Giovedì, 17 Agosto 2017

PONTE DELLA BECCA : “E' ARRIVATO, CON I SOLITI CANALI, CHI ERA STATO PRESCELTO PER L'IMPORTANTE INCARICO... E QUI MI FERMO, SPERANDO CHE NON VI SIANO RAGIONI PER CUI POSSA PROSEGUIRE LA MAGISTRATURA".

Sindaci, esponenti politici, membri di associazioni e semplici cittadini. E’ stata una vera e propria marcia "istituzionale" quella che poche settimane fa ha chiesto a gran voce la realizzazione di un nuovo ponte della Becca. Quello vecchio, si sa, è una struttura ormai inadeguata a sopportare il traffico del ventunesimo secolo e, considerato che rappresenta un raccordo fondamentale tra l’Oltrepò orientale e il pavese, si capisce l’urgenza e la necessità di un qualche tipo di intervento. La grande mobilitazione politica sembrava aver portato ai primi risultati: 1 milione di euro era stato stanziato da Regione Lombardia per la realizzazione del nuovo progetto, che sarebbe finito per costare sui 70-80 milioni complessivi. Cifra di quelle che "fan girare la testa", tanto che qualcuno, un avvocato di Linarolo, ha inoltrato all’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, un esposto in cui si richiede di vigilare sullo scenario che si sta delineando, alla luce del fatto che per riparazioni varie al ponte sono già stati spesi circa 10 milioni di euro tra il 2012-2013, somma e lavori ancora oggetto di un’inchiesta della Procura di Pavia per turbativa d’asta.  Pochi giorni fa però la doccia gelata dell’Anas, che ha rimbalzato la competenza dei lavori alla Provincia di Pavia che, se già fatica a rattoppare le strade, non si capisce come potrebbe costruire un ponte. Di questo e altro abbiamo parlato con il noto architetto vogherese Gianfranco Dazzan. Non sarà coinvolto direttamente in questa progettazione, ma ha sicuramente l'esperienza per esprimere un parere autorevole.

Architetto Dazzan, secondo lei sarebbe pensabile con opportuni interventi riutilizzare il ponte esistente senza doverne per forza costruire uno nuovo?

"Il riutilizzo del ponte come attualmente viene prospettato, ossia come pista pedonale e ciclabile, mi pare l'unica soluzione possibile e sensata in quanto ritengo sia da escludere la possibilità di recuperarlo per il traffico pesante, anche perchè oltre al degrado strutturale vi è da rilevare che sono cambiate le condizioni e le sollecitazioni a cui sarebbe oggi sottoposto rispetto a quelle per il quale era stato progettato agli inizi del secolo scorso".

Da un punto di vista di impegno delle risorse "conviene" costruire un ponte nuovo o sistemare la struttura esistente?

"Già dal primo dopoguerra furono diversi i ponti in ferro demoliti e ricostruiti, sia in conseguenza dei danni bellici subiti, ma anche perchè da non ritenersi più idonei a tollerare gli aumentati carichi di traffico laddove si sono confermate o potenziate le infrastrutture viarie sulle quali insistevano. Il Ponte della Becca, fortemente danneggiato dai bombardamenti, venne invece riparato con grande attenzione e di fatto, anche se con necessità di consistenti manutenzioni, ha continuato a svolgere la sua funzione sino agli albori del nuovo secolo, dove ha poi rivelato irrimediabilmente la sua sopraggiunta inadeguatezza. Se la costruzione di un nuovo ponte è indiscutibilmente una scelta economicamente gravosa, è comunque una risposta positiva in termini di sicurezza ed efficienza da valutarsi nell'ottica di un risparmio gestionale nell'arco di un secolo, ossia della presunta vita della struttura".

Tra il 2010 e il 2013 sono stati spesi "per rattoppare" il ponte 10 milioni di euro. Una cifra enorme tant’è che qualcuno si è mosso per capire come e dove sono stati messi questi soldi… secondo lei è una cifra congrua alla luce dei risultati ottenuti o siamo di fronte all’ennesimo caso di mal gestione del denaro pubblico?

"Non ho informazioni e dati per poter entrare puntualmente nel merito dei lavori fatti e delle somme spese. Certamente i consistenti esborsi ci danno il senso della inadeguatezza soprattutto programmatoria che caratterizza la nostra gestione delle infrastrutture pubbliche. Il rinviare gli interventi manutentivi o la sostituzione dei manufatti induce spesso ad interventi in condizioni di emergenza e con l'acqua alla gola, e in questo caso l'immagine è particolarmente calzante, con l'addebito di costi appunto dovuti alle emergenze che difficilmente in una corretta e virtuosa gestione potremmo ritenere normali".

Il ponte è per la provincia di Pavia un "monumento" strutturale. Lei cosa farebbe per salvaguardare questa icona? come potrebbe essere convertito il suo utilizzo?

"Indiscutibilmente il Ponte della Becca è entrato nella storia dei grandi manufatti industriali e nella caratterizzazione del paesaggio, acquisendo un valore di archeologia industriale che io ritengo non ci è dato di cancellare. Un suo riutilizzo, qualunque esso sia, rappresenterà  inevitabilmente un ulteriore costo di gestione, e purtroppo di non poco conto, considerata la necessità delle periodiche riverniciature per preservarlo dalla ossidazione. Tuttavia, anche se non ha la bellezza di altri ponti in ferro come  quello di San Michele a Paderno D'adda o come il purtroppo demolito ponte di Trezzo, sempre sull'Adda, rappresenta un tangibile e significativo segno della nostra storia recente, di una identità territoriale e di una presenza che testimonia una fase storica cruciale della nostra società, dove alle affermazioni della scienza e della tecnica si sono accompagnate lotte di classe e crescita sociale testimoniate da queste grandi opere di ingegneria civile. La sfida oggi, oltre a conservare queste testimonianze, è quella di ridare loro un senso e non tradire quel significato di concreta utilità in cui si riconosceva una società che tanto ha dato per lo sviluppo di questo territorio. E per il Ponte della Becca in particolare, che si trova alla confluenza di due grandi fiumi, in un contesto naturalistico ancora di elevato valore ambientale con possibilità di un sensato sviluppo turistico, c’è da auspicare un utilizzo come struttura ciclopedonale in grado di dare ancora più attrattività al territorio".

Mettiamo che il ponte nuovo un giorno venga realizzato e tutti saranno felici… Come la mettiamo con la viabilità che collega Pavia a Broni che comunque ha problemi e grossi? La costruzione di un nuovo ponte implicherebbe anche una modifica della viabilità…

"La crescente marginalizzazione e ristagno economico che sta subendo l'Oltrepo, ci dovrebbe indurre a mettere in campo tutte le potenzialità e le strategie urbanistiche per avviarne una ripresa nel segno della sostenibilità e coerenza con la vocazione del territorio. Questo da un lato significa contrastare le strade inutili e lo spreco di territorio e un esempio l'abbiamo avuto con la prevista autostrada Broni-Mortara, ma significa anche potenziare e rendere razionali le vie di comunicazione indispensabili quali la Broni-Pavia, che sconta anche la pianificazione  invasiva e disorganica dei centri abitati che attraversa, oltre alla scarsa cura e manutenzione della sede stradale stessa".

Un milione di euro per la progettazione e la fase preliminare del ponte. Tutti questi studi di progettazione e fattibilità implicano un esborso di soldi pubblici molto elevato…Lei cosa ne pensa, sono indispensabili o esistono strade piu’ concrete, brevi e meno onerose per iniziare il progetto?

"La fase progettuale troppe volte viene sottovalutata e la sua qualità, quando è scarsa, manifesta nella realizzazione dell'opera o nel risultato finale, gli inconvenienti che si configurano nella lievitazione dei costi e nelle brutte opere che ci tocca sempre più spesso di vedere. L'originario Ponte della Becca ebbe almeno tre diverse ipotesi realizzative di altrettante imprese e progettisti che avanzavano le loro proposte, di cui poi fu scelta la soluzione delle Officine Savigliano. Per questo nuovo ponte di cui si ipotizza la costruzione non mi risulta vi sia stato un bando di concorso o vi siano stati approfondimenti fra diverse soluzioni ad adeguato livello di discussione e confronto. E' arrivato, con i soliti canali, chi era stato prescelto per l'importante incarico... e qui mi fermo, sperando che non vi siano ragioni per cui possa proseguire la magistratura".

 

  1. Primo piano
  2. Popolari