Martedì, 23 Maggio 2017

VOGHERA - “UNA CITTÀ NELLA CITTÀ. OMAGGIO ALL’EX MANICOMIO”

Con circa 150 persone tra il pubblico ad ascoltare le proposte per il riutilizzo dell’ex ospedale psichiatrico di Voghera (Pv), avanzate dall’ingegnere Cristina Brambilla e dagli studenti, per gli organizzatori del convegno del 5 maggio all’istituto Maserati di Voghera (Pv) “la serata è stata un grande successo e dimostra il desiderio della cittadinanza di vedere rivivere la struttura di viale Repubblica. Un amore da parte dei vogheresi che l’amministrazione comunale di Carlo Barbieri, la quale era assente tra il pubblico, non sembra cogliere affatto”. Lo afferma il gruppo Labiria, che ha organizzato il convegno insieme al Maserati e all’associazione Spino Fiorito. “È molto importante - prosegue Labiria - l’impegno che l’Asst si è assunto al convegno. Chiediamo che le promesse annunciate pubblicamente vengano mantenute al più presto”.  

Durante il dibattito, infatti, è intervenuto Angelo Marioni, dirigente Comunicazione dell’Asst Pavia: “Conosciamo i problemi dell’ex ospedale psichiatrico. Abbiamo qualche idea - ha detto Marioni in rappresentanza del direttore generale dell’Asst, Michele Brait - ma ora non possiamo spiegarle: come pubblica amministrazione dobbiamo parlare con atti ufficiali. Siamo assolutamente convinti che sia una struttura da recuperare e ci sarà il nostro impegno”.  

Il gruppo Labiria ha rivolto all’Asst alcune richieste. “Innanzitutto - ha detto Daniele Ferro di Labiria - l’azienda valuti al più presto il progetto dell’ingegnere Brambilla e dica ai cittadini che cosa ne pensa. Secondo: l’Asst spieghi quali sono le sue idee concrete per recuperare la struttura. Terzo, chiediamo che l’Asst si prenda cura del parco in viale Repubblica, o almeno dia la possibilità a cittadini volontari di poterlo fare, e metta il parco a disposizione della cittadinanza, in particolare dei bambini, che a Voghera hanno pochi spazi verdi dove poter giocare e crescere”.  

“Le istituzioni non offrono una memoria sull’ex manicomio - ha aggiunto Labiria - e per fortuna ci sono gli scrittori e le associazioni. Ma intanto la struttura invecchia e se non si fa nulla crollerà, come sta crollando l’ex caserma di cavalleria. A noi vogheresi non basta avere già una grande vergogna? L’ex manicomio è un tesoro abbandonato, che portando qui studiosi e turisti, potrebbe offrire lavoro sano. Se noi cittadini non ci diamo una svegliata, l’ex ospedale non solo è morto ma sarà pure sepolto. Magari da qualche palazzinaro, in una città dove già ci è stato sottratto il parco Baratta per villette e centri commerciali di cui ben pochi sentivano l’esigenza”.    

“La nostra scuola - ha spiegato Filippo Dezza, dirigente del Maserati - è una maglia di una vasta rete che ha come obiettivo il recupero dell’ex manicomio, una città che sta all'interno della città di Voghera. C'è un lavoro enorme da fare, basti pensare alle 17 mila cartelle cliniche che rischiano di marcire. Diverse realtà associative si stanno occupando da tempo dell’ex manicomio, sul quale il Maserati lavora da anni. Allora abbiamo deciso di mettere tutto insieme, unendo soggetti diversi. Noi stasera - ha proseguito il preside - facciamo un dispetto a coloro che si disinteressano di questo patrimonio, e stiamo amando chi è passato per l’ex manicomio”. Già nel 1998, con il progetto “Un’idea per l’ex ospedale psichiatrico”, gli studenti del Maserati avevano scritto proposte per il riutilizzo della struttura, come un polo universitario, un museo e spazi per giovani e anziani.   

La sera di giovedì 25 maggio, primo giorno della Fiera dell’Ascensione di Voghera, il Maserati sarà aperto al pubblico: “Gli studenti - ha spiegato Dezza - presenteranno in maniera estesa i loro lavori e i progetti per l’ex ospedale”. 

L’ingegnere Cristina Brambilla, già allieva dell’istituto Maserati che si è laureata l’anno scorso all’università di Pavia con una tesi sulla riqualificazione dell’ex manicomio (“Una città nella città: progetto di una Casa della Salute nell’ex ospedale psichiatrico di Voghera”), ha presentato al pubblico le sue idee per il riutilizzo della struttura di viale Repubblica costruita nel 1876 e che, su una superficie di quasi 65 mila metri quadrati, arrivò ad ospitare oltre 1.000 persone. “Dalle mie analisi dei dati - ha sottolineato Brambilla - emerge che in Oltrepò abbiamo bisogno il doppio di Residenze Sanitarie Assistenziali: il numero degli anziani in lista di attesa è quasi pari al numero di posti letto disponibili”.   

Per questo l’ingegnere propone la costruzione di tre piccoli padiglioni per ospitare gli anziani, oltre al recupero delle sale dell’ex ospedale per costituire, tra l’altro, una Casa della Salute con l’offerta di servizi sociosanitari e spazi per l’aggregazione cittadina e le visite turistiche (museo, giardini, auditorium, piazze, gallerie commerciali).  

Al convegno sono inoltre intervenuti studenti ed ex allievi del Maserati, lo scrittore Angelo Vicini, la documentarista Novella Limite che ha presentato un suo progetto video sull’ex ospedale, e l’associazione Spino Fiorito, che negli ultimi quattro anni ha portato in visita nella struttura circa 1.500 persone (le prossime visite di Spino Fiorito saranno il 21 maggio e i giorni della Fiera dell’Ascensione).   

“L’ex manicomio ci è sembrata una capsula del tempo”, hanno spiegato gli studenti del Maserati, che con gli insegnanti sono entrati più volte nell’area di viale Repubblica per le loro ricerche sulle condizioni strutturali dell’edificio e sulle piante dei giardini, “dove una volta, ogni anno, sbocciavano 5 mila tulipani. I giardini all’italiana - hanno sottolineato i ragazzi - sono minacciati da un piccolo bruco asiatico, la piralide del bosso, che si potrebbe combattere con una battaglia biologica”.   

Gli studenti hanno classificato la biodiversità botanica dell’ex ospedale con un software online, “Dryades”, e hanno realizzato una mappa botanica. “I giardini - hanno aggiunto i ragazzi - andrebbero tutelati e valorizzati, con arredi urbani e percorsi per spiegare la storia dell’ex ospedale. Noi studenti abbiamo diverse proposte. Visitare l’ex manicomio ci ha stimolato molto, ma abbiamo notato il degrado della struttura. Eppure ci sono spazi che si potrebbero subito riutilizzare, come la chiesa, nella quale ci sono preziosi affreschi”. 

“L’ospedale psichiatrico di Voghera fu il punto trainante della legge Basaglia”, ha detto al convegno Angelo Vicini, che insieme a Fabio Draghi ha scritto il libro “Oltre il cancello, Voghera” . “In quella struttura c’erano gli “ergastoli bianchi”, persone che passavano lì dentro una vita intera. Poi negli anni ’70, con la direzione di Gian Franco Goldwurm, le cose cambiarono. Ma come allora, anche oggi il disagio sociale non lo vuole vedere nessuno”.

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