elettorale nel 2015, ma dopo. E forse hanno stancato gli elettori che avrebbero preferito ascoltare i programmi. Sto facendo anche autocritica. Però su Ghezzi è stato scritto di tutto e non solo da Barbieri, è stato creato un vero e proprio comitato sui social che aveva come bersaglio il candidato PD. Addirittura sono stati distribuiti casa per casa volantini anonimi (non sto accusando nessuno si intenda) ingiuriosi e lesivi della sua persona che abbiamo dovuto denunciare. Lui ha reagito facendo riferimento alle pendenze giudiziarie del suo rivale? E chi non lo avrebbe fatto? Forse non è elegante quanto dichiarare 'Lo faremo pentire di essere venuto a Voghera e lo rimanderemo a Milano', parlare di Rolex e Porsche, di presenzialismo ovunque anche ai funerali, di ironia nei confronti di eventi culturali proposti dal centrosinistra, per finire dicendo che la città sarebbe stata invasa dagli extracomunitari in caso di vittoria PD e la ASM venduta! Punti di vista".  

 

Chi vince piglia tutto… Nelle nomine delle varie società partecipate dal Comune, sembra che non si dia spazio a persone legate al PD nei vari consigli di amministrazione. Cosa farete per cercare di "mettere" in qualche CDA qualche vostro esponente?

 

"Sono rimasta sconcertata dalle dichiarazioni di Carlo Barbieri che peraltro conosco bene e che credo abbia fatto una caduta di stile dicendo che dopo i toni della campagna elettorale il PD difficilmente troverà spazio nei CDA. La città va governata, non è una sua proprietà. La ASM è di tutti i cittadini non della maggioranza. La campagna elettorale è finita, perché invece di continuare il suo livore nei confronti di Ghezzi non incontra il PD per capire i margini di collaborazione nel bene della città e nel rispetto del 49,3% dei cittadini che hanno votato il centrosinistra? Il PD o comunque qualcuno della minoranza (anche se mi chiedo quale sia realmente in consiglio comunale oltre a noi, i 5 Stelle e Aurelio Torriani) deve essere rappresentato nei CDA per garantire il giusto controllo e trasparenza di cui parla sempre Barbieri. Ci dia una prova che ci siamo sbagliati a giudicarlo".

 

ASM e nomina del direttore generale: una delle nomine più importanti per la città di Voghera, visto il ruolo che ricopre. Pomponio aveva scelto di affidare ad una società di cercatori di teste l'individuazione dei papabili candidati, il Sindaco dice che non è il caso. Il PD quale pensa sia tra le due la strada corretta?

 

"Bisogna cercare sempre sul mercato le competenze migliori e confrontarle con quelle presenti all'interno dell’azienda. Ad oggi non mi risultano competenze interne in grado di gestire i settori in cui opera la società (gas energia elettrica rifiuti)". 

 

Se non riuscirete a far entrare nessuno dei vostri esponenti nel CDA di ASM come farete praticamente a vigilare prima che le decisioni vengano prese?

 

"I cittadini stiano tranquilli, noi vigileremo con tutti i mezzi a nostra disposizione e denunceremo qualsiasi anomalia. Ripeto ASM è di tutti i vogheresi, è stato Barbieri a ricordarcelo spesso… Certo la democrazia è messa a dura prova".

 

La raccolta differenziata proposta dal commissariamento è stata un flop. A suo giudizio cosa si è sbagliato nel proporre la differenziata e secondo lei ASM ha fatto tutto il possibile per far funzionare la differenziata proposta da Pomponio o c’è stato qualcuno restio nel farla funzionare?

 

"Sono successe cose strane, molto strane per una azienda che è considerata il fiore all'occhiello della nostra città, ma voglio pensare che sia stato un momento di cambi al vertice e di difficile gestione per tutti. Il commissario Pomponio ha sbagliato a forzare la situazione e ad agire sapendo che nell'arco di due mesi sarebbe stato eletto il sindaco. Ma aveva avuto rassicurazione dall’azienda che la raccolta differenziata sarebbe avvenuta nei tempi e con mezzi adeguati…Invece è andato tutto storto…  Se lo ha fatto è perché ha trovato una situazione critica e ha intravisto seri rischi di sanzioni future. Il PaP andava strutturato meglio, con orari diversi e un servizio più efficiente. La raccolta differenziata a mio avviso va fatta e in modo massiccio non come era stata lanciata dalla gestione Barbieri. Sarà ora lui a decidere come intervenire, anche se non vedo grande fantasia e volontà di azione. In campagna elettorale i cittadini si lamentavano di una Voghera sporca, cosa è cambiato ora? Sono stati ricollocati alcuni cassonetti ma la gente (e ne sono contenta) continua a fare il PaP. Io abito in centro, basta uscire per rendersi conto che ancora non è cambiato nulla, semplicemente la gente ora non si lamenta più. Perché? Vedremo… Noi come opposizione monitoreremo la situazione in modo deciso ma costruttivo".

 

Piaccia o non piaccia l'assessore Azzaretti durante il suo passato mandato ha organizzato molti eventi e manifestazioni, si presume sarà così anche nel prossimo futuro. La vita socio culturale pero non può essere appannaggio di una sola parte. Il PD o le associazioni dell'area della sinistra vogherese quale tipologia di manifestazioni e di eventi avranno in mente di proporre e ritiene che questi eventi della vostra area proposti possano trovare l’aiuto e la collaborazione dell’attuale giunta?

 

"Conosco Marina Azzaretti dai tempi dell’Università, non mi sono mai permessa di criticarla sul suo operato di assessore, fosse solo per l'impegno messo. Talvolta però ho letto da parte sua dichiarazioni un po' offensive nei confronti degli eventi del centro sinistra. Dovrebbe essere invece contenta di avere una città come dice lei 'viva' e che propone tanti laboratori culturali attraverso le associazioni. In città va assicurata la pluralità della cultura, il centro sinistra credo che abbia dato prova di capacità organizzando dibattiti che hanno proposto i temi caldi analizzandoli da un diverso punto di vista come nel caso del Teatro Sociale. L'associazione 'Voghera è' ha proposto oltre 30 eventi nel 2016 a cui hanno partecipato moltissimi vogheresi con entusiasmo ed è stata un grosso riferimento e intrattenimento nella gestione commissariale. Nel 2017 continueranno e spero ci sia l’occasione per organizzare eventi con il patrocinio del Comune. Il ruolo del PD è ovviamente più politico, attraverso dibattitti e iniziative che ideologicamente sono in linea con il gruppo del centro sinistra ma che necessariamente devono distinguersi da quelle di una associazione apartitica e civica. Anche il Pd sarà comunque presente tra la gente con gli eventi, attraverso la sua tradizionale Festa dell’Unità e con appuntamenti tra i quartieri".

 

In una città e quindi anche a Voghera ogni esigenza ed ogni decisione è importante. A Voghera i temi sono molti: la differenziata, il lavoro, il teatro sociale etc. etc. Per il Pd qual è il tema prioritario da risolvere a Voghera e come?

 

"Le priorità sono e restano quelle del nostro programma: lavoro e ripresa economica che passa da una rinascita del commercio di prossimità e di valorizzazioni delle eccellenze locali; poi sicurezza e sanità. Massima attenzione ai servizi sociali e alle fasce dei più deboli anziani e bambini. Come PD creeremo gruppi di lavoro e tavoli tematici a supporto dell’attività dei nostri consiglieri comunali. E continueremo nel progetto quartieri definendo per ognuno un responsabile a cui fare riferimento".

 

Durante questa campagna le opposte fazioni hanno accusato i vari organi di stampa, chi più o chi meno di essere schierati da una parte o dall'altra. A suo giudizio questo è avvenuto e quale parte avrebbero favorito?

 

"Io sono giornalista e credo che il compito di un giornalista sia quello di raccontare i fatti, magari aggiungendo un commento senza schierarsi. Ovviamente per quanto riguarda i giornali indipendenti. Anche per la stampa locale è stato molto difficile mantenere alta l'attenzione su una campagna elettorale durata quasi due anni e soprattutto garantire equilibri di spazi. Ringrazio tutti per averci sempre permesso di esprimere la nostra voce. Certo, quando si è coinvolti si è sempre portati a pensare di non avere abbastanza spazio e che le notizie talvolta sono riportate un po' diversamente. Se proprio devo fare l’avvocato del diavolo, forse a volte certe testate hanno dato spazio maggiore in termini di pagine al centrodestra, ma sono convinta che se doveste fare la stessa domanda ai nostri avversari vi risponderebbero come me".  

 

 

 

Marco Poggi, assessore al turismo, sport, manifestazioni, rapporti con le associazioni e gemellaggio, l'ha spuntata nei confronti di Marco Largaiolli, Vicesindaco e assessore alla sanità, polizia locale e politiche sociali. Il candidato Sindaco per le prossime elezioni sarà Poggi. La notizia non è eclatante e non è neanche nuova, il nome di Poggi da diversi mesi era il più gettonato come successore di Romano Ferrari. Poggi durante gli anni del suo mandato ha certamente lavorato molto e bene con una presenza costante e assidua in ogni momento della vita rivanazzanese.

Partirà con i favori del pronostico chiunque sarà il suo o i suoi avversari nella corsa per diventare primo cittadino. Incasserà, durante la prossima tornata elettorale, i meriti del suo lavoro ed i meriti del lavoro svolto dal sindaco Ferrari e di tutta la "squadra" come amano definirsi. In questi anni a Rivanazzano le lamentele e le voci di protesta si sono contate sulla punta delle dita di una mano, ed anche la minoranza, rispetto ad altre realtà, alla fine, concretamente, di critiche alla giunta Ferrari, della quale Poggi era uno dei "puledri di razza", non ne ha fatte più di tanto. Chi saranno gli avversari di Poggi e quanti saranno … se ci saranno?

La sinistra rivanazzanese che fa capo al PD sarà con Poggi, infatti due suoi esponenti faranno parte della sua lista, quindi nulla da temere dal PD. Un altro puledro rivanazzanese potrebbe essere Salvatore Casanova, il quale a più riprese ha espresso la volontà di formare una lista e partecipare alla corsa per diventare Sindaco ma al momento sembra essere in riva al fiume per decidere se è meglio allearsi con qualcuno o gareggiare da solo. Marco Largaiolli, uscito sconfitto dalla cena in pizzeria, durante la quale si è deciso il nome di Poggi, potrebbe amareggiato da questa decisione formare una sua lista. Poi c'è il pezzo da novanta, che piaccia o non piaccia, della politica rivanazzanese: il senatore Luigi Fabbri, ex Sindaco ed ora in tutt'altre faccende politiche e professionali affaccendato, ma come si sa il primo amore non si scorda mai e per Fabbri il primo amore politico è stato certamente Rivanazzano. E' infatti da Riva che è partita la sua corsa che lo ha portato a Roma. Fonti ben informate dicono che Fabbri potrebbe preparare una lista senza mettersi in gioco direttamente, gareggerebbe non come giocatore ma come allenatore. Le cene in pizzeria o al ristorante con le relative discussioni e decisioni politiche non sono appannaggio solo della lista che ha scelto Poggi per le prossime elezioni.

Come avevamo scritto nei mesi scorsi e ora confermiamo, alcuni cittadini rivanazzanesi, in maggior parte liberi professionisti e imprenditori, si sono incontrati non solo a cena, più volte e sempre più spesso in queste ultime settimane per vedere di formare una lista con decisa connotazione apolitica. Per ora quindi Poggi è l'unico candidato ufficiale, le liste avversarie potrebbero essere una, due, tre o zero e questo sarebbe paradossale considerando che il comune di Rivanazzano conta oltre 5.000 abitanti. Crediamo che alla fine le liste saranno 2: quella di Poggi che, come già detto, parte con i favori del pronostico e quella di questo gruppo di liberi professionisti e imprenditori locali che di politica, fino a questo momento, si erano poco interessati, che confidano di contare, al momento del voto, su quei cittadini convinti che a Rivanazzano si possa fare di più o semplicemente qualcosa di diverso. La data delle elezioni non si sa ancora, solo a maggio vedremo quanti puledri saranno ai nastri di partenza e chi sarà a tagliare il traguardo. Certamente Poggi, condotto da un fantino politico come Ferrari, potrebbe essere il Varenne rivanazzanese.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Stradella - Un viaggio all'interno dei Borghi dell'Oltrepò Pavese 

 "Gentile Direttore,  le scrivo per dire la mia sulla lettera della Sig.ra Elvira del mese di febbraio. Premetto che non conosco la Sig. Elvira e siccome non sono abituato a criticare, giudicare, offendere o accusare persone di cui non conosco la vita, questa lettera è solo il mio punto di vista. Spesso e volentieri nella succitata missiva viene ripetuta ,anzi, sbandierata, la parola civiltà.

Civiltà. Chi sarà mai costei? Cos'è una società civile fatta da gente civile e migliore?  Forse una società composta da gente per bene, cittadini modello, cultori dell'ordine, amorevoli genitori, nemici degli sprechi e osservatori della domenica? Sicuramente, non ci piove. Ho conosciuto varie tipologie persone nel corso della mia vita, ne elencherò alcune senza la pretesa di essere esaustivo. Ci sono persone che vivono solo per loro stesse, alle quali non importa di nulla e di nessuno; basta solo riempire la pancia e il portafogli.  Paiono essere la maggioranza ma non ne sono sicuro, non le ho contate. 

Ci sono quelle "due pesi e due misure", sensibili, generose e altruiste ma solo finché fa comodo: non appena è minacciato il loro tornaconto, l'apparenza si scioglie come neve al sole. Ce ne sono altre, alla moda, propense a dispiacersi per la sorte degli animali ma capaci di rimanere indifferenti di fronte a quella dei propri simili e viceversa. Altre ancora, generose nello snocciolare rosari e atti di dolore  e poi, a casa, altrettanto generose con il lumachicida, topicida o granaglie mescolate con cemento a presa rapida per nutrire gli affamati piccioni. Si badi bene... non sto consigliando a nessuno di vivere in mezzo ai topi o con le pulci nel letto, sia chiaro. Ho conosciuto anche persone che considerano OGNI essere vivente meritevole di camminare su questa terra, insetto, cane , gatto, pollo o umano che sia. Se la Sig.ra Elvira andasse a frugare tra i suoi ricordi di scuola scoprirebbe, per esempio, come l'esimio filosofo Immanuel Kant insegnasse, già in tempi meno sospetti, che la crudeltà e l'indifferenza verso gli animali induriscono il cuore e portano sulla buona strada per diventare crudeli anche verso gli umani. San Tommaso, addirittura considerava l'insegnamento dell'amore verso gli animali come parte integrante dell'educazione dei figli. Non da meno era il famoso poeta e filosofo inglese Samuel Taylor Coleridge.

 Tra le varie opere egli scrisse "La ballata del vecchio marinaio", bellissimo e affascinante racconto del quale si vorrà perdonare la mia libera traduzione di un meritevole passo:

 Prega bene chi ama tutti,

 uomini, uccelli, animali.

 Prega al meglio chi ama

 tutte le cose, grandi e piccole.

 Perché il buon Dio

 tutti ci ha fatti

 e tutti ci ama.

 Quindi, cara Sig.ra Elvira, parafrasando quanto da lei scritto, il mondo sarà migliore quando l'uomo diverrà migliore nella sua anima e nei suoi atteggiamenti verso TUTTI gli esseri viventi. "

 

 Lorenzo Paganin, 40 anni da Broni, uno dei tanti bravi co-piloti oltrepadani, diventa rallysticamente maggiorenne, taglierà infatti quest’anno il traguardo dei 18 anni di attività. Diplomato in elettrotecnica, opera nel settore dell’automazione industriale. Oltre alla compagna Debora, ama i rally e coltiva l'hobby per la musica e il gioco delle bocce, sport diffuso in tutti e 5 i continenti, in un totale di oltre 110 nazioni. Ovviamente, fra i tre svaghi che si concede, per Paganin la parte del leone la recitano i rally, disciplina per la quale, inizialmente, la compagna Debora, non sprizza gioia da tutti i pori, ma impara a conviverci rimanendo sempre al fianco di Lorenzo, anche se con giustificata apprensione. Ma come sovente accade, il tempo accomoda tutto e Debora, pian piano, si appassiona tanto da divenire la tifosa numero uno di Lorenzo, nonché supporter pubblicizzando sulla vettura da gara il proprio negozio di coiffeuse.

La passione per i rally nasce in Lorenzo quando, ancora bambino, si intrufolava nell'ampio scantinato di Gualtiero Maffoni, un conosciuto gentleman driver del tempo dove, rubando tempo al riposo, preparava le sue auto da corsa, prima una scattante Autobianchi A112, poi, la veloce Fiat Uno turbo. All'età di 14 anni, iniziano per lui le serate passate a seguire le ricognizioni dei rally vicino a casa e le prime prove speciali viste con gli amici.

Quindi, la patente e la prima macchina, poi, due amici che decidono di acquistare in società una Peugeot 205 pronta corsa, peccato che nessuno dei due volesse navigare l'altro e così, un po' per gioco, ma più che altro per passione, nel 1999 Lorenzo Paganin inizia l’attività di co-pilota di costoro.

"Nei primi anni ho disputato molte gare – racconta - specialmente nelle affollate classi 'piccoline' con tutti i modelli Peugeot, dalla 205 alla 106, dal gruppo N al gruppo A, segnando diverse partecipazioni al Valli Piacentine e al titolato Rally Oltrepo, cogliendo parecchie vittorie di classe, leggendo le note a Cristian Casella. Ho fatto seguire alcune gare a bordo dell’Opel Kadett gruppo A di Renato Bensi, mentre parecchie altre gare ho corso con piloti differenti, ricordo, il Rally del Taro con Sartori, Costa Romagnola e Val d'Intelvi con Cingano etc.etc.

Poi ho avuto la necessità di un paio di anni sabatici. Nel 2009 riprendo il mio posto sul sedile di destra grazie all'amico Pastorelli, il quale mi fa tornare la voglia di rimettere tuta e casco per salire con lui sulla MG Rover Gruppo A, cogliendo parecchie affermazioni di classe. Sempre con Pastorelli, è stata invece sfortunata la partecipazione al Rally 4 Regioni Storico 2012, gara da dimenticare, chiusa anticipatamente. Ho corso poi con Sangermani, disputando tra l’altro la finale di Coppa Italia al Rally 2 Valli a Verona, mentre con Tirelli scopro un mondo che adoro, quello delle storiche, con lui salgo sull'Alfa Gtam e Porsche gr.4, quindi c’è l’incontro con Maurizio Palmieri e la sua stupenda Alfa Romeo GTV 2.5.

Con Palmieri affronto due prove importanti, in primis mi offre la possibilità di gareggiare nuovamente al mitico 4 Regioni Storico 2015 e al 2 Valli, gara di campionato italiano. Facendo un passo indietro, mi piace citare l’inaspettato salto su una Fiat Punto Super 2000 al fianco di Garcia alla Ronde di Monza e al Rally Circuit di Cremona concluso con 7 assoluto. Ha cosi inizio un periodo molto intenso con parecchie gare, 12 in un anno  un paio con Rampoldi e con Barberis sulla Clio R3 e la soddisfazione di un ottimo 5 assoluto al rally del Giarolo 2015, poi, la stagione 2016 che pare partire nei migliori dei modi con la potente fiesta R5 partecipando al mitico Sanremo leggenda, conclusosi però in trasferimento contro un muretto, dando così inizio ad un periodo che tra cambio pilota e gare rinviate mi porta a riporre nel trofeo Alberto Alberti di fine stagione al fianco del pilota Martinotti, le speranze di raddrizzare una stagione no, ma la gara si conclude con un uscita di strada.

Purtroppo le corse sono anche queste, rimane l'amaro in bocca ma la voglia di riscatto è sempre tanta. Per il 2017 sto cercando di imbastire un programmino tra le storiche, ma non fa differenza, la passione è passione e secondo me deve rimanere tale, pertanto, storiche o moderne, 'purché rombino'. Ho corso con diversi piloti, con parecchi ho instaurato un bel rapporto di amicizia, da ogni gara e pilota ho imparato qualcosa e spero di essere riuscito anch’io dare loro qualcosa".

 

Nove persone, tra i quali un parlamentare e l’attuale direttore del più importante quotidiano economico italiano, sono al centro di altrettante perquisizioni in corso a Milano nell’inchiesta sui conti del Sole 24 Ore. Il “giallo” delle 109.500 copie digitali multiple, dichiarate nel marzo 2016 dalla casa editrice controllata da Confindustria ma poi sospettate d’essere “fantasma” e perciò tolte dal computo della diffusione dalla società Ads certificatrice delle vendite dei giornali, spinge la Procura di Milano a uscire allo scoperto dopo tre mesi di accertamenti e interrogatori di testimoni su due capitoli. Nel primo dei due filoni, che a valle ipotizza il reato di “false comunicazioni sociali” a causa dell’impatto della fittizietà di quelle copie multiple digitali sui conti reali del bilancio 2015, sono indagati dal pm Gaetano Ruta l’attuale direttore del quotidiano di Confindustria, Roberto Napoletano, responsabile anche di Radio 24 e dell’agenzia di stampa Radiocor; Benito Benedini, ex presidente della casa editrice durante la presidenza confindustriale di Giorgio Squinzi, nonché ex presidente di Fondazione Fiera Milano e di Assolombarda; e Donatella Treu, già amministratore delegato e direttore generale del gruppo quotato in Borsa. Nel secondo filone, che a monte scandaglia invece l’opaco rapporto tra il mondo del Sole 24 Ore e la società inglese Di Source Limited (incaricata di raccogliere e attivare gli abbonamenti digitali di copie in realtà inattive e dunque “gonfiate” nei numeri proposti agli inserzionisti pubblicitari e al mercato editoriale) sono indagati per l’ipotesi di reato di “appropriazione indebita” (complessivamente sinora stimata in poco meno di 3 milioni di euro) l’ex direttore dell’area digitale del gruppo Sole 24 Ore, Stefano Quintarelli, attuale deputato di Scelta Civica per l’Italia e professore fra i più attivi nella legislazione sul web; l’ex direttore finanziario del gruppo editoriale, Massimo Arioli; l’ex direttore dell’area vendite, Alberti Biella; Filippo Beltramini, direttore di una società inglese (Fleet Street News Ltd) interamente controllata da Di Source Limited, e responsabile dei rapporti con i clienti italiani della Di Source; il commercialista Stefano Poretti; e il fratello del deputato, l’imprenditore Giovanni Quintarelli. Nel dicembre scorso la Guardia di Finanza di Milano aveva acquisito, su mandato della Procura, i verbali del consiglio d’amministrazione dal 2010 e l’internal audit sulle copie digitali multiple del “Sole 24 Ore. La situazione di deficit patrimoniale è stata indicata pochi giorni fa, da un comunicato della casa editrice, ai limiti ormai dell’articolo 2447 del codice civile, cioè del caso di “riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale”, con un valore di patrimonio netto negativo della società di 7 milioni dopo l’effetto della svalutazione derivante dai 19 milioni dell’impairment test, vale a dire del termometro che verifica che le attività in bilancio siano iscritte ad un valore non superiore a quello effettivamente recuperabile. Sarà dunque l’assemblea straordinaria della società, il cui indebitamento finanziario netto è negativo per 49 milioni, a valutare le dimensioni della ricapitalizzazione con le consulenza dello studio Bonelli Erede per gli aspetti legali e dello studio Vitale per gli aspetti finanzia

La notte dell’8 Marzo è una di quelle notti da dimenticare per la città di Voghera. In Via Emilia un 31enne magrebino ha tentato  di distruggere le vetrate di un locale pubblico senza una ragione apparente: rumori di oggetti scagliati contro le vetrate hanno permesso ai residenti di dare l’allarme. L’uomo che ha tentato la fuga verso piazza San Bovo all’arrivo della volante, è stato raggiunto e immobilizzato. Poche ore prima in piazzale Marconi come è ormai tristemente noto, un nigeriano ha aggredito la titolare del Bar Roma, lo stesso nigeriano che lo scorso  3 dicembre aveva pestato “a sangue” una connazionale all’interno della stazione, reato per il quale era stato processato e condannato dal tribunale di Pavia ad una pena detentiva di un anno, pena che non essendo ancora divenuta esecutiva ha permesso al nigeriano di essere libero. Ma non finisce qui, lo stesso uomo, un rifugiato giunto in Italia nel 2015 ma allontanato dal centro di accoglienza proprio per i suoi atteggiamenti violenti, per altre due volte è stato colto in fragranza di reato e condannato alla pena di 2 anni e 10 mesi di galera, ma sempre con la sospensione della pena. Con l’ultima aggressione di due giorni fa, l’uomo “ha collezionato” quattro identici reati nel giro di pochi mesi.

 

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Quando si entra in un locale che serve sushi e sashimi, si può valutare la sicurezza del cibo servito?  Per cercare di evitare di incorrere in rischi per la salute è opportuno osservare alcune buone regole: 1. La prima cosa da fare è controllare la postazione dove viene preparato il pesce crudo, che di solito in questo tipo di ristoranti è ben in vista. Un buon indice della professionalità del sushi chef e del livello di igiene in cucina è rappresentato dalle condizioni della vetrinetta refrigerata in cui viene conservato il pesce utilizzato per preparare i piatti. Il vetro e le superfici devono essere perfettamente pulite, ordinate. Per verificare se la vetrina è refrigerata basta appoggiare una mano sul vetro. 2. Se è possibile conviene dare un’occhiata anche alla postazione di lavoro dello chef e al bancone. Anche qui ordine e pulizia devono farla da padrone e, in particolare, il tagliere in polietilene su cui si prepara il sushi deve essere bianco quanto più possibile. Così come grembiuli e strofinacci, mentre il cappello o la fascia sulla la testa per coprire i capelli sono elementi obbligatori. 3. Un elemento da prendere in seria considerazione è l’odore. La puzza di pesce è un indice negativo che dovrebbe insospettire. Il ristorante non è una pescheria e, in ogni caso quando, si cucina pesce fresco e la cucina è dotata come prescrive la norma di legge di cappe di aspirazioni adeguate, in sala non ci devono essere odori sgradevoli. 4. Quando si decide di ordinare il pesce crudo, si dovrebbe sempre iniziare dal sashimi. Il piatto, non necessitando di condimenti, permette di valutare meglio la freschezza della materia prima. Il pesce fresco e adeguatamente conservato deve essere lucido e inodore. Anche la consistenza della carne è un elemento importante per identificare pesce fresco conservato correttamente: al tatto deve apparire compatto, freddo e non appiccicoso. Al contrario quando la materia prima viene conservata male o rimane a lungo fuori dal frigorifero il pesce emana un forte odore. Anche il tono della muscolatura risulta rilassato, il pesce si fraziona facilmente, risulta gommoso, viscido e si nota una sostanza collosa al tatto. Alcuni locali per riciclare il pesce che ormai ha qualche giorno e ha un odore poco invitante, lo fanno marinare con salsa di soia o altre salse molto aromatiche. In questo modo i filetti perdono quella punta di odore sgradevole e possono essere serviti tranquillamente al tavolo come uramaki o California roll. 5. Per quanto riguarda il sushi, come si fa a distinguere una porzione preparata il giorno prima e conservata in frigorifero da quello fatto al momento? In genere quando il sushi è 'vecchio' il pesce ha un aspetto opaco, mentre il riso al contrario assume un aspetto vitreo. I chicchi tendono a incollarsi l’un l’altro, dando al prodotto una consistenza molto più compatta, rispetto a quello appena preparato dallo chef.

 

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