Giovedì, 17 Agosto 2017

I GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE DELLA POLIZIA DI STATO CHE NON REGGONO A PALLOTTOLE E LAME

Li ha commissionati lo Stato ma non hanno superato i test. Gara da rifare - I giubbotti antiproiettile in dotazione per la Polizia non superano il test. Il ministero dell’Interno, nel novembre del 2016, aveva bandito una gara per l’acquisto di 1.300 capi antilama sottocamicia, con l’opzione di altri 850, per un totale di spesa di 795.500 euro iva esclusa (quindi dal costo unitario di 610 euro l’uno), da fornire agli agenti. Eppure, secondo quanto denunciato anche dai sindacati, ci sono diversi problemi.

Ad aggiudicarsi la gara è stata una ditta italiana, in collaborazione con una seconda società estera. 

Peccato che dopo l’aggiudicazione, arrivati alle prove tecniche antilama e antiproiettile presso il balipedio del Banco nazionale di prova, i sottocamicia non abbiano superato tre su tre di test previsti. Questo perché, a volte, nella produzione post gara le ditte utilizzano materiali più scadenti. Risultato: l’amministrazione dovrà indire un nuovo bando, con evidente spreco di denaro pubblico, per rimettere l’offerta sul mercato. I sottocamicia, infatti, non avrebbero retto a eventuali colpi o tentativi di accoltellamento e per gli agenti si sarebbe incorsi in rischi non di poco conto, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, visti anche i numerosi episodi di cronaca che non lasciano spazio all’immaginazione.

Tutta colpa del subappalto che spesso, in realtà ministeriali, si rivolge a ditte estere. Ditte che producono materiale balistico, usando però materiali scadenti. Il problema era già stato sollevato lo scorso anno dal sindacato Coisp che aveva denunciato «gravissime anomalie tecnico logistiche, giubbotti antiproiettile che si bucano in sede di collaudo e kit antisommossa che devono essere aggiustati con un cacciavite».

 

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