Martedì, 28 Marzo 2017
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 01 Marzo 2017

 Il "Gruppo di lavoro permanente - Nuovo ponte della Becca", informa che in armonia con quanto deciso dal "Comitato e l'Ordine Pubblico e la Sicurezza Provinciale" sabato 11 marzo, dalle ore 9 alle 13, il ponte della Becca sarà chiuso al traffico per la manifestazione denominata " 1° marcia sul ponte" allo scopo d'incalzare la parte politica pavese, di informare i media e sensibilizzare l'opinione pubblica, sulla necessità di realizzazione di un nuovo ponte. Sono previste deviazioni della circolazione con percorsi alternativi che, presumiamo, verranno comunicati nei prossimi giorni. La partecipazione in massa dei cittadini sarebbe un importante segnale per le forze politiche che devono e dovranno decidere con quali risorse, come e quando realizzare il nuovo ponte della Becca    

 

 Nel commentare le analisi sulla pasta dell’Associazione Grano Salus, AIDEPI – Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane manifesta il suo stupore e disappunto di fronte all’ennesima azione denigratoria verso la pasta e i produttori italiani che nasce sulla rete con la sola finalità di creare allarmismo e disinformazione.

 La pasta italiana è sicura. Far credere che aver individuato tracce di residui ben al di sotto dei limiti di legge costituisca di per sé un problema per la salute è irresponsabile.  Solo considerando il glifosato, nella misura trovata dalle analisi di Grano Salus, non sarebbe possibile superare i limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie neppure mangiando 300 kg di pasta al giorno: oltre 20 volte la pasta che consumiamo in media in un anno.

Esistono leggi a tutela dei cittadini e le analisi si dovrebbero fare per scoprire chi supera i limiti imposti dalle legge, non per fare un processo mediatico a chi invece produce nel pieno rispetto delle norme. L’EFSA stabilisce limiti precauzionali molto restrittivi, addirittura 100 volte inferiori al livello più basso al di sotto del quale non si hanno riscontri di effetti negativi.

Ma tutta l’operazione di Grano Salus è diffamatoria e crea disinformazione: la presenza di fitofarmaci, tossine e metalli pesanti non è un marker di provenienza geografica e non è escluso che tracce delle sostanze citate possano trovarsi in grani italiani e del Sud Italia. Ed è inaccettabile insinuare che l’industria della pasta italiana miscelerebbe grani fuorilegge con grani a norma. Lo proibisce la legge europea, cui tutti i produttori italiani di pasta si attengono, lo impone la tradizione centenaria dei migliori pastai del mondo.

AIDEPI si riserva di agire nelle sedi più opportune per tutelare la propria immagine e il proprio operato da queste gravissime accuse.

 

 Si svolgerà domenica, 5 marzo 2017, la tradizionale giornata di volontariato ecologico “Scopri Verde”. Dopo tanti anni in cui la manifestazione si è concentrata esclusivamente sul territorio di Rivanazzano Terme, questa edizione coinvolgerà anche i cittadini di Retorbido e Codevilla, per un’azione congiunta di grande efficacia materiale e morale.

  Pulire anche fuori da casa nostra, prenderci cura dei nostri paesi è un segno di civiltà e di rispetto reciproco. Bisogna recuperare senso civico e amore per il bene pubblico perché un mondo diverso e migliore è possibile se lo si costruisce tutti insieme: ognuno di noi, con un semplice gesto, può contribuire a rendere più bella la nostra terra agli occhi di tutti.

 Il volontariato e la partecipazione sono due leve di cambiamento fondamentali: intrecciano competenze, visioni diverse e danno voce a istanze collettive, come si è potuto vedere negli ultimi due anni, nella lunga lotta contro il paventato impianto di pirolisi a Retorbido.

 La manifestazione di domenica prossima sarà un ulteriore segnale della voglia dei cittadini di ritrovare il senso di appartenenza a una comunità: puliamo insieme i nostri paesi dai rifiuti, dall’indifferenza e dalle barriere mentali e apriamo le porte al dialogo e al confronto, per ripensare a un nuovo sviluppo “sostenibile” della terra dove abbiamo scelto di vivere.

 Anche quest’anno saranno molti i volontari, tra cittadini, studenti, amministratori, associazioni che muniti di tuta, pettorina catarifrangente, guanti da lavoro e ramazze messi a disposizione gratuitamente dal gruppo di cittadini, guidati da Emilio Limonta che da anni organizza l’iniziativa, si divideranno in diverse squadre per ripulire dai rifiuti strade, vie, parchi, fossi dei tre paesi, regalando alcune ore del proprio tempo a favore dell’ambiente, prima di ritrovarsi insieme per un pranzo conviviale che chiuderà la mattinata di lavoro.

 Scopri Verde 2017 si fregia del patrocinio dei Comuni di: Rivanazzano Terme, Retorbido e Codevilla.

 L’appuntamento con Scopri Verde è per domenica 5 marzo 2017, alle ore 8.30.

 Punti di ritrovo:

 Rivanazzano Terme - presso il circolo Enars, Piazza Papa Giovanni XXIII.

 Retorbido – presso Info Point Comitato, Piazza Roma

 Codevilla – presso la Farmacia, Via Roma

 

 Il 9 marzo in tutto il mondo verrà celebrata la Giornata del Rene. Lo scopo è incentivare la lotta contro le malattie renali accrescendo la consapevolezza della popolazione riguardo l'importanza di una diagnosi precoce come trattamento più efficace.

L'Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale di Voghera parteciperà a questa importante ricorrenza aprendo le porte ai cittadini desiderosi di un colloquio con l'equipe del Dott. Fabio Milanesi, Direttore dell'Unità Operativa.

“Questa campagna riveste grande importanza – spiega il Dott. Milanesi – se si pensa che in media una persona su dieci, spesso senza saperlo, soffre di una malattia renale. In quest'ottica si comprende la necessità di una attenta prevenzione attraverso la sensibilizzazione della popolazione riguardo ai più comuni fattori di rischio, come diabete e ipertensione”.

I colloqui si svolgeranno in maniera del tutto gratuita, senza necessità di impegnativa da parte del Medico Curante, presso gli Ambulatori di Nefrologia dell'Ospedale di Voghera, giovedì 9 marzo dalle ore 14:00 alle ore 18:00, fino a esaurimento posti.

“L'unica cosa che si dovrà fare – spiega il Dott. Milanesi – sarà prenotarsi telefonicamente allo 0383-695915 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:30 alle ore 12:30, non oltre martedì 7 marzo, indicando nome e cognome e concordando la fascia oraria disponibile”.

Istituita nel 2006, la Giornata Mondiale del Rene punta annualmente alla prevenzione delle malattie renali aumentando, come detto, la consapevolezza nella popolazione generale riguardo i principali fattori di rischio. Quest'anno il focus principale sarà il rapporto tra rene e obesità.

 “Purtroppo – spiega il Dott. Milanesi – ancora tante, troppe persone giungono alla nostra attenzione con malattie renali ormai croniche, irreversibili, quando sarebbero bastati pochi controlli periodici per evitarle”.

 Quali esami sarebbe necessario fare e a partire da che età?

 “Prevenire l'insorgenza di malattie potenzialmente invalidanti è spesso semplice: misurare con regolarità la pressione arteriosa al domicilio, in farmacia oppure dal Medico Curante, effettuare almeno una volta una ecografia dei reni, eseguire occasionalmente un esame delle urine e un prelievo del sangue per valutare parametri semplici come creatinina e glicemia. Quanto all'età non esiste una soglia precisa, alcune malattie posso essere addirittura congenite, diciamo che a partire dai quarant'anni può essere indicato controllarsi con maggior regolarità”.

 Quali possono essere invece i sintomi da non sottovalutare?

 “ I reni sono organi silenziosi, a differenza di altri spesso non danno segno di sé fino a quando si arriva a una malattia conclamata. Sicuramente è fondamentale non sottovalutare una pressione arteriosa costantemente elevata, superiore a 140/90 mmHg, la presenza di gonfiore alle gambe, i cosiddetti edemi, oppure una marcata e costante stanchezza”.

Come spiegato dal Dott. Milanesi, l'attività svolta dalla sua Unità Operativa è suddivisa sui tre Ospedali dell'Oltrepò Pavese: Voghera, Stradella e Varzi. Questa comprende l'emodialisi ospedaliera per cui sono seguiti circa 60 pazienti a Voghera, 40 a Stradella e 12 a Varzi e la dialisi domiciliare con circa 25 pazienti in trattamento peritoneale per un totale di 27.000 dialisi all'anno. Inoltre vengono seguiti gli unici due pazienti della provincia in trattamento emodialitico domiciliare, all'interno di un progetto nazionale finanziato anche dal Ministero della Salute.

Accanto alla Dialisi è attivo un servizio di ambulatori che si occupa di visite specialistiche per pazienti affetti da malattia renale, ipertensione arteriosa e calcolosi renale (circa 5000 visite all'anno di cui 3100 a Voghera), ecografie dei reni e delle vie urinarie (circa 1200 all'anno) e monitoraggio pressorio delle 24 ore (circa 800 all'anno).

Infine l'Unità Operativa è convenzionata con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, con la Scuola di Specializzazione in Nefrologia dell'Università degli Studi di Pavia e collabora con il Policlinico San Matteo per incentivare l'attività di trapianto renale con tre pazienti trapiantati nel 2016 e al momento uno nel 2017.

 L'equipe medica che collabora con il Dott. Milanesi è composta dal dott. Silvano Costa, dott.ssa Annalisa Foschi, dott. Ivo Milani, dott. Stefano Rindi, dott.ssa Manuela Zucchi e dott. Paolo Albrizio. La caposala è la Sig.ra Daniela Tacconi.

 

 “Riportare i ticket a come sono stati fino a un mese fa è solo una cinica mossa politica di Maroni. Il Governo ha infatti impugnato un articolo del collegato al bilancio scritto male, senza copertura, introdotto con un emendamento dell'ultimo minuto firmato da Lega, Forza Italia e NCD. Ma la delibera che abbassa il tetto dei superticket da 30 a 15 euro non è stata toccata e se Maroni non l'avesse revocata sarebbe rimasta in vigore, esattamente come le precedenti che sono intervenute per estendere le esenzioni. Siamo di fronte a un'abile mossa di campagna elettorale sulla pelle dei lombardi, che per la Regione significa anche risparmiare 25 milioni di euro.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani in merito alla revoca, a partire da domani, 1 marzo, dello sconto sui superticket sanitari su visite ed esami introdotto a partire dal 1 febbraio. La decisione segue l'impugnativa da parte del Governo dell'articolo 19 del collegato al bilancio 2017 – 19 che fissa l'obiettivo generico di ridurre il superticket del 50% nei prossimi tre anni a fronte di una non ben definita futura riduzione di spesa.

“Trovare una soluzione sarebbe molto facile, se solo lo si volesse fare, perché la Lombardia ha già un ticket aggiuntivo sui farmaci da cui incassa 260 milioni di euro” conclude Villani.

 

 Sono oltre 200 le firme raccolte da CasaPound Italia Pavia per sensibilizzare l'opinione pubblica e Palazzo Gounela contro il degrado in cui versa Piazza San Bovo. Il movimento ha organizzato presidi, banchetti informativi e invitato i cittadini a mobilitarsi contro l'inedia che colpisce Voghera.

 "Abbiamo protocollato le firme - spiega in una nota Cpi Pavia - indirizzandole al Consiglio comunale e al sindaco, Carlo Barbieri. Siamo stanchi di vedere una zona centralissima della città, come San Bovo, nelle mani di spacciatori, delinquenti e assassini. La cittadinanza è esausta. Inoltre, siamo a 200 metri in linea d'area dal Duomo e questo è il biglietto da visita dell'amministrazione Barbieri".

 "Serve creare una cittadinanza attiva - prosegue Cpi - per limitare gli episodi di micro e macro criminalità. Bisogna destinare un fondo agli esercenti per favorire le attività commerciali. Solo facendo rivivere Voghera si può combattere la delinquenza. E ci deve essere la volontà di realizzare spazi aggregativi. Infine, si devono intensificare i controlli, questo non significa mettere una telecamera ad ogni palo, ma far sentire i vogheresi tutelati".

 "La nostra battaglia - conclude la nota di Cpi - non si ferma qui. L'amministrazione ha sessanta giorni per rispondere alle richieste dei cittadini, ma CasaPound Italia Voghera sarà in strada, da San Bovo alla Stazione, senza dimenticare la periferia, per combattere disagio e degrado. Il tutto mentre le altre forze politiche si nascondono".

 

La frequenza dei sinistri per le guidatrici italiane supera ormai costantemente quella dei guidatori uomini. Lo rileva il sito www.viapo20.it, magazine sul mondo delle assicurazioni, al suo esordio sul web. Secondo lo studio, che si basa sui dati Ania più recenti, i guidatori maschi di autovetture sono 14.102.303, cioè una percentuale del 57% sul totale. Hanno causato 797.056 incidenti stradali, con una frequenza sinistri del 5,65%. Le donne sono 9.131.531, hanno provocato 539.136 incidenti con una frequenza sinistri che ormai ha superato quella degli uomini: 5,90%. Il web magazine www.viapo20.it sottolinea che dal punto di vista numerico la differenza è dello 0,25, mentre la differenza reale è del 4,5%. Si tratta di una inversione di tendenza. In passato l'incidenza degli incidenti stradali con le donne al volante era più bassa di quella degli uomini, tanto che per loro alcune assicurazioni praticavano tariffe Rca più basse.

 Acquistare una nuova casa senza chiedere il mutuo in banca? Si può, grazie a quella che viene definita vendita con riserva di proprietà, altrimenti conosciuta come patto di riservato dominio.

 Questo particolare tipo ti contratto, disciplinato dall'articolo 1523 del Codice Civile, consente all'acquirente di prendere subito possesso dell'immobile, che sulla carta rimane al venditore fino a quando l'inquilino non avrà ultimato il pagamento dell'intera somma pattuita inizialmente, che viene rateizzata nel tempo.

 Se alla scadenza dei pagamenti l'acquirente non ha provveduto a saldare per intero la cifra stabilita, il venditore può rientrare in possesso dell'abitazione tramite la semplice richiesta di 'risoluzione del contratto', indipendentemente dalla somma versata dall'acquirente fino a quel momento.

 Ad ogni modo, se l'acquirente non onora il contratto il venditore è tenuto a restituire i soldi incassati trattenendo l'equivalente dell'affitto non percepito (articolo 1526 del Codice Civile) ed eventualmente anche un indennizzo per i danni subiti.

 Se l'acquirente ha mancato di versare una sola rata il venditore non può chiedere la risoluzione del contratto, a meno che questa rata non superi 1/8 del prezzo di vendita pattuito tra le due parti.

 

 Il bonus di 80 euro è andato a 11,2 milioni di contribuenti, che in media hanno percepito 800 euro, ed è costato 9 miliardi. I dati, diffusi dal Mef, sono relativi alle dichiarazioni dei redditi Irpef per l'anno d'imposta 2015. Secondo le tabelle disponibili online, 1,73 milioni di contribuenti dovranno restituire - totalmente o in parte - il bonus.

 Nel dettaglio, circa 966.000 persone hanno dovuto restituire integralmente gli 80 euro in sede di dichiarazione, mentre 765.000 soggetti hanno dovuto restituire solo una parte del bonus ricevuto. Al calcolo bisogna poi aggiungere che, in sede di dichiarazione dei redditi i soggetti che hanno fruito del bonus per l'intero ammontare risultano 514.000, mentre 1.009.000 soggetti ne hanno recuperato in dichiarazione una quota, a integrazione dell’importo già in parte erogato dal sostituto d’imposta.

 Dai dati del Mef emerge inoltre che il reddito medio dei lavoratori dipendenti ammonta a 20.669 euro; i pensionati si fermano a 16.870 euro; i lavoratori autonomi raggiungono i 38.290 euro. I redditi Irpef più 'ricchi' sono quelli della Lombardia, con 24.520 euro, mentre all'ultimo posto ci sono i redditi della Calabria, con appena 14.780 euro. Si tratta di una differenza che sfiora i 10.000 euro.

 Secondo le tabelle, quasi un contribuente su due dichiara un reddito inferiore a 15.000 euro l'anno. E ancora: il 45% dei contribuenti si colloca nella classe di reddito fino a 15.000 euro e dichiara solo il 4,5% dell'Imposta sui redditi.

 I contribuenti Irpef che -per l'anno d'imposta 2015- dichiarano un reddito superiore ai 50.000 euro sono solo il 5,2% del totale ma versano il 38% dell’Imposta totale.

 Le addizionali Irpef, invece, 'alleggeriscono' le tasche dei contribuenti per un totale di 16,5 miliardi di euro, di cui 11,8 miliardi vanno alle regioni e 4,7 miliardi ai comuni. I più tartassati si trovano nel Lazio, che versano in media 620 euro l'anno di imposta addizionale regionale e 250 euro di addizionale comunale, per un totale di 870 euro l'anno.

 

 Gira 23 ospedali in Veneto, ma anche in Friuli e Trentino, per poter riuscire ad abortire. Una quarantenne, già madre di due bambini, ha vissuto una vera e propria odissea per poter procedere all’interruzione volontaria della sua terza gravidanza.

 È metà dicembre quando la donna scopre di essere incinta, la legge impone di procedere all’ivg entro i primi novanta giorni. Dodici settimane, tre mesi. La quarantenne è al secondo mese di gravidanza e inizia a contattare telefonicamente le strutture più vicine, a Padova, ma niente da fare, così prosegue la ricerca ed arriva alla incredibile cifra di 23 strutture ospedaliere contattate, che per una ragione o per l'altra le danno una risposta negativa: "non ce la facciamo", "siamo già al limite", "non riusciamo a stare nei tempi", "ci sono le vacanze", "sono tutti obiettori", "il problema non è solo trovare un medico ma anche l’anestesista può essere obiettore di coscienza","non siamo nelle condizioni di...".

Così, ormai disperata la donna contatta la Cgil che l'aiuta, e a gennaio la svolta, Giulia abortisce all'ospedale di Padova (la prima struttura contattata), poco prima dello scadere dei novanta giorni previsti dalla legge 194. Da parte sua l'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto ha annunciato un'indagine interna, approfondendo la vicenda e sentendo anche la donna.

 

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